LEADERSHIP VENETA ED ESERCIZIO DI INDIPENDENZA
Al via il piano integrato di obiezione fiscale nel territorio della Repubblica Veneta
Emerge ogni giorno di più lo spartiacque tra chi incarna il consenso popolare in Veneto rappresentando la nuova leadership consapevole delle sfide da affrontare e chi continua nei tentativi di galleggiamento sempre più privo di credibilità nello stagno veneto della politica italiana.
È sempre più evidente infatti che per recitare il ruolo di protagonista e come tale essere riconosciuto si deve maturare la consapevolezza di rappresentare gli interessi vitali di una nazione potenzialmente tra le più prospere d’Europa, ancorché oggi saccheggiata dal furto coloniale di uno stato italiano che con l’incarcerazione delle idee rappresentate in modo sublime dall’intellettuale e pacifista Franco Rocchetta si è coperto di vergogna di fronte alla storia e al mondo intero.
La presenza oggi a Roma di una rappresentanza regionale di fatto bocciata dal responso del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo ha palesato nel contempo l’inconsistenza, l’inadeguatezza e la mancanza di cultura politica da parte di chi continua nel triste esercizio di elemosinare la carità col cappello in mano per ottenere ciò che è stato rubato.
È profondamente sbagliato inchinarsi in modo servile di fronte ad uno stato illegittimo che solo la nostra azione e progettualità ha saputo mettere sotto scacco, promuovendo la questione veneta all’attenzione del proscenio mediatico sia italiano sia – e ancor di più – internazionale.
Per quanto riguarda inoltre il tentativo vano da parte di alcune forze politiche di cavalcare l’onda del consenso da noi messa in moto rileviamo solo che ha poche probabilità di successo, in quanto si tenta di prendere la carne dei voti senza l’osso rappresentato dalla volontà popolare maggioritaria a favore dell’indipendenza della Repubblica Veneta.
La realtà dei fatti è che solo chi ha saputo concepire le modalità operative per alzare il coperchio sullo sfruttamento indecoroso della Terra Veneta da parte del peggiore inferno fiscale del mondo oggi sa e può interpretare correttamente la volontà di esercizio di indipendenza che sempre più forte emerge dal territorio.
Ora il nostro obiettivo diventa quindi quello di implementare la campagna di obiezione fiscale, attraverso l’azione degli Uffici Pubblici delle Comunità, per darle il maggior impatto che possa abbattere uno stato morto e liberare la Repubblica Veneta dall’invasore.
Le nostre armi come di consueto saranno la consapevolezza che deriva dall’informazione, il sorriso che accompagna la nostra rivoluzione digitale e una organizzazione efficiente quanto pacifica che nel territorio sappia diventare l’espressione della sovranità popolare decretata dalle urne digitali.
Così come nel corso della campagna referendaria abbiamo saputo creare il miracolo di partecipazione e volontariato che ha travolto la partitocrazia, oggi sapremo dare concretezza alla nostra azione attraverso una campagna integrata rafforzata dall’uso dei media digitali.
Cominceremo con due riunioni operative di volontari che si terrano domani martedì 15 aprile, una a San Fior (TV), alle ore 20.45 presso la sala polifunzionale del Municipio in via G. Marconi, 2, l’altra a Thiene (VI) presso la trattoria “Il Teatro” in via G. P. Rossi, 35. Entrambe alla luce del Sole (o meglio visto l’orario al chiarore della Luna), perché la nostra è una rivoluzione popolare col sorriso e non un golpe ordito di nascosto.
Mercoledì sera saremo invece a far visita alla Comunità di La Magnifica Comunità del Centro del Veneto (sotto l’area Cantonale del Camposampierese) presso l’ex presidio permanente di Loreggia accompagnati anche dalle telecamere di una tv europea, per dimostrare come la fattiva indipendenza si stia raggiungendo grazie al processo di disintermediazione civica che sta dando forma e sostanza alla concorrenza istituzionale tra lo stato italiano illegittimo e la Repubblica Veneta dichiarata indipendente il 21 marzo a Treviso.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
LA DELEGAZIONE DEI DIECI: “NON SI IMPRIGIONANO LE IDEE”
Alla vigilia della decisione del Tribunale del riesame, la Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta ha approvato la seguente risoluzione.
Risoluzione n.1/2014 della Delegazione dei Dieci: “NON SI IMPRIGIONANO LE IDEE”
In merito alla carcerazione di Franco Rocchetta da parte dello stato italiano, la Delegazione dei Dieci, alla luce delle evidenze finora emerse,
STIGMATIZZA
un atto di privazione della libertà che appare del tutto ingiustificato nei confronti di un intellettuale che ha fatto del pacifismo una missione di vita.
Tale atto dimostra esclusivamente il puerile tentativo di imprigionare le idee di Franco Rocchetta, che in tal modo dimostrano il proprio primato morale e culturale e la propria piena attualità storica rispetto alla natura dittatoriale che in modo auto-evidente appare da una simile sproporzionata e ingiustificata misura, che getta un’ombra indelebile di fronte al mondo e alla storia nei confronti di un’istituzione statuale illegittima, immorale e profondamente ingiusta.
La Delegazione dei Dieci
E’ VICINA E SOLIDALE
al patriota Franco Rocchetta e a tutti i patrioti veneti ingiustamente incarcerati che devono essere immediatamente liberati.
Treviso, 14 aprile 2014
Delegazione dei Dieci
Repubblica Veneta
LA FISCALITÀ NON PUÒ E NON DEVE ESSERE L’UNICA FORMA DI LEGAME TRA L’INDIVIDUO E LO STATO
La repubblica veneta sta celebrando il suo Tea Party, come i patrioti di Filadelfia, e poi di Boston, e poi di Chestertown tra il 1773 e il 1774.
Nel frammento originario del Faust di Goethe, un personaggio esclama:
“Caro Sacro Romano Impero,
com’è che sei ancora intero?”
Non sarebbe rimasto vivo a lungo, nel 1806, dopo 1006 anni di vita gloriosa a lungo, e almeno un secolo e mezzo di decadenza, l’Impero veniva formalmente sciolto. L’Impero d’Austria che ne nacque, peraltro molto rispettoso della “nazione veneta” cui rese omaggio perfino l’Imperatore, non era né poteva essere più “sacro” o “romano”.
Quando vi è solo e soltanto un legame formale tra i cittadini e uno Stato, un legame di coercizione fiscale – ti prendo quel che io decido con la minaccia e l’uso della forza – quando ogni altro legame morale è dissolto, quel legame formale da solo dice solo due cose: che quello Stato è morto, e che l’individuo, il cittadino, la persona, è già libero, prima ancora che qualcuno lo riconosca come tale. Prima che la sua libertà, dichiarata, dia vita ad una nuova forma politica in cui oltre al legame di coercizione fiscale, vi siano altri legami e maggiori legami, di carattere morale. Essenziali per ogni comunità estesa, e per la famiglia stessa, la prima delle forme associative dell’individuo.
Vi Sono stati che hanno richiesto ai cittadini tributi di sangue mostruosi, come avvenne nella prima strage mondiale, e anche nella seconda. Perché proprio questi sacrifici immondi divennero miti fondativi di tali stati? Perché la retorica al servizio della politica truffaldina, menzognera, e assassina, poneva e pone una domanda allucinante: “Come, 600.000 individui hanno dato la vita per questo Stato, e voi, a cui non è più richiesta la vita, rifiutate la vostra proprietà, un sacrificio molto minore?”.
Sono le parole del Diavolo e la Chiesa dovrebbe evitare di sottoscriverle, dovrebbe avere almeno timore di un qualche Lutero digitale, che la ponga prima in ridicolo, e poi in crisi vera. Per fortuna non tutta la Chiesa la pensa così.
La fiscalità non può e non deve essere l’unica forma di legame tra l’individuo e lo Stato. La repubblica veneta sta celebrando il suo Tea Party, come i patrioti di Filadelfia, e poi di Boston, e poi di Chestertown tra il 1773 e il 1774.
Se viene legalmente operata una rivoluzione fiscale, è perché ormai viene riconosciuta la titolarità, alla repubblica veneta, della fiscalità. Proprio perché la repubblica veneta non fonda il legame tra i suoi cittadini e se stessa solo sulla fiscalità, poiché è appena nata. Vi sono motivi ideali, morali, nella nascita di ogni nuovo Stato, poiché nel vecchio Stato la forma di appartenenza era decretata, con la violenza, solo da motivi materiali. Nessuna intimidazione fonda la comunità umana. Quelle famiglie stesse, fondate sulla violenza, il ricatto e l’intimidazione, sono famiglie aberranti, sono deviazioni dall’ordine naturale, la cui sussistenza è precaria. Figuriamoci quando su intimidazione, violenza, e ricatto, si vogliono fondare comunità maggiormente estese di individui.
La Storia si ripete solo perché il Male non viene mai definitivamente sconfitto.
La vittoria di Dio su Satana è sempre rimandata in avanti, come l’angelo della Storia di Paul Klee, che un vento vorticoso trascina verso il futuro, con il volto però rivolto all’indietro, in un passato che è solo un mucchio di rovine, che s’accresce vertiginosamente.
La fiscalità deve fondarsi su di un nuovo patto costitutivo di una comunità che si dà spontaneamente la forma di nuovo Stato. Poiché lo Stato sottrae ricchezza per quel che dovrebbe essere il bene comune, o anche solo la quota di appartenenza ad un club esteso, nessuno Stato può sottrarre più del minimo dovuto, e stabilito democraticamente dagli stessi cittadini, e questo è nella repubblica veneta. Il bene comune è la sommatoria del bene di ogni singolo cittadino, e a quest’ultima sussidiario. Ogni stato che ponga nei propri principi fondativi, ovvero nella propria costituzione, la non sottoponibilità a decisione referendaria (ovvero sottragga alla decisione del popolo) delle proprie aliquote fiscali, è una dittatura. E come una dittatura deve essere trattato e considerato dal concerto delle nazioni.
La dittatura è la negazione non solo della civiltà del diritto, ma di ogni civiltà.
Gli Stati muoiono quando sottraggono la proprietà individuale nella misura in cui violando la proprietà, un diritto naturale, ne violano anche un altro, quello alla vita. Gli Stati che mettono in pericolo di vita i loro cittadini sono entità morte, sono sovrastrutture che occorre scrollarsi di dosso, sono il contrario, detto propriamente, di quel che dovrebbero essere e quello per cui sono nati secondo ogni dottrina liberale moderata, da John Locke in poi: non garantiscono e non proteggono, depredano e uccidono.
La repubblica veneta non sarà, anzi, non è così.
Vicenza, 11 aprile 2014
Paolo Luca Bernardini
DA VICENZA PARTE L’ESENZIONE FISCALE TOTALE
Inizia la lotta pacifica tra la legalità veneta vigente e la legalità italiana illegittima
Ieri sera a Vicenza oltre 5000 persone hanno acclamato la partenza del piano operativo per l’esenzione fiscale totale, che libererà la Repubblica Veneta dalla morsa del peggiore inferno fiscale del mondo. La Delegazione dei Dieci ha presentato ufficialmente i modelli di adesione alla campagna di obiezione fiscale, che saranno raccolti in questi mesi dagli Uffici Pubblici delle Comunità della Repubblica Veneta. Dopo il censimento delle imprese e dei cittadini che aderiranno – ha annunciato la Delegazione dei Dieci – sarà inviata al Fondo Monetario Internazionale la notifica della minore capacità finanziaria dello stato italiano per impedire una deriva greca in tema di statistiche falsificate.
Nel corso della serata è stata testimoniata la vicinanza e la solidarietà ai veneti ingiustamente incarcerati per fatti che appaiono del tutto inconsistenti, con grande acclamazione da parte della folla, ancor più significativa oggi, giorno del 67° compleanno di Franco Rocchetta.
Alla manifestazione nazionale che si è tenuta nella splendida cornice di Piazza dei Signori hanno partecipato – sia direttamente sia attraverso l’invio di saluti e comunicati – molte rappresentanze di altri Popoli oppressi dallo stato italiano che hanno portato i loro saluti alla Repubblica Veneta, dai siciliani, ai friulani, dai toscani ai sudtirolesi, dai trentini ai triestini e ai lombardi, testimoniando come la Rivoluzione Digitale col sorriso si stia espandendo ovunque, come forma di pandemia contagiosa per la libertà.
Anna Durigon ha quindi letto il Decreto di esenzione fiscale emanato dalla Delegazione dei Dieci, tra l’ovazione della folla. Gianluca Busato ha poi dato voce ad uno straordinario intervento scritto di Paolo Bernardini che ha testimoniato il valore morale della battaglia di liberazione fiscale in corso e la natura dittatoriale dello stato italiano decaduto: “Ogni stato che ponga nei propri principi fondativi, ovvero nella propria costituzione, la non sottoponibilità a decisione referendaria (ovvero sottragga alla decisione del popolo) delle proprie aliquote fiscali, è una dittatura. E come una dittatura deve essere trattato e considerato dal concerto delle nazioni.”
Gianluca Busato ha commentato: “da Vicenza parte la concorrenza istituzionale tra Repubblica Veneta e stato italiano, che come proprio primo obiettivo ha il trattenimento delle risorse fiscali nel territorio. Rispetto al passato, l’esenzione fiscale totale che è partita si differenzia sul piano della legalità perché si basa sulla legittimità sovrana derivante dal voto della maggioranza assoluta dei veneti che ha decretato l’indipendenza della Repubblica Veneta, proclamata a Treviso il 21 marzo scorso e sul piano dell’effettività perché attuata attraverso un piano integrato con la predisposizione di una rete di uffici pubblici nel territorio che ci consentono di raccogliere una massa critica tale da innescare il processo di autentica liberazione fiscale”.
REPUBBLICA VENETA: RIVOLUZIONE DIGITALE, COL SORRISO
L’ARMA PIÙ POTENTE CHE RIVELA LA NOSTRA CONSAPEVOLEZZA, PREPARAZIONE E DETERMINAZIONE
C’è un fatto innegabile. La volontà dei cittadini è superiore ad ogni macchinazione di potere. Neanche il regime più dispotico resiste senza il consenso dei suoi sudditi. La primavera veneta che ha preso il via il 21 marzo scorso a Treviso trova il proprio segreto nel sorriso. Una rivoluzione digitale e felice, dove la voglia di vivere e di affrontare le sfide del futuro vince rispetto alla depressione e alla plumbea atmosfera di negatività che pervade lo stato italiano.
Ricordiamoci sempre di usare questa nostra invincibile arma, di fronte a tutti e in ogni situazione: il sorriso. Col sorriso apriremo le porte chiuse della diffidenza. Col sorriso sconfiggeremo le tenebre della violenza e faremo risplendere il Sole della speranza. Col sorriso dissolveremo i fumi delle bugie e della disinformazione dell’unico sistema mediatico non libero del mondo occidentale (parola di Freedom House). Col sorriso conquisteremo la fiducia dei nostri concittadini che in sempre maggior numero si stanno attivando per espandere la Rivoluzione Digitale in ogni dove.
Il sorriso è virale, contagia e diffonde la pandemia dell’idea di libertà, di giustizia e spiega senza tanti giri di parole che la fattiva indipendenza della Repubblica Veneta significa permettere tutti la ricerca della propria felicità.
Qualcuno dice che il riso abbonda sulla bocca degli stolti, il sorriso però è altra cosa, è più consapevole, è più sobrio, è più forte. Il sorriso rivela a chi abbiamo di fronte la nostra sicurezza, la nostra determinazione, la nostra preparazione.
Il sorriso sconfigge i tentativi puerili dello stato italiano di incutere paura, sappiamo bene che in queste ore cercano di isolare la nuova classe dirigente che si è formata per supportare il percorso costituente della Repubblica Veneta. Solo il sorriso li fermerà e li spoglierà di ogni velleità di restaurazione del loro dominio dispotico.
La rivoluzione digitale col sorriso parte da ognuno di noi, parte al mattino quando ci svegliamo e ci fa trovare allo specchio il nostro alleato più potente.
Sorridete ai nostri detrattori, sorridete ai paurosi, sorridete ai nemici.
Col sorriso abbiamo già vinto. Domani sera a Vicenza faremo vedere a tutto il mondo cosa significa la rivoluzione col sorriso, pacifica, democratica, responsabile. Ti aspettiamo!
Gianluca Busato
Plebiscito.eu


