PLEBISCITO.EU: quasi un milione di veneti ha votato alle 18 del 18 marzo
Gianluca Busato: “se vinceranno i sì, cominceremo a trattenere in Veneto le nostre tasse”
Continua la maratona elettorale dei cittadini veneti nel Referendum di indipendenza del Veneto. Alle ore 18 del 18 marzo l’affluenza al voto è stata del 25,69% sul totale degli aventi diritto, pari a 958.949 votanti. Le votazioni continuano via web fino alle ore 22.
“Speriamo di arrivare a superare la barriera psicologica di un milione di voti questa sera alle 22 – ha dichiarato Gianluca Busato (che sarà ospite de “La Zanzara” su Radio24 a partire dalle 20.20) – permettendoci di arrivare a cogliere l’obiettivo di avvicinarci a raggiungere il 30% dei votanti, a tre giorni dalla conclusione delle votazioni”.
“Se venerdì sera i Sì vinceranno, oltre all’insediamento dei 10 delegati per l’indipendenza del Veneto e alla dichiarazione di Sovranità Veneta, cominceremo in modo fattivo l’esercizio dell’indipendenza, a cominciare dal controllo delle risorse fiscali del Veneto. Ciò avverrà in settimane, o tutt’al più pochi mesi”.
“Gli imprenditori, così come tutti i cittadini del Veneto, potranno e dovranno in tal caso non pagare più le tasse al governo italiano, bensì alle istituende strutture della Repubblica Veneta e ovviamente le tasse saranno molto più basse”.
Resta ancora da capire se vinceranno i Sì affinché ciò si verifichi e se il numero dei votanti sarà tale da permettere la dichiarazione di indipendenza del Veneto, o in ogni caso stabilirne il percorso forse già direttamente a Treviso, la sera stessa di venerdì 21 marzo in piazza dei Signori.
Ufficio stampa
Plebiscito.eu
VENETO INDEPENDENCE GAINING SUPPORT
PRESS OFFICE OF “PLEBISCITO.EU”
— PRESS RELEASE —
WASHINGTON March 18, 2014
VENETO INDEPENDENCE GAINING SUPPORT
US STATE DEPARTMENT ON VENETO AND CRIMEA: “EACH SITUATION IS DIFFERENT”
Washington, DC – 750 thousand Venetians have so far voted in the referendum to separate Veneto from Italy. The percentage of Yes votes will be announced Friday evening by Plebiscito.eu, the referendum committee in charge of the voting process. There are four more days of voting and no one questions a landslide victory for independence as last month’s poll indicated a 65 percent preference for restoring the Venetian Republic.
The real question is if secessionists will reach a large enough turnout to have an absolute majority. Out of 3.8 million registered voters, 1.9 million Yes would suffice for things to get serious. “We are not only going to declare independence, but we will immediately put it into practice,” says Gianluca Busato, president of VenetoSi.org, the coalition that has gathered all independence movements under one umbrella. “The complete transition may take weeks or even months, but we will immediately take control of tax revenues.”
Veneto is one of the richest regions in Italy, and its main asset is not natural resources, but millions of taxpayers who are fed up with financing Rome and getting little in return. The referendum campaign was financed by Veneto Business, a trade union of Venetian industrialists. “We are organized to stop paying taxes to Rome, and we will pay only a fraction of what we pay now to the Venetian Republic to administer the public good” says Gianluca Panto, president of Veneto Business. “We just need to be legitimized by the will of the people and we can’t wait. The momentum is building as more and more firms are ready to take this step.”
On March 17, during the U.S. State Department’s daily press briefing, deputy spokesperson Jen Psaki commented on the referendum on independence of Veneto. When asked to explain the United States’ position in comparison with Crimea, Ms. Psaki stated “each situation is different” explaining tha Crimea is a case where Russia intervened militarily.
The opposite is true for Veneto, where instead of outside influences, everything surged as a grass root movement fueled by social network campaigning and an innovative e-voting approach. “I am surprised by the sustained participation in the second day of voting. We were expecting to get the bulk of votes on the first day” says Lodovico Pizzati, spokesperson for Plebiscito.eu. “thanks to the international attention that forced the Italian media to do its part and inform citizens, the support went viral and a quorum is now a true possibility.”
VENETO (R)EVOLUTION: PLEBISCITO.EU, UN SISTEMA IPERSICURO EVOLUTO E AUTOAPPRENDENTE
Oggi anche il Times parla del Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo
Il Times di Londra, forse il più prestigioso giornale del mondo, oggi parla di Plebiscito.eu. Perché ciò sta avvenendo, al di là della situazione politica veneta che fa di per sè notizia? Il motivo è presto detto: i media internazionali hanno ben compreso che in Veneto è in atto una evoluzione digitale di livello superiore rispetto all’ecosistema attuale della politica veneta addomesticata dallo stato italiano. Cercherò con questo articolo di spiegarne alcuni aspetti finora mai rivelati.
Il Referendum di indipendenza del Veneto indetto ed organizzato da Plebiscito.eu, con il sostegno e l’indizione anche di molte amministrazioni comunali venete, si basa come noto su una concezione giuridica innovativa che si inserisce nel solco della legittimità internazionale e che prevede il diritto degli uomini associati in comunità a decidere del loro destino secondo il principio di autodeterminazione dei Popoli, anche auto-organizzandosi tramite la società civile qualora i propri rappresentanti politici e le proprie istituzioni non vogliano o non possano garantire loro gli strumenti politici per farlo.
Di pari passo viene la concezione altrettanto innovativa dello strumento tecnico ed operativo che ha permesso e sta permettendo ai cittadini veneti di esercitare il loro diritto sancito anche dalla Risoluzione 44 del 28 novembre 2012 della Regione Veneto.
Mi riferisco in questa sede non tanto e non solo ai canali di comunicazione telematici (web e telefono) messi a disposizione per il voto, ma in particolare al modello di funzionamento e alle procedure di iscrizione, votazione e verifica, controllo e computazione dei dati anagrafici degli elettori e dei voti espressi.
Non mi soffermo su aspetti programmatici che non mi competono, bensì agli aspetti funzionali e concettuali.
Come infatti permettere ad un tempo di garantire la facilità di accesso alla registrazione degli utenti e la certezza dell’identità dell’elettore, senza aprire le porte agli intrusi, ai buontemponi, o anche solo agli errori?
Una procedura lineare e puramente “funzionale” avrebbe aperto le porte ad effetti collaterali non graditi, quali aumento delle difficoltà di registrazione da digital divide, lentezza della verifica della votazione, non eliminazione del problema in caso di sottrazione di documenti di identità etc.
L’intuizione mi è venuta quando ho pensato a un sistema evoluto di anticontraffazione che anni fa avevo intuito, concepito e poi aiutato ad evolvere, aiutandolo a diventare il business di una nuova azienda digitale del settore.
Non ha infatti senso pensare ad un sistema chiuso e verticale ipersicuro, perché esso sarebbe intrisecamente violabile semplicemente con tecniche più o meno sopraffine che agissero sui punti di debolezza del sistema, approntando semplicemente maggiori risorse di violazione, o tecniche più sofisticate.
Se da un lato si doveva quindi agire sicuramente sulla sicurezza del sistema, con tecniche classiche, da un punto di vista fisico, logico e di dati, bisognava nel contempo pensare a qualcosa di diverso. Qualcosa che incuriosisse i malevoli e che li istigasse ad entrare per provare a far danni, contemporaneamente permettendo al sistema stesso di avere l’informazione del tentativo in atto, eliminando in silenzio il problema e dipingendo con “vernice fosforescente” l’agente disturbatore, senza che agisse invisibile nel buio, per capire dove si muovesse e quali danni stesse facendo. In tal modo ad ogni tentativo di danno il sistema avrebbe acquisito maggiore intelligenza e livello di sicurezza intrinseca.
Per mutuare altri termini, il sistema “autoapprendente” in tal modo poteva diventare sempre più autoconsapevole e in grado di fortificarsi man mano che gli agenti disturbatori avessero agito, trasformandosi inconsapevolmente nei migliori alleati per permettere l’evoluzione continua ed intelligente del sistema di sicurezza.
Quale però doveva essere la “vernice fosforescente” che permetteva all’agente di essere individuato a sua insaputa?
Beh, semplice: i cittadini stessi che si fossero registrati nei giorni precedenti la votazione, con un processo lento, graduale e controllato alla fonte.
Grazie quindi a questa fase di “inizializzazione” del sistema, abbiamo implementato un sistema autoapprendente. Con circa 500.000 persone che si sono iscritte e verificate anzitempo abbiamo pertanto inserito un insieme di agenti attivi antifrode che in caso qualcuno faccia il furbo accendono alert e semafori che ci fanno intervenire. Essi costituiscono una sorta di “schermo protettivo”, o di sistema rivelatore, che si mette in moto autonomamente ed automaticamente, in quanto ad agire sono le persone stesse che “vivono” il sistema in modo randomico e non prevedibile dagli agenti disturbatori, votando e partecipandovi in modo attivo.
Da un lato infatti, come già comunicato, il controllo dei dati di voto è assicurato quindi da procedure batch notturne di incrocio e verifica dati con il database delle anagrafiche elettorali. La query di verifica non viene fatta in tempo reale, in quanto gli indici di ricerca non consentirebbero dei tempi di risposta accettabili per la votazione. Grazie a tali procedure di controllo, i voti che emergono non apportati da persone iscritte all’anagrafe elettorale veneta vengono ripuliti e scomputati dal conteggio finale.
Dall’altro quindi, laddove ad esempio ci fosse sottrazione di documenti di voto che appartengono ad elettori registrati in anagrafe, lo “schermo protettivo” rivela i fenomeni staticamente rilevanti che potrebbero svuotare di significato il risultato del referendum.
Se per assurdo infatti i fenomeni di abuso che sfuggissero all’azione dello “schermo protettivo” riguardassero 10 voti, essi non sarebbero percentualmente significativi e tali da inficiare il voto di milioni di persone.
Il problema interverrebbe se qualcuno votasse per migliaia o decine di migliaia di elettori. Ma se la quantità si alza in modo così significativo, essa andrebbe a scontrarsi con i 500.000 preregistrati (pari ad oltre il 13% di elettori veneti) che fungono da “schermo protettivo” non penetrabile in alcun modo a livello di evidenza statistica. E più passano le ore e i giorni, più il sistema si autofortifica assumendo informazioni anagrafiche che lo rendono più intelligente, grazie alle caratteristiche di autoapprendimento.
Dovremmo pertanto ringraziare gli “agenti disturbatori” con la “vernice fosforescente sulla schiena” (come il giornalista del Corriere del Veneto Alessandro Zuin che oggi riporta il suo tentativo di voto duplicato) che inconsapevolmente ci forniscono informazioni preziose per rendere il sistema continuamente sempre più sicuro.
Tale sistema evoluto si aggancia pertanto con le esigenze di legittimità del voto in corso, poiché ciò che conta a livello di diritto internazionale non è che ci sia un voto o dieci di attribuzione discussa, ma che ci sia l’acclarata volontà dei cittadini veneti in merito alla propria indipendenza.
Ciò che un sistema evoluto e autoapprendente come quello approntato assicura senza possibilità di aggiramento, grazie alle proprie caratteristiche intrinseche che gli conferiscono un grado di ipersicurezza di livello evolutivo superiore a quelli finora concepiti nel mondo politico.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
REFERENDUM ON VENETO INDEPENDENCE: ON FIRST DAY ONLY HALF MILLION VENETIANS PARTICIPATE IN HISTORIC VOTE
PRESS OFFICE OF “PLEBISCITO.EU”
— PRESS RELEASE —
WASHINGTON March 17, 2014
REFERENDUM ON VENETO INDEPENDENCE:
ON FIRST DAY ONLY HALF MILLION VENETIANS PARTICIPATE IN HISTORIC VOTE
FIVE MORE DAYS OF VOTING TO REACH ABSOLUTE MAJORITY OF TWO MILLION VOTES
Washington, DC – Of the five voting days for the referendum on Veneto’s secession from Italy, from Sunday March 16 to Friday the 21, organizers were expecting most of the turnout on the first day. Instead, at yesterday’s 10pm voting booth closing, only 492 thousand votes were registered by the system: about 11.5 percent of the electorate. If this trend holds for the next five days, the two million mark absolute majority will be reached, and the selected delegates can proceed with the declaration of independence as planned.
Some referendum committee’s organizers are however skeptic that this trend can be sustained. “Initial turnout on the second day of voting is encouraging, but we expect the trend to gradually diminish each day” says Lodovico Pizzati, spokesman for Plebiscito.eu, “this is an historic achievement because until yesterday we only had statistical polls, but now the people have spoken.”
Of the seven Venetian provinces, Vicenza, Treviso and Padua registered well over one hundred thousand votes each. More disappointing were the provinces of Venice and Verona with only tens of thousands votes each. The less populous Rovigo and Belluno provinces counted almost ten thousand votes combined. Organizers blame the sub par performance in Verona and Venice to delays in the distribution of electoral documents to the entire population.
Election material has yet to be distributed in the cities of Verona and Venice, the two most populous Venetian towns. “We have volunteers working non stop making sure everyone has a chance to vote. It’s a race against time,” explains Gianluca Busato, president of VenetoSi.org, the committee for the YES vote. “I am convinced that the voters turnout can be sustained throughout the week. We can reach an absolute majority. Our independence will be legitimate thanks to the support of a majority.”
Veneto is one of the richest regions of Italy, and secessionists are determined to exercise their sovereignty, once legitimized by a vote, not by physically occupying squares nor with other uses of force. More simply, separatists are planning to stop paying taxes to the Italian government, and pay only a fraction to local governments in order to finance public services like health care, education, the pension system and public safety.
PLEBISCITO.EU: SONO GIA’ OLTRE 700.000 I VOTI NEL REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO
Alle 18 di lunedì 17 marzo al voto il 18,7% dei veneti. Emerge con grande forza e visibilità mediatica internazionale lo spaccato di un Veneto determinato a decidere il proprio futuro.
Alle ore 18 del 17 marzo, secondo giorno di votazione del Referendum di indipendenza del Veneto, sono 700.837 gli elettori che hanno espresso il loro voto via internet sul sito www.plebiscito.eu, al telefono al numero 0423 40 20 16 e nei seggi predisposti nel territorio.
Continua pertanto anche nel secondo giorno di votazione una tendenza per molti inaspettata di grande seguito popolare della consultazione referendaria, che fa emergere con grande forza lo spaccato di un Veneto determinato a decidere il proprio futuro.
La notizia del Referendum di indipendenza del Veneto sta avendo grande risalto e visibilità ancora soprattutto internazionale con grande richiamo su un’opera di organizzazione e di radicamento territoriale che sta dimostrando la grande spinta che il comitato referendario ha saputo dare all’esigenza di dare ai cittadini veneti la possibilità di decidere il proprio futuro.
In merito ad alcune presunte notizie di stampa, si precisa infine che il controllo dei dati di voto è assicurato da procedure batch notturne di incrocio e verifica dati con il database delle anagrafiche elettorali. La query di verifica non viene fatta in tempo reale, in quanto gli indici di ricerca non consentirebbero dei tempi di risposta accettabili per la votazione. Grazie a tali procedure di controllo, i voti che emergono non apportati da persone iscritte all’anagrafe elettorale veneta vengono ripuliti e scomputati dal conteggio finale.
Ufficio stampa
Plebiscito.eu