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Categoria: editoriali

BREXIT WILL HELP THE INDEPENDENCE OF VENETO AND TRIESTE

BREXIT WILL HELP THE INDEPENDENCE OF VENETO AND TRIESTE

2 Giugno 2016 3 Comments in editoriali news

Scotland, economic effects on Italy and Venetian crypto-currency are the triggering effects which will accelerate the path toward the Venetian Republic in case of Brexit. Busato: ”International investors will invest into North Adriatic area through the independence of Venice and Trieste”

brexit-veneto[Koper – Capodistria, Slovenia – 2 June 2016] – If last week the Brexit hypothesis seemed to lose ground, just the other day a survey by The Guardian revealed an unexpected reverse of polling assumptions, with 52% of voters in favor of UK leaving the EU through the referendum fixed on 23 June in UK.

There are no doubts that such an event would bring significative consequences and a change of current equilibrium in many areas. For what concerns us the question is: which kind of effects would have the Brexit on our goal of Venetian full independence? Would it be helpful or not?

Our opinion is that this new scenario would accelerate the path toward the Venetian independence. Let’s analyze together the reasons for this outcome.

salmondSturgeon_2427377bA first element of acceleration is the Scotland reaction to Brexit. Surveys are currently revealing that the net majority of Scots is in favor of remaining in the EU, and Scottish National Party leaders, beside many commentators, already said between the lines that this new scenario would imply an immediate refocus on a new referendum for Scotland independence. The rest of the population seems now to share this view and, in case of Brexit, it would consider EU (and maybe even USA) as a new ally. Just like happened in 2014, this situation would foster all independence movements around Europe, especially in Catalonia and Veneto, with snowball effects which would be really challenging for Spanish Government to limit, as currently facing a governance crisis, as well as for Italian Government.

veneto-22A second element is directly linked to Italy and to economic consequences caused by Brexit. Yesterday OCSE evaluated a net loss of 1% on Italian GDP directly related to UK leaving EU, a loss caused by the UK shock (0,4%) and the EU shock (0,6%). Under the financial point of view, Italy would suffer an increase of 40 basis points on investments risk premium and shares and 20 basis points on the spread of interest rates. This scenario would further harm the already agonizing economic situation especially in Veneto, with 13 banks showing deep crisis, after a 125% increase of credit to Venetian firms (at current prices) within the first 12 years from the creation of the Euro, while only 39% of economic growth during the same period. The independence option would for sure gain from it, keeping in mind the complete absence of reliable alternatives. Few days ago the Italian economist Zingales underlined the current under-evaluation of the crisis, proved by the fact that the Venetian financial institutions are simply taking time, while Atlante fund “is already using 2,5 billions out of 4,2 collected to recapitalize the two Venetian banks, but it is not sure that this action will be enough for the recovery”. According to Zingales the only solution is a government intervention, asking for recognition of systemic crisis and for the intervention of European Stability Mechanism ESM, following the Spain example which asked for 40 billions to save the local financial institutions. This would of course mean the official intervention of the well-feared Troika.

The last element that must be considered is Plebiscito.eu project, which plan to shortly launch the new independent Venetian crypto-currency based on blockchain technology (as the bitcoin), which will allow the availability of multiple services through an independent crypto-state, just like the Estonian model. This infrastructure will become a sort of “Uber” applied to Public Administration, and will permit the removal of the Italian state as intermediator thanks to this technology.

vito-potenzaPlebiscito.eu President, Gianluca Busato, organizer of the Venetian independence referendum on 16-21 March 2014, through which 89,10% of 2,36 millions voters expressed their will of independence (referendum officially validated by the first IT and certification firm from a Committee of International Observers) and entrepreneur who is currently leading firms located in Treviso, Koper-Capodistria and Nova Gorica, declared: “the combined effects of those factors will boost the path to the full independence of Veneto Region. This will be reinforced by the actions of a business community we have created, focused on private equity and venture capital in Venetian, Julian and Slovenian areas and interested in investing in a full independent and geo-politically strategic area which includes Venice, Verona, Trieste, Koper-Capodistria and all north Adriatic, which will be able to cover an “hinge” role towards the new sea and land corridors between Asia and Europe”.

Press Office – Plebiscito.eu

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BREXIT FACILITA L’INDIPENDENZA DEL VENETO E DI TRIESTE

BREXIT FACILITA L’INDIPENDENZA DEL VENETO E DI TRIESTE

2 Giugno 2016 3 Comments in editoriali news

Scozia, effetti economici sull’Italia e criptomoneta veneta i fattori scatenanti che accelereranno il percorso verso la Repubblica Veneta in caso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Busato: “fondi internazionali investiranno nell’Alto Adriatico con l’indipendenza di Venezia e Trieste”

BREXIT E INDIPENDENZA[Capodistria, Slovenia – 2 giugno 2016] – Se la scorsa settimana l’ipotesi di Brexit pareva stesse perdendo terreno, l’altro ieri un sondaggio del Guardian ha fatto suonare nuovamente i campanelli d’allarme evidenziando una maggioranza del 52% di elettori favorevoli all’ipotesi di uscita dall’Unione Europea nel referendum che si terrà il prossimo 23 giugno nel Regno Unito.

Non c’è dubbio che un simile evento porterebbe a conseguenze e cambi di equilibrio in moltissimi ambiti. Per quanto ci riguarda direttamente la domanda è: quali sarebbero le ripercussioni di una eventuale Brexit per il raggiungimento della piena indipendenza del Veneto? La favorirebbe?

A nostro avviso è auto-evidente che un simile scenario accelererebbe il percorso verso l’indipendenza del Veneto. Cerchiamo di capirne assieme le ragioni.

Un primo fattore di accelerazione è la reazione che avrebbe la Scozia alla Brexit. Già oggi i sondaggi rivelano che la netta maggioranza degli scozzesi è favorevole alla permanenza nell’Unione Europea e i leader dello Scottish National Party, oltre a diversi commentatori, hanno fatto intendere che tale scenario implicherebbe il ritorno immediato in agenda di un nuovo referendum di indipendenza della Scozia, che nel frattempo ha visto pure rafforzarsi l’opinione pubblica in tal senso e che in conseguenza della Brexit troverebbe nella UE (e forse anche negli USA) nuovi inediti alleati. Così come avvenuto nel 2014, tale fenomeno alimenterebbe i movimenti indipendentisti in tutta Europa, in particolare in Catalogna e in Veneto, con dinamiche a quel punto difficilmente gestibili dallo stato spagnolo, in crisi di governabilità, e da quello italiano.

Un secondo fattore riguarda più direttamente l’Italia e le conseguenze sul piano economico causate dalla Brexit. Ieri l’Ocse ha valutato che essa possa portare alla perdita netta di un punto percentuale sul pil italiano, provocata per lo 0,4% dallo shock sulla Gran Bretagna e per lo 0,6% da quello sull’Europa. Sul fronte finanziario, l’Italia dovrebbe subirebbe uno shock con premi sul rischio per investimenti e azioni incrementati di 40 punti base al loro picco e lo spread dei tassi d’interesse di 20 punti base. Tale scenario andrebbe ad aggravare la situazione economica in particolare del Veneto, con ben 13 banche in crisi nera, dopo che il credito alle imprese venete è cresciuto del 125% nei primi dodici anni dell’euro (a prezzi correnti), con un’economia cresciuta solo del 39%. L’ipotesi di indipendenza del Veneto ne uscirebbe decisamente rafforzata, considerata la mancanza di alternative credibili. È di soli pochi giorni l’allarme lanciato dall’economista Zingales, che vede una sottovalutazione della crisi, testimoniata dal fatto che gli istituti veneti prendono solo tempo, con il fondo Atlante che “impiega 2,5 miliardi dei 4,2 raccolti per ricapitalizzare le due banche venete, e non è nemmeno sicuro che l’intervento sia sufficiente”. L’unica soluzione per l’economista è quindi un intervento dello Stato che invochi la crisi sistemica e chieda l’intervento del fondo Salva Stato, il fondo europeo Esm, seguendo l’esempio della Spagna che ha chiesto 40 miliardi per salvare i suoi istituti di credito. Una richiesta che significa invocare il tanto temuto triumvirato della Troika.

Il terzo fattore determinante è dato infine dal progetto di Plebiscito.eu che vede il lancio entro pochi mesi di una nuova criptomoneta veneta indipendente basata su tecnologia blockchain (sull’esempio del bitcoin), che permetterà di lanciare anche veri e propri servizi attraverso una piattaforma di cripto-stato indipendente, sul modello dell’Estonia. Tale infrastruttura diverrà una sorte di “Uber” della pubblica amministrazione che permetterà di attuare in Veneto una disintermediazione di fatto rispetto allo stato italiano grazie all’uso della tecnologia.

Il presidente di Plebiscito.eu, Gianluca Busato, organizzatore del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, che ha visto esprimersi a favore l’89,10% su oltre 2,36 milioni di elettori (con validazione della prima società informatica e certificazione di un Comitato di Osservatori Internazionali) e imprenditore che guida aziende con sedi a Treviso, Capodistria e Nova Gorica, ha dichiarato: “l’effetto combinato di tali fattori accelererà in modo difficilmente disinnescabile il percorso verso la piena indipendenza del Veneto. Ad esso si aggiungerà l’intervento che stiamo favorendo grazie a una business community che abbiamo avviato di un sistema di capitali privati di venture capital che possa individuare proprio nell’area veneta, giuliana e slovena il focus del proprio interesse ad investire nell’ottica della piena indipendenza e dell’accresciuto valore logistico e geostrategico che Venezia, Verona, Trieste, Capodistria e tutto l’Alto Adriatico sapranno assumere come cerniera tra nuovi corridoi marittimi e terrestri tra Asia ed Europa”.

Ufficio Stampa – Plebiscito.eu

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PARTE DA VICENZA IL RICORSO DELLA REPUBBLICA VENETA ALLA CORTE MONDIALE

PARTE DA VICENZA IL RICORSO DELLA REPUBBLICA VENETA ALLA CORTE MONDIALE

25 Maggio 2016 9 Comments in editoriali news video

Gianluca Busato: “il ‘male oscuro’ del Veneto si chiama Italia, la medicina è l’indipendenza”. Cripto-Stato con tecnologia blockchain, venture capital e movimento sociale di supporto alla popolazione più debole le iniziative concrete di Plebiscito.eu


IMG_4283[Vicenza, 25 maggio 2016] – Domenica scorsa a Vicenza, nella sala affollata dell’AC Hotel, Plebiscito.eu ha segnato un nuovo passaggio importante nel percorso verso il raggiungimento della piena indipendenza del Veneto.

È stato infatti dato il via alla procedura di presentazione del Ricorso da parte della Repubblica Veneta, da sola, o in collaborazione con altri stati, contro lo stato italiano, presso la Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu con sede a L’Aja.

La Corte Mondiale rappresenta il più alto livello giuridico esistente al mondo competente in tema di diritto internazionale e di contenziosi tra stati.

Firma il Ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia dell'OnuTale ricorso richiederà una petizione popolare di preparazione per la quale serviranno almeno 50.000 firme. Essa si potrà firmare on line dal sito di Plebiscito.eu, oppure presso i nostri gazebo ed eventi nel territorio.

Tale iniziativa completa un ricco quadro di azioni che comprende in particolare anche iniziative sul fronte economico, tecnologico, organizzativo e sociale.

Per quanto riguarda l’economia, lo sforzo massimo sarà dato nel supporto a Plebiscito.eu Club, la business community veneta che sta operando nel territorio per portare anche in Veneto un nuovo sistema di capitali privati, basato sul venture capital, che permetta al tessuto imprenditoriale veneto di trovare l’accesso al credito e in particolare a finanziamenti sotto forma di investimenti in capitale di rischio. Ciò risulta di fondamentale importanza per permettere alle iniziative imprenditoriali e alle start up di decollare, nel momento in cui è sempre maggiore la dipendenza dal sistema banco-centrico in grave sofferenza e le difficoltà derivate dall’endemica sottocapitalizzazione delle imprese venete.

Cripto-Stato DXDa un punto di vista tecnologico, è stata illustrato l’avanzamento nello sviluppo e della criptomoneta veneta e del Cripto-Stato, la complessa infrastruttura informatica, basata su tecnologia blockchain, che permetterà di erogare servizi ai cittadini che vi aderiranno, liberandoli dalla cappa del peggiore inferno fiscale e civile del mondo occidentale.

A tal proposito, si è inoltre annunciato che, al fine di estendere la base popolare interessata alla nuova Repubblica Veneta, oltre alla carta servizi e di indentità digitale, necessaria per accedere al Cripto-Stato, che è già possibile prenotare on line, sarà inoltre distribuito un documento cartaceo di identità e di iscrizione all’anagrafe della Repubblica Veneta digitale, che avrà un costo più contenuto, di 10-15 euro.

Per quanto riguarda infine l’attività sociale, è stata aperta una nuova unità organizzativa che avrà il compito di aiutare la popolazione sempre più colpita dalla crisi socio-economica dovuta alla presenza soffocante del burosauro italiano. in particolare Plebiscito.eu provvederà ad aiutare le persone colpite dall’oppressione fiscale, da equitalia e da fenomeni di sovraindebitamento sia attraverso l’adozione di misure di supporto sia attraverso l’utilizzo di ogni strumento legislativo disponibile.

Il presidente di Plebiscito.eu Gianluca Busato ha dichiarato: “qualche giorno fa un’inchiesta pubblicata su un importante quotidiana italiano si interrogava sul “male oscuro” del Veneto, che vede 13 banche in crisi nera, dopo che il credito alle imprese venete è cresciuto del 125% nei primi dodici anni dell’euro (a prezzi correnti), con un’economia cresciuta solo del 39%. A una naturale congiuntura della crisi economica, si sono aggiunti gli effetti nefasti di un sistema clientelare che si è reso necessario per mantenere la nostra terra nello stato italiano e impedirle l’altrimenti inevitabile approdo alla piena indipendenza, per sfuggire dalla morsa del peggiore inferno civile e fiscale d’Europa. Oggi è ancor più chiaro che sarà compito di Plebiscito.eu a liberare il Veneto dal burosauro e a portarlo fuori dalle secche, con il proprio progetto di Repubblica Veneta digitale. Il “male oscuro” del Veneto si chiama Italia e la medicina è l’indipendenza”.

Ufficio stampa – Plebiscito.eu

crisi veneto

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ECCO PERCHÉ LA BLOCKCHAIN CAMBIERÀ IL MONDO (E DARÀ L’INDIPENDENZA AL VENETO)

ECCO PERCHÉ LA BLOCKCHAIN CAMBIERÀ IL MONDO (E DARÀ L’INDIPENDENZA AL VENETO)

22 Maggio 2016 4 Comments in editoriali news video
shutterstock_252511228Suggeriamo la lettura di un articolo riportato di seguito (tradotto dall’originale di Don & Alex Tapscott, pubblicato su Fortune l’8 maggio 2016) che spiega una nuova tecnologia destinata a cambiare il mondo: la tecnologia si chiama blockchain ed è la stessa alla base del funzionamento del bitcoin. Il Cripto-Stato Veneto indipendente che sta creando Plebiscito.eu si basa su tale tecnologia e sarà attivato non appena raggiungeremo i primi 10.000 iscritti.
 
Esso ci permetterà di liberarci dall’oppressione fiscale e civile dell’odioso burosauro italiano e riportare in chiave moderna la liberalità e l’innovazione che hanno contraddistinto 1100 anni di gloriosa indipendenza della Serenissima. Ora è arrivato il tempo della Repubblica Veneta digitale.

Ecco perché la blockchain cambierà il mondo

di Don Tapscott & Alex Tapscott (1)

Nel 1981 gli inventori stavano cercando di risolvere i problemi della privacy su Internet, la sicurezza, e l’inclusione della crittografia. Non importa quanto essi riprogettassero il processo, vi erano sempre scappatoie a causa del coinvolgimento di terzi. Pagare con carte di credito su Internet non era sicuro, perché gli utenti dovevano rivelare troppi dati personali, e le spese di transazione erano troppo alte per i piccoli pagamenti. Nel 1998 Nick Szabo scrisse un breve articolo intitolato “The God Protocol.” Szabo rifletté sulla creazione del miglior protocollo di tecnologia, uno che designasse Dio come ente terzo di fiducia nel mezzo di tutte le transazioni. Il suo punto era forte: fare affari su Internet richiede un atto di fede.

Un decennio più tardi, nel 2008, il settore finanziario globale è andato in crisi. Satoshi Nakamoto — che può o non può essere un imprenditore australiano di nome Craig Wright — ha delineato un nuovo protocollo per un sistema di denaro elettronico peer-to-peer utilizzando una criptovaluta, o moneta digitale, chiamata Bitcoin. Le criptovalute sono diverse dalle valute tradizionali fiat, perché non vengono create o controllate dagli stati. Questo protocollo ha stabilito una serie di regole — sotto forma di calcoli distribuiti — che assicura l’integrità dei dati scambiati tra miliardi di dispositivi, senza passare attraverso una terza parte di fiducia. Questa invenzione ha acceso una scintilla che ha elettrizzato, terrorizzato, o comunque catturato l’immaginazione del mondo informatico e si è diffusa a macchia d’olio in tutto il mondo.

Marc Andreessen, co-creatore del primo browser commerciale Web, Netscape, e grande investitore in progetti tecnologici, ne è rimasto esterrefatto. “Questa è la rete di fiducia distribuita che Internet aveva sempre voluto e non era mai riuscito ad ottenere.”

Oggi le persone premurose in tutto il mondo, stanno cercando di capire le implicazioni di un protocollo che consente ai comuni mortali di fabbricare la fiducia attraverso una fonte di codice intelligente. Non era mai accaduto prima — transazioni affidabili direttamente tra due o più parti, autenticate dalla collaborazione di massa e alimentate da interessi personali collettivi piuttosto che da grandi aziende motivate dal profitto.

Potrebbe non essere l’Onnipotente, ma una piattaforma globale affidabile per le nostre transazioni. Vogliamo definirla Protocollo della Fiducia.

smartcontractsQuesto protocollo è il fondamento di un numero crescente di libri mastri distribuiti a livello globale chiamati blockchain — di cui la blockchain Bitcoin è il più grande. Mentre la tecnologia alla base è complicata, l’idea principale è semplice. Le blockchain ci permettono d’ inviare denaro direttamente e in modo sicuro da me a voi, senza passare attraverso una banca, una società di carte di credito, o PayPal.

Piuttosto che l’Internet delle Informazioni, è l’Internet del valore o del denaro. È anche una piattaforma affinché tutti sappiano ciò che è vero — almeno per quanto riguarda le informazioni registrate. Nella sua forma più semplice, si tratta di un codice open source: chiunque può scaricarlo gratuitamente, eseguirlo e utilizzarlo per sviluppare nuovi strumenti per la gestione delle transazioni online. Ha il potenziale di generare nuove e innumerevoli applicazioni, e la funzionalità di trasformare molte cose.

Le grandi banche e alcuni governi stanno implementando le blockchain come libri mastri distribuiti per rivoluzionare il modo in cui vengono memorizzate le informazioni e avvengono le transazioni. I loro obiettivi sono lodevoli — velocità, minor costo, sicurezza, meno errori e l’eliminazione dei punti centrali di attacco e fallimento. Questi modelli non comportano necessariamente una criptovaluta per i pagamenti.

Tuttavia le blockchain più importanti e di vasta portata si basano sul modello di Bitcoin. Ecco come funzionano.

Bitcoin, o qualsiasi altra valuta digitale, non viene salvata in un file da qualche parte; è rappresentata da transazioni registrate in una blockchain — un po’ come un foglio di calcolo globale o libro mastro, il quale sfrutta le risorse di una grande rete peer-to-peer per verificare e approvare ogni transazione. Ogni blockchain, come quella che utilizza Bitcoin, è distribuita: funziona su computer di tutto il mondo; non esiste un database centrale. La blockchain è pubblica: chiunque può visualizzarla in qualsiasi momento, perché risiede nella rete, non all’interno di una singola istituzione incaricata di operare revisioni e conservare i dati. E la blockchain è criptata: utilizza una crittografia a chiave pubblica e privata — come il sistema a due chiavi per accedere ad una cassaforte — per mantenere la sicurezza virtuale. Non è necessario preoccuparsi dei firewall deboli di Target o Home Depot, o di un membro dello staff di Morgan Stanley o del governo federale degli Stati Uniti.

Ogni 10 minuti tutte le transazioni effettuate vengono verificate, eliminate e memorizzate in un blocco che è collegato al blocco precedente, creando una catena. Ogni blocco deve far riferimento al blocco precedente affinché sia considerato valido. Questa struttura memorizza permanentemente gli scambi di valore, impedendo a chiunque di modificare il libro mastro. Se si volesse rubare un bitcoin, bisognerebbe riscrivere tutta la storia della moneta sulla blockchain. Questo è praticamente impossibile. La blockchain è un libro mastro distribuito che rappresenta un consenso della rete su ogni transazione avvenuta. Come il World Wide Web d’ informazioni, questo è il World Wide Web del valore — distribuito su un libro mastro che tutti possono scaricare ed eseguire sul proprio personal computer.

Alcuni studiosi hanno sostenuto che l’invenzione della partita doppia abbia permesso l’ascesa del capitalismo e dello stato-nazione. Questo nuovo registro digitale delle transazioni economiche può essere programmato per registrare praticamente qualsiasi cosa abbia valore e importanza per l’umanità: certificati di nascita e morte, atti e titoli di proprietà, conti finanziari, voti, provenienza del cibo, e qualsiasi altra cosa che può essere espressa in codice informatico.

La nuova piattaforma permette una riconciliazione in tempo reale di documenti digitali per quanto riguarda praticamente tutto. In realtà, presto miliardi di cose intelligenti nel mondo fisico rileveranno, risponderanno, comunicheranno e condivideranno dati importanti, facendo praticamente tutto: dal proteggere il nostro ambiente al gestire la nostra salute. Questo Internet di Tutto ha bisogno di un Libro Mastro di Tutto. Affari, commercio e l’economia hanno bisogno di un Risveglio Digitale.

Allora perché dovremmo preoccuparcene? Crediamo che la verità ci possa rendere liberi e la fiducia distribuita inciderà profondamente sulle persone in tutti i ceti sociali. Potreste essere un consumatore che vuole sapere da dove proviene la carne di un hamburger. Potreste essere un immigrato che è stufo di pagare troppe tasse per mandare i soldi ai propri cari. Potreste essere un operatore umanitario che ha bisogno d’identificare i titoli di proprietà di un terreno in modo da poter ricostruire le case dopo un terremoto. O un cittadino stufo della mancanza di trasparenza e di responsabilità dei leader politici. O un utente di social media che necessita di privacy e pensa che i propri dati condivisi valgano qualcosa. Proprio mentre scriviamo, gli innovatori stanno costruendo applicazioni basate sulla tecnologia blockchain che serviranno a soddisfare questi fini. E sono solo l’inizio.

Articolo tradotto per il Portico Dipinto a cura di Johnny Contanti.
(1) Articolo originale: Here’s Why Blockchains Will Change the World, Don Tapscott & Alex Tapscott, Fortune, 8 maggio 2016.
Tutti i contenuti del sito sono rilasciati secondo la licenza by-nc-sa 3.0 salvo dove espressamente indicato diversamente.

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STATI UNITI, AUTODETERMINAZIONE E PERCORSO DI RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE DELL’INDIPENDENZA DEL VENETO

STATI UNITI, AUTODETERMINAZIONE E PERCORSO DI RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE DELL’INDIPENDENZA DEL VENETO

19 Maggio 2016 6 Comments in editoriali news

Mentre la regione-canaglia approva atti nulli e contrari a risoluzioni dell’Onu, domenica 22 maggio da Vicenza Plebiscito.eu accelera verso la piena indipendenza con il via al Ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia, la costruzione del Cripto-Stato e il rafforzamento della business community

usa-foreign-affairsÈ di poche settimane fa la pubblicazione di un importante e per certi aspetti storico documento da parte del Comitato per gli affari Internazionali della Camera dei Deputati degli Stati Uniti d’America, prodotto durante la sessione intitolata “U.S. Policy Toward National Self-Determination Movements” (La politica degli Stati Uniti rispetto ai movimenti di autodeterminazione nazionale) convocata dal comitato del Congresso USA per gli Affari Europei.

Tale documento, datato 15 marzo 2016, si può leggere per esteso nel sito internet del Congresso USA, o scaricare da questo link.

Riportiamo di seguito la traduzione di alcuni passaggi importanti e che riguardano molto da vicino anche il Veneto.

  • In Europa stiamo entrando in una fase di rafforzato attivismo pro-autodeterminazione nazionale che coinvolge comunità che oggi sono all’interno di Stati importanti come la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna, l’Italia.
  • Rispondere a questo attivismo favorevole all’autodeterminazione opponendovi invece lo status quo e l’intangibilità degli Stati esistenti genera un’atmosfera di ansia, instabilità, incertezza.
  • Un approccio pro-attivo che riconosca l’emergenza delle domande di autodeterminazione e crei percorsi di costruzione di nuove istituzioni democratiche che possano sfociare in nuovi Stati è più funzionale a garantire la pace e la stabilità internazionale.
  • L’assenza di un approccio aperto alla realizzazione negoziale dell’autodeterminazione nazionale può portare a situazioni ancor più ingestibili. Basti pensare al paradosso che se la Catalogna dichiara unilateralmente l’indipendenza e l’UE la riconosce scatteranno spinte indipendentiste in molti altri luoghi, compresa probabilmente l’Italia, se invece la UE non la riconosce si porrà in una situazione anti-democratica che ne minerebbe lo stesso progetto.

referendumLa tesi esposta durante tale sessione congressuale ha un significato storico per il Veneto, in quanto vi si afferma che nel confronto in corso fra Stati esistenti e Stati in via di costituzione, gli Stati Uniti non possono e non devono più continuare a prendere a priori le parti dell’esistente, ovvero dello status quo.

Da parte del Congresso USA vi è quindi la acquisita consapevolezza che la politica finora condotta, che ha tentato in via prioritaria di evitare ogni cambiamento di assetto e di confini statali, è stata fallimentare.

Tale atteggiamento ha inevitabilmente acuito il contrasto fra le parti, portando spesso a ripetute violazioni dei diritti umani, rendendo di frequente le cause di autodeterminazione (o alcuni gruppi che ne erano parte attiva) ostaggio da chi vuole minare gli assetti democratici: con il senno di poi vi si può leggere oggi pure un riferimento alla miope risoluzione sulla Crimea approvata ieri dal consiglio regionale veneto da parte dell’estrema destra xenofoba, populista e intollerante, tra l’altro priva di alcun effetto e contraria addirittura a una risoluzione dell’Onu.

Il documento congressuale infine porta la tesi che la pace duratura possa essere meglio favorita dagli USA favorendo e supportando i processi di autodeterminazione invece che contrastandoli.

Da un punto di vista operativo gli USA paiono quindi favorire una strategia definita di “earned sovereignity”, ovvero di sovranità acquistata con processi di fatto e proposta come compromesso tra l’appiattimento rispetto alla sovranità degli Stati esistenti e una presa di posizione favorevole in modo aprioristico all’autodeterminazione nazionale dei popoli oggi senza Stato.

Cripto-Stato DXGli USA si fanno quindi interpreti e promotori, di volta in volta, di un percorso negoziale che consente alle comunità nazionale in fieri in cui emerge un forte movimento di autodeterminazione di costruire proprie istituzioni via via acquistando la propria sovranità, in modo da poter progressivamente fare propri gli standard democratici e assumersi le responsabilità derivanti dalla piena indipendenza.

Per lo Stato già esistente tale percorso potrebbe portare il vantaggio di un ripensamento da parte della comunità che ambisce all’indipendenza prima di arrivare alla definitiva costruzione di uno Stato.

Nello stesso tempo un atteggiamento pragmatico di tal fatta favorisce a accompagna la costruzione di istituzioni di spessore e in grado di assumersi sempre maggiori responsabilità (e quindi libertà).

Progetto 22Mg_VIIl processo è pari pari quello intrapreso da Plebiscito.eu, che grazie ai pilastri economici (la business community grazie a Plebiscito.eu Club e al Club degli Imprenditori Veneti nel mondo) e tecnologici (con la criptomoneta veneta e il Cripto-Stato indipendente) che sta costruendo per la Repubblica Veneta, pone le basi per l’indipendenza piena e di fatto, man mano che la saprà esercitare.

Nel contempo, a differenza della regione-canaglia del Veneto, accompagna e completa la costruzione giuridica della Repubblica Veneta, nel rispetto di quanto previsto dal diritto internazionale e secondo i passaggi internazionalmente riconosciuti: referendum per l’indipendenza di marzo 2014, seguito dall’azione volta al riconoscimento internazionale, che ora trova la propria massima accelerazione con l’avvio delle procedure di ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu, con sede a l’Aja. Procedure che vedranno il proprio via domenica prossima 22 maggio a Vicenza (inizio ore 9,30 c/o AC Hotel).

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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