L’ITALIA E’ GIA’ COME UNO STATO ISLAMICO IN QUANTO A LIBERTA’
Quanto è vero questo scritto nel 1549 …..molte persone “non avendo mai visto la libertà e non sapendo neppure cosa sia, servono senza alcun rincrescimento e fanno volentieri ciò che i loro padri hanno fatto per forza. E così gli uomini che nascono con il giogo sul collo, nutriti e allevati nella servitù, senza sollevare lo sguardo un poco in avanti si accontentano di vivere come sono nati, e non riuscendo a immaginare altri beni e altri diritti da quelli che si sono trovati dinnanzi prendono per naturale la condizione in cui sono nati.”
Discorso sulla servitù volontaria
Étienne de La Boétie, 1549
Più di qualcuno si chiede perché a Venezia, ma anche a Milano o Roma non si siano organizzate mobilitazione spontanee come quelle avvenute ieri sera in tutta la Francia e in tutta Europa. Semplice, perché nello stato italiano è vietato radunarsi in pubblico per mobilitazioni spontanee o manifestazioni, senza un preavviso alle autorità di almeno tre giorni. Lo stato in cui viviamo ci ha già vietato, per legge, la libertà di riunione spontanea, che è una forma di libertà di espressione, oltreché un aspetto fondamentale di civismo.
Da noi non servono i terroristi islamici per soffocare alcune libertà fondamentali. Qui basta ed avanza lo stato italiano a renderci gli europei meno liberi di fatto. Lo stato italiano è praticamente infatti l’unico stato o quasi dell’Unione Europea con un sistema informativo e una stampa definite solo “parzialmente libere” e in moltissimi altri ambiti è uno tra gli stati meno liberi d’Europa e del mondo occidentale, almeno per le donne e gli uomini per bene. Salvo che per i delinquenti, i politici, tutta la casta e in generale i fuorilegge, cui tutto è permesso, anche di uccidere e portare armi contro chi non le può avere per legge.
In Italia le uniche reazioni visibili sono quelle di politici che rispondono chiedendo meno libertà come reazione al più grande attentato terroristico contro la libertà. A tal proposito, Salvini si dimostra, oltreché uno sciacallo, anche il miglior campione di una sorta di jihadismo politico italiano, testimoniato dal suo amore per la “democratica” Corea del Nord.
Addirittura ieri un consigliere regionale veneto ha quasi giustificato i terroristi islamici, lamentandosi invece che non esista un confine alla satira: già il problema per gli estremisti cattolici di casa nostra è proprio che c’è troppa libertà di satira, che fa arrabbiare i poveri spiriti religiosi offesi, magari fino al punto di usare il Kalashnikov, per ristabilire i giusti limiti al pensiero troppo libero di farsi strada nelle menti delle persone che chiedono il rispetto di restare ignoranti.
Il problema da noi, diciamolo francamente, è un altro. Cosa può infatti interessare da noi una questione come la libertà di espressione, se il 47% della popolazione italiana è funzionalmente analfabeta, superando ogni altro stato dell’Ocse? Qui i politici, i burocrati e tutti i campioni dello statalismo parassita sanno bene che le vignette spesso non riusciamo neanche a capirle, immersi come siamo nell’ignoranza di regime, per cui il problema non sussiste. La ricetta per continuare a vivere sulle spalle di chi lavora è sempre la stessa: meno libertà e più demagogia. Magari condita di complottismo, il che rende il piatto del parassita ancora più ricco e succulento.
Questa è la ragione per cui esiste ancora un reato ereditato dal fascismo che oggi suona quasi beffardo: stampa clandestina, mai messo in discussione per primo dalla corporazione dei giornalisti. Oppure perché ogni tanto fa capolino qualche progetto di legge per mettere il bavaglio ad internet, come ad esempio voleva fare l’onorevole del pd Boccia.
Da noi i terroristi islamici farebbero statisticamente poca strada: se dovessero sbagliare indirizzo della porta dove commettere una strage, il 47% di noi non sarebbe in grado di dare loro le indicazioni corrette di dove bussare.
L’Italia è già come uno stato islamico in quanto a libertà.
#freespeach #freerally #freethought #freedom #JeSuisCharlie #CharlieHebdo
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
Vive la Liberté. Del perché oggi un Veneto si sente Parigino. Ed Europeo.
I fatti di Parigi di ieri non possono non turbare il Veneto. Per la nostra nazione la libertà di stampa e di espressione è parte immanente della nostra storia ed identità europea. Nel XV secolo, pensiamo che su circa settanta stamperie esistenti al tempo in Europa circa cinquanta erano attive nella sola Repubblica Veneta e di queste, tredici erano site nella città di Treviso, dove vide la luce il primo libro stampato di matematica del mondo.
Il libro stampato a Treviso, L’arte dell’Abaco, è uno dei circa 30 libri di aritmetica stampati prima della fine del XV Secolo, metà dei quali ancora in latino. Nel periodo in cui uscì il libro le attività commerciali della Serenissima Repubblica di Venezia erano più che mai floride e l’ambiente era ideale allo sviluppo dell’attività della stampa.
Solo 26 anni dopo la stampa della Bibbia di Magonza, “larte de labbacho” dimostra come i tipografi veneti fossero già molto esperti. Esso è stampato in modo chiaro, con bella impaginazione e presenta pochi errori di stampa.
Anche sotto il profilo dei contenuti il libro dimostra l’evoluzione del sapere matematico in occidente: in esso si usano le cifre arabe (Hindu–Arabic numeral system) e non più la notazione romana dei numeri.
Anche la satira nella Serenissima era diffusissima, fino a colpire anche l’allora Doge Marino Falier, con lo scritto del giovane Michele Steno, futuro Doge, che durante una festa a Palazzo Ducale, avrebbe avuto certe attenzioni nei confronti di una cameriera e, invitato ad andarsene, lasciò un biglietto sopra un caminetto con su scritto “Marin Falier, da la bea mugier, tutti i la gode e lu la mantien“.
Lo Steno, eletto a sua volta Doge il 1° dicembre 1400, per tale affronto fu condannato al pagamento di una multa, ad un mese di carcere e ad alcune frustate, il Falier ritenne insufficiente la pena e organizzò una congiura contro il regime che non difendeva il suo onore. Venezia allora seppe reagire, sventare il complotto ordito dal suo stesso Doge e, dopo la sua confessione, condannarlo alla pena capitale.
Vogliamo ricordare tale episodio, drammatico per la storia veneta, l’unico che vide una condanna addirittura del Doge, la massima carica istituzionale della Serenissima, il cui volto è coperto da un drappo nero con la scritta «Hic est locus Marini Faletri, decapitati pro criminibus» nel dipinto di fianco ai dipinti di tutti i Dogi della Serenissima nella sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale, perché il tema della libertà di espressione rappresenta un aspetto di cruciale importanza per la nostra storia in tutte le epoche, intrecciandosi con l’esistenza stessa della nostra civiltà.
Oggi, nel momento in cui una matita sapientemente usata rappresenta la ragione per cui persone armate commettono una strage terroristica, nel nome di Dio o Allah che dir si voglia, tentando di dare inizio ad una stagione di violenza a Parigi, in Francia, ancora oggi scossa da terribili fatti sanguinosi, nel cuore dell’Europa, che vive il suo 11 settembre, forse capendo al meglio, pur nella profonda diversità, il dramma vissuto dagli Stati Uniti d’America nel 2001, tutti noi europei, pur divisi da lingua, nazionalità, sistema di vita, ma con una comune e straordinaria matrice culturale, dobbiamo essere forti nel difendere ciò che di più sacro ha un uomo, evitando di scivolare nel facile terreno delle discriminazioni e del razzismo, che ci porterebbe fuori strada e lontani dall’obiettivo primario: la capacità e la libertà di pensare, la capacità e la libertà di dare forma al proprio pensiero.
Senza di questo siamo roba da macelleria, nelle mani del primo califfo che arriva, buffone o violento che sia.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
#JeSuisCharlie #CharlieHebdo
Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere – Voltaire
Questa è una triste data che cambia il corso della storia d’Europa. Esprimiamo il nostro più profondo dolore, l’angoscia e la nostra piena e più totale solidarietà a Charlie Hebdo, a tutte le vittime del vile attacco terroristico di oggi e alle loro famiglie, ai giornalisti che fanno un lavoro essenziale per la nostra civiltà, a tutte le vittime del terrorismo e della violenza politica, religiosa e di ogni fanatismo ideologico che deve essere combattuta ed estirpata dalla nostra terra, senza tregua e senza esitazioni.
La libertà di pensiero e di espressione è forse la forma più pura di libertà da difendere per preservare la civiltà europea.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
APERTE LE ADESIONI ALLA RETE CIVICA DI INCARICATI PER LA REPUBBLICA VENETA
Tra gli altri compiti, gli incaricati della Repubblica Veneta saranno attivi per supportare la cittadinanza nelle operazioni di voto del 15-20 marzo 2015 per l’elezione del Parlamento Provvisorio
La riunione del 2 gennaio 2015 della Delegazione dei Dieci, tra le altre cose, ha istituito la rete civica degli incaricati della Repubblica Veneta, che forniranno ai cittadini elettori ogni informazione e istruzione per poter votare dal 15 al 20 marzo 2015 e anche per le preregistrazioni necessarie per ottenere il codice di voto che saranno attive dal 15 febbraio al 14 marzo 2015 e nei giorni di votazione.
Per poter contribuire alle operazioni di voto è quindi necessaria che vi sia un grande numero di volontari che aderiscano alla rete civica.
Per farne parte, compila il seguente modulo.
NASCONO IL PARLAMENTO E IL GOVERNO PROVVISORIO DELLA REPUBBLICA VENETA. ELEZIONI POLITICHE IL 15-20 MARZO 2015
La Delegazione dei Dieci approva gli organi legislativi ed esecutivi provvisori e definisce la legge elettorale per l’elezione dei Deputati della Repubblica Veneta
Ieri 2 gennaio 2015 (2014 more Veneto) si è riunita a Treviso la Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta, che ha preso molte e importanti decisioni.
La Delegazione dei Dieci quale primo atto del 2015 ha approvato i principi della Repubblica Veneta, riconoscendo e facendo propri i diritti dell’individuo, stabilendoli quali principi fondamentali della Repubblica Veneta.
La Delegazione ha quindi approvato la definizione provvisoria di un’architettura istituzionale che consenta alla Repubblica Veneta di anticipare quanto più possibile la preparazione al pieno esercizio della propria stessa indipendenza.
In particolare sono stati definiti il Parlamento Provvisorio, che assumerà il potere legislativo e il Governo Provvisorio, che assumerà il potere esecutivo della Repubblica Veneta.
Il Governo Provvisorio della Repubblica Veneta è costituito dalla Delegazione dei Dieci e dal Comitato Interdipartimentale riuniti in assise plenaria. Il Governo Provvisorio della Repubblica Veneta si insedierà a giorni.
Il Presidente della Delegazione dei Dieci rappresenta sia il Governo sia il Parlamento Provvisorio e ne coordina ogni loro azione e interazione.
Al fine di rispondere al mandato ricevuto il 21 marzo 2014, la Delegazione dei Dieci ha infine approvato alcune clausole di salvaguardia per portare a termine il mandato plebiscitario ricevuto, che si esaurirà con la piena e formale indipendenza della Repubblica Veneta.
Per quanto riguarda il Parlamento della Repubblica Veneta, esso sarà eletto dal 15 al 20 marzo 2015, secondo quanto previsto dalla legge elettorale approvata sempre ieri dalla Delegazione dei Dieci.
Potranno votare tutti i cittadini veneti residenti e iscritti all’AIRE in un qualsiasi comune veneto. Per poter votare servirà possedere un apposito codice di voto che potrà essere ottenuto con una preregistrazione tramite il sito www.republicaveneta.com e/o tramite il sito www.plebiscito.eu, oppure tramite uno degli uffici elettorale fissi e mobili che saranno predisposti nel periodo dal 15 febbraio 2015 al sabato 14 marzo 2015. La preregistrazione on line potrà essere effettuata anche nei giorni di voto.
I candidati deputati saranno organizzati in liste e ogni elettore potrà esprimere un’unica preferenza di voto per il proprio candidato deputato preferito.
La Repubblica Veneta è stata suddivisa in 43 aree elettorali, di cui una riservata esclusivamente ai veneti residenti all’estero. Per ogni area elettorale saranno eletti i due candidati deputati che avranno preso più preferenze, indipendentemente dalla propria lista di appartenenza. Nel Parlamento Provvisorio faranno parte di diritto anche i Delegati della Repubblica Veneta.
La carica di deputato della Repubblica Veneta nell’attuale fase di transizione verso la piena ed effettiva indipendenza è onorifica e non dà diritto a nessun tipo di retribuzione.
Ufficio stampa
Plebiscito.eu


