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Categoria: editoriali

NON ESISTE UNA VIA ISTITUZIONALE PRECOSTITUITA ALL’INDIPENDENZA DEL VENETO. SERVE UN PERCORSO INEDITO E PLEBISCITARIO

NON ESISTE UNA VIA ISTITUZIONALE PRECOSTITUITA ALL’INDIPENDENZA DEL VENETO. SERVE UN PERCORSO INEDITO E PLEBISCITARIO

2 Febbraio 2015 14 Comments in editoriali news

venetoRevolution_08La settimana si è chiusa con il contrasto tra una non notizia – il rito di autoincensamento di uno stato che si nomina un capo di facciata con bizantinerie di palazzo – e dodici sindaci veneti della lega, che non hanno risparmiato critiche ai loro colleghi di partito assenti – che hanno sfilato con circa 1.000 cittadini per le strade di Cittadella portando la fascia di San Marco, in aperta sfida al divieto di indossarla comunicato loro dal prefetto di Padova. Un plauso all’iniziativa, cui non abbiamo partecipato ufficialmente, pur avendo manifestato la nostra solidarietà anzitempo.

Sono segnali di un periodo che vedrà, con ancora maggior evidenza rispetto ad un anno fa, il confronto tra forze centrifughe e centripete dello stato italiano e delle sue istituzioni. Le forze centripete sono destinate a prevalere nello scontro istituzionale, che non ha vie di fuga, mentre le forze centrifughe prevarranno in ambito civico, purché sappiano trasformarsi in componente ALTERNATIVA al sistema dei partiti.

Questo è il senso della sfida di Plebiscito.eu e di Veneto Sì.

Il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014 ha aperto il vaso di Pandora dello statalismo italiano in Veneto. Non è semplice ora per chi ha cavalcato e pensa ancora di cavalcare il malcontento contenere la forza sana e creatrice che ne è fuoriuscita.

Non sarà facile per nessuno sottrarsi alla domanda fondamentale VENETO SI o VENETO NO.

Sarà vano pertanto il tentativo di chi tenta invece di cavalcare il malcontento per portare acqua sotto mentite spoglie al mulino della partitocrazia italica, magari creando liste indipendentiste in appoggio al governatore uscente e ai suoi alleati partiti di centro-destra italiano, da Forza Italia, a Fratelli d’Italia, all’Ncd, tutti apertamente contrari NEI FATTI all’indipendenza del Veneto.

Una via istituzionale precostituita al cambiamento non è possibile in Italia per più ragioni. È necessario in realtà uno strappo istituzionale, un percorso inedito e originale, probabilmente in seguito al ricevimento di un mandato popolare specifico e di forma plebiscitaria. Per conto nostro lo abbiamo già ricevuto con il Plebiscito Digitale e in quel solco ci stiamo muovendo.

In Italia non esiste nemmeno uno straccio di cultura federalista, tanto che il povero Cattaneo preferì morire esule in Svizzera. Altro che interpretazione federalista della costituzione, dei padri costituenti nel 1948 come ha incredibilmente avuto l’ardire di dire il governatore veneto uscente!

Guardando alle vicende dell’oggi ci accorgiamo che tutti i tentativi pseudo-rivoluzionari parlamentari sono sempre state sconfitti, compresi gli ultimi da parte dei grillini, oramai dimensionati a componente sistemica di bastian contrari.

Così come è fallita la promessa della rivoluzione leghista negli ultimi venticinque anni, ora mutata, secondo il costume trasformista italiano, in nazionalismo populista.

Tutti questi tentativi si sono nutriti del fallimento dei partiti che li hanno preceduti, portando in sé i germi del proprio naturale e annunciato fallimento.

Lo stato italiano vive di crisi politiche, secondo una modalità che pare quasi sistemica. Ad ondate che possiamo identificare con una periodicità circa di quindici-vent’anni questi fenomeni si sono succeduti con risultati tra loro molto simili.

Con uno sforzo di sintesi si possono riassumere le seguenti fasi storiche che hanno caratterizzato la vita politica italiana:

  • Destra storica 1861-1876 (nata in Piemonte nel 1849)
  • Sinistra storica, trasformismo, crispismo e crisi di fine secolo 1876-1903
  • Giolitti e l’italietta (1903-1921)
  • Fascismo (1922-1945)
  • Dopoguerra, governi a guida dc di centro-destra (1948-1958)
  • Centro-sinistra e compromesso storico (1958-1980)
  • Pentapartito e craxismo (1981-1992)
  • Leghismo e berlusconismo (1993-2013)
  • Grillismo-renzismo-salvinismo (2013-?)

La caratteristica delle fasi politiche che hanno caratterizzato la storia dello stato italiano è stata l’alternanza tra momenti di ingovernabilità totale e il populismo che talvolta è addirittura sfociato nella violenza contro gli stessi cittadini (do you remember Bava Beccaris, Tambroni, G8 di Genova?).

Lo stato non è mai stato in grado di riformarsi in modo sostanziale nella sua forma e anche il passaggio da monarchia a repubblica, così come il fascismo, mai ne hanno mutato neanche minimamente l’assetto strutturale.

L’ossatura amministrativa dell’Italia, di derivazione francese e napoleonica, è sempre stata centralista, basata sui grandi ministeri e sui direttori generali della pubblica amministrazione, sull’articolazione territoriale delle prefetture e degli organi di pubblica sicurezza.

I grandi poteri dello stato, il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario, in Italia da sempre sono stati di concezione intrinsecamente e immutabilmente centralista.

Ogni tentativo di mutare la natura del potere dello stato italiano si è sempre scontrato con un coacervo di interessi incrociati, basati sul parassitismo e sullo sfruttamento delle risorse dei cittadini e delle comunità, che negli anni e nei decenni è cresciuto a dismisura. Tale buco nero di ogni speranza di riforma coinvolge in modo diretto decine di migliaia se non centinaia di migliaia di italiani che sono determinati a ogni costo a non mollare l’osso del privilegio di casta. Ad esso ovviamente poi si aggiunge l’esercito dei peones che del piccolo privilegio hanno fatto un sistema di vita, basato sull’assistenzialismo, sulla raccomandazione, sulla pensione facile, sullo stipendio da poco per fare meno e inutilmente.
Non sono mancati i tentativi anche seri di metter mano a tale struttura diabolica, che oggi si è trasformata in un lusso che noi veneti non ci possiamo più permettere, a pena della nostra esclusione dal mondo civile sviluppato.
Forse il più significativo esempio nella storia italiano è stato quello di Minghetti, che mai peraltro nemmeno si avvicinò alla realizzazione del suo progetto autonomista.
Di fatto ogni anelito di riforma, anche serio e basato su sani ideali e forti principi, si è sempre arenato di fronte all’immutabilità del centro del potere italiano e – cosa non secondaria né trascurabile per ragioni mai sufficientemente analizzate nella loro particolarità.

A ben vedere, i tentativi più seri di metter mano alla forma dello stato si sono verificati nei primi anni della sua esistenza unitaria. Da quando la capitale italiana fu trasferita a Roma, il sistema politico italiano ha visto l’introduzione di una nuova variabile, ovvero la straordinaria capacità di questa città di smussare ogni angolo. Chi ha vissuto per qualche periodo a Roma non può non aver provato una sensazione di benessere che certi versi è magica. Corrompe l’animo.

Il ponentino ha la capacità di entrare nelle viscere delle donne e degli uomini e di addolcire ogni proposito bellicoso. Non esiste Parigi, non esistono Londra, Washington, o Berlino. Non esistono nemmeno Istanbul, Madrid né Atene. Roma ha un’atmosfera unica al mondo che rende praticamente impossibile a un esercito di potenziali 700 riformatori sui 1000 che popolano il parlamento italiano di vincere una battaglia di riforma costituzionale.

L’unica via è quella del coraggio civico, che si esprime in modo alternativo al sistema dei partiti: VENETO SI o VENETO NO?

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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RIEMERGE IL VENETO PROFONDO E INVISIBILE CHE LAVORA PER L’INDIPENDENZA

RIEMERGE IL VENETO PROFONDO E INVISIBILE CHE LAVORA PER L’INDIPENDENZA

30 Gennaio 2015 8 Comments in editoriali news

ADUNATA nazionale dei VOLONTARI per l’INDIPENDENZA del VENETO convocata martedì 10 febbraio all’hotel Sheraton di Padova

Adunata 10febb_Padova zioCi risiamo. Come sempre, più di sempre, tutti sottovalutano il Veneto. Un anno fa il 6 febbraio 2014, nell’indifferenza quasi generale, si teneva a Padova la prima riunione generale dei volontari per l’indipendenza del Veneto. Fu un successo, che passò quasi inosservato, preludio di cosa sarebbe avvenuto di lì a poco.
Quest’anno si sta riproponendo una miscela che pare ancora più esplosiva. A differenza di allora, nel frattempo abbiamo infatti affinato una macchina organizzativa meno spontanea, più preparata e professionale e con un entusiasmo e una determinazione ancora maggiori.
È incredibile l’emozione che stiamo provando in queste ore nel constatare che nel Veneto profondo ci stavano aspettando. Stavano attendendo che tornassimo ancora, come un rasoio bilama, per eliminare alla radice la malapianta della politica italiana dal Veneto.

Eccoci, siamo tornati. E presto tutti lo vedranno.

L’ora è arrivata. Partiamo esattamente come eravamo partiti un anno fa.

Tieniti libero per la ADUNATA NAZIONALE VOLONTARI per l’INDIPENDENZA del VENETO che si terrà martedì 10 febbraio 2015, alle ore 20.30, presso l’Hotel SHERATON a PADOVA (in Corso Argentina, 5, di fianco all’uscita del casello PD est). [Evento su facebook].

NON MANCARE! Passaparola!

Il Veneto profondo si sta organizzando per sorprendere ancora una volta, con ancora più potenza, il mondo intero.

Ne vedremo delle belle. Poi non dite che non vi avevo avvisato :-)

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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VENETO YES-VENETO NO: ALL AROUND YOU

VENETO YES-VENETO NO: ALL AROUND YOU

22 Gennaio 2015 1 Comment in editoriali news

Next months will see VENETO in the spotlight of a strategic and international challenge. Trade routes, technologies, venture capital are the the key words of a strategic and systemic project for the independent Veneto

Schermata-2014-05-28-alle-16.43.18Not ISIL, but the FRENCH revolutionaries exactly 222 years ago guillotined King Lewis XVI, the last King of France, a few months before the Reign of Terror during the French Revolution. Today the political power that does not reform itself has the tendency to forget the lessons from history and continues to oppress fiscally its own subjects, as it happens in VENETO, shamefully robbed by the Italian state, the worst fiscal hell of the Western World.

To be honest the Italian power is not able at all to self-reform, as it is wrapped tightly between clientelism that feeds the consensus supporting it and the impossibility of self-castrating eliminating the small inner circle permitting its feudal system exercise.

Each other’s positions of Italian government majorities and oppositions trying to reciprocally legitimate in order to perpetrate the theft to the detriment of Venetians just make people smile. Even Northern League’s anomaly today returns to the fold, promoting, for the first time in its history, a national rally in Rome on next 28th February, demonstrating manifestly its eradication from the territory caused by 25-year failures and betrayals imposed by cupidity and incompetence.

logo_senza_bordoVENETO, it’s the Vendée, the Texas of the Peninsula.

Here we play everyone’s future, here everyone’s hopes can be saved or destroyed.

We must replace the logic of the cursed power system, pivoted on the right-left wing political circus, with the VENETO YES-VENETO NO dialectic.

In order to make this happen, the solution to win this match cannot be a second-tier project with a local-scale effort, by small party secretaryships or gatherings. Only who has been able to conceive a project of STRATEGIC and INTERNATIONAL importance today fulfills the requirements to win a match that is essential for our future. Only who has been able to capture the interest of communication media from all over the WORLD knows the language and the correct methodology to play and win a challenge based on the capability to give VENETO a size of actor in the GLOBAL SYSTEM.

RU-CINA nuove vie della seta_bigThe new silk roads, that by land and by sea magically join in VENICE, introduced in Beijing in last November in front of the leaders of APEC members (Asia and Pacific, included USA, China and Russia), whose GNP represent 58% of the whole planet, inspired by Marco Polo in the time of the MOST SERENE REPUBLIC OF VENICE, today get back to be the junction of the human development between Europe and Asia, adding up an intrinsic amount of 21.1 trillion dollars, finding their hub and juncture right in VENETO and in VENICE and marking out and anticipating our strategic project, that will be completed in the following months with the introduction of our projects for the other quadrants of global geopolitical interest.

Schermata 2014-11-19 alle 19.22.24Projects that integrate with a vision and a operational framework permitting to independent VENETO to become a DIGITAL Republic and to take advantage and benefit from the future evolution of 50 new technologies that in 5 years will produce a market of 2.8 trillion dollars.

Such planning will be feasible and concrete and not a mere barking at the moon, as is usual for Italian politicians, thanks to policies that permit to develop a new capital system, less centered on banks in respect to the feeble Italian system (based on the three-card trick), and more focused on VENTURE CAPITAL and private equity, that for instance, in the US is nine times more developed than in Europe and has allowed the most capitalized brands of the world to grow up and achieve that position in a few years and decades, from simples garages where they were born thanks to the genius of young minds and young hearts.

Java PrintingIn VENETO there is no lack of young minds and young hearts, on the contrary there is lack of modern brave and experienced leaders, able to provide the formers with systemic economic and financial tools to realize their dreams, that are also our most powerful sword to deal with a serene future in a global world more and more competitive.

Bear in mind that to answer the question VENETO YES-VENETO NO is equivalent to the dialectic ITALY YES-ITALY NO, insofar as a victory of the pro-independence movement in Veneto will permit also the survival of what’s best in Italy. In fact let’s keep in mind that Italy was at its very best right during the Renaissance, when the Italian state, that also usurped this name, did not exist. Today’s struggle in VENETO is the struggle that must join also all the Italian intellectuals aware of this.

VolantinoA5_votoVSI-STAMPAVENETO YES-VENETO NO means also EUROPE YES-EUROPE NO, since a victory of the statist power in Italy implies the end of a balanced and strong political Europe, that can sustain itself only if its members adopt worthy behaviors and are not rotten apples undermining necessarily also the wealthy fruits.

Putting our trust in right or left wing parties, without exceptions, means to put our trust in those who stamp out our hope, robbing ourselves.

For this it is urgent to answer appropriately the question VENETO YES or VENETO NO?

Everyone’s interests and hopes are at stake, without exceptions, Venetians, Italians and Europeans.

In order to meet the challenge of next months therefore it is necessary to merge into a single proposal a vision that at the same time must be civic, intellectual, technological, political and economical. In short, human.

If so, the correct answer to the question VENETO YES or VENETO NO will be automatic.

Gianluca Busato
Candidate to Presidency of VENETO
for VENETO YES

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VENETO SI-VENETO NO: TUTTO INTORNO A TE

VENETO SI-VENETO NO: TUTTO INTORNO A TE

21 Gennaio 2015 40 Comments in editoriali news

I prossimi mesi vedranno il VENETO al centro di una sfida di valenza strategica e internazionale. Vie di comunicazione, tecnologie, venture capital le parole chiave di un progetto strategico e sistemico per il Veneto indipendente

Gianluca BusatoNon l’ISIS, ma i rivoluzionari FRANCESI esattamente 222 anni fa decapitavano Luigi XVI, ultimo Re di Francia, pochi mesi prima dell’inizio del regime del Terrore durante la rivoluzione francese. Oggi il potere politico che non si riforma tende a dimenticare le lezioni della storia e continua ad opprimere fiscalmente i propri sudditi, come avviene in VENETO, derubato in modo infame dallo stato italiano, il peggiore inferno fiscale del mondo occidentale.

A dire il vero il potere italiano non può proprio autoriformarsi, stretto com’è tra la logica clientelare che alimenta il consenso che lo supporta e l’impossibilità di autocastrarsi eliminando le consorterie che ne permettono l’esercizio feudale.

Fanno sorridere le reciproche posizioni di maggioranze e opposizioni governative italiane che si legittimano a vicenda per perpetrare il furto al danno dei veneti. Addirittura anche l’anomalia leghista oggi ritorna all’ovile, promuovendo, per la prima volta nella sua storia, una manifestazione nazionale a Roma per il prossimo 28 febbraio, dimostrando palesemente tutto il suo sradicamento territoriale causato da 25 anni di fallimenti e tradimenti dettati dalla cupidigia e dall’incompetenza.

logo_senza_bordoLa Vandea, il Texas della penisola è il VENETO.

Qui si gioca il futuro di tutti, qui si salvano o si distruggono le speranze di tutti.

Alla logica del sistema di potere maledetto, imperniata sul teatrino destra-sinistra, deve sostituirsi la dialettica VENETO SI-VENETO NO.

Per far sì che ciò avvenga, non può essere un disegno di secondo piano e di respiro esclusivamente locale, o di segreterie di piccoli partiti o assembramenti, la soluzione per vincere la partita in gioco. Solo chi ha saputo concepire un progetto di rilevanza STRATEGICA e INTERNAZIONALE oggi ha le carte in regola per vincere una partita essenziale per il nostro futuro. Solo chi ha saputo smuovere l’interesse degli organi di informazione di tutto il MONDO conosce il linguaggio e la metodologia corretta per giocare e vincere una sfida che si basa sulla capacità di dare al VENETO una dimensione di attore nel SISTEMA GLOBALE.

RU-CINA nuove vie della seta_bigLe nuove vie della seta, che per terra e per mare si uniscono magicamente a VENEZIA, presentate a Pechino nel novembre scorso alla presenza dei leader degli stati dell’Apec (Asia e Pacifico, compresi USA, Cina e Russia) che sommano il 58% del Pil di tutto il pianeta, ispirate ai tempi della SERENISSIMA da Marco Polo, oggi ritornano ad essere il crocevia dello sviluppo umano tra Europa ed Asia, sommando un valore intrinseco di 21,1 triliardi di dollari, che trovano il proprio baricentro e crocevia proprio nel VENETO e a VENEZIA e caratterizzando e anticipando il nostro progetto strategico, che si completerà con la presentazione nei prossimi mesi dei nostri progetti per gli altri quadranti di interesse geopolitico globale.

Schermata 2014-11-19 alle 19.22.24Progetti che si integrano con una visione e un quadro operativo che permetta al VENETO indipendente di diventare un Repubblica DIGITALE e di trarre profitto e benessere dall’evoluzione che avranno 50 nuove tecnologie che in 5 anni genereranno un mercato da 2,8 triliardi di dollari.

Progettualità che sarà concreta e non un mero abbaiare alla luna, come abitudine dei politici italiani, grazie a politiche che permettano di sviluppare un nuovo sistema di capitali, meno bancocentrico rispetto a quello asfittico italiano, basato sul gioco delle tre carte, e più incentrato sul VENTURE CAPITAL e sul private equity, che, ad esempio, negli USA è nove volte più sviluppato che in Europa e che ha permesso ai più capitalizzati marchi del mondo di crescere e diventare tali in pochi anni e decenni da semplici garage in cui erano nati grazie al genio di giovani menti e giovani cuori.

Java PrintingAl VENETO non mancano le giovani menti e i giovani cuori, mancano invece i leader moderni coraggiosi e preparati che sappiano loro fornire gli strumenti sistemici economico-finanziari per realizzare i loro sogni, che sono anche la nostra più potente arma per affrontare un futuro di serenità in un mondo globale sempre più competitivo.

Badiamo bene che rispondere alla domanda VENETO SI-VENETO NO è equivalente alla dialettica ITALIA SI-ITALIA NO, in quanto una vittoria indipendentista in Veneto equivale anche alla sopravvivenza di quanto di meglio c’è in Italia. Ricordiamoci infatti che il meglio di sé proprio l’Italia lo ha saputo esprimere proprio nel Rinascimento, quando non esisteva lo stato italiano che ne ha usurpato anche il nome. La battaglia che si svolge oggi in VENETO è la battaglia che deve unire anche tutti gli intellettuali italiani consapevoli di ciò.

VolantinoA5_votoVSI-STAMPAVENETO SI-VENETO NO significa anche EUROPA SI-EUROPA NO, poiché una vittoria del potere statalista italiano in Veneto significa la fine di un’Europa politica equilibrata e forte, che può reggersi solo se i suoi membri sanno essere virtuosi e non mele marce che intaccano inevitabilmente anche la parte sana.

Dare fiducia ai partiti di destra e sinistra, nessuno escluso, significa dare fiducia a chi soffoca la nostra speranza, derubandoci.

Per questo è urgente rispondere in modo appropriato alla domanda VENETO SI o VENETO NO?

Ne va dell’interesse e della speranza di tutti, nessuno escluso, veneti, italiani ed europei.

Per vincere la sfida dei prossimi mesi è necessario quindi riassumere in un’unica proposta una visione che allo stesso tempo deve essere civica, intellettuale, tecnologica, politica ed economica. In una parola, umana.

In tal caso verrà da sé la risposta corretta alla domanda VENETO SI o VENETO NO.

Gianluca Busato
Candidato Presidente del VENETO
per VENETO SI

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13 Gennaio 2015 13 Comments in editoriali news

Al via le operazione elettorali per l’indipendenza del Veneto con la Preregistrazione al voto per le elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta

StampaSono partite ieri le operazione elettorali previste nel percorso per la piena indipendenza del Veneto, con la comunicazione al pubblico della Preregistrazione al voto per le elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta.

Il Parlamento della Repubblica Veneta sarà eletto dal 15 al 20 marzo 2015, secondo quanto previsto dalla legge elettorale approvata il 2 gennaio 2015 dalla Delegazione dei Dieci.

Potranno votare tutti i cittadini veneti residenti e iscritti all’AIRE in un qualsiasi comune veneto. Per poter votare servirà possedere un apposito codice di voto che potrà essere ottenuto con una preregistrazione tramite il sito www.republicaveneta.com e/o tramite il sito www.plebiscito.eu, oppure tramite uno degli uffici elettorale fissi e mobili che saranno predisposti nel periodo dal 15 febbraio 2015 al sabato 14 marzo 2015.

Sempre ieri è stato inoltre lanciato anche l’evento facebook che accompagnerà le operazioni di preregistrazione al voto.

La preregistrazione on line potrà essere effettuata anche nei giorni di voto.

Ufficio stampa -Plebiscito.eu

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