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Autore: Gianluca Busato

PER RIMANERE IN EUROPA L’ITALIA DOVREBBE DIVENTARE UN PAESE CIVILE

PER RIMANERE IN EUROPA L’ITALIA DOVREBBE DIVENTARE UN PAESE CIVILE

28 Gennaio 2016 9 Comments in editoriali news

 

La resistenza al bail-in e più in generale all’Unione Bancaria Europea vuole evitare che cambino gli assetti di potere all’interno delle banche. Perché le obbligazioni verrebbero convertite in azioni e questo scompaginerebbe l’assetto proprietario in mano ai “soliti noti”, fondazioni comprese.

Gianfranco FavaroLe resistenze sono fortissime. Tanto che non è improbabile riescano addirittura a prevalere.

Il recentissimo tentativo fallito di Padoàn di strappare all’Europa la possibilità di costituire una bad bank garantita dallo stato in cui far confluire i Non performing Loans, ossia i crediti deteriorati del sistema bancario italiano, e ripulire così i bilanci dalle schifezze, non è stato senza conseguenze. E ieri è riemersa, per bocca del vicedirettore generale di Bankitalia, Panetta, supportato dal governo e da Confindustria, l’intenzione di ridiscutere in Europa  l’applicazione del bail-in. Lo si vorrebbe posticipare al 2018. Pena, dicono, l’instabilità del sistema bancario.

Ma perché il sistema bancario italiano, che fino a qualche mese fa, a detta dei nostri magnifici governanti, era il più solido del globo terracqueo, oggi, improvvisamente, si scopre essere in crisi?

Innanzitutto perché operano ancora troppe banche, più di 700, la stragrande maggioranza di piccole o piccolissime dimensioni, che non riescono ad essere competitive e a produrre utili.

Le aggregazioni bancarie faticano ad avvenire, anche perché il legislatore nazionale non è troppo pressante. Infatti, ad inizio 2016, continuano ad operare in Italia più di trecento crediti cooperativi.

La frammentazione produce però dei vantaggi inconfessabili: permette di avere molti consigli di amministrazione e di poter accontentare molti “notabili”  legati a doppio filo con la politica.

E le banche popolari? La loro trasformazione in spa è lenta e faticosa. Perché lento e faticoso è il distacco delle terga dei soliti noti dalle confortevoli poltrone di comando dei cda. Il loro valore era sottratto al maledetto mercato. Quando le azioni delle banche quotate, qualche anno fa, precipitavano a frazioni del loro valore, il prezzo delle popolari, in Veneto, cresceva a ritmi del 6% all’anno. Salvo poi fare i conti con la realtà recente di bilanci truccati e amministratori ladri. Quegli stessi che ti fanno impazzire se sei un piccolo imprenditore che chiede 10.000 euro, ma ti prestano senza problemi milioni a pacchi se sei un “amico”.  E’ seguendo questa logica che il 70% e più dei crediti inesigibili è rappresentato da prestiti oltre i 500.000 euro fatti a poco più del 3% dei debitori.

Frammentazione e business model vecchio oltre che governante inadeguata o criminale.

E così, ad oggi le banche italiane son riuscite ad accumulare  la bellezza di 360 miliardi circa di crediti deteriorati, 215 dei quali sono da ritenersi inesigibili. E poco interessano le garanzie collaterali a fronte di essi perché: primo, quando rappresentate da immobili il loro valore a libro non è quello di mercato: secondo, perché il loro processo di escussione dura anni.

Ma i controllori? Mi riferisco alla organi preposti, Banca d’Italia e Consob? Dov’erano? Perché la loro vigilanza non c’è stata o si è dimostrata estremamente disattenta.

Il motivo? A mio parere è semplice e sta nel fatto che il sistema bancario è funzionale ad assorbire quantità colossali di debito pubblico italiano. Si calcola che in pancia alle banche italiane se ne trovino oggi 415 miliardi di euro.

D’altro canto, se la spending review non la vuoi fare, ma anzi procedi ad incrementare la spesa pubblica – perché se no il consenso come lo compri?-  e non puoi succhiare ulteriori tasse ai tuoi sudditi, per finanziarla non ti resta che una strada: il debito. Tu banca lo acquisti e io stato chiudo un occhio, anzi due, anzi mi giro dall’altra parte e ti lascio le tue poltroncine e i tuoi conti truccati.

La resistenza al bail-in e più in generale all’Unione Bancaria Europea sta fondamentalmente nell’evitare che cambino gli assetti di potere all’interno delle banche. Perché una delle sue fasi prevede che le obbligazioni vengano convertite in azioni e questo scompaginerebbe l’assetto proprietario  graniticamente in mano ai soliti noti, fondazioni comprese. E se cambiano gli interlocutori, non è detto che siano disponibili con lo stato italiano come i precedenti. Meglio lo status quo. Meno rischioso. Sia per i banchieri, sia per i politici e il loro apparato di consenso.

E quindi, molto meglio la bad bank garantita dallo stato. O meglio, dai contribuenti. Perché son loro e solo loro a pagare il conto. E’ tempo che si chiedano se non sia tempo di guardare all’Europa come ad un traguardo irrinunciabile di civiltà piuttosto che assecondare nel loro percorso i troppi ignobili mercenari che li stanno massacrando.

Gianfranco Favaro
Capo Dipartimento Economia – Plebiscito.eu

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THE VENETIAN REPUBLIC, AN INDEPENDENT CRYPTO STATE, INVENTS A NEW FORM OF PRIVATE PROPERTY WHICH IS INVISIBLE TO ITALY

THE VENETIAN REPUBLIC, AN INDEPENDENT CRYPTO STATE, INVENTS A NEW FORM OF PRIVATE PROPERTY WHICH IS INVISIBLE TO ITALY

22 Gennaio 2016 0 Comments in editoriali news video

The Venetian Republic is already a sort of “Uber” in the Public Administration and a de facto public international subject, thanks to the invention of a new form of private property which is invisible to Italy, based on the blockchain technology and built with an encrypted distributed architecture.

blockchain-ledgerAmong the international media, the Venetian independence gained visibility thanks to the idea of ​​organizing a digital referendum. The use of a technological innovation has allowed us to bypass all the legal obstacles which instead have stopped those who thought to play “old school” in a world that has changed, radically.

Another boundary that the nineteenth-century states (such as Italy) would like to control is the concept of private property or the certification of it, through networks of notaries or systems of public recording and public ledgers.

Even in this case, the independence of Veneto can effectively be achieved thanks to technology and a new platform for the crypto-state that Plebiscito.eu is implementing, will enable the Venetian Republic to exercise its sovereignty in an area that will turn out to be beyond the control of the Italian state.

Basically, the indipendent Veneto is already a kind of new “Uber” of the Public Administration which, through private agreements under the international trade laws, fills in the not yet achieved public recognition of the states of the world towards a sovereign Venetian territory. Acting like this, no one and nothing can stop us. This is the reason why today we can proudly worldwide announce our idea.

The project is ambitious and will require at least 18 months to be completed in all of its phases. At the moment, we can only anticipate some aspects, allowing the Venetian citizens to understand the overview of the initiative.

Among them, we mention the blockchain technology we already cited the last week when we talked about the start of a provisional economic public system for the Venetian Republic, a system which will be based on the crypto-currency technology.

Moreover, we also anticipate the creation of a Venetian public register and public ledger system that will be based on the same distributed technology with an architectural logic which will be decentralized, encrypted and shared like the blockchain. This architecture will allow us to record every public act, subtracting it to the control and even to the knowledge of the Italian state, even if they occur in a territory which is still under the control of the tricoloured regime.

Obviously, some sophisticated international legal techniques will complete the frame, providing the project with shape and substance of flawless integrity. This will mean, for example, that the Italian state will lose the knowledge and, thus, the control on the taxable persons who will become part of another jurisdiction at any level. The Venetian citizens will be able to pay their own taxes to their came back State, being able to start relationships with it also under a civil point of view. The knowledge about the actual ownership certificates of assets (and the relative contractual relationships) will exclusively be built on an informatic architecture, distributed and encrypted, which the Italian state will not can access by definition.

Hence, we are talking about the creation of an independent CRYPTO-STATE which substantially exercises its sovereignty within its informatic domain, that is a place ruled by an International contractual architecture of structured and reserved nature, in compliance with the relative international standards.

Gianluca Busato
President – Plebiscito.eu

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REPUBBLICA VENETA, CRIPTO-STATO INDIPENDENTE, INVENTA UNA NUOVA FORMA DI PROPRIETÀ PRIVATA INVISIBILE ALL’ITALIA

REPUBBLICA VENETA, CRIPTO-STATO INDIPENDENTE, INVENTA UNA NUOVA FORMA DI PROPRIETÀ PRIVATA INVISIBILE ALL’ITALIA

22 Gennaio 2016 11 Comments in editoriali news video

La Repubblica Veneta è già oggi una sorta di Uber della Pubblica Amministrazione e un soggetto pubblico internazionale di fatto, grazie all’invenzione di una nuova forma di proprietà privata invisibile all’Italia, basata su tecnologia blockchain ad architettura criptata distribuita.

bitcoin-blockchainL’indipendenza del Veneto ha acquisito la propria visibilità mediatica internazionale grazie all’idea di organizzare un referendum digitale per l’indipendenza. L’utilizzo di una forma di innovazione tecnologica ci ha permesso di scavalcare i blocchi normativi in materia, che hanno invece fermato chi pensava di agire alla vecchia maniera in un mondo che è radicalmente mutato.

Un’altra frontiera che gli stati ottocenteschi come quello italiano vorrebbero controllare è il concetto di proprietà privata, o di certificazione della stessa, tramite le reti di notai, o dei sistemi di pubblica registrazione, ad esempio. Anche in tal caso, l’indipendenza del Veneto potrà fattivamente compiersi grazie alla tecnologia e alla nuova piattaforma di criptostato che Plebiscito.eu sta implementando e che permetterà alla Repubblica Veneta di esercitare la propria sovranità in un ambito che sfugge al controllo dello stato italiano. Il Veneto indipendente è già in pratica una sorta di nuova Uber della Pubblica Amministrazione, che colma con accordi privatistici di diritto commerciale internazionale l’attuale non ancora raggiunto riconoscimento pubblico degli stati del mondo di un territorio a sovranità veneta. Il bello è che agendo così, nessuno può fermarci. Per tale ragione oggi con orgoglio possiamo annunciare la nostra idea al mondo.

Il progetto è ambizioso e richiederà almeno 18 mesi (e molti soldi) per completarsi in tutte le proprie fasi.  Al momento possiamo anticipare solo qualche tratto, per permettere ai veneti di comprendere la visione d’insieme dell’iniziativa.

Tra di essi citiamo proprio la tecnologia blockchain, di cui già abbiamo parlato la settimana scorsa a proposito della partenza di un sistema economico pubblico sperimentale della Repubblica Veneta basato su cripto-moneta sviluppata proprio con tecnologia.

Ora invece anticipiamo la creazione del sistema di pubblico registro veneto che sarà basato sulla medesima tecnologia distribuita, sempre con una logica architetturale condivisa decentralizzata e criptata simile a blockchain. Tale architettura ci permetterà di registrare ogni atto pubblico sottraendolo al controllo e perfino anche alla conoscenza dello stato italiano, pur se si verificherà nel territorio ancora sotto controllo del regime tricolore.

Alcune sofisticate tecniche giuridiche internazionali ovviamente completeranno l’opera dandole integrità formale e sostanziale ineccepibile. Ciò significherà, ad esempio, che lo stato italiano perderà la conoscenza e di conseguenza anche il controllo di soggetti fiscali che entreranno a far parte di un’altra giurisdizione a tutti gli effetti, alla quale pagheranno le proprie tasse e con la quale si raffronteranno anche da un punto di vista civilistico. La conoscenza dei certificati di effettiva proprietà dei patrimoni e del rapporto giuridico che li regola sarà solo di un’architettura informatica distribuita e criptata cui lo stato italiano non potrà accedere per definizione.

Stiamo insomma parlando della creazione di un CRIPTO-STATO indipendente, che esercita la propria sovranità in modo sostanziale nel proprio dominio informatico che sarà regolato da un’architettura contrattuale internazionale strutturata e riservata, nel rispetto delle norme internazionali in materia.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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THE VENETIAN REPUBLIC WILL SOON HAVE ITS OWN DIGITAL CURRENCY

THE VENETIAN REPUBLIC WILL SOON HAVE ITS OWN DIGITAL CURRENCY

15 Gennaio 2016 0 Comments in editoriali news

green-numbers-digital-cryptoWithin 2016, we have planned to start an experimental public economic system for the Venetian Republic, that is: a system which will be based on a cryptocoin, developed through the blockchain technology.

The Venetian citizens who will demonstrate to hold the necessary prerequisites, will can require the digital Venetian citizenship simply paying a small sum in digital currency, in order to access all the services offered by the Venetian Republic. Taxes will be minimal and will be paid through this digital currency.

A central Venetian cryptobank will also be licensed to operate, being responsible for circulating the digital currency, in according with rules which will be announced in due time. The central Venetian cryptobank  may also purchase public securities issued by the Venetian Government, always paying with the digital currency.

The Venetian citizens will can obtain the digital currencies through the appropriate exchange systems which will be made available and will allow them to change the traditional currency in their possession (euro, dollar or other cryptocoins like bitcoin) with the digital Venetian currency. It has also been planned to provide the possibility of directly interchanging in the market through the available trading platforms.

The Venetian citizens will also be able to obtain the digital currencies via reward, if they make available their own computerized calculation resources as “digital miners”, directly intervening in the decentralized production process of cryptocoins (screened and guaranteed by the central Venetian cryptobank).

Moreover, the Venetian citizens who will demonstrate their efforts as activists for the Venetian Republic, will be rewarded receiving a proportional amount of digital currency, in according to the service provided.

The Venetian citizens will be able to keep their digital currencies by themselves or they will choose among special service providers that will be duly assessed, approved and certified by the central Venetian  cryptobank.

The whole economic system will operate in compliance with the currency international law.

R&D Office – Plebiscito.eu

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LA REPUBBLICA VENETA AVRÀ PRESTO UNA PROPRIA VALUTA DIGITALE

LA REPUBBLICA VENETA AVRÀ PRESTO UNA PROPRIA VALUTA DIGITALE

15 Gennaio 2016 23 Comments in editoriali news

blockchainEntro il 2016 prevediamo la partenza di un sistema economico pubblico sperimentale della Repubblica Veneta basato su criptomoneta sviluppata con tecnologia blockchain. I cittadini veneti che godranno dei prerequisiti potranno richiedere la cittadinanza veneta digitale pagando una piccola somma in valuta digitale e quindi usufruire dei servizi offerti dalla Repubblica Veneta pagando sempre con tale valuta digitale le tasse, che saranno minime.

Sarà inoltre data la licenza ad operare ad una criptobanca centrale veneta che avrà il compito di mettere in circolazione tale valuta digitale secondo regole che saranno rese note a tempo debito. La criptobanca centrale veneta potrà anche acquistare Titoli Pubblici emessi dal Governo Veneto, pagandoli sempre con valuta digitale.

I cittadini veneti potranno procurarsi le valute digitali tramite i sistemi di cambio che saranno resi disponibili e che permetteranno di scambiare valute tradizionali in loro possesso (euro, dollari, altre criptomonete come i bitcoin) con la valuta digitale veneta. Si prevede inoltre la possibilità di interscambio direttamente nel mercato tramite le piattaforme di trading disponibili.

I cittadini veneti potranno procurarsi le valute digitali anche tramite ricompensa nel caso mettano a disposizione le proprie risorse computerizzate di calcolo come “minatori digitali”, intervenendo direttamente nel processo decentralizzato di produzione delle criptomonete (vagliato e garantito dalla criptobanca centrale veneta).

I cittadini veneti potranno ottenere le valute digitali anche lavorando come attivisti per la Repubblica Veneta che li ricompenserà in base al servizio fornito con tale criptomoneta.

I cittadini veneti potranno custodire le proprie valute digitali da sé oppure tramite appositi fornitori di servizi che riceveranno regolare autorizzazione dalla criptobanca centrale veneta.

Il sistema opererà in compatibilità con le leggi internazionali in ambito valutario.

Ufficio Ricerche – Plebiscito.eu

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