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Autore: Gianluca Busato

VIOLENZE DI COLONIA: L’EUROPA IMPONGA UNA STRATEGIA RIGOROSA PER IL RISPETTO DELLE REGOLE DI CONVIVENZA CIVILE

VIOLENZE DI COLONIA: L’EUROPA IMPONGA UNA STRATEGIA RIGOROSA PER IL RISPETTO DELLE REGOLE DI CONVIVENZA CIVILE

7 Gennaio 2016 6 Comments in editoriali news

Il 2016 può rivelarsi un anno difficile per tutta Europa che rischia di far travolgere le nostre comunità dalla paura e dalla violenza di fanatici senza legge e dalla conseguente xenofobia fomentata dalla stupidità buonista.

I gravi episodi di violenza avvenuti la notte di San Silvestro a Colonia (e non solo, anche ad Amburgo a quanto pare) contro moltissime donne da parte di “gruppi di stranieri di presunta provenienza nordafricana, maghrebina” impongono alcuni cambiamenti di politiche da adottare da parte delle leadership europee, per non correre il rischio di un generale orrore e imbarbarimento della vita civile.

Il fatto che tali episodi siano avvenuti in Germania, lo stato che più di altri ha accolto rifugiati (1,1 milioni di profughi di cui oltre 470.000 ha chiesto asilo politico), rende la questione ancora più urgente per tutti.

Primo. Se si continua con una politica di puro buonismo si lascia il campo aperto a xenofobi come Salvini & Co., senza alternative. Con tutto ciò che questo significa, a cominciare dalle sue simpatie con la Corea del nord (molti ci ridono, a me vengono i brividi di fronte a tanta idiozia). Ciò significa, ad esempio, applicare il pugno di ferro in guanto di velluto difendendo le Leggi e le regole di convivenza civile. Con rigore, durezza e senza esitazione.

Secondo. Per prevenire, oltreché punire, pur essendo passato più di un secolo, forse qualche lezione dallo stato che più degli altri ha saputo trasformare l’immigrazione una straordinaria opportunità, gli Stati Uniti d’America, meriterebbe apprenderla. A cominciare in primis dalle modalità con cui seppe gestire i problemi sanitari e documentali, sebbene ad alcuni oggi possano apparire brutali: Ellis Island ricorda qualcosa a qualcuno? Seguendo quindi con la capacità che l’America ebbe di sconfiggere gli allora terroristi anarchici e comunisti, in primis proprio i bombaroli italiani, che nei primi anni ’20 rappresentavano l’Al Qaida dell’epoca, avendo messo a segno una lunga serie di violenze, compreso il più brutale attentato registrato in terra americana fino alle Torri Gemelle, che fece 30 morti a Wall Street il 16 settembre 1920. Proprio in quel periodo partì una riforma della più celebre struttura investigativa federale americana, che diede quindi vita successivamente all’FBI, con il ruolo decisivo che seppe recitare Edgar J. Hoover.

Terzo. È fondamentale saper distinguere, altrimenti il fiume populista travolgerà il buon senso. In Germania vi sono un sacco di italiani per bene che lavorano e portano benessere alla Germania, anche se sono ben note le ramificazioni e gli investimenti di mafia e ‘ndrangheta: la strage di di Duisburg del 15 agosto 2007 vi dice niente? Così come non si può dire che tutti gli italiani in Germania sono mafiosi, anzi, sono un’esigua minoranza, lo stesso va detto e riconosciuto per i rifugiati. La presenza di estremisti musulmani radicali e persino quella di combattenti dell’Isis non può e non deve essere confusa con l’insieme dei migranti che sono pacifici e rispettosi delle regole.

Quarto. È assolutamente da evitare il dire idiozie analoghe a corrispondenti nell’altro senso a quelle di Salvini & Co., come il suggerimento del sindaco di Colonia alle donne di tenere gli uomini a distanza di braccio per evitare violenze. Così facendo si finisce nel ridicolo a dir poco (non lo diciamo noi, ma la Cnn). Di questo passo diventa addirittura logico e conseguente dire che le donne indossino il burka per evitare di attrarre sessualmente i violenti criminali come quelli che hanno imperversato a Capodanno a Colonia. In Italia la regina delle idiozie politiche e della supponenza arrogante buonista è Laura Boldrini, gemella diversa di Salvini nel fomentare odio attraverso l’abuso del politically correct.

Quinto. Altrettanto e forse più grave è tentare di sminuire, nascondere, tacere, disinformare circa la realtà dei fatti, come pare essere avvenuto da parte di molti organi di informazione tedeschi, che hanno come minimo ritardato la pubblicazione delle gravi notizie di violenza della notte di Capodanno. I media hanno una responsabilità senza pari in situazioni di questo tipo. Altrimenti a tutti noi viene immediato pensare di vivere in un regime informativo e la percezione di insicurezza aumenta a dismisura.

Il 2016 potrebbe rivelarsi un anno molto difficile per l’Europa intera se non saprà far fronte a un’autentica invasione che necessita delle migliori strategie per non travolgere prima di tutto il buon senso, oltreché la serenità di tutti noi, in particolare di chi è più debole ed esposto alla violenza di chi non vuole rispettare le nostre leggi, la nostra cultura e il nostro stile di vita.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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PLEBISCITO.EU LANCIA REFERENDUM PER CANCELLARE LA RIFORMA DELLA RAI E LE MISURE ILLIBERALI SUI FARMACI

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4 Gennaio 2016 3 Comments in editoriali news

Gianluca Busato: “l’indipendenza del Veneto si coniuga con aspetti fondamentali di libertà e democrazia”. Apertura alla collaborazione con movimenti e associazioni a difesa di libertà basilari dei cittadini.

Schermata 2016-01-03 alle 20.25.52[Venezia, 4 gennaio 2016] – Plebiscito.eu lancia una nuova iniziativa referendaria per l’abrogazione della nuova Riforma della Rai e ne prepara una seconda per l’abrogazione di parte della legge della concorrenza, in particolare laddove essa blocca la liberalizzazione per farmacie e medicinali di fascia c, una volta che sarà approvata dal senato e pubblicata.

Per quanto riguarda la prima iniziativa, il movimento indipendentista, che già ha organizzato il referendum digitale per l’indipendenza del Veneto, darà il via nei prossimi mesi a un percorso classico secondo quanto previsto dalle norme in materia di referendum abrogativi, iniziando la raccolta firme per la presentazione del quesito referendario che permetta di cancellare una normativa che consegna nelle mani del governo il controllo del sistema radiotelevisivo pubblico, ulteriormente aggravando un quadro già molto preoccupante sul tema.

Plebiscito.eu dà quindi seguito alla propria strategia internazionale approvata nel corso dell’ultima Convention di Padova del 29 novembre 2015, con la nuova iniziativa referendaria che segue la presentazione effettuata il 21 dicembre scorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, di un corposo ricorso di 471 pagine e 25 allegati contro l’Italia, a seguito della violazione di molteplici Articoli della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali e dei successivi Protocolli avvenuta con la sentenza della Corte Costituzionale 118/2015. Il ricorso formula la richiesta alla Corte di riconoscimento della non violazione del diritto internazionale da parte degli organizzatori del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo e della successiva dichiarazione di indipendenza del Veneto, così come previsto dalla sentenza del 22 luglio 2010 della Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu sull’indipendenza del Kosovo, nonché una richiesta di risarcimento danni diretti e indiretti nei confronti dei cittadini veneti è stata stimata in 600 miliardi di euro, equivalenti al residuo fiscale del Veneto negli ultimi trent’anni, non attualizzato.

Schermata 2016-01-03 alle 20.21.58Ora, considerata l’estrema emergenza in tema di libertà di informazione collegata alla vicenda e la natura trasversale di una battaglia civica che trova molte voci concordi al di là delle posizioni di parte su altri temi, Plebiscito.eu proporrà inoltre di coinvolgere nella nuova iniziativa referendaria tutti i movimenti indipendentisti presenti nello stivale italiano, nonché ogni altro movimento, partito, associazione od organizzazione che abbia a cuore la libertà di informazione gravemente minacciata dalla legge di riforma della Rai.

In ogni caso, considerati alcuni pronunciamenti della più recente giurisprudenza in materia di referendum, anche nell’eventuale caso in cui la proposta di referendum non dovesse passare l’esame della corte costituzionale, al fine di consentire la libertà di espressione degli elettori su un tema di fondamentale importanza per la tenuta democratica e per la difesa dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini, Plebiscito.eu non rinuncerà a sentire l’intero corpo elettorale italiano e indirebbe un maxi referendum digitale, grazie alla propria piattaforma di e-voting già utilizzata per il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014 e che sarà ulteriormente potenziata secondo le osservazioni e i suggerimenti pervenuti dal Comitato degli Osservatori Internazionali nella propria relazione finale di certificazione del Plebiscito Digitale.

Schermata 2016-01-03 alle 20.25.09La situazione della libertà di informazione in Italia costituisce una questione di gravissima emergenza democratica. Il giudizio non è nostro: esso proviene direttamente dalla classificazione poco lusinghiera delle principali organizzazioni indipendenti internazionali dedite allo studio della libertà di stampa nel mondo. Freedom House ha stimato l’Italia quale unico Paese dell’Europa occidentale assieme alla Grecia con una stampa solo parzialmente libera, mentre Reporters Without Borders addirittura classifica l’Italia solo al 73° posto nel mondo per libertà di stampa, dietro Paesi come Haiti, la Mongolia, la Mauritania, il Malawi, la Repubblica Dominicana, il Madagascar, la Bosnia Erzegovina, il Senegal o la Moldova.

Gianluca Busato ha dichiarato: “l’indipendenza del Veneto si coniuga con aspetti fondamentali di libertà e democrazia. Per ottenere l’obiettivo della libertà è positivo trovare sinergie su singoli temi che portino vantaggio a tutti i cittadini e a tutti i territori. In tal senso la libertà di stampa e la sconfitta di sistemi di monopolio, o oligopolio di difesa corporativa delle caste rappresentano degli esercizi straordinari di tutela degli interessi sia del singolo cittadino sia del bene comune. Ogni mezzo pacifico e democratico per vincere anche una singola battaglia è benvenuto. Ogni alleato su tali temi è prezioso. Lo strumento del referendum rappresenta storicamente nella penisola italiana una modalità che ha permesso ai cittadini di strappare angoli di libertà di fronte alla prevaricazione politica dei governi e del regime partitocratico”.

Ufficio stampa – Plebiscito.eu

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[video]: CONVENTION 2015 PLEBISCITO.EU – interventi di GIANFRANCO FAVARO, SANDRO COLOMBO, CARLO BELTRAMELLI

[video]: CONVENTION 2015 PLEBISCITO.EU – interventi di GIANFRANCO FAVARO, SANDRO COLOMBO, CARLO BELTRAMELLI

28 Dicembre 2015 0 Comments in editoriali news video

Continuiamo di seguito la pubblicazione dei video con alcuni interventi di delegati durante la Convention di Plebiscito.eu, tenutasi il 29 novembre 2015 a Padova.
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Intervento di Gianfranco Favaro

Intervento di Sandro Colombo

Intervento di Carlo Beltramelli

Schermata 2015-12-28 alle 21.29.32

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[video]: CONVENTION 2015 PLEBISCITO.EU – interventi di MAURO FONTANA, IVAN FABRIS, MARCO BENETELLI

[video]: CONVENTION 2015 PLEBISCITO.EU – interventi di MAURO FONTANA, IVAN FABRIS, MARCO BENETELLI

28 Dicembre 2015 0 Comments in editoriali news video

Continuiamo di seguito la pubblicazione dei video con alcuni interventi di delegati durante la Convention di Plebiscito.eu, tenutasi il 29 novembre 2015 a Padova.
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Intervento di Mauro Fontana

Intervento di Ivan Fabris e Marco Benetelli

Schermata 2015-12-28 alle 21.24.02

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INDIPENDENZA DEL VENETO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

INDIPENDENZA DEL VENETO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

28 Dicembre 2015 1 Comment in editoriali news

Gli stati, le corporation, le organizzazioni ad ogni livello possono essere degli strumenti ad intelligenza artificiale ante litteram. L’AI può creare il tessuto connettivo che oggi manca al Veneto per poter esercitare la propria azione e pressione mediatica di apertura ad un mondo sempre più interconnesso e globale.

AISuzanne Sadedin, una biologa evoluzionista, ha scritto un interessante articolo nel quale ipotizza che gli stati, le corporation, le organizzazioni ad ogni livello possano essere definite una sorta di strumenti ad intelligenza artificiale ante litteram, in corso di evoluzione da secoli.

Con il proprio intervento la studiosa australiana vuole contribuire al dibattito in corso sulla pericolosità dei sistemi di intelligenza artificiale (AI, artificial intelligence), dopo l’allarme lanciato da diversi scienziati ed opinion maker, in primis Elon Musk and Stephen Hawking, rilanciando addirittura la tesi che una democratizzazione dell’intelligenza artificiale possa drasticamente accelerare un fenomeno di autodistruzione sistemica.

La definizione di stati, enti ed organizzazioni come strumenti ad intelligenza artificiale è ovviamente parziale, in quanto, come ribadisce l’articolo, essi non sono né senzienti, né autoconsapevoli né coscienti. D’altro canto essi dimostrano di possedere in modo crescente comportamenti finalizzati e scopi particolari, in modo equivalente a quella di agenti intelligenti autonomi.

“Queste “macchine di AI” possono apparire anche spietate nei confronti degli individui”: alzi la mano chi non ha provato tale sensazione, ad esempio, nei confronti della burocrazia italiana, o di organizzazioni come le banche, o equitalia.

“Tale spietatezza appare quasi vantaggiosa, per poter sopravvivere in un ambiente competitivo. Esse sono in competizione per lo sforzo umano, il coinvolgimento e l’impegno: in sintesi, per il denaro e per il potere. Così esse sopravvivono e crescono. Le nuove organizzazioni e quelle meno efficienti copiano le caratteristiche di quelle dominanti al fine di competere. Ciò le pone in un processo di selezione darwiniana, come ha notò Milton Friedman”.

Se fino a qualche tempo fa tali organizzazioni hanno fatto affidamento sul consenso dell’uomo e sulla sua partecipazione, confinandone l’azione all’interno dei vincoli dei valori umani e della sua morale.

Con l’avvento di apprendimento automatico, le cose sono cambiate. Ora abbiamo algoritmi che possono prendere decisioni complesse meglio e più velocemente di qualsiasi essere umano, su praticamente qualsiasi dominio specifico. Essi vengono applicati a problemi legati a grandi volumi di dati che vanno ben oltre l’umana comprensione. Eppure, questi algoritmi sono ancora stupidi in qualche modo. Essi sono progettati per ottimizzare i parametri specifici per insiemi di dati specifici, ma sono ignari della complessità del mondo reale, e delle conseguenze a lungo termine delle loro scelte.

Al di là degli scenari negativi che l’articolo poi sviluppa, per quanto riguarda la nostra situazione in Veneto credo che chiunque fin qui è riuscito a seguire la tesi dell’articolo, può ora anche facilmente comprendere come la soluzione di sviluppare una piattaforma di cittadinanza digitale veneta possa permetterci di superare le barriere di comunicazione sociale che finora ci hanno reso schiavi della macchina partitocratica italiana.

Superando i limiti attuali che esistono nei processi umani di costruzione del consenso sociale che i partiti usano, noi riusciremo semplicemente a renderli dei dinosauri di fronte al nuovo panorama di ingegneria sociale digitale che sapremo mettere a disposizione dei cittadini veneti.

Ciò è già avvenuto in una prima forma eclatante con il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, che ha saputo travolgere il muro di gomma del silenzio mediatico che è crollato solo quando era troppo tardi per fermare il consenso plebiscitario emerso verso l’indipendenza della Repubblica Veneta.

Schermata 2015-12-28 alle 19.10.14Quando completeremo il nostro progetto con la piattaforma di cittadinanza digitale veneta, per il quale servono ancora cospicui finanziamenti, caleremo l’asso che consegnerà al passato i responsabili della più grave crisi socio-economica del Veneto e dell’Italia nella storia contemporanea, dal dopoguerra.

Tale strumento costituirà finalmente il tessuto connettivo che oggi manca al Veneto per poter esercitare la propria azione e pressione mediatica di apertura ad un mondo sempre più interconnesso e globale.

L’unica via di uscita dalla prigione del peggiore inferno fiscale del mondo è l’apertura e l’interconnessione con il mondo libero all’esterno di essa. Dalla pressione sociale che sapremo esercitare tramite tale piattaforma e dalla creazione di un modello economico che ci renda indipendenti dal sistema bancario italiano, prenderà forma la nuova Repubblica Veneta indipendente.

Una volta indipendenti, anche solo con il surplus finanziario di 20 miliardi di euro l’anno che oggi vengono bruciati sull’altare dell’appartenenza allo stato italiano, il Veneto saprà recitare un ruolo da protagonista, come nuova repubblica moderna, aperta, tollerante, in Europa e nel mondo.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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