LA BESTIA MORENTE IN RIGOR MORTIS. IL CONSIGLIO REGIONALE INSEGUE PLEBISCITO.EU E SI APPRESTA A DISCUTERE L’INDIZIONE DI UN SECONDO REFERENDUM DI INDIPENDENZA DEL VENETO.
Gianluca Busato: “La notizia è di per sé positiva, ma non c’è spazio nella Repubblica Veneta per i criminali politici italiani”
Oggi si è riunita la 1° commissione affari istituzionali del consiglio regionale del Veneto che ha approvato l’esame della proposta di legge 342 (primo firmatario Valdegamberi) per l’indizione di un secondo referendum di indipendenza del Veneto, che sarà presentato all’approvazione del consiglio regionale, probabilmente in abbinamento con la proposta di legge 392 che prevede invece un quesito su richieste supplichevoli di autonomia.
Il giudizio di Plebiscito.eu è positivo anche se si tratta di una battaglia di retroguardia, considerata l’approvazione da parte dell’89,10% degli elettori veneti nel referendum del 16-21 marzo scorsi che ha portato alla dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo a Treviso.
Gianluca Busato ha dichiarato: “La notizia è di per sé positiva e ci aiuterà ad accelerare l’applicazione dell’esenzione fiscale totale che permetterà ai cittadini e alle imprese venete di non pagare più le tasse illegittime del peggiore inferno fiscale del mondo. Ora speriamo che l’aula di Palazzo Balbi al momento della votazione definitiva non prepari la classica marmellata italianista con quesiti multipli, perché in tal caso non si tratterebbe solo di battaglia di retroguardia, ma di autentico tradimento che in altre epoche sarebbe stato punito con la fucilazione sul campo e senza processo. Di fatto il consiglio regionale sta cercando di inseguire l’azione della Delegazione dei Dieci (che si riunirà stasera a Padova, ndr) e il suo disperato tentativo è l’espressione di una sorta di rigor mortis della bestia sanguinante, ferita a morte dalla volontà popolare emersa dalle urne con una maggioranza schiacciante. Credo che in cuor loro molti consiglieri confidino nella bocciatura da parte della corte costituzionale.
Una cosa è certa: non c’è spazio nella Repubblica Veneta per i criminali politici italiani – che stanno distruggendo l’economia veneta e desertificando il reticolo industriale più fitto del pianeta. Saranno chiamati nei tribunali internazionali per rispondere dei crimini contro l’umanità che stanno perpetrando ancor oggi in Veneto. Il Popolo Veneto ha già dimostrato di essere dalla parte della Repubblica Veneta. ”
Ufficio stampa
Plebiscito.eu
REPUBBLICA VENETA: IN APERTURA I PRIMI 30 UFFICI PUBBLICI DELLE COMUNITÀ, MENTRE A PALAZZO BALBI SI AGITANO GLI IGNAVI
La voglia di vivere del Popolo Veneto è superiore al servilismo colpevole e crudele di partiti e giornali italiani
Mentre continua il vano pensiero debole e sottotraccia dei media asserviti al potere che vorrebbe sminuire il risultato del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo definendolo falsamente farsa, buffonata, o altro (tra l’altro smentiti con i numeri da Ilvo Diamanti su Repubblica), emerge ogni ora di più la forza della Repubblica Veneta, proclamata indipendente dieci giorni fa.
In sole 15 ore dall’annuncio, sono già oltre 30 le richieste di apertura di Uffici Pubblici delle Comunità federate nella Repubblica Veneta.
Questa risposta straordinaria è la migliore arma per spegnere quel flusso quasi impercettibile, ma continuo e condotto a bassa voce per farlo filtrare meglio come veleno e virus di falsità e non urlato per evitare che su di esso venga calata la mannaia digitale da parte dell’organizzazione civica più potente oggi esistente in Veneto, Plebiscito.eu. Stiano tranquilli questi servi sciocchi che la coscienza digitale della Repubblica che cresce inesorabile calerà sulle loro teste tutta la propria ira dei giusti e che i loro giornali soffriranno con vendite da fallimento (se non vivessero con sussidi statali derivati dal furto dei nostri soldi).
Il primo è il Corriere del Veneto, che nessun cittadino veneto onesto più comprerà finchè non rotolerà deontologicamente per terra la testa del suo direttore, dimostratosi intellettualmente disonesto e professionalmente impreparato, dato che non ha voluto verificare le fonti inattendibili citate per attaccarci in modo ignobile. Mi spiace per i validi giornalisti che vi lavorano, ma dopo il cambio di direzione siamo certi che quel quotidiano ritornerà ad essere apprezzato. Fino ad allora, come consumatori scioperiamo nei suoi confronti, a difesa del diritto di informazione per i cittadini veneti.
A tale giornale si stanno affiancando mezze tacche della politica, che finchè restano nel panorama italiano inquadrati negli squallidi Gasparri Team ci fanno un gran favore perché aumentano i consensi a nostro favore, ma quando pretenderebbero di restare a rappresentare i cittadini veneti in Veneto devono prepararsi alla tremenda gogna digitale che li aspetta.
A cominciare dalla paracadutata presidentessa della provincia di Padova, tale Barbara Degani, che non ha perso tempo per attaccarci, dato che di buffonate se ne intende evidentemente. O dall’ex ministro Zanonato, che a sua volta non ha perso occasione per stare zitto, come pure l’ex sindaco filosofo Cacciari. Tutti zombie che sopravvivono a loro stessi e che oggi offendono i risultati del referendum di indipendenza del Veneto, facendo sfoggia di pregiudizi e di scarso spessore intellettuale e culturale.
Costoro infatti dimostrano di odiare i loro concittadini veneti che si esprimeno liberamente e che preferiscono sopravvivere piuttosto che soccombere dinnanzi alla feroce crudeltà del mostro statale italiano, il peggiore inferno fiscale del mondo. Questi squallidi personaggi che preferiscono il sottobosco del malaffare agli interessi vitali del proprio Popolo continuano ad essere asserviti ai loro partiti italianisti che fino a ieri ci derubavano impunemente e che oggi sono fuorilegge nella Repubblica Veneta liberata.
Nella nostra Repubblica non ci sarà più spazio per partiti schierati contro i cittadini veneti e per i loro scherani da quattro soldi, siano giornali siano politicanti di nessun valore.
E a tal proposito oggi nel consiglio regionale del Veneto, sempre più regno degli ignavi, si inscena un primo aprile da commedia, che, qualunque sia il risultato che partorirà, non frenerà neanche per un secondo il percorso in atto verso l’assemblea costituente della Repubblica Veneta, a cominciare dall’applicazione concreta dell’esenzione fiscale totale per i cittadini e le imprese venete.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
PLEBISCITO.EU, I CONDOTTIERI DELL’INDIPENDENZA DEL VENETO DANNO IL VIA ALL’ESENZIONE FISCALE TOTALE
Grande successo e attenzione mediatica per la prima Convention dei quadri dirigenti della Repubblica Veneta tenutasi ieri a Montegrotto Terme
Ieri domenica 30 marzo a Montegrotto Terme si è tenuta la prima Convention Nathional dei quadri dirigenti della Repubblica Veneta, con una massiccia presenza di giornali, radio e tv, che oggi hanno pubblicato copiosi resoconti dell’evento, a suggellare il ruolo esclusivo di condottieri dell’indipendenza del Veneto assunto dai volontari di Plebiscito.eu, che, dopo aver annientato il regime partitocratico con la vittoria nel referendum e i vani tentativi di disinformazione della settimana scorsa, stanno ora costruendo la prima ossatura istituzionale attorno alla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta. Ne hanno dato e ne daranno resoconto, tra gli altri, Il Gazzettino, Il Sole 24 Ore, Rai 3 Veneto (dal minuto 3:30), Agorà sempre su Rai 3, Sky TG24, La7, L’Arena etc.
Sempre ieri “Il Giornale” ha inoltre pubblicato due pagine intere con una intervista in esclusiva a Gianluca Busato (pagina 1 e pagina 2). Di fatto oramai da due settimane Plebiscito.eu sta avendo una visibilità mediatica continuativa frutto di una straordinaria capacità progettuale che ci ha promossi di fatto a nuova classe dirigente veneta.
A dieci giorni dalla proclamazione dell’indipendenza del Veneto ieri è quindi entrata nel vivo la prima fase di esercizio dell’indipendenza nel percorso che ci accompagnerà all’assemblea costituente della Repubblica Veneta.
Il primo passaggio prevede l’esenzione fiscale totale nel periodo di transizione che si è aperto (decretata una settimana fa dalla Delegazione dei Dieci), che verrà applicata operativamente tramite un’azione di obiezione fiscale che scatterà alla prima scadenza fiscale utile nella quale raggiungeremo una massa critica sufficiente a tutelarci dalle rivalse dello stato occupante.
Al fine di raggiungere la massa critica, nei prossimi giorni prepareremo del materiale informativo con volantini e moduli per raccogliere l’adesione degli imprenditori e dei cittadini che aderiranno al programma di obiezione fiscale.
Le preadesioni saranno raccolte tramite gli Uffici Pubblici delle Comunità della Repubblica Veneta che saranno aperti sempre nei prossimi giorni e che in molti casi troveranno la propria sede negli stessi seggi che erano stati predisposti durante il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo.
Dopo che saremo riusciti a interrompere l’emorragia e il furto delle nostre risorse da parte del peggiore inferno fiscale del mondo, inizieremo ad applicare la fiscalità veneta, che sarà equa e che potrà assestarsi su aliquote umane pari al 20% sia sul reddito delle imprese sia sul reddito dei singoli cittadini, con una fascia di esenzione fiscale fino a 15.000,00 euro di reddito annuo.
A quel punto la Repubblica Veneta inizierà la propria fattiva erogazione di servizi e completerà quindi il proprio assetto e l’esercizio dell’indipendenza con la propria fase costituente.
Per aprire gli Uffici Pubblici della Repubblica Veneta basterà fare domanda a partire da subito attraverso il sito internet di Plebiscito.eu dalla seguente pagina: https://www.plebiscito.eu/entra-nella-squadra/apri-un-ufficio-pubblico/
Gli Uffici Pubblici avranno il compito di creare le anagrafiche delle imprese e dei cittadini che aderiranno all’obiezione fiscale (e che godranno di benefici speciali per meriti civili dopo che sarà ottenuto l’avvenuto controllo delle risorse fiscali del Veneto).
Sempre ieri è stata annunciata la redazione del libro bianco della Repubblica Veneta, che vedrà la luce attraverso una Conversazione nazionale veneta e che costituirà il documento ufficiale di funzionamento e di proposta costituente. Esso vedrà la direzione scientifica da parte del prof. Paolo Luca Bernardini, che oggi festeggia il proprio compleanno e al quale facciamo i nostri migliori auguri per averci sempre accompagnato in questi anni di battaglia per la libertà. Il prof. Bernardini sarà coadiuvato da Dritan Cami come coordinatore dei gruppi di studio e di circa 170 persone che approfondiranno le tesi per 17 settori di funzionamento della vita pubblica e da Giovanni Dalla Valle per una consulenza generale.
Nei prossimi giorni saranno presentati altri particolari per l’attuazione delle prime fasi di vita della risorta Repubblica Veneta.
Chi ancora non ha aderito come volontario di Plebiscito.eu può farlo scrivendoci da https://www.plebiscito.eu/entra-nella-squadra/.
Ufficio comunicazione
Plebiscito.eu
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Il Referendum digitale ha dato voce a ogni cittadino della Repubblica Veneta
E’ doveroso ritornare brevemente sulla piattaforma tecnologica che ha gestito il Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi, dopo che uno stupendo fondo di Vittorio Feltri ha finalmente riportato l’attenzione dal dito delle polemiche inventate ad arte da qualche giornale alla luna dell’indipendenza del Veneto.
Abbiamo organizzato un referendum digitale per dare voce pubblica ad un malcontento generale che le istituzioni continuano senza tregua a far finta di non sentire.
Un referendum digitale per dire basta alla burocrazia asfissiante e alle tasse che si rubano anche quello che non abbiamo.
Un referendum digitale per dare ai Veneti l’opportunità concreta di esprimere la loro opinione su un tema che riguarda da vicino il loro futuro: un futuro che hanno tutto il diritto di decidere in prima persona.
Un referendum digitale perché è MENO COSTOSO di quello tradizionale.
Un referendum digitale perché fin da questo primo passaggio volevamo dare prova del fatto che saremo uno Stato moderno, al pari delle migliori democrazie del mondo, che già usano comunemente e legiferano su questa nuova tecnica di voto. In pochi lo sanno, ma anche in Italia sono stati già fatti degli esperimenti di voto digitale.
Infine, un referendum digitale perchè non ci fossero dubbi sullo spoglio e il conteggio delle schede, considerato l’elevato livello di sicurezza che garantisce l’accesso ai risultati delle votazioni e l’opportunità di controlli veloci offerta dalle tecnologie più avanzate.
La stampa internazionale parla finalmente di noi con accezione positiva. Mentre in Italia – e solo in Italia – ci siamo trovati a fronteggiare alcune accuse di falsificazione dei voti basate sulla superficialità di controlli poco approfonditi e scarsa conoscenza del mezzo informatico. Tutto questo nonostante da più parti arrivi conferma dei risultati da sondaggi indipendenti effettuati anche da quotidiani italiani.
E’ per questo che oggi interveniamo pubblicamente per raccontare il grande sforzo di progettazione e organizzazione che ha permesso la realizzazione di un evento così importante come la consultazione referendaria per il Veneto Indipendente.
Abbiamo passato mesi a raccogliere da ogni singolo Comune i dati degli elettori presenti in anagrafe, nel rispetto delle norme sulla privacy.
A chi evidenzia che i voti potevano essere falsificati attraverso l’inserimento di dati non veritieri rispondiamo che funzionava proprio così: la registrazione di persone inesistenti era possibile. Ma aggiungiamo anche che la chiusura giornaliera del seggio digitale serviva proprio a lanciare delle procedure automatiche che verificassero le registrazioni nulle e invalidassero il relativo voto.
Procedure automatiche che controllavano la provenienza geografica dei voti, indirizzi email inesistenti o creati apposta per simulare il voto stesso, nomi falsi, documenti d’identità duplicati, con formati inadeguati o geograficamente incongruenti. Ogni singolo voto considerato sospetto veniva invalidato e tolto dal conteggio totale.
A chi si sta chiedendo perchè questi controlli non venivano fatti già in fase di registrazione rispondiamo che quei controlli – appunto perchè molto complessi – richiedevano un carico di lavoro troppo pesante per essere applicato in tempo reale. I tempi di risposta sarebbero stati troppo lenti e non saremmo riusciti a gestire efficacemente l’enorme afflusso che poi si è verificato.
Avevamo anche pensato di riconoscere ogni singola persona facendole inserire una copia del suo documento di identità, ma abbiamo rinunciato a questo controllo perchè questa procedura avrebbe impedito a moltissime persone di votare in quanto impossibilitate a inviare digitalmente il documento stesso.
Per questo abbiamo lavorato alacremente per creare procedure automatiche di controllo delle registrazioni che garantissero la validità statistica della consultazione.
E per questo rispondiamo alle contestazioni con un no grazie. Il nostro obiettivo era dare voce ad ogni singolo abitante del nostro nuovo Stato, non parlare al posto suo. E siamo felici di esserci riusciti con grande successo.
Giovanni Paolo II: “La Chiesa rispetta la legittima autonomia dell’ordine democratico e non ha titolo per esprimere preferenze per l’una o l’altra soluzione istituzionale o costituzionale”
Abbiamo letto con dispiacere la presa di posizione dei giornali diocesani del Veneto contraria all’indipendenza e con altrettanto dispiacere abbiamo dovuto prendere atto che sia stata fatta con un comunicato comune in quello che è una specie di cartello che non ha precedenti nella storia della buona stampa cattolica nella nostra Regione.
Dobbiamo francamente ammettere che la cosa ci ha spiacevolmente sorpresi e non solo poiché vìola con ogni evidenza le conclusioni a cui pervenne Giovanni Paolo II nell’Enciclica Centesimus Annus «La Chiesa rispetta la legittima autonomia dell’ordine democratico e non ha titolo per esprimere preferenze per l’una o l’altra soluzione istituzionale o costituzionale. Il contributo, che essa offre a tale ordine, è proprio quella visione della dignità della persona, la quale si manifesta in tutta la sua pienezza nel mistero del Verbo incarnato» ma anche per l’evidente contraddizione con cui la buona stampa cattolica si pone rispetto alle dichiarazioni preoccupate dei Vescovi del Triveneto a stigmatizzare il tentativo di inserimento nella scuola pubblica della teoria del gender; se infatti questo Stato è vessatorio nell’imposizione fiscale che non ha eguali al mondo e intrinsecamente ateo nei modelli educativi non dovrebbe necessitare di una difesa nella sua retorica sul dogma dell’unità.
Ma tant’è, non possiamo che prenderne atto appunto, la frittatata è stata fatta e non rimane che cercare di ricavare un bene dal male fatto, almeno così mi hanno insegnato i bravi sacerdoti che ho frequentato fino a qui.
Proponiamo quindi articoli a spiegazione e smentita che confidiamo vogliate pubblicare in quel contraddittorio che in una società democratica non dovrebbe mai essere negato e offriamo disponibilità a dibattiti pubblici e conferenze ove vogliate organizzarle.
In allegato forniamo a parziale risposta l’articolo scritto a questo proposito dal Professor Carlo Lottieri ed una garbata lettera di risposta di un lettore veneto.
In Je M
Alessandro Zerbinato
