GRANDE ENTUSIASMO PER LA CAMPAGNA “UNA BANDIERA VENETA PER OGNI CASA DELLA REPUBBLICA VENETA”
Oggi è una giornata di Festa e Felicità e Plebiscito.eu augura a tutti di passare serenamente le Festività di Pasqua.
In questi giorni monta anche il grande entusiasmo per le Bandiere Venete che Plebiscito.eu ha messo a disposizione sul proprio sito internet. Abbiamo già esaurito il primo slot di bandiere in promozione e ora sono disponibili le nuove produzioni.
Sono già quasi 1.000 i veneti che in poche ore hanno aderito alla campagna “una Bandiera Veneta per ogni casa della Repubblica Veneta”.
Preparati a un 25 aprile da patriota acquistando subito gli stupendi Gonfaloni di San Marco di 150 cm x 75 cm, fatti con un resistentissimo materiale sintetico idrorepellente marino che permette di farli sventolare anche con la pioggia a differenza della grande totalità delle bandiere che trovate in giro.
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Ufficio comunicazione
Plebiscito.eu
LO STATO ITALIANO HA PERSO. VIVA LA REPUBBLICA VENETA!!
Il Tribunale del Riesame libera Franco Rocchetta, Lucio Chiavegato e molti altri Patrioti. Ora vanno liberati tutti. Il boomerang si schianta in faccia a Renzi e Napolitano. Ora affamiamo la bestia in rigor mortis, con l’obiezione fiscale
La notizia di poco fa della scarcerazione di Franco Rocchetta, Lucio Chiavegato, Roberto Bernardelli, Riccardo Lovato, Corrado Manessi e Giancarlo Orini e della concessione degli arresti domiciliari ad altri veneti inquisiti rivela la sconfitta su tutta la linea dello stato italiano, che ha tentato in modo goffo, come abbiamo testimoniato fin dal primo minuto, di impaurire i cittadini veneti con una repressione giudiziaria inutile, costosa ed espressione di uno stato poliziesco defunto che sopravvive a sé stesso.
Ora si dimettano i magistrati responsabili di questo scempio, si dimettano Renzi e Napolitano che sono gli autentici mandanti politici di una farsa che si è trasformata in un boomerang che si è smaltato sulla loro fronte.
La smettano ora e per sempre questi politicanti di infangare la Repubblica Veneta. La smettano di perseguitare onesti cittadini lavoratori, intellettuali, pacifici e responsabili, che hanno l’unica colpa di essersi assunti le proprie responsabilità e di essersi attivati per amore della propria Terra e per garantire il benessere e la felicità del Popolo Veneto.
Se ne vada l’intera struttura elefantiaca, inutile, oppressiva del burosauro statale italiano, che ha costituito l’inferno fiscale peggiore del mondo, autentico regno del male incastonato nell’Europa occidentale.
Oggi è una giornata di festa, andiamo all’uscita da ogni carcere dove erano ingustamente reclusi i nostri fratelli per salutarli e fare loro gli Auguri di Buona Pasqua assieme alle loro famiglie provate in modo indegno, ricordando ancora gli altri Patrioti Veneti ancora incarcerati con un impianto accusatorio ridicolo e inconsistente.
La Repubblica Veneta oggi ha vinto, dimostrando la compattezza che l’ha resa grande nella storia, che la rende grande nel presente e che la renderà ancor più grande nel futuro.
Ora affamiamo la bestia insaziabile, finiamo la bestia in rigor mortis, aderendo in massa all’obiezione fiscale organizzata dalla Repubblica Veneta.
Il prossimo 25 aprile 2014, Festa Nazionale Veneta di San Marco, sarà un giorno memorabile,che resterà scolpito nella storia e nella memoria di chi lo avrà vissuto da Patriota!
Uno per tutti, Tutti per uno. Ti co Nu, Nu co Ti.
Viva San Marco! Viva la Repubblica Veneta!
Gianluca Busato
Delegazione dei Dieci
Repubblica Veneta
LA PAURA DELL’INDIPENDENTISMO VENETO MODERNO PACIFICO E DIGITALE FA 90 NELLA TRASH TV ITALIANA
Un indecente Santoro dipinge i veneti come violenti, razzisti e xenofobi
Ieri sera un indecente Santoro, nel programma Servizio Pubblico di La7 ha mandato in onda un servizio in cui si sono dipinti alcuni giovani veneti appassionati di softair come guerrafondai, xenofobi, razzisti, violenti pronti alla guerra, con ovvia estensione del concetto, in assenza di esponenti di Plebiscito.eu che potessero controbattere, a tutto il movimento indipendentista veneto moderno e al referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo, accostato al movimento di Marine Le Pen.
Ci spiace dover iscrivere questo come esempio di giornalismo spazzatura pagato con il furto dei nostri soldi.
Comprendiamo benissimo la paura che serpeggia nelle redazioni delle tv italiane, così come nei palazzi della politica italiana, che finora si sono retti grazie alla rapina fiscale perpetrata nei confronti del Veneto.
Questi esempi allontanano in realtà la presa di responsabilità da parte dello stato italiano e della sua intellighentia verso una evidente situazione in atto di esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta. Non ha senso certamente cercare di reprimere tale istanza, in quanto la tendenza sempre più centralista dello stato italiano favorisce anche la forza centrifuga della Repubblica Veneta e quindi, se anche nell’immediato, ammesso e non concesso, che la strategia di impaurire l’opinione pubblica veneta potesse avere un qualche successo, è chiaro che nel medio termine favorirebbe solo un’accelerazione dell’indipendenza fattiva della Venetia. In realtà anche la strategia a breve termine di impaurire i nostri concittadini, tramite l’azione giudiziaria verso i 24 veneti ingiustamente incarcerati, è fallita con tutta evidenza.
Ogni giorno che passa appare infatti sempre più assurdo il privare della libertà un intellettuale pacifico e apprezzato da tutti in modo bipartisan come Franco Rocchetta. Ci auguriamo che oggi, giorno in cui forse si farà effettivamente il riesame per 13 dei 24 patrioti veneti, prevalga il buon senso e che essi possano passare la Pasqua con le loro famiglie. Risulta infatti evidente a tutti che non abbiano commesso alcun reato di eversione e di terrorismo, per cui l’accanimento giudiziario appare veramente un atto di pura crudeltà umana generato solo dalla paura di perdere il Veneto. Una paura comprensibile, ma per la quale l’establishment deve farsene una ragione: la maggioranza assoluta dei cittadini veneti il 16-21 marzo 2014 si è già espressa pacificamente, democraticamente e responsabilmente per la completa indipendenza della Repubblica Veneta.
E ogni giorno che passa aumentano le adesioni al piano di obiezione fiscale che permetterà di interrompere l’emorragia costituita dal furto del frutto del nostro lavoro da parte del mostro statale italiano e di iniziare ad attuare il controllo delle risorse fiscali nel territorio.
Tornando a Santoro, vorrà dire che inseriremo anche il suo esempio di trash tv, per quel poco che vale, tra i crimini di disinformazione che si tradurranno nella mancanza di sconti che faremo in sede di accordi sull’indipendenza della Repubblica Veneta.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
CENTRALISMO ITALIANO VERSUS ESERCIZIO DI INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA
Come è mutato lo scenario politico dopo l’insediamento di Renzi e il Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014
Mentre entra nel vivo l’organizzazione della campagna integrata di obiezione fiscale, grazie all’azione di Plebiscito.eu, emerge sempre più forte il vuoto assoluto della politica veneta, preda del panico assoluto e della mancanza di prospettiva.
La visione prospettica su cosa sta emergendo nello scenario, al di là delle questioni di parte e della campagna elettorale per le europee, incentrata sullo sterile dibattito euro-no-euro e poco altro, resta per noi veneti la questione socio-economica, aggravata nella sua drammaticità dalla deflazione conclamata che è il frutto del crollo dei consumi interni, del raddoppio della disoccupazione e della drastica diminuzione del Pil. È uno scenario di grave difficoltà – causata dallo stato italiano – in cui assistiamo alla polarizzazione del dibattito.
Le soluzioni proposte de facto sono due, tertium non datur: il centralismo italiano sempre più centralista, con l’abolizione del terzo comma dell’art. 116 della costituzione che toglie dal campo le inutili perdite di tempo portate avanti per anni per nulla (tra “federalismo a geometria variabile”, “riforma Antonini” e simili altre amenità) e l’indipendenza fattiva della Repubblica Veneta. Che non potrà avvenire tramite percorso regionale, in quanto esso è troncato fin dall’origine della potestà decisionale in tal senso. Il percorso regionalista aveva senso finché i cittadini veneti non si fossero pronunciati sul proprio destino, con la possibilità in tal caso per il consiglio regionale di proclamarsi assemblea nazionale veneta. Ma dopo la celebrazione del referendum di indipendenza della Repubblica Veneta del 16-21 marzo esso, oltre a diventare pleonastico, rischia anche di portare fuori strada un bel po’ di persone illuse da un grave errore di prospettiva politica.
In ogni caso la partita è impari, a nostro vantaggio. Lo stato italiano ha solo le armi del terrorismo e della paura, ma da un punto di vista pratico, in particolare da un punto di vista finanziario, le vere leve sono tutte in mano dei veneti, che sono una potenza economica.
Serve capacità di astrazione per capire cosa si muove realmente nel campo e quali sono le strategie adottate per trovare le migliori soluzioni nel nome del benessere comune e della difesa dei diritti civili oggi calpestati da uno stato sempre più brutale, sempre più avvitato nella propria mostruosità malcelata dal cerone e dal ringiovanimento di facciata seguito all’insediamento del governo Renzi.
La stessa capacità di semplificazione di sistemi pure complessi che ha portato alla (sorprendente per molti) strategia di comunicazione globale del Referendum di indipendenza del 16-21 marzo scorsi. La tempistica, le modalità, le scelte generali erano una logica conseguenza della comprensione di cosa si stava muovendo.
Oggi non cambiano le considerazioni. Anzi, sono vieppiù accentuate le ragioni che portano all’accelerazione lungo la strada dell’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta, in primis con il controllo delle nostre risorse fiscali, che parte dall’applicazione del decreto di esenzione fiscale totale, promulgato dalla Delegazione dei Dieci il 25 marzo scorso e proclamato solennemente a Vicenza l’11 aprile, con una piazza colma, festosa e con un’infinità di bandiere venete a testimoniare la presa popolare dell’azione della Delegazione dei Dieci.
La concorrenza istituzionale tra Repubblica Veneta e stato italiano è solo agli inizi. E per cavalleria ci sentiamo di consigliare ai nostri concorrenti di evitare gravi errori strategici come l’incarcerazione delle idee, o l’incapacità di rispondere politicamente a un’azione civica dal basso e trasversale, che sta rendendo sempre più forte la Rivoluzione Digitale col sorriso. Si preparino invece ad una trattativa patrimoniale sull’indipendenza della Repubblica Veneta, da tenersi a Vienna, a Ginevra, o in altro luogo neutro, sotto stretto monitoraggio delle organizzazioni internazionali.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
PLEBISCITO.EU: 24 ORE AI PARTITI PER RICONOSCERE LA DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA
AL VIA LA CAMPAGNA “SO S-TANKO DE VOTAR PAR GNENTE”
Considerata l’attuale fase transitoria verso la costituente della Repubblica Veneta e la fase di concorrenza istituzionale in corso tra la Repubblica Veneta e lo stato italiano ancora operante nel territorio in modo illegittimo, Plebiscito.eu ha approvato alcuni punti programmatici per quanto riguarda l’eventuale indicazione di voto a liste che si presentano alle elezioni.
I punti che Plebiscito.eu ha chiesto di rispettare per ottenere un’indicazione di voto sono i seguenti:
- riconoscimento della proclamazione di indipendenza Repubblica Veneta del 21 marzo 2014 a Treviso;
- riconoscimento della Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta;
- divieto di affiancamento a liste con la presenza di tricolori;
- partecipazione attiva alla fase costituente della Repubblica Veneta.
Le liste e i candidati che osserveranno e faranno propri tali punti programmatici nella loro integrità e senza alcuna deroga, potranno ottenere un’indicazione di voto da parte di Plebiscito.eu, che non si presenterà direttamente alle elezioni italiane.
L’indicazione di voto si accompagnerà alla scritta nel logo elettorale “a fianco di Plebiscito.eu”. Plebiscito.eu è infatti l’organizzazione che concretamente sta realizzando le condizioni per la fattiva indipendenza della Repubblica Veneta, oltrechè il mezzo di informazione utilizzato dalla Delegazione dei Dieci per pubblicare le proprie comunicazioni e decisioni.
Il termine per poter aderire alla proposta programmatica indicata è di 24 ore a partire da ora.
Per ogni altra votazione sia alle elezioni amministrative sia alle elezioni europee, vi sarà invece l’indicazione di non voto, con lo slogan SO S-TANKO DE VOTAR PAR GNENTE.
Plebiscito.eu è rispettoso dell’esercizio elettorale democratico e pacifico della legalità, ma essa per potersi appieno esercitare deve inserirsi nel quadro della legittimità internazionale rispettando pertanto la Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza della Repubblica Veneta, in quanto espressione della sovranità popolare emersa dalle urne del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorso.
Ufficio stampa
Plebiscito.eu