LA NUOVA NORMATIVA SULLE CRIPTOVALUTE CONFERMA LA LUNGIMIRANZA DEI NOSTRI PROGETTI DIGITALI
Il nuovo decreto legge sulle criptovalute in approvazione in questi giorni da parte del governo italiano – che recepisce il nuovo regolamento europeo in materia – ci fornisce l’occasione per fare ancora più chiarezza su alcuni argomenti che nei mesi scorsi ci hanno visto oggetto di una campagna mediatica vergognosa. Campagna condotta in particolare per mezzo della prima tv commerciale e del primo quotidiano italiano, fondata su presupposti falsi, conditi da manipolazione e disinformazione distribuita a pioggia con il probabile scopo da parte di alcuni di diffamarci e crearci un danno, probabilmente per ragioni politiche, se non addirittura per tentativo di estorsione, o forse, per concorrenza sleale.
Il decreto legge e il regolamento europeo citati infatti fanno finalmente chiarezza nel settore e colmano un vuoto legislativo. La cosa per noi importante è che tale vuoto legislativo era stato da noi così correttamente interpretato da aver anticipato anche nei dettagli minori il dettato della nuova normativa e ciò ci rende particolarmente soddisfatti delle scelte che abbiamo effettuato ben prima che tali leggi fossero persino approvate.
Innanzi tutto la nuova normativa definisce e regola tra l’altro proprio i token di utilità come quelli da noi creati. E in particolare ne descrive le caratteristiche in modo perfettamente coincidente con la nostra impostazione. La normativa relativa ai token di utilità entrerà in vigore dal prossimo 31 dicembre, mentre già dal 30 giugno saranno effettive le norme relative alle cosiddette “stable coin” e alle criptovalute che fungono da sistemi di pagamento (paragonabili funzionalmente a una moneta). Sono invece escluse dal nuovo regolamento le criptovalute che costituiscono prodotti finanziari o simili per cui si applicano le leggi già esistenti in tema di prodotti finanziari.
Pur entrando in vigore dal prossimo 31 dicembre possiamo dire che nella sostanza tutti i nostri token di utilità sono già di fatto coerenti e in linea con la nuova normativa. L’unico adeguamento formale sarà di fatto rappresentato dalla pubblicazione di white paper aggiornati secondo i modelli che saranno approvati a breve dall’ESMA (l’Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati), operazione che sarà molto agevole, in quanto già ora essi riportano le informazioni necessarie richieste.
La definizione stessa di token di utilità è confermata dal dettato delle nuove norme e in particolare si applica ai token che rappresentano un titolo di accesso a servizi già esistenti, quali i nostri. Essi si applicano anche ai token di utilità eventualmente quotati in qualche crypto exchange, eliminando quel margine di interpretazione che ad oggi a volte rendeva piu complesso (e talvolta oggetto di interpretazioni difformi) spiegare la natura intrinseca di token di utilità che appunto davano accesso a servizi aziendali.
Nelle prossime settimane forniremo altri approfondimenti sui vari dettagli della nuova normativa, ma oggi permetteteci di comunicarvi la nostra soddisfazione per aver visto confermate tutte le nostre impostazioni in materia, confermando in particolare quanto sia stata corretta anche la ferma azione di tutela giudiziaria che abbiamo condotto, con la presentazione di denuncia-querela per tutti i vari soggetti implicati nella azioni, vuoi di diffamazione anche a mezzo stampa e Internet, vuoi di tentata estorsione, che in questi mesi ci hanno arrecato gravi danni materiali e immateriali del tutto ingiusti e che intendiamo combattere con forza e determinazione.
Plebiscito.eu
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