ROMA PIÙ LADRONA CHE MAI: IL VENETO SEMPRE PIÙ DEPREDATO DALL’ITALIA
Dopo il referendum farsa del 2017 il furto fiscale nei confronti del Veneto si è aggravato. L’indipendenza fa più paura all’Italia di un’autonomia farlocca
Il Veneto continua ad essere depredato fiscalmente, come nulla fosse. Il furto avviene da tempo immemore e, dopo una breve frenata sotto i 10 miliardi di euro annui in epoca pandemica, esso è ritornato immediatamente a crescere verso i consueti 15-20 miliardi di euro l’anno. Lo dimostrano le cifre impietose quanto ufficiali del governo italiano sui conti pubblici territoriali che vengono aggiornate con cadenza annuale e sono sottoposte ad azioni di verifica puntuale a fronte degli oltre 12 mila bilanci rilevati.
Per l’ultimo anno disponibile, il 2021, il residuo fiscale, o meglio, il furto fiscale subito dal Veneto ammonta a 13,01 miliardi di euro, per la sola PA (Pubblica Amministrazione).

Ampliando lo sguardo al Settore pubblico allargato (Spa), sempre nel 2021, la situazione peggiora fino alla ragguardevole cifra di 16,56 miliardi di euro.

In totale, senza calcolare l’inflazione, dal 2000 al 2021 il Veneto ha visto sparire oltre 343 miliardi di euro sottratti dallo stato centrale e non riversati sul territorio in alcuna forma. Se si considera il settore pubblico allargato il furto storico epocale nello stesso periodo arriva quasi a 366 miliardi di euro.
Ciò avviene a prescindere dal colore politico dei governi e delle leadership che si succedono. Ciò avviene senza alcuna remora anche dopo il referendum per l’autonomia del Veneto del 2017. Anzi, a ben guardare l’andamento del grafico notiamo che proprio dopo il referendum di Zaia il furto ha subito un picco impressionante passando dai 14-16 miliardi di euro l’anno del periodo 2014-2017 ai 19-20 miliardi del 2018-19, salvo poi brevemente frenare proprio durante il periodo del Covid, ma immediatamente dando nuovi segni di accelerazione. Sarà curioso vedere se fra 1-2 anni la tendenza tornerà ad essere quella del 2018-19, come appare probabile. Quindi non solo il Veneto non avrà alcuna forma di autonomia reale, ma anzi il furto si è aggravato.
Oltre al danno, le beffe.
Ecco perché la lotta di Plebiscito.eu continua. Non può esservi infatti un obiettivo diverso dall’indipendenza del Veneto, come ha dimostrato in questi 6 anni l’infruttuosa e anzi controproducente contro-propaganda per l’autonomia.
Anzi come dimostra proprio il residuo fiscale nel corso degli anni, dopo il plebiscito digitale del 2014 esso ha avuto una tendenza al ribasso, fino proprio al referendum farsa del 2017. Vale a dire che lo stato italiano reagisce con paura e diventa più mansueto quando i veneti utilizzano la leva politica dell’indipendenza, mostrandosi invece più famelico e senza controllo di fronte alla finta minaccia di autonomia. Il motivo è semplice: lo strumento dell’indipendenza è saldamente nelle mani dei veneti, grazie al principio di autodeterminazione dei popoli, mentre l’autonomia è una utopistica concessione da parte dello stato centrale, in merito alla quale i veneti nulla possono.
A distanza di quasi 10 anni dal nostro referendum digitale per l’indipendenza del Veneto, le nostre energie e risorse non sono certo più quelle di un tempo, ma le nostre ragioni, il nostro impegno e il nostro pensiero sono più vivi che mai e siamo certi che anche il nostro progetto politico potrà ben presto ritrovare la linfa necessaria alla sua attuazione.
Plebiscito.eu
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