[LIBRO BIANCO]: “La Terra che Vorrei” nella nuova Repubblica Veneta
Il gruppo di lavoro Agricoltura ed Ambiente del progetto Libro Bianco presentano:
La Terra che Vorrei nella Nuova Repubblica Veneta
Vittorio Veneto 9 Luglio 2014 ore 20:45
presso sala conferenze Hotel Terme in viale della Vittoria, 4
Il dibattito si sviluperà intorno ai temi dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente. Dutante l’incontro verrà chiesto al pubblico di esprimere la propria opinione, con raccolta di suggerimenti e il lavoro svolto verrà annotato quale base preziosa per lo sviluppo delle materie che i due capitoli coprono.
Vi saranno presenti relatori esperti nel settore dell’agricoltura biologica, gestione dell’ ambiente e gestione rifiuti.
Il progetto Conversazione Nazionale Veneta e Libro Bianco nasce per dar voce ai cittadini sui principali temi che riguardano la sfera pubblica. È un progetto scientifico che mette al centro il parere del cittadino.
Direttore capitolo Ambiente
Direttore capitolo Agricoltura
REPUBBLICA VENETA O DITTATURA ITALIANA
Riflessioni di una notte di mezza estate verso la piena indipendenza
Le cose bisogna chiamarle con il loro nome. Quella in cui viviamo è per l’appunto una dittatura. Mi riferisco allo stato italiano che ancora imperversa in terra veneta, che pure dal 21 marzo 2014 ha iniziato un percorso verso la propria piena e fattiva indipendenza, ora rafforzata anche dall’approvazione della legge regionale 16/2014 (anche se la giunta regionale non pare brillare per velocità nell’ottemperare ad essa, con l’approvazione delle norme e delle procedure per l’organizzazione e il finanziamento del referendum regionale per l’indipendenza del Veneto).
Ne parlavamo ieri sera tarda con amici, in una notte calda in cui non c’era voglia di andare a dormire. Il nemico viene sempre indicato all’esterno, la Merkel, l’euro, i banchieri, gli eurotecnocrati, gli USA, le lobby occulte e così via.
No, non è così, a ben guardare. Il nemico è solo uno e ha un nome ben definito: stato italiano, in tutte le sue manifestazioni. Il gattopardo che ora si traveste con il trucco renziano, per continuare e anzi aggravare il proprio impegno nel rubare in modo scientifico i risparmi e i redditi delle famiglie e delle imprese venete.
Sempre ieri sera a cena con altri amici, si raccontava come alcuni anziani ricordano i periodi del dopoguerra e da testimoni viventi ci riportano che oggi stiamo vivendo una fase ben peggiore e ben più cupa addirittura di quel passaggio doloroso.
Dobbiamo focalizzare perché ciò avviene e chi ne è responsabile. Lo stato italiano appunto.
Continuando con questi dialoghi di una notte di mezza estate altri affermavano come però d’altro canto siamo noi stessi i responsabili di questa situazione, dopo tutto i criminali al potere li abbiamo votati noi, ci rappresentano! Anche questo è un luogo comune, ahimè. Nulla decidiamo, il potere è interamente nelle mani della partitocrazia e anche la magistratura, nella quale alcuni ripongono speranze di risanamento, è in realtà parte sistemica della cupola del malaffare e della cappa insostituibile di uno stato programmato per depredarci e deprimerci.
Non vi sono possibilità di riforma né di salvezza dal suo interno. L’unica via, la sola speranza è appunto la rivoluzione digitale col sorriso che abbiamo iniziato da marzo. Dal basso, con il Popolo, attraverso l’esercizio di indipendenza territoriale che deriva dal diritto di autodeterminazione dei Popoli, in modo pacifico eppure determinato, senza tralasciare alcuna possibilità e percorso, e in un tempo breve potremo riprenderci ciò che è nostro, a cominciare dalla speranza rubata e repressa da un insieme di parassiti e cupi criminali politici partitocratici.
Nessuno ci fermerà, nella costruzione di un consenso che ogni giorno è sempre più forte e deciso.
Ora dobbiamo passare alla fase di attivazione delle forze popolari che emergono e resistono allo scenario di distruzione del tessuto socio-economico veneto.
Il percorso è chiaro ed è tracciato. Dichiarazione di indipendenza, esenzione fiscale, pieno esercizio di indipendenza. E in parallelo, con Veneto Sì, rafforzamento del consenso e attivazione dei cittadini veneti, per difenderci dai colpi di coda della partitocrazia italiana e dai suoi vassalli veneti di ogni risma, ben impegnati nella difesa dei loro privilegi garantiti dal furto delle nostre risorse. Diamoci da fare allora, con la consapevolezza che la piena indipendenza del Veneto e la conseguente stabilizzazione finanziaria dell’area geopolitica della penisola sono l’unica garanzia anche per i creditori dello stato italiano, che oggi detengono solo carta straccia.
Attiviamoci ora, perché domani è tardi. Come farlo? Ecco alcune opzioni:
- iscriviamoci a Veneto Sì, il movimento che opera a fianco di Plebiscito.eu per l’indipendenza della Repubblica Veneta e partecipiamo al congresso fondativo domenica 20 luglio prossimo a Padova;
- aderiamo come volontari di Plebiscito.eu, per l’organizzazione della Repubblica Veneta;
- apriamo un ufficio pubblico della Repubblica Veneta;
- sosteniamo Plebiscito.eu, con donazioni libere, o con la prenotazione di Bond Veneti;
- partecipiamo in grande numero agli eventi di Plebiscito.eu.
Prepariamoci per una nuova alba della Repubblica Veneta, rassegnarci alla dittatura italiana significa condannare tutti i veneti al dramma della miseria.
Noi veneti possiamo fare di meglio, il nostro posto naturale è tra le Nazioni prospere d’Europa e del mondo. Sempreché lo vogliamo. Sempreché ci attiviamo per essere gli artefici del nostro destino.
In questi mesi, grazie alla nostra opera, abbiamo dimostrato che la questione veneta è al centro dell’attenzione del mondo, ora spetta a noi dimostrare di essere all’altezza del nome che i nostri avi ci hanno consegnato.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
LA LINGUA VENETA E IL FUTURO
di Franco Rocchetta* ed Andrea Arman**
[Pubblicato sul Corriere del Veneto l’8 maggio 2014]
Non sono molte le regole che, universalmente riconosciute ed adottate per lo studio ed il pieno utilizzo di una lingua, per la comprensione e l’illustrazione delle sue dinamiche e armonie, permettono di poterne garantire generazione dopo generazione (e tra le ondate delle migrazioni) la piena fioritura, l’espletamento delle sue vitali funzioni e civili e sociali, la gratificante fruizione delle sue potenzialità e dei suoi dei tesori.
Regole semplici ed imprescindibili che si attuano attraverso:
1) il sistematico ricorso a documentati e verificabili metodi scientifici: e ciò affinché la ricerca e l’analisi non risultino in balia degli umori di un poeta o di un vate, di uno sprovveduto dilettante o di un vanitoso improvvisatore;
2) la raccolta e la comparazione – con modalità statistiche, e da quante più fonti affidabili sia possibile – di testimonianze e scritte e orali (spontanee, cioè non condizionate, né inibite) provenienti dai più diversi ambienti, ed aree, e periodi;
3) la costante comparazione tra le procedure che si stanno per seguire, o che si stanno già seguendo, e quelle già adottate, od in via di adozione, presso altri popoli e presso altre lingue per le medesime finalità. E ciò anche in riferimento a periodi o secoli diversi dall’attuale, purché svolte con serietà, acribia, onestà;
4) la trasparenza di modalità d’azione e di obiettivi.
Al di là delle doverose premesse circa le regole basilari, sopra sommariamente esposte, spesso si rileva la non conoscenza (talora accompagnata da supponenza) di importanti processi in corso o già consolidati; e ciò spinge alcuni autori ad escludere o trascurare l’esistenza degli stessi, e quindi ad errate o superficiali conclusioni.
Ciò va oggi ricordato, in presenza dell’iniziativa (formulari in “veneto”) promossa da una struttura sanitaria col dichiarato nobile fine di “ridurre le distanze” e “tutelare la nostra cultura”, ma che si riduce, in sostanza, ad ambigua operazione dai contraddittori effetti.
Purtroppo è ancora diffuso il pregiudizio coloniale secondo il quale la lingua veneta sarebbe un dialetto o, come riferito ieri dal “Corriere del Veneto”, una “lingua dialettale” conosciuta ed usata solo o soprattutto dagli strati deboli della popolazione.
Queste tristi premesse indeboliscono assai quelli che riteniamo essere i buoni propositi di chi ha attivato l’intera operazione. Inoltre, lette le voci sconcertanti, le spurie costruzioni e le incredibili grafie espresse in asserito “dialetto veneto”, ci sorge più che legittimamente il dubbio che per ignoranza, per pigrizia, o per cinico disegno qualche ambiente stia cercando di creare un dialetto dell’italiano per dequalificare la lingua veneta.
Una strada comunque è aperta: confidiamo nell’approfondimento dell’importantissimo tema della lingua veneta, strumento originalissimo, autonomo ed insostituibile di visione del mondo e della vita, di comunicazione e coesione sociale, di equilibrio e fecondità per i veneti d’origine e per i veneti di destino.
*Direttore del Capitolo «Lingua e Coesione Sociale» nel Libro Bianco del Veneto.
**Consulente giuridico del Capitolo «Lingua e Coesione Sociale» nel Libro Bianco del Veneto.
DOPO “VENETO SI” ANCHE “RINAXIMENTO VENETO” PARTECIPERA’ ALLE ELEZIONI POLITICHE DELLA REPUBBLICA VENETA
Dopo Veneto Sì, che andrà a congresso il prossimo 20 luglio a Padova e che ieri ha aperto le iscrizioni al movimento, entra in campo una nuova formazione che parteciperà alle elezioni politiche della Repubblica Veneta (che saranno aperte ad organizzazioni e anche a privati cittadini), indette dalla Delegazione dei Dieci per il prossimo febbraio 2015. Si tratta di “Rinaximento Veneto”, che il prossimo lunedì 7 luglio si presenta a Loreggia. Riportiamo di seguito il comunicato ricevuto.
Lunedì 7 luglio 2014 alle ore 20,00 presso la sede della Magnifica Comunità del Cantone Camposampierese della Repubblica Veneta, in Via dell’Artigianato, 14 a Loreggia (Pd), avverrà la presentazione del manifesto ideologico, politico e programmatico di “RINAXIMENTO VENETO”, che parteciperà con proprio simbolo e propri candidati alle primarie ed alle elezioni politiche parlamentarie Venete, indette con decreto n.3 della delegazione dei 10, della Repubblica Veneta, proclamata il 21 marzo 2014 a seguito del plebiscito digitale.
Scopo del movimento politico di ispirazione liberal-democratica, “RINAXIMENTO VENETO” è la costituzione di uno Stato Confederale della Venetia su base Cantonale ad economia liberista a burocrazia zero, basato sul laissez-faire e laissez-passer.
L’obiettivo principale sarà il perseguimento della libertà e della felicità dei Veneti, difendendo ed incentivando, la proprietà privata e l’impresa, in uno Stato Veneto pulito, etico, sociale e morale, liberato da delinquenti, mafiosi, massoni e giacobini.
Rispetto dell’individuo, della famiglia e dell’ impresa, saranno le prerogative fondamentali della società Veneta, che andremo a costruire, ove la consultazione popolare referendaria sarà fondamento per le decisioni di interesse pubblico.
La fiscalità totale dovrà attestarsi attorno allo standard civile del 20% e le opere pubbliche dovranno essere obiettivi finanziati dalle comunità interessate, con tasse di scopo condivise.
Perché il nome “RINAXIMENTO VENETO”?
Lo sfacelo economico e sociale che ci ha lasciato lo stato baro e parassita italiota, con i suoi 147 anni di colonizzazione abusiva, hanno ridotto sul lastrico la nostra Nazione Veneta, portando miseria, morte, e distruzione e perdita di valori.
Memori degli splendori artistici rinascimentali e della nostra storia patria, che i Veneti secondi hanno donato al nostro Popolo ed al mondo intero, con i mitici 1.100 anni di gloria, magnificenza e benessere, noi di RINAXIMENTO VENETO pensiamo che sia venuta l’ora e crediamo in una nuova rinascita della Venetia.
Partendo dal simbolo recente della negazione delle idee e del fare, riassunto nella torre del PALAIS LUMIE’RE ideata dal migrante Veneto, PIERRE CARDIN, assunto a nostro emblema, combatteremo la battaglia contro l’inefficienza, la burocrazia e il non lasciar fare.
Abbatteremo con le nostre idee questo stato fallimentare italico e scacceremo gli amministratori incapaci e corrotti a partire dai gestori della nostra capitale, che tanto danno hanno fatto, col caso MOSE, all’immagine del Veneto nel mondo, accomunata a quella mafiosa dell’Itag/lia.
Ripartiamo da Tiziano, Bellini, Carpaccio,Giorgione,Lotto,Tintoretto,Mantegna, per il sogno dell’arcadia, quel mondo idilliaco che i Veneti dopo tanta sofferenza si meritano.
PLEBISCITO.EU AIUTA LA REGIONE VENETO A RACCOGLIERE MICRODONAZIONI PER IL REFERENDUM DI INDIPENDENZA DEL VENETO
L’altro giorno abbiamo iniziato la nostra collaborazione con le istituzioni regionali impegnate nella fase di attuazione del processo esecutivo per l’indizione del nuovo referendum di indipendenza del Veneto da parte della Regione, in ottemperanza alla legge regionale 16/2014 pubblicata sul Bur il 24 giugno scorso. La prima concreta azione intrapresa è stata la riapertura dell’Albo regionale degli scrutatori volontari. Oggi presentiamo la seconda iniziativa, che assume ancora maggior rilevanza alla luce della notizia che le elezioni regionali del Veneto sono state anticipate a marzo 2015. Tale anticipazione infatti cambia e stringe le finestre temporali utili per l’organizzazione di un nuovo referendum di indipendenza del Veneto da parte della Regione Veneto. Se questo è vero, il Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014 resta per un bel pò l’unica ipotesi plausibile di fattiva indipendenza del Veneto. Per permettere un’accelerazione delle procedure di indizione del nuovo referendum di indipendenza del Veneto diventa ancora più fondamentale il nostro aiuto.
INIZIATIVA NUMERO 2 DI PLEBISCITO.EU PER FAVORIRE L’INDIZIONE DEL REFERENDUM REGIONALE PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO (EX L.R. 16/2014).
L’assessore regionale delegato nel presentare alla stampa le attività in corso, domenica scorsa ha fatto riferimento all’impossibilità per la Regione Veneto di ricevere donazioni troppo basse a causa delle commissioni bancarie esistenti.
Per tale ragione Plebiscito.eu ha deciso di attivarsi e aiutare la Regione Veneto nel raggiungimento dell’obiettivo del raggiungimento della quota di 14 milioni di euro.
Grazie infatti alla popolarità della nostra organizzazione siamo in grado di contenere le commissioni bancarie a livelli accettabili. Pertanto ci faremo garanti per chi desidera effettuare anche microdonazioni, raccogliendo tali cifre e quindi consegnandole alla Regione Veneto nel momento in cui essa sarà in grado operativamente di raccogliere i fondi. Al momento della consegna dei fondi raccolti, allegheremo quindi l’elenco dei singoli donatori e l’importo donato da ognuno.
Se per qualsiasi motivo la Regione Veneto ad un dato momento non riuscisse ad organizzare un nuovo referendum per l’indipendenza del Veneto, i donatori potranno scegliere se ricevere il rimborso per la donazione effettuata, oppure convertirla in donazione alla Repubblica Veneta o a Plebiscito.eu per l’esercizio dell’indipendenza del Veneto.
Plebiscito.eu può raccogliere donazioni tramite bonifico bancario, carta di credito e in contanti.
Per effettuare donazioni per l’indizione del nuovo Referendum di indipendenza del Veneto da parte della Regione Veneto, con bonifico bancario basta seguire le seguenti istruzioni.
Beneficiario: Plebiscito.eu
IBAN IT69E0890462180021000001600
BIC: ICRAITRRP40
Oggetto: “Donazione per Referendum Regionale”
Importo: a scelta
Per effettuare donazioni per l’indizione del nuovo Referendum di indipendenza del Veneto da parte della Regione Veneto, con carta di credito (tramite Paypal) basta premere il bottone di seguito riportato:
In alternativa si possono effettuare donazioni ai nostri incontri pubblici presso gli appositi tavoli che troverete, oppure recandovi presso i nostri uffici pubblici nel territorio.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu