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Autore: Gianluca Busato

LA NUOVA NORMATIVA SULLE CRIPTOVALUTE CONFERMA LA LUNGIMIRANZA DEI NOSTRI PROGETTI DIGITALI

LA NUOVA NORMATIVA SULLE CRIPTOVALUTE CONFERMA LA LUNGIMIRANZA DEI NOSTRI PROGETTI DIGITALI

25 Giugno 2024 0 Comments in editoriali news

Il nuovo decreto legge sulle criptovalute in approvazione in questi giorni da parte del governo italiano – che recepisce il nuovo regolamento europeo in materia – ci fornisce l’occasione per fare ancora più chiarezza su alcuni argomenti che nei mesi scorsi ci hanno visto oggetto di una campagna mediatica vergognosa. Campagna condotta in particolare per mezzo della prima tv commerciale e del primo quotidiano italiano, fondata su presupposti falsi, conditi da manipolazione e disinformazione distribuita a pioggia con il probabile scopo da parte di alcuni di diffamarci e crearci un danno, probabilmente per ragioni politiche, se non addirittura per tentativo di estorsione,  o forse, per concorrenza sleale.

Il decreto legge e il regolamento europeo citati infatti fanno finalmente chiarezza nel settore e colmano un vuoto legislativo. La cosa per noi importante è che tale vuoto legislativo era stato da noi così correttamente interpretato da aver anticipato anche nei dettagli minori il dettato della nuova normativa e ciò ci rende particolarmente soddisfatti delle scelte che abbiamo effettuato ben prima che tali leggi fossero persino approvate.

Innanzi tutto la nuova normativa definisce e regola tra l’altro proprio i token di utilità come quelli da noi creati. E in particolare ne descrive le caratteristiche in modo perfettamente coincidente con la nostra impostazione. La normativa relativa ai token di utilità entrerà in vigore dal prossimo 31 dicembre, mentre già dal 30 giugno saranno effettive le norme relative alle cosiddette “stable coin” e alle criptovalute che fungono da sistemi di pagamento (paragonabili funzionalmente a una moneta). Sono invece escluse dal nuovo regolamento le criptovalute che costituiscono prodotti finanziari o simili per cui si applicano le leggi già esistenti in tema di prodotti finanziari.

Pur entrando in vigore dal prossimo 31 dicembre possiamo dire che nella sostanza tutti i nostri token di utilità sono già di fatto coerenti e in linea con la nuova normativa. L’unico adeguamento formale sarà di fatto rappresentato dalla pubblicazione di white paper aggiornati secondo i modelli che saranno approvati a breve dall’ESMA (l’Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati), operazione che sarà molto agevole, in quanto già ora essi riportano le informazioni necessarie richieste.

La definizione stessa di token di utilità è confermata dal dettato delle nuove norme e in particolare si applica ai token che rappresentano un titolo di accesso a servizi già esistenti, quali i nostri. Essi si applicano anche ai token di utilità eventualmente quotati in qualche crypto exchange, eliminando quel margine di interpretazione che ad oggi a volte rendeva piu complesso (e talvolta oggetto di interpretazioni difformi) spiegare la natura intrinseca di token di utilità che appunto davano accesso a servizi aziendali.

Nelle prossime settimane forniremo altri approfondimenti sui vari dettagli della nuova normativa, ma oggi permetteteci di comunicarvi la nostra soddisfazione per aver visto confermate tutte le nostre impostazioni in materia, confermando in particolare quanto sia stata corretta anche la ferma azione di tutela giudiziaria che abbiamo condotto, con la presentazione di denuncia-querela per tutti i vari soggetti implicati nella azioni, vuoi di diffamazione anche a mezzo stampa e Internet, vuoi di tentata estorsione, che in questi mesi ci hanno arrecato gravi danni materiali e immateriali del tutto ingiusti e che intendiamo combattere con forza e determinazione.

Plebiscito.eu

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IL VENTRE MOLLE D’EUROPA NE È ORA L’INTESTINO

IL VENTRE MOLLE D’EUROPA NE È ORA L’INTESTINO

7 Giugno 2024 0 Comments in editoriali news

Siamo alla vigilia delle prossime elezioni europee e quale migliore occasione dell’anniversario del D-Day commemorato ieri in Normandia (e non in Lombardia come riportato da alcuni media italici) per cercare di trovare nella propria storia recente alcune fondamentali chiavi di interpretazione del presente?

Ecco che dopo la seconda guerra mondiale e l’ignominioso salto della quaglia di una presunta nazione che si rifaceva ai fasti dell’impero romano e che ne simulava in modo ridicolo le gesta dando forma a uno pseudo-risorgimento conclusosi con il fascismo e una disfatta epocale e senza vergogna, i continuatori di tale plagio istituzionale non potevano che rifarsi alla tradizione culturale da operetta per dare forma a ciò che sarebbe diventato famoso come il “ventre molle d’Europa”.

Infatti, se da un lato la neonata repubblica italiana risultava essere tra i fondatori della futura Unione Europea e un membro dell’alleanza atlantica fin dai suoi primi passi, dall’altro essa coltivava in sé la serpe del più grande partito comunista d’occidente, che avrebbe sin dai primi istanti colonizzato l’intera classe dirigente, in particolare nel settore pubblico e nell’istruzione.

I frutti di un connubio maledetto fin dalla nascita non potevano che dare forma a uno stato inaffidabile per chiunque e costantemente sul filo del tradimento, che diventava il proprio mantra, difeso da politici e partiti di ogni schieramento. Basti vedere la composizione delle liste di tutti i partiti alle prossime europee ove non si registra un solo schieramento coerente. Se un povero cristo volesse votare una lista che supporta in modo chiaro e inequivocabile una posizione pro-Ucraina, non potrebbe farlo, perché sapientemente i vari leader hanno intruppato tra i candidati posizioni di tutte le risme, in totale contrasto tra di loro e con qualsiasi posizione si voglia scegliere.

C’è una specie di tacito accordo tra tutti i partiti e i politici italioti che li vede accomunati dall’impedire di dar forma a una scelta chiara, coerente, netta. E proprio mentre i leader alleati ricordavano il D-Day, l’Hitler dei giorni nostri, al secolo Vladimir Putin, riconosceva proprio nell’Italia un “quasi”, o “futuro alleato”.

Tale melassa istituzionale ovviamente non si riflette solo in tema di politica estera, ma anche, se non soprattutto, nella politica interna, dando forma a una sorta di “politica omeopatica” applicata a tutto. I programmi di tutti i partiti politici sono barzellette che si somigliano tutte un po’, a parte qualche piccolo dettaglio di facciata, che di fatto si trasforma in bandiere prive di alcuna sostanza da sbandierare per truppe vuoi di utili allocchi vuoi di interessati alla mancia elettorale. Tutti accomunati dalla totale assenza di volontà di dar forma a qualsivoglia riforma seria e pragmatica.

Ciò spiega anche l’unica reale abilità della classe politica italiana, ovvero di aumentare a dismisura la spesa pubblica quasi totalmente inutile, o inefficiente, portando il debito pubblico al limite, se non oltre, della sostenibilità.

Tanto che l’Italia riesce a contrarre quasi i tre quarti dell’intero debito pubblico dell’Unione Europea sul PNRR e a distruggere il proprio futuro, in particolare per le giovani generazioni, con i mostri del bonus 110 e di una spesa pensionistica da incubo. Tanto alla fine pagherà Pantalone, che, per quanto ci riguarda, corrisponde al Veneto che vede sparire ogni anno 15-20 miliardi di euro di tasse pagate che non ritornano nel proprio territorio sotto nessuna forma.

In questo quadro sinceramente preoccupa vedere l’insistenza di chi vorrebbe un Draghi a nuovo presidente della Commissione Europea, magari per trasformare il debito italiano in debito europeo, portando la classica mela marcia italiana a far marcire anche tutte le altre mele del cesto europeo.

Non nutriamo particolari illusioni, poiché anche la stessa Europa pare sempre più avvelenata dalle sirene suicide rosso-verdi che vorrebbero distruggerne il tessuto economico, ma quanto meno auspichiamo che le sacche di resistenza liberale possano evitarne una fine infausta stretta com’è tra i nemici esterni che la bombardano e la massacrano e i nemici interni, spesso quinte colonne prezzolate dei primi.

Per tale ragione e non per ignavia, non vogliamo dare indicazioni di voto per le prossime elezioni europee, lasciando alla coscienza di ognuno decidere il da farsi. È giusto che ognuno nel proprio privato affronti la propria scelta con responsabilità, non esistono scorciatoie dall’alto che ne allevino il peso.

Plebiscito.eu

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CONCLUSA LA PRIMA FASE DI TUTELA LEGALE DELLA NOSTRA ORGANIZZAZIONE

CONCLUSA LA PRIMA FASE DI TUTELA LEGALE DELLA NOSTRA ORGANIZZAZIONE

31 Maggio 2024 0 Comments in editoriali

Cari amici di Plebiscito.eu,

come anticipato qualche settimana fa, siamo lieti di annunciare che si è completata una prima fase di azioni di tutela legale a seguito della campagna mediatica e alla macchinazione ordita contro il movimento e le organizzazioni di cui siamo parte.

Sono state presentate in questi giorni una serie di denuncie-querele per vari reati tra i quali tentata estorsione, diffamazione a mezzo stampa e internet verso i diversi soggetti riconoscibili e responsabili che a vario titolo e forma hanno messo in atto tale disegno rivolto a crearci un grave danno reputazionale.

Noi siamo orgogliosi di ciò che è stato fatto in questi anni, a partire dall’indizione del referendum digitale di indipendenza del Veneto di 10 anni fa sino alla fondazione di una struttura di organizzazioni e società che hanno avuto ed hanno lo scopo di creare e condividere un percorso di democratizzazione della tecnologia per un futuro di benessere e opportunità che coinvolga in particolare la Venetia.

Proprio per ribadire la totale trasparenza, utilità e legittimità dei progetti che sono stati creati nel tempo, riteniamo cosa utile riportare di seguito alcune informazioni fondamentali che spiegano cosa siano — e anche cosa NON siano — i famosi token di utilità che hanno scatenato tanta curiosità.

Per farlo abbiamo riportato le risposte alle domande più frequenti su tale materia pubblicate sul sito del Club Imprenditori Veneti nel Mondo.

FAQ su utility token

Come alcuni di voi sapranno, alcune società e organizzazioni del nostro network hanno lanciato nel corso degli ultimi anni una serie di progetti di rilievo che hanno saputo coniugare l’innovazione imprenditoriale e le opportunità che derivano dalla tokenizzazione, in particolare con la possibilità di creare un insieme di asset digitali che rappresentano dei veri e propri crediti di accesso a servizi aziendali fruibili attraverso piattaforme informatiche.

Si tratta di iniziative di assoluta eccellenza tecnologica e di grande impatto sia nel settore fintech sia in altri settori innovativi. Giusto per fare qualche esempio, spaziamo dall’intelligenza artificiale alla realtà aumenta, dalla gamification al marketing digitale, dalle campagne di fidelizzazione all’internet delle cose, con il monitoraggio di grandezze fisiche in aree estese, come per esempio la misura dell’inquinamento nell’aria, o il livello dei fiumi. E molto altro ancora. Si tratta quindi di progetti di grande impatto, che hanno infatti riscontrato e stanno riscontrando il favore di molti esperti del settore e che sono anche stati oggetto di premi e riconoscimenti, nonché del coinvolgimento di decine di migliaia di persone nella nostra business community.

Campagne PROMO su UTILITY TOKEN del BUSINESS NETWORK

Nell’ambito delle operazioni di marketing e comunicazione legate alla distribuzione di tali token di utilità, tra cui rientrano diverse forme quali airdrop gratuiti, contest, quiz, campagne basate su selfie e molto altro ancora, sempre al fine di aumentarne la base di utilizzo, una particolare forma è rappresentata dalle campagne promozionali rivolte ai sostenitori del Club Imprenditori Veneti nel Mondo. Grazie a tali programmi, i sostenitori e simpatizzanti del Club possono avere accesso — in forma gratuita — a una certa quantità di token, che varia a seconda delle iniziative. Particolare attenzione viene riservata ovviamente a chi sostiene il club in forma attiva, in particolare attraverso il proprio impegno, o con donazioni, o contributi associativi.

Dopo aver riscontrato un grande entusiasmo in merito a tale iniziativa, abbiamo preparato una serie di risposte a domande frequenti utili ad approfondire il tema.

Cosa sono i token di utilità?

I token di utilità (o utility token) sono una sorta di “gettoni” virtuali creati nella rete blockchain che danno diritto a fruire dei servizi erogati dalle aziende che li emettono, spesso fruibili attraverso apposite piattaforme informatiche. I token di utilità del progetto cui sono legati vengono presentati in modo esaustivo e trasparente in appositi documenti informativi denominati White Paper e nei relativi siti internet.

I token di utilità sono prodotti finanziari?

I token di utilità oggetto delle nostre campagne PROMO non sono in ogni caso uno strumento finanziario né una forma di investimento, debt security, o promessa di rendita né uno strumento di pagamento. Ciò viene specificato in modo trasparente in tutte le informazioni pubblicate sia nei relativi siti internet sia nei White Paper.

I token sono scambiabili?

I token oggetto delle nostre campagne sono tutti liberamente scambiabili e rivendibili a chiunque, non hanno alcun blocco informatico che ne impedisce il trasferimento.

Come si possono scambiare i token?

Di solito i token vengono distribuiti su un wallet di proprietà dell’utente (ad esempio, Metamask), identificato da un indirizzo alfanumerico univoco. Dal wallet dell’utente possono quindi essere trasferiti ad altri wallet tramite il pagamento di una piccola commissione (denominata “gas”) che tipicamente si paga in Ethereum.

In qualche caso l’utente richiede il trasferimento su wallet gestiti da crypto exchange (come ad esempio Venice Swap), in tal caso di volta in volta per il trasferimento dei token si seguono le indicazioni fornite dall’exchange stesso.

I token si possono scambiare con altri token?

I token sono scambiabili con tutti gli altri token dell’ecosistema di cui fanno parte, basta contattare le aziende che le hanno emesse che faranno il cambio con un coefficiente fisso così come previsto nei relativi white paper, o direttamente farlo attraverso il crypto exchange di Venice Swap, nella sezione Market nelle accoppiate previste, secondo l’andamento del mercato nel momento, oppure ancora nella sezione peer-to-peer.

I token possono essere convertiti in moneta fiat?

Laddove previsto, la monetizzazione dell’utility token può essere effettuata mettendo sul mercato, nell’exchange di riferimento, il token stesso. In quella sede, ad esempio su Venice Swap, l’utente può vendere il token al prezzo che ritiene, o a quello che il mercato, in quel momento, offre, secondo la legge della domanda e dell’offerta. Ciò quindi avverrà secondo le modalità e le tempistiche che il mercato determinerà, oltreché, ovviamente, anche in funzione della pianificazione strategica aziendale che sarà implementata nel tempo.

Chi possiede un token è un risparmiatore, o un investitore?

Una persona, imprenditore, o parte interessata, che accede ad un servizio di utility token è un soggetto qualificato, non un risparmiatore né un investitore.

Per aderire alle campagne PROMO è obbligatorio fare una donazione?

Non è obbligatorio fare una donazione, o un grant al Club per partecipare alle promozioni in atto, basta semplicemente segnalarne la volontà di partecipazione attraverso un semplice modulo di prenotazione token, nel quale si può anche segnalare una eventuale donazione che si intende fare al Club, che può anche essere pari a zero. Particolare attenzione viene riservata ovviamente a chi sostiene il club in forma attiva, in particolare attraverso il proprio impegno, o con donazioni, o contributi associativi. Una volta registrata la volontà di partecipare alla campagna promo, i token vengono messi a disposizione delle parti interessate secondo un algoritmo semi-casuale che non tiene conto della presenza, o meno, di un’eventuale donazione.

Le donazioni al Club vengono effettuate in modo legittimo?

Il Club, in quanto associazione no-profit, vive del sostegno dei propri simpatizzanti e tutte le donazioni in qualsiasi forma avvengano (grant, contributi associativi etc.) vengono registrate e sono concluse in modo legittimo. Il Club deposita regolarmente il proprio bilancio in forma pubblica ed esso registra regolarmente tali operazioni.

Come vengono utilizzate le donazioni ricevute dal Club

Tutte i proventi delle donazioni in qualsiasi forma avvengano (grant, contributi associativi etc.) vengono impiegate per la conduzione delle proprie attività sociali. Tra di esse, ad esempio, annoveriamo: la promozione e l’organizzazione di eventi, convegni, occasioni di networking e attività simili, attività di studio, di approfondimento culturale, di informazione, di divulgazione e valorizzazione culturale e socio-economica, attività di promozione sociale quale, ad esempio e a titolo non esaustivo, beneficenza, istruzione, formazione, sport, tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico, tutela e valorizzazione dell’ambiente, promozione della cultura e dell’arte, tutela dei diritti civili, ricerca scientifica di particolare interesse sociale, attività tipiche di private voluntary organizations e di organizzazioni non governative tese alla diffusione internazionale del proprio scopo sociale, attività di tutela e di divulgazione delle istanze culturali e/o socio-politico-economiche degli individui e delle comunità in particolare su cui ha il proprio focus, come, a titolo di esempio e in forma non esaustiva, il miglioramento dell’ambiente, l’incoraggiamento dell’osservazione dei diritti umani e civili, l’incremento del benessere per gli individui e la popolazione in generale, attività di fund raising e di carattere economico a sostegno della propria azione e dei propri obiettivi sociali, studio ed adozione di tecnologie e di forme di innovazione culturale e/o socio-politico-economica tese al raggiungimento dei propri obiettivi sociali.

Plebiscito.eu

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SOSTIENI IL PROGETTO DI INDIPENDENZA DEL VENETO

SOSTIENI IL PROGETTO DI INDIPENDENZA DEL VENETO

9 Maggio 2024 0 Comments in editoriali news

Cari amici di Plebiscito.eu,

come saprete gli ultimi mesi sono stati molto difficili per noi a causa di una campagna mediatica che ha creato molti danni al nostro movimento e all’intera organizzazione di cui siamo parte. Tale campagna è scaturita da una serie di tentativi di estorsione, nonché da molte mistificazioni e diffamazioni che ci hanno messo in cattiva luce. Molti di voi hanno ben compreso la gravità del momento e ci hanno espresso la propria solidarietà, rinnovando la fiducia in quanto fatto e nei progetti in corso, tutti con il comune obiettivo di avvicinarci all’indipendenza del Veneto.

Nel frattempo abbiamo reagito con forza e determinazione, anche attraverso azioni di tutela legale, a cominciare dalla presentazione, in parte già avvenuta e in parte di prossimo deposito, di una serie di denunce/querele per tentata estorsione, nonché per diffamazione verso diversi soggetti che hanno partecipato a tale campagna.

Ora chiediamo a tutti voi di starci vicino in un momento complesso, perché il colpo inferto non è di poco conto e abbiamo bisogno del vostro supporto.

Tale sostegno può essere espresso nella modalità che ognuno ritiene più opportuna, compresa la solidarietà economica, anche per aiutarci a sostenere le importanti spese legali ed operative che ora dobbiamo affrontare.

Chi desidera aiutarci anche economicamente può farlo tramite un libero contributivo associativo utilizzando le seguenti coordinate bancarie:

  • Beneficiario: Club Imprenditori Veneti nel Mondo
  • IBAN: IBAN: BE67967036193187
  • BIC/SWIFT: TRWIBEB1XXX
  • Causale: GRANT
  • Banca: Wise Europe SA. Indirizzo banca: Rue du Trone 100 – 1050 Brussels, Belgium

Grazie a tutti per il sostegno che saprete darci e Viva l’indipendenza del Veneto!

WSM,

Gianluca Busato

Presidente – Plebiscito.eu

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Dieci anni fa partiva l’iniziativa che portò l’indipendenza del Veneto all’attenzione del mondo

Dieci anni fa partiva l’iniziativa che portò l’indipendenza del Veneto all’attenzione del mondo

16 Marzo 2024 1 Comment in editoriali news

Dal 16 al 21 marzo 2014 i veneti votarono per la propria indipendenza su Plebiscito.eu e in tutte le città del Veneto

Riceviamo da SerenissimaPost.com e volentieri pubblichiamo

Erano le 9 del mattino del 16 marzo 2014 ed entro poche ore una notizia apparentemente solo locale si sarebbe affermata come una tra le più importante nel panorama nazionale e internazionale. Aveva preso il via, infatti, il referendum digitale per l’indipendenza del Veneto sul sito di Plebiscito.eu e nei seggi predisposti ovunque in tutte le città del Veneto. A dire il vero la notizia fece capolino prima sui media internazionali che su quelli italiani. All’inizio furono i media austriaci e tedeschi, quindi inglesi e americani e, ovviamente, russi che già una settimana prima del voto avevano dato un rilievo mediatico notevole al plebiscito digitale: la Serenissima Repubblica di Venezia si stava rialzando in piedi! Proprio i russi cavalcarono a tal punto la news che addirittura avevano deciso di spostare la data del referendum farsa in Crimea (tenutosi sotto occupazione militare) inizialmente previsto a fine marzo proprio nella stessa data del 16 marzo 2014. Si comprende ancor più oggi la loro delusione, visto che Plebiscito.eu e Gianluca Busato hanno sempre dato pieno sostegno all’Ucraina, ancor di più oggi che è invasa da oltre due anni dall’esercito del regime di Putin.

Fu solo la mattina del 16 marzo 2014 stesso che i media italiani si svegliarono dal torpore assieme all’intero panorama politico tricolore, scosso da un’iniziativa che nel volgere di pochi giorni raggiunse un livello impensabile di successo e notorietà. Dal 16 al 21 marzo di 10 anni fa furono infatti più di 2,3 milioni di veneti a votare nel referendum digitale e l’89,10% di loro si espresse a favore dell’indipendenza del Veneto. Guarda caso, praticamente gli stessi risultati furono confermati nel voto del referendum per l’autonomia dell’ottobre 2017, tre anni e mezzo dopo il plebiscito digitale. I risultati allora furono invece contestati dopo pochi giorni con false analisi, in particolare dal Corriere della Sera, ma furono quindi confermati a stretto giro nella loro sostanza da un’indagine demoscopica svolta da Ilvo Diamanti e pubblicata su Repubblica e ancora verificati nella loro integrità dopo poche settimane, prima per opera di un assesment redatto dall’allora prima società informatica italiana e quindi da un comitato di osservatori internazionali che sancirono la validità del voto con la propria certificazione.

“Una X per il Veneto”, Gianluca Busato racconta la storia del referendum per l’indipendenza dei veneti

Nel giro di pochi giorni ci fu la gara ad intervistare Gianluca Busato, presidente e ideatore della piattaforma Plebiscito.eu. Di lì a poco partirono anche le prime bordate contro di lui, sempre organizzate dal sistema politico-mediatico italiano che era stato inizialmente colto di sorpresa. Le diffamazioni contro di lui si sono ripetute anche recentemente, con macchinazioni, manipolazioni e pubblicazioni di notizie vecchie di 5 anni riportate come fossero novità, probabilmente solo allo scopo proprio di disinnescare le celebrazioni per il decennale dal referendum di indipendenza del Veneto.

Purtroppo per i manipolatori mediatici però la storia non si scrive con le false notizie e la grandezza di ciò che è stato fatto rimarrà per sempre, a testimonianza del punto più alto raggiunto dall’ideale di indipendenza del Veneto, le cui braci covano sempre fortissime sotto la cenere del nulla assoluto della politica italiana di questi anni.

Per chi fosse interessato a scoprire tutti i particolari inediti di quella straordinaria pagina di storia consigliamo il libro “Una X per il Veneto”, scritto da Riccardo Rudelli, Paola Bonesu e Roberto Errichelli disponibile su Amazon a soli 0,99 €.

Serenissima Post

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