IL PROGETTO DI PLEBISCITO.EU: INDIPENDENZA, COSA SUCCEDE A DEBITO PUBBLICO, PENSIONI, TASSE E SVILUPPO
L’indipendenza della Repubblica Veneta porterà enormi risorse da dedicare alla drastica diminuzione delle tasse, al benessere e alla crescita economica
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Dal 16 al 21 marzo 2014 abbiamo organizzato il referendum per l’indipendenza del Veneto che ha visto oltre 2,1 milioni di veneti, pari all’89,10% dei votanti, votare Sì all’indipendenza del Veneto. Iniziativa che per la prima volta ha imposto la questione veneta all’attenzione del mondo intero, portando a Venezia tutte le principali testate internazionali, come mai prima era avvenuto.
Dal 22 marzo Plebiscito.eu ha dato il via all’esercizio dell’indipendenza, a cominciare dalla campagna di obiezione fiscale che ha visto l’adesione di diverse migliaia di imprese e cittadini veneti, uniti nel non pagare più le tasse allo stato italiano.
Dalla primavera e quindi dall’estate 2014 Plebiscito.eu ha dato quindi il via a un progetto strategico per attuare la piena indipendenza della Repubblica Veneta, in applicazione della volontà popolare sovrana emersa dalle urne digitali.
Per fare ciò è stato disegnato un nuovo organigramma e funzionigramma e dato un giro di vite all’organizzazione di Plebiscito.eu, per dare vita al vivaio da cui emergerà la nuova classe dirigente veneta, in base ai principi di meritocrazia e competenza.
Domenica prossima 9 novembre, in concomitanza con la consultazione popolare per l’indipendenza della Catalogna, ci troveremo a Treviso, dalle ore 9.30 presso l’hotel Maggior Consiglio, per approfondire tali punti.
Durante il mattino saranno presentate anche le prime proposte progettuali giunte in queste ore dalle prime persone che si sono candidate per entrare a far parte dello staff che sarà chiamato a definire il progetto istituzionale e di funzionamento della Repubblica Veneta, una volta che avrà raggiunto la piena indipendenza. Candidati anche tu, se ancora non lo hai fatto e se ritieni di avere idee e competenze per dare maggiore forza creativa alla nostra terra.
Oltre a ciò è stato dato il via a un piano che possa permettere al nostro territorio e alle nostre imprese di avere un nuovo sistema creditizio basato sul private equity e non più dipendente esclusivamente dal sistema italiano imperniato su banche politicizzate e piene di debiti e che possa permettere al Veneto di attirare flussi di investimento anche internazionali.
Riportiamo di seguito alcuni spunti di approfondimento programmatico di come potrà migliorare la nostra vita nella Repubblica Veneta indipendente.
Vuoi il Veneto pienamente indipendente anche tu? Con il tuo aiuto ci riusciamo prima e meglio. Aderisci come volontario e aiutaci a realizzare l’unico progetto politico serio e concreto per il raggiungimento nel più breve tempo possibile della piena indipendenza della Repubblica Veneta, sola alternativa alla miseria italiana. Il resto è noia, oppure sostegno a chi per 25 anni ha tradito le speranze del proprio Popolo reggendo il sacco allo stato italiano ladro e fallito e oggi cerca di riciclarsi con nuovi slogan e amici. I numeri del nostro impegno dimostrano la nostra forza, che con te diventerà invincibile. Aiutaci e aiutati a raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza, che con te diventa ogni giorno più vicino: https://www.plebiscito.eu/entra-nella-squadra/.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
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SPUNTI PROGRAMMATICI PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO
SOLUZIONE POLITICA PER L’INDIPENDENZA: DEBITO PUBBLICO
Il Veneto è un’economia sana, che pur penalizzato dall’essere parte dell’Italia, ancor oggi ha un PIL (prodotto interno lordo) di 146 miliardi di euro annui, che lo rende una regione che con l’indipendenza può avere un posto tra i Paesi più virtuosi d’Europa.
Grazie al surplus finanziario di cui godrà il Veneto indipendente (tra i 20 e i 40 miliardi all’anno tra minori tasse e minori sprechi), possiamo “riscattare” la nostra indipendenza assumendoci una quota parte del debito pubblico italiano che non abbiamo realizzato noi. In pochi anni la potremo ripagare senza nemmeno renderci conto dello sforzo.
Tale opzione elimina dal dibattito le pur artificiali questioni costituzionali, in quanto il processo di indipendenza sarà regolato da un trattato internazionale tra le parti.
PENSIONI
Grazie alle risorse oggi rubate dall’Italia al Veneto e che costituiranno un surplus finanziario annuo tra i 20 e i 40 miliardi di euro, senza alcuna stregoneria finanziaria, solo trattenendo ciò che ci appartiene e con i contributi dei veneti che lavorano e che già oggi pagano le pensioni ai veneti e a parte degli italiani, potremo garantire senza problemi il pagamento delle pensioni ai veneti, alzando le pensioni minime almeno a 1.000,00 € al mese.
TASSE: TASSA UNICA AL 20%
Grazie al surplus finanziario di cui godrà il Veneto indipendente, potremo gradualmente applicare una tassa unica flat sul reddito delle imprese e delle persone fisiche del 18-20%. Potremo inoltre abbassare l’IVA al 15%. Saranno inoltre eliminate tutte le innumerevoli tasse e imposte che oggi rendono praticamente impossibile a cittadini e imprese essere in regola con il fisco. L’evasione sarà stroncata e trasformata in reato penale.
MENO TASSE E PIU’ SERVIZI
Sembra un paradosso eppure è così. Se con l’indipendenza avremo meno tasse, è altrettanto vero che le risorse che si libereranno potranno garantire mediamente un aumento medio degli investimenti pubblici e privati in servizi pubblici tra il 15 e il 30% per la sanità, i trasporti, l’ambiente, l’istruzione e la formazione etc.
STIPENDI: 500,00 € NETTI IN PIU’ IN BUSTA PAGA OGNI MESE
Le buste paga saranno più ricche con l’indipendenza. Uno stipendio medio di 1.200,00 € al mese salirà a 1.700,00 € al mese, mentre il costo per il datore di lavoro scenderà da 2.800,00 € a 2.300,00 € al mese.
TURISMO
In pochi anni il Veneto ha perso decine di milioni di presenze turistiche, pur restando la prima regione turistica in Italia con oltre 60 milioni di presenze annue. L’indipendenza ci permetterà di attuare un piano di sviluppo strategico, che permetta di potenziare e rendere più entusiasmente l’esperienza turistica in una terra straordinaria.
SISTEMA DEL CREDITO
Il Veneto indipendente sarà meno dipendente dalle banche, che saranno liberate dal peso dei titoli pubblici italiani e affiancate da moderni sistemi di private equity (finanziamento nel capitale d’impresa da parte di fondi specializzati) che negli Stati Uniti, ad esempio, hanno un peso nove superiore nell’investimento in imprese rispetto al sistema bancario.
REPUBBLICA DIGITALE
Sull’esempio dell’Estonia, che ha lanciato la cittadinanza virtuale, anche la Repubblica Veneta avrà un cuore digitale che permetterà ai cittadini e alle imprese di usufruire di servizi innovativi e a costi ridotti, con massima facilità e sicurezza delle informazioni, in un’ecosistema interconnesso secondo criteri di modernità di connessione a banda larga.
STRATEGIA E CRESCITA ECONOMICA
Grazie alla fiscalità più competitiva, a un sistema giuridico più efficiente e trasparente, a un’azione pubblica basata su meritocrazia, ed efficienza, oltrechè a una serie di misure che saranno adottate per facilitare l’attrazione di investimenti internazionali, il Veneto indipendente diventerà una terra di opportunità, sfruttando appieno la propria straordinaria posizione strategica nel quadro geopolitico, che la vede al centro di importanti snodi di comunicazione dei prossimi decenni.
LA BBC E ALTRI MEDIA INTERNAZIONALI SULL’INDIPENDENZA DEL VENETO E DI TRIESTE
Continua l’attenzione dei più importanti organi di informazione internazionale sui movimenti indipendentisti impegnati nel progetto di libertà per i propri Popoli.
Venerdì scorso è stata la volta della BBC, celebre editore radiotelevisivo e digitale londinese, che ha incentrato la propria attenzione sul Territorio Libero di Trieste, con un’introduzione, che riportiamo di seguito, dedicata all’indipendenza del Veneto.
“A seguito del referendum in Scozia, i movimenti indipendentisti in tutta Europa si impongono all’attenzione dei media. In Italia, un paese che è stato unito nel 1861, questi movimenti sono molto forti.
Il movimento per l’indipendenza del Veneto, guidato dall’imprenditore Gianluca Busato, recentemente è apparso sulle prime pagine per un referendum per l’indipendenza, con il quale l’87 per cento dei partecipanti ha votato per l’indipendenza.
A due ore a est di Venezia, nei pressi del confine con la Slovenia, un’altra città, Trieste, dimostra il proprio diritto all’indipendenza”.
L’articolo prosegue quindi con l’intervista al presidente del TLT Vito Potenza e con una presentazione approfondita del Territorio Libero di Trieste.
Il reportage della BBC è stato quindi ripreso da diversi altri media, tra i quali GLAS SRPSKE (VOICE OF SERBIA), PTC (RADIO TELEVISIONE SERBA), RTCG (Radio Televizija Crne Gore), TELEGRAF, B92, VESTI, RTV (Radio Televisione della Vojvodina), PRAVDA, Index.hr, GlasIstre.hr, NOVOSTI Pobjeda, PCNEN, ALO, DEPO, BBC MUNDO, iPress, LA NACION, AIM Digital.
Ufficio comunicazione – Plebiscito.eu
LA FINE DI MPS E LA NECESSITÀ DI INDIPENDENZA DELLA TOSCANA
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Con la fine del Monte dei Paschi di Siena si celebra il culmine, l’azimut, dell’epoca più disastrosa per la Toscana coincidente con la cavalcata criminale, cialtrona e imposta, dell’unità d’Italia la cui epitome è rappresentata dal tracollo catastrofico di una banca che durava da oltre cinque secoli, e che era l’orgoglio di tutti i senesi e anche, sotto sotto, di tutti i toscani (perché i toscani nonostante siano litigiosi fra loro sanno benissimo di essere un popolo). Un periodo peggiore per la Toscana stentiamo a ricordarlo, forse la peste nera del ‘300, la seconda guerra mondiale, le guerre greco gotiche, chi lo sa? Ci cascano bombe atomiche addosso ogni giorno : raffinerie e fabbriche che chiudono, strade che non si fanno, navi che vanno altrove. Ah, e menomale che il premier è toscano.
Questo tracollo vergognoso simboleggia il supremo sacrificio, anzi il suicidio, di un territorio che aveva risparmiato e ben gestito il proprio patrimonio con estrema saggezza. E per cosa ? Per l’Italia?
Comunisti, nazionalisti, fascisti, democristiani , rettiliani della finanza creativa , cavalli di troia e troie a cavallo, coi loro nipoti, hanno scialacquato il patrimonio di una ventina di generazioni di toscani, turlupinato ai toscani decine di miliardi di euro che vanno ben oltre le aride cifre dei bilanci e del riassesto imposte dagli strozzini del politburo economico-finanziario che fa e disfa i destini d’Europa, e decidono di noi come fossimo dei pesci rossi comprati alla fiera rionale. Ora sono segnati per sempre i destini delle future generazioni, pronte a essere estromesse da ogni ipotesi di futuro dignitoso.
Ora la Toscana non ha più una sua banca di riferimento (giorni fa hanno pure commissariato la Banca di Credito Cooperativo di Cascina, per dire), e i toscani si devono rendere conto che finché non cacceranno l’attuale classe politica così ladra e malversatrice (per cui stentiamo perfino a trovare termini adeguati) per sostituirla con una élite indipendentista, non riusciranno mai più a risollevarsi e riprendersi il posto che per millenni hanno avuto nella storia .
Noi di Toscana Stato ci siamo, e siamo convinti che molti vorranno combattere con noi la nostra battaglia per l’Indipendenza della Toscana.
Emiliano Baggiani
Toscana Stato per l’Indipendenza della Toscana
RUSSIA 1 TV INTERVISTA GIANLUCA BUSATO
Pubblichiamo di seguito un servizio di Russia 24 sull’indipendenza del Veneto, con intervista a Gianluca Busato
[VIDEO] – “SU LA TESTA”, GIANLUCA BUSATO: RICONQUISTIAMO L’INDIPENDENZA CON GLI STRUMENTI DELLA MODERNITA’
Pubblichiamo di seguito i video dell’evento “SU LA TESTA” di sabato scorso a Treviso. Dal palco in Piazza dei Signori si sono succeduti gli interventi di Fabio Padovan e Daniele Quaglia, della Life, e dei sindaci veneti Loris Mazzorato (Istrana) e Riccardo Szumski (Santa Lucia di Piave).
Nell’intervento di chiusura, il presidente di Plebiscito.eu Gianluca Busato ha tra l’altro dichiarato: “C’è un limite che non può essere superato. Ci hanno rubato tutto, ci hanno rubato i nostri soldi, ci hanno rubato il frutto del nostro lavoro, ora vogliono rubarci i nostri sogni e reprimere anche la nostra libertà di espressione, calpestando anche la nostra bandiera. Non possiamo accettare che venga oltrepassato anche questo limite. Se lo accettiamo passivamente, non ci resterà più nulla da difendere, lo stato italiano avrà violentato anche la nostra anima, rendendoci schiavi per sempre. Se non reagiamo, uccideranno anche la nostra speranza, soffocheranno persino il nostro sogno: cosa resterà di noi allora?”
“Su una cosa sicuramente però noi veneti abbiamo qualcosa da dire più degli altri. Lo stato di schiavitù fiscale che sta prostrando il nostro tessuto socio-economico, intaccandone la vitalità e facendo emergere fenomeni di desertificazione delle nostre attività produttive, ben visibile nei “cimiteri industriali” delle nostre città, è il più elevato tra quelli delle regioni d’Europa che si stanno segnalando a primi posti nell’ideale classifica per ottenere la propria libertà. Riconquistiamo allora la nostra piena indipendenza con gli strumenti della modernità!”

