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È in atto un tentativo di estorsione verso Venice Swap orchestrato da ambienti filo-russi?

È in atto un tentativo di estorsione verso Venice Swap orchestrato da ambienti filo-russi?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Coinvolti a varo livello e forse in modo inconsapevole anche alcuni media. La denuncia viene da Gianluca Busato, ideatore del crypto exchange. Sembra la storia di un romanzo di John Le Carré, eppure è ciò che sta accadendo tra Veneto e Lituania, almeno a quanto ci racconta l’ingegnere e imprenditore veneto […]
26 Febbraio 2024 0 Comments by Gianluca Busato in editoriali news

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Coinvolti a varo livello e forse in modo inconsapevole anche alcuni media. La denuncia viene da Gianluca Busato, ideatore del crypto exchange.

Sembra la storia di un romanzo di John Le Carré, eppure è ciò che sta accadendo tra Veneto e Lituania, almeno a quanto ci racconta l’ingegnere e imprenditore veneto Gianluca Busato, ideatore e responsabile di diverse piattaforme informatiche. Tra di esse c’è Venice Swap, recentemente inserita addirittura tra i futuri Unicorn — aziende con giro d’affari superiore al miliardo di euro — da Dealroom, la prima piattaforma europea di monitoraggio di startup e venture capital. Dealroom ha stimato il valore di Venice Swap tra i €364 milioni e i €545 milioni, evidenziando il suo significativo potenziale di crescita e consolidando la sua posizione come leader nell’innovazione della tecnologia finanziaria. Tale notizia è una sorpresa solo apparente, se si considera che Venice Swap aveva già stretto un accordo per un investment commitment di 100 milioni di dollari con un fondo globale specializzato.

A quanto pare “il profumo dei soldi” ha fatto gola a qualcuno, al punto di far scattare un’operazione diabolica che, partendo da minacce e ricatti più o meno sottili, sarebbe quindi sfociata in una serie di attività mediatiche, che probabilmente erano tese appunto ad estorcere denaro alla Venice Swap, che, considerato la sua notevole valorizzazione di mercato, avrebbe dovuto pagare una cifra apparentemente alla sua portata, piuttosto che essere oggetto di una campagna che poteva portare a un danno reputazionale ben più grave dal punto di vista economico.

Il tutto è partito a settembre con una serie di messaggi provenienti da quelli che Busato definisce ‘oscure figure di leccastivali di Putin’, che secondo l’imprenditore veneto avevano paventato di far partire una “macchina del fango” tesa appunto a mettere in cattiva luce Venice Swap e tutte le organizzazioni che fanno capo a Gianluca Busato.

Il mistero qui si infittisce, in quanto Busato non è una persona a caso, ma è anche l’ideatore del famoso referendum digitale per l’indipendenza del Veneto organizzato da Plebiscito.eu nel marzo 2014, che vide la partecipazione al voto di oltre 2 milioni e 300.000 veneti, che votarono all’89,1% per l’indipendenza della Repubblica Veneta. E qui tornano in ballo gli stessi ambienti filo-russi che, come ci testimonia Gianluca Busato, negli stessi messaggi in cui partiva il tentativo di estorsione scrivevano anche che mal avevano digerito la forte posizione espressa da Plebiscito.eu di totale sostegno all’Ucraina invasa nel febbraio di due anni fa proprio dall’esercito del regime russo.

Nel tempo questi messaggi si intrecciavano anche con alcune telefonate con linguaggio allusivo, cui non seguì alcun abboccamento da parte di Gianluca Busato.

A quel punto, visto l’insuccesso di tali tentativi, è partita la fase due del “trattamento” verso Busato e Venice Swap, ovvero la macchinazione mediatica. Il primo “assaggio” è stato un articolo “marmellata” del Corriere del Veneto, di cui abbiamo già dato testimonianza, teso a mettere in cattiva luce Gianluca Busato e la sua start up, accostandola addirittura in modo subdolo alla notizia di vicende truffaldine di altre società che non la riguardavano.

Ora invece si sta muovendo una rubrica televisiva di uno tra i maggiori canali nazionali che sta preparando un servizio che dovrebbe andare in onda nei prossimi giorni e che si basa su una serie di falsità e disinformazioni tese a diffondere un messaggio fuorviante.

Il messaggio che verrà diffuso da tale programma, se ne sarà confermata la messa in onda, sarà che Venice Swap e le organizzazioni di Gianluca Busato siano al centro di un vero e proprio inganno, teso a far acquistare i token di utilità della propria piattaforma, magari spacciandoli per prodotti finanziari.

Dimostrando un coraggio non comune però è lo stesso Gianluca Busato a denunciare il tentativo in corso, che probabilmente è parte del disegno estorsivo più grande partito da ambienti filo-russi, forse senza che i responsabili a vario livello del programma televisivo ne siano nemmeno consapevoli.

Gianluca Busato ha pertanto deciso di giocare in anticipo e fare fin da subito la chiarezza necessaria prima ancora che il paventato servizio televisivo possa fare confusione, spiegandoci cosa verrà trasmesso e confutando punto su punto quanto esso potrà contestare.

Il servizio parlerà di alcuni token di utilità che sono stati distribuiti ad alcuni utenti, nell’ambito di alcune operazioni di marketing e comunicazione legate proprio alla distribuzione di tali token.

Tra tali attività di marketing rientrano diverse forme quali airdrop gratuiti, contest, quiz, campagne basate su selfie e molto altro ancora, sempre al fine di aumentarne la base di utilizzo.

Una particolare forma è rappresentata dalle campagne promozionali rivolte ai sostenitori del Club Imprenditori Veneti nel Mondo, un’associazione no-profit di business networking. Grazie a tali programmi, i sostenitori e simpatizzanti del Club hanno potuto e possono avere accesso a una certa quantità di token, che varia a seconda delle iniziative. Particolare attenzione viene riservata ovviamente a chi sostiene il club in forma attiva, in particolare attraverso il proprio impegno, o con donazioni, o contributi associativi. Il programma televisivo volutamente andrà a manipolare la realtà lasciando intuire che alcuni utenti avessero “acquistato” tali token, o peggio. Ma ciò non corrisponde al vero, come facilmente dimostrabile.

Inoltre, diversamente da quanto probabilmente sarà riportato dal servizio televisivo, l’unica valorizzazione possibile e tecnicamente corretta di tali token è quella che fa riferimento al potere di acquisto in servizi all’interno dell’ecosistema di cui fa parte Venice Swap e tale valore fa fede a quanto pubblicato nei White Paper di ciascun token e non certo a un presunto valore di monetizzazione immediata.

Nel trasmettere tale servizio, se sarà messo in onda, verrà dimostrato un particolare accanimento verso un povero volontario del club, che magari potrà anche aver fatto a sua volta un po’ di confusione, ma che ha anche subito una prima vera e propria imboscata mediatica (a quanto pare sembra anche con l’ausilio di intercettazioni illegali che, come tali, sono sanzionate per legge — sia come reato sia come illecito deontologico), mirata al metterlo in cattiva luce, magari con frasi, che forse potranno apparire non corrette al pubblico televisivo, ma solo perché saranno estrapolate dal contesto, con tecnica manipolatoria già vista e ben nota. Il volontario è stato inoltre oggetto di una autentica azione di stalking televisivo, dato che ha dovuto subire anche un vero e proprio secondo “agguato” all’esterno di casa sua, senza nemmeno fosse dimostrato rispetto per la sua figlia minorenne, che è stata a sua volta ripresa mentre usciva per andare a scuola e fatta oggetto di un’autentica violenza mediatica. Tra l’altro dopo l’episodio la troupe ha continuato l’opera di stalking mediatico seguendo per molti chilometri il volontario, mentre guidava la sua auto, probabilmente programmando un terzo agguato, visto che il secondo era difficilmente spendibile a causa della presenza di una minore.

Questo è un fatto grave, poiché, come abbiamo già denunciato, anche se stai montando una qualche macchinazione mediatica — tra l’altro funzionale, anche se in modo inconsapevole, a un tentativo di estorsione — non puoi permetterti di violare un diritto fondamentale di un minore, ignorando i danni che stai facendo: come andrà infatti a scuola nei prossimi giorni questa bambina? È giusto arrecarle un danno psicologico e una violenza senza senso per creare un qualche servizio, probabilmente di pessima categoria? Qual è la professionalità in tutto ciò? Come fa un gruppo televisivo a giustificare un comportamento così inqualificabile e sprezzante dei basilari diritti di un minore? Chi pagherà per tutto ciò?

In tutto ciò i responsabili del programma televisivo si sono dimostrati — come sempre e da malcostume italico — forti con i deboli. Così come sono allo stesso tempo, ovviamente, deboli con i forti. E non importa se andranno in onda, o no, perché la violenza psicologica verso una bambina l’hanno già compiuta e di ciò saranno probabilmente chiamati a rispondere.

Ma quali saranno le frasi e i comportamenti contestati al volontario e più in generale al Club e/o a Venice Swap e/o a Gianluca Busato? Abbiamo preparato una serie di probabili manipolazioni (M) che saranno trasmesse dal programma, seguite dalla replica con la realtà dei fatti da parte di Gianluca Busato (GB).

M: Il programma parlerà di clienti.

GB: “Falso. Non si tratta di clienti, bensì di utenti che hanno fatto donazioni al Club”.

M: Il programma parlerà di investimenti.

GB: “Falso. Anche nell’ipotesi che gli utenti avessero acquistato direttamente dei token, in ogni caso tutte le informazioni pubblicate sia siti internet sia nei White Paper consegnati, spiegano chiaramente che i vari token sono token di utilità che danno diritto a fruire dei servizi erogati dalle relative piattaforme informatiche e che sono anche scambiabile con tutti gli altri token dell’ecosistema di cui fanno parte, o vendibili liberamente sia in forma diretta sia in forma indiretta. Ogni token di utilità, ha una sua valenza come potere d’acquisto all’interno dell’ecosistema di applicazioni e servizi che segue l’andamento di Ether (ETH) con un coefficiente fisso. I token indicati non sono in ogni caso uno strumento finanziario né una forma di investimento, debt security, o promessa di rendita né uno strumento di pagamento”.

M: Il programma parlerà di risparmiatori ingannati.

GB: “Falso. Non si tratta di clienti, bensì di utenti che hanno fatto donazioni al Club. In ogni caso, un imprenditore che accede ad un servizio di utility token è un soggetto qualificato, non un risparmiatore. Il risparmiatore è, secondo il dizionario Garzanti (disponibile online in modalità gratuita): “chi risparmia, specialmente denaro | (econ.) chi consuma meno di quanto guadagna; chi cerca per il denaro risparmiato un impiego che presenti la combinazione desiderata di redditività e di rischio: l’inflazione danneggia i risparmiatori; garantire i piccoli risparmiatori”.

M: Il programma dirà che il volontario ha affermato “siamo un banco di cambio autorizzato dalla banca centrale”, o qualcosa di simile.

GB : “in realtà gli exchange sono piattaforme che facilitano l’acquisto e la vendita di asset digitali in base ai prezzi di mercato giornalieri. Qui si fa confusione su una traduzione letterale del termine crypto exchange, che in italiano qualcuno traduce appunto come ‘scambio criptovalute’ facendo confusione con il classico cambiavalute”.

M: Il programma dirà che il volontario ha fatto valutazioni ingannevoli e inopportune visto che ha parlato di valori in euro dei token.

GB: “Non è così e lo dimostreremo dopo la messa in onda del servizio”.

M: Il programma parlerà di informazioni che illudevano di una possibilità di monetizzazione immediata di tali token, attraverso alcune informazioni scritte dal volontario.

GB: “Come sopra, non è così e lo dimostreremo dopo la messa in onda del servizio”.

M: Il programma farà la cifra di un milione di euro e parlerà di 10–20 utenti.

GB: “Questa è una non notizia, considerato che abbiamo una community di sostenitori di decine di migliaia di persone e che siamo una società valutata attorno ai 500 milioni di euro. Abbiamo inoltre chat aperte alla nostra community sempre con decine di migliaia utenti”.

M: Il programma parlerà di conferimento di somme importanti e alimenterà dubbi sulla loro regolarità.

GB: “Anche questa è una manipolazione. Tutte le donazioni e i vari contributi associativi al Club sono infatti registrati in modo regolare e in modo legittimo. Il Club ha un bilancio pubblico che ognuno può consultare. In ogni caso dopo la messa in onda del servizio, se esso mostrerà informazioni parziali e fuorvianti, pur avendo noi fornito loro le informazioni corrette, ci riserveremo di dimostrare la falsità di quanto trasmesso”.

M: Il programma farà parlare qualche esperto che dirà che tali token non valgono nulla.

GB: “I token in realtà hanno un valore ben preciso, riportato nei relativi white paper, che si esprime in potere di acquisto in servizi all’interno dell’ecosistema di cui fanno parte”.

M: Il programma mostrerà fogli compilati e firmati da uno o più utenti per ‘fare degli ordini’.

GB: “Falso. I documenti compilati e firmati dagli utenti non sono moduli d’ordine, bensì di adesione-prenotazione per le campagne promozionali. Altri particolari cruciali li daremo dopo la trasmissione del servizio”.

Abbiamo quindi chiesto a Gianluca Busato quale sia il vero valore dei progetti da lui ideati. Ecco la sua risposta.

GB: “noi crediamo che far parte del progetto di Venice Swap attraverso il possesso dei token di utilità del suo ecosistema sia ragione — oltreché di notevole orgoglio e senso di appartenenza a qualcosa di grande e di bello — anche di enorme potenzialità e di elevato valore economico. Il senso vero della nostra progettualità di innovazione tecnologica e digitale è esattamente quello di agganciarne il valore proprio alla dimensione economica del progetto, in modo da ancorarlo a una realtà di concretezza e non di certo a un mero aspetto finanziario che invece può essere soggetto a comportamenti speculativi che possono aumentarne la volatilità e l’incertezza”.

GB: “Nel realizzare tutto ciò siamo partiti da un grande sogno e un obiettivo concreto, che stiamo attuando con tanto lavoro, ingegno e dedizione: noi vogliamo dar forma a una autentica democratizzazione della tecnologia e del suo utilizzo, affinché non sia esclusivo appannaggio solo di pochi eletti, come una certa Italia classista e retrograda invece vorrebbe. La condivisione del benessere che ne deriva attraverso i nostri progetti e le attività della nostra business community sono motivo per noi di grande orgoglio e soddisfazione, nella consapevolezza che l’aumento della base di utilizzo delle nostre piattaforme — in particolare con il possesso dei relativi token — porti grande valore a chiunque ne faccia parte”.

Abbiamo quindi chiesto se denuncerà il tentativo di estorsione in atto nei suoi confronti.

GB: “Sì”.

Serenissima Post

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