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BANCHE VENETE, SI PUÒ DIRE ‘PAGLIACCI DELLA LEGA’ E ‘ZAIA COME ERDOGAN’. TRIBUNALE DI TREVISO DÀ RAGIONE A GIANLUCA BUSATO

BANCHE VENETE, SI PUÒ DIRE ‘PAGLIACCI DELLA LEGA’ E ‘ZAIA COME ERDOGAN’. TRIBUNALE DI TREVISO DÀ RAGIONE A GIANLUCA BUSATO

Il Gip rigetta denuncia della Lega contro il Presidente di Plebiscito.eu, che sulla vicenda delle popolari venete ha “legittimamente espresso la sua presa di distanza” da “condotte poco serie” dei vertici leghisti Mercoledì 21 giugno scorso il Gip del Tribunale di Treviso Piera De Stefani ha rigettato l’opposizione del segretario nazionale della Lega Nord-Liga Veneta […]
27 Giugno 2017 3 Comments by Gianluca Busato in editoriali news

Il Gip rigetta denuncia della Lega contro il Presidente di Plebiscito.eu, che sulla vicenda delle popolari venete ha “legittimamente espresso la sua presa di distanza” da “condotte poco serie” dei vertici leghisti

Mercoledì 21 giugno scorso il Gip del Tribunale di Treviso Piera De Stefani ha rigettato l’opposizione del segretario nazionale della Lega Nord-Liga Veneta Gianantonio Da Re alla richiesta di archiviazione presentata dal PM in merito alla denuncia dello stesso contro il presidente di Plebiscito.eu Gianluca Busato, reo secondo la lega di aver diffamato Zaia e il suo movimento con un intervento pubblicato sulla sua pagina Facebook il 20 luglio 2016 e con un articolo pubblicato sul sito di Plebiscito.eu ancora a dicembre 2015.

Le motivazioni espresse dal Giudice sono nette e non lasciano spazio ad interpretazioni: “Le espressioni, senza dubbio pungenti e dai toni aspri (di Gianluca Busato, ndr), non assumono valenza penale per essere le medesime scriminate in quanto rese nell’ambito della libera manifestazione del diritto di critica politica”.

“Giova preliminarmente evidenziare – continua il Giudice – che le affermazioni contenute nei post di cui alla querela si inseriscono indubitabilmente nell’ambito della censura e critica politica all’operato del presidente della Regione Veneto Zaia e dei rappresentanti a vari livelli della Lega Nord nell’ambito della nota vicenda che vede coinvolte due primarie banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca), il cui operato era stato difeso inizialmente dai componenti di spicco del predetto partito”. E ancora: “la manifestazione di critica politica è necessariamente riconosciuta a ciascun cittadino, quale libertà di pensiero ed espressione costituzionalmente garantito”. Secondo il Giudice quindi nulla preclude a Busato di “manifestare il proprio dissenso e le proprie valutazioni in merito a questioni di sicuro rilievo per la collettività ed a soggetti con incarichi istituzionali”.

E ancora: “La forma espositiva impiegata non trasmoda mai in attacco gratuito e immotivato alla sfera personale, ma conserva sicura relazione con il contesto del discorso critico di riferimento e dunque con la tematica attinente il fatto dal quale la critica trae spunto”. “Alla luce dei richiamati principi, le espressioni utilizzate per quanto pungenti (vedasi “pagliacci” e “Zaia come Erdogan”) nel contesto descritto assumono valenza non già di gratuito e bieco attacco, immotivato, al partito della Lega e ai suoi componenti, bensì di presa di distanze dalle condotte di questi, mettendone in risalto, nella vicenda delle banche venete, la ritenuta poca serietà nell’averle prima difese a spada tratta (ed in presenza di cointeressenze riferite a dati oggettivi, quali l’incarico ricoperto dalla moglie del presidente di Veneto Banca in seno al Comune di Montebelluna per la Lega e nell’aver solo poi assunto la veste di protettori dei clienti delle medesime”.

Nella conclusione del dispositivo il Gip taglia quindi la testa al toro: “non può rilevarsi come l’apparente contraddittorietà della condotta condotta degli esponenti della Lega, per come illustrata (da Gianluca Busato, ndr) ed oggetto dell’aspra critica ridetta, non risulti smentita da contrarie emergenze”.

Gianluca Busato ha commentato: “la decisione del Tribunale rende giustizia a un fatto che i giornali tendono a far passare sotto silenzio: il grave operato dei vertici delle Banche Venete, con tratti criminaleggianti, si è condotto con l’avallo dell’intera classe dirigente, che anzi lo ha difeso a spada tratta persino nel caso dei rari interventi di controllo da parte di Bankitalia. Pertanto i signori della Lega oggi non possono dire di essere estranei alla classe dirigente veneta che è stata travolta dal più grande scandalo finanziario della breve vita dell’infausto stato italiano, dove, come al solito, paga Pantalone, ovvero i contribuenti, i taxpayer che qualcuno vorrebbe continuare a prendere in giro smarcandosi dai comportamenti poco seri e incoerenti che ha tenuto”.

Ufficio stampa – Plebiscito.eu

Il provvedimento del Gip di Treviso:

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Comments (3)

  1. Mauro 56
    Mauro 56
    27 Giugno 2017 Reply

    Il più grave scandalo non è quello delle due banche venete,ma quello di MPS,notoriamente il bancomat del PCI-PDS-DS-PD,per il quale la cifra pagata corrisponde alla somma ricavata dall’IMU.Quindi?Hanno pagato i contribuenti.

  2. annibale55
    annibale55
    3 Luglio 2017 Reply

    No Mauro, ti sbagli. Sono sicuro che quello delle banche venete sia un furto vero e proprio. Da come si sono svolti i fatti (assemblea 2015 per la trasformazione in SPA e successivo azzeramento del titolo) possiamo tranquillamente affermare che si tratta di un piano per rubare ai veneti le banche e “donarle” a B. Intesa. E’ una specie di aumento di capitale a favore di b. Intesa probabilmente per salvarla.

  3. Annibale Mantovan
    Annibale Mantovan
    3 Luglio 2017 Reply

    No Mauro, secondo me ti sbagli. La vicenda delle popolari venete da come si è svolta è stata programmata fin dall’ inizio. Azzerare il capitale dei soci attraverso la trasformazione in SPA seguendo direttive centrali per poi donare la parte buona a B. Intesa. In pratica un aumento di capitale gratuito verso B. Intesa per salvarne i conti.

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