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Categoria: editoriali

PLEBISCITO DEL 16-21 MARZO, COME PROCEDE L’UFFICIALIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEI VOTI

PLEBISCITO DEL 16-21 MARZO, COME PROCEDE L’UFFICIALIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEI VOTI

19 Maggio 2014 16 Comments in editoriali news

Attività effettuate, in corso e prossimi appuntamenti nel segno dell’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta

Mattoni_VenetoSono in molti a chiedersi cosa sia avvenuto dei voti nel referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.
Il primo e più importante aspetto di tale consultazione referendaria è che ha permesso la dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo a Treviso e quindi l’insediamento ufficiale della Delegazione dei Dieci, che ha iniziato l’esercizio dell’indipendenza della nostra Repubblica.
La settimana scorsa a tal proposito abbiamo pubblicato una cronistoria degli eventi e degli atti che sono stati posti in essere e che ci hanno portato alla situazione odierna.

Molti però si chiedono in particolare come stia procedendo ora l’attività di certificazione dei voti del referendum a livello internazionale e perché i tempi si siano allungati rispetto ad alcune previsioni iniziali. E’ bene allora fare il punto della situazione.

Come noto, nel corso della riunione della Delegazione dei Dieci a Sappada dello scorso 29 marzo, nel corso della quale veniva presentata la roadmap verso l’assemblea costituente della Repubblica Veneta, interveniva pubblicamente l’Ambasciatore Beglar Davit Tavartkiladze, il Presidente del Comitato di Osservatori Internazionali del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo. Egli anticipò in estrema sintesi le attività di monitoraggio che allora erano iniziate e quelle che sarebbero seguite, auspicando la produzione di uno short report iniziale in un periodo che fosse breve.
In realtà i tempi si sono da allora protratti perché la fattispecie assolutamente inedita e innovativa della consultazione referendaria ha richiesto molteplici controlli che hanno superato per complessità di gran lunga quelli che usualmente vengono condotti, in ossequio ai principi previsti in tal caso dalle Organizzazioni Internazionali.

Le attività hanno comportato e comportano in particolare tutt’ora il controllo dell’effettivo voto da parte degli elettori che risultano essersi espressi, anche con telefonate e visite agli stessi da parte degli Osservatori Internazionali, visite ed interviste ai responsabili di seggio e agli elettori che hanno votato presso i punti di voto predisposti, con verifica della correttezza del voto espresso e delle modalità con cui esso è avvenuto, verifica degli archivi elettorali, dei voti, degli archivi informatici, delle procedure operative e informatiche adottate e di ogni aspetto software, architetturale e infrastrutturale delle operazioni di voto.
A ciò si aggiunga la difficoltà da parte della nostra organizzazione di volontari nel produrre talune reportistiche e componenti informatiche richieste da parte degli Osservatori Internazionali, che hanno richiesto un ulteriore allungamento dei tempi anche per poterle svolgere compatibilmente con le attività lavorative normali (da sola questa situazione ha comportato almeno 3 settimane in più di lavoro), dato che per vivere tutti noi dobbiamo dare priorità al lavoro. Ciò spiega anche perché i tempi di controllo e certificazione si stanno protraendo più di quanto molti sperassero. Tempi che in ogni caso non possono essere decisi dalla Delegazione dei Dieci, né tantomeno da Plebiscito.eu.

Tali aspetti in ogni caso non inficiano minimamente l’attività di esercizio di indipendenza e sovranità della Repubblica Veneta che dallo scorso 21 marzo si è avviata, in primis con il controllo delle nostre risorse economiche, grazie all’esenzione fiscale totale e che ogni giorno che passa coinvolge un numero di cittadini sempre più crescente.

Gianluca Busato
Delegazione dei Dieci
Repubblica Veneta

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ACCELERIAMO VERSO IL PIENO ESERCIZIO DI INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

ACCELERIAMO VERSO IL PIENO ESERCIZIO DI INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

19 Maggio 2014 37 Comments in editoriali news

gongMentre va in onda il teatrino finale di una campagna elettorale per le elezioni europee che dà il segno di quanto lo stato italiano sia andato ben oltre il capolinea, si intensificano le attività della Repubblica Veneta per arrivare al controllo pieno delle proprie risorse fiscali, oggi depredate dallo zombie tricolore.

Venerdì sera a Zero Branco abbiamo suonato il gong allo stato italico dispotico e illegittimo, con una grande folla di persone che hanno salutato il quarto evento di massa in soli due mesi a celebrare la presa di coscienza dei cittadini veneti. L’evento, con ampio risalto mediatico, ha dimostrato quanto profonda sia la frattura tra tessuto sociale e imprenditoriale e rappresentanti politici oramai delegittimati.

E come sempre, anche la settimana entrante è densa per noi di appuntamenti:

  • questa sera siamo a Padernello di Paese (Presso Ristorante “Boi Na Brasa Churrascaria” in via Marcello Benedetto 2);
  • martedì 20 maggio tardo pomeriggio a Padova siamo ospiti in un evento internazionale imperdibile, durante la presentazione del candidato presidente della Commissione Europea Guy Verhofstadt, con la presenza di Michele Boldrin, capolista in Veneto di Scelta Europea, di Andreu Mas-Colell, ministro della Culturae Educazione del Governo della Catalogna e altri candidati. È importante intervenire in tanti, per dimostrare all’Europa e ai molti media internazionali quanto forte è il sentimento popolare indipendentista nella nostra Terra (l’evento si terrà martedì 20 maggio dalle ore 18.30 alle 20.30 presso il Centro Congressi “Albino Luciani” in via Forcellini 170/A.);
  • giovedì 22 maggio ci sarà un incontro a Settimo Pescantina (VR) (pizzeria ristorante Settimo Cielo in Via E. Bernardi, 1, ore 20.30) e la chiusura della campagna elettorale di “Veneto Sì” a Preganziol (TV) (sala Granziol in via Granziol, alle ore 21);
  • venerdì 23 invece vi sarà la chiusura della campagna elettorale di “Veneto Sì” e del candidato sindaco di Zero Branco Giannarciso Durigon (in piazza), oltre a un incontro di Plebiscito.eu a Sarmede (TV) (Palestra comunale – Via S. Pertini, 2, alle ore 21).

soldi-veneti-moneta-veneta-soldi-venetian-currency-02-600x424Nelle serate organizzate da Plebiscito.eu oltre a potersi iscrivere come volontari della Repubblica Veneta, si possono avere informazioni e aderire alla campagna di esenzione fiscale totale. Da questa settimana inoltre, nel corso dei nostri incontri, sarà possibile anche prenotare i Bond Veneti, emessi dalla Tesoreria della Repubblica.

La Repubblica Veneta insomma preme quindi l’acceleratore verso il pieno esercizio della propria indipendenza. Non possiamo certo attendere le promesse dei politici che proprio in questi giorni stanno dando l’esempio massimo del proprio unico obiettivo e padrone: la poltrona e i privilegi che essa garantisce loro. La merce di scambio per garantire i loro privilegi è data dal tradimento delle nostre speranze e dal furto dei nostri soldi. Ogni giorno che passa invano, si allunga nel frattempo l’elenco delle vittime dell’autentica guerra che lo stato italiano ha dichiarato al Veneto. Una guerra senza bombe e crateri nelle strade, ma il cui elenco di caduti è ormai inaccettabile.

Prendiamoci subito ciò che è nostro, democraticamente e pacificamente, ma senza attendere i comodi di politici che hanno tradito il proprio popolo.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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STUDI DI SETTORE: COME DIFENDERSI

STUDI DI SETTORE: COME DIFENDERSI

19 Maggio 2014 9 Comments in editoriali esenzione fiscale news

2014-05-13 21.39.48-2Gli Studi di Settore sono uno strumento statistico-induttivo in grado di determinare il ricavo o il compenso che con la massima probabilità può attribuirsi a un contribuente (impresa o professionista) in funzione dei dati contabili ed extracontabili (ubicazione dell’attività, metri quadrati del capannone, etc.) che, unitamente ad alcuni fattori esterni quali la territorialità e la congiuntura economica, ne caratterizzano l’attività produttiva.

Negli ultimi anni tale strumento accertativo è stato oggetto di numerosi interventi giurisprudenziali e di prassi volti a rendere il risultato statistico ancora più rispondente alla realtà imprenditoriale o professionale esaminata.

LA GIURISPRUDENZA E LA PRASSI PER DIFENDERSI DALL’ACCERTAMENTO DA STUDI DI SETTORE

Vanno da subito evidenziate, in tema di centralità del contraddittorio e di suddivisione dell’onere della prova tra contribuente ed Ufficio impositore, in caso di accertamento da Studi di Settore, le sentenze della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, depositate il 18 dicembre 2009 le nn. 26635, 26636, 26637, 26638.

In quella sede i Massimi Giudici si sono espressi circa la necessità da parte dell’Amministrazione Finanziaria di supportare la non congruità derivante dall’applicazione degli Studi di Settore con ulteriori prove riferite specificatamente all’attività (imprenditoriale o professionale) di volta in volta “monitorata”, non essendo sufficienti, allo scopo, elementi solo genericamente riferibili al contribuente. La Suprema Corte ha altresì rilevato la centralità del contraddittorio, che deve ritenersi un elemento essenziale ed imprescindibile del cosiddetto “giusto procedimento”, in grado di essere il mezzo più efficace per consentire di adeguare i dati statistici, elaborati dagli Studi di Settore o Parametri, alla concreta realtà monitorata. In altre parole, l’astrattezza dell’elaborazione derivante dagli strumenti “standardizzati” (quali sono appunto gli Studi di Settore) può essere efficacemente verificata e corretta nel contraddittorio preventivo tra contribuente destinatario dell’Avviso di accertamento e l’Ufficio procedente che lo ha emesso. L’Agenzia delle Entrate, quindi, non può prescindere dal chiamare in contraddittorio il contribuente, pena la nullità dell’eventuale successivo atto accertativo. In caso di mancata presenza del contribuente al contraddittorio, l’Ufficio impositore potrà, quale eccezione alla regola generale, motivare l’accertamento sulla base della sola applicazione dei Parametri o Studi di Settore.

La Suprema Corte si è espressa anche in relazione alla necessaria presenza di congrue motivazioni dell’atto di accertamento. Più in particolare, la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel semplice rilevo dello scostamento dal ricavo puntuale, ma deve essere integrata con le ragioni sollevate dall’Ufficio, in sede di contraddittorio, in risposta alle eventuali contestazioni ed osservazioni sollevate dal contribuente. Tutto ciò è in linea con la citata insufficienza dei dati statistici espressi dagli Studi di Settore, che possono essere validati solo attraverso una contrapposizione con il contribuente, il quale dovrà difendersi illustrando la reale situazione della propria attività.

L’Amministrazione Finanziaria ha avuto modo di recepire le indicazioni fornite dai Massimi Giudici. Infatti con la circolare n. 19 /E del 14 aprile 2010 l’Agenzia delle Entrate accogliendo i rilievi mossi dai Giudici di legittimità non ha mancato di pronunciarsi nel senso di “…riesaminare le controversie pendenti… ed abbandonare la pretesa tributaria in presenza di avvisi di accertamento basati sulle risultanze degli studi di settore, nei casi in cui non sia stata attivata la fase del contraddittorio…”.

Passando ad esaminare la cause giustificative da poter esperire in contraddittorio a difesa di una possibile inapplicabilità dello Studio di Settore, assai frequenti sono i casi di situazioni contingenti “soggettive” attribuibili tanto al soggetto dell’imprenditore o del professionista, quanto alla struttura imprenditoriale o professionale.

Con la sentenza del 28 dicembre 2011, la n. 29185, la Corte di Cassazione si è espressa nel senso di dichiarare la nullità dell’avviso di accertamento basato sullo Studio di Settore nel caso in cui i soci di una società avessero dovuto interrompere temporaneamente l’attività a causa di un periodo di malattia. Riguardo alle possibili giustificazioni da esperire in riferimento alla struttura aziendale spesso si menziona l’assoluta “marginalità economica”. Esempi sono strutture locate in periferia ove l’elemento della territorialità non è in grado di identificare il luogo ove è locata l’attività d’impresa. In tal senso è opportuno menzionare la sentenza della Corte di Cassazione, la n. 3349 del 12 febbraio 2013, che chiarisce l’inapplicabilità dello Studio di Settore in caso di “negozio piccolo ed in periferia”, ed in assenza di collaboratori.

Inoltre, l’articolo 62 sexies, terzo comma del D.L. n. 331/1993 stabilisce che per l’applicabilità degli Studi di Settore deve verificarsi una “grave” incongruenza tra i ricavi ed i compensi dichiarati e quelli desumibili dallo studio.

Sul concetto di gravità hanno avuto modo di esprimersi i Giudici di merito, confermando che la gravità sussisterebbe laddove si realizzasse uno scostamento superiore al 25%.

Va anche ricordato, per completezza d’informazione, l’assoluta applicabilità dello Studio di Settore più evoluto (applicabile retroattivamente) in sostituzione di quello in vigore nel periodo immediatamente precedente, in particolare quando nel periodo considerato l’attività del contribuente è variata, pur nello stesso ambito, e la nuova formulazione risulti più coerente nonché più favorevole al contribuente stesso (Corte di Cass., sent. 11 settembre 2013, n. 20809).

A conclusione del presente lavoro, si vuole focalizzare l’attenzione del lettore sulla centralità della fase del contraddittorio preventivo tra contribuente e Amministrazione Finanziaria, a seguito emissione di Avviso di accertamento da Studio di Settore, alla luce della recentissima sentenza della Corte di Cassazione, datata maggio 2014.

È illegittimo l’accertamento basato sul mero scostamento dei dati dichiarati dal contribuente, rispetto a quelli relativi alla media del settore, senza che l’Amministrazione Finanziaria dia spiegazioni del mancato accoglimento delle giustificazioni portate dal contribuente in sede di contradditorio. Questo è quello che sostiene la Corte di cassazione con la sentenza n. 9712 del 6 maggio 2014. Per gli studi di settore, il contraddittorio, previsto espressamente dall’art. 10, comma 3-bis, L. 8.5.1998, n. 146, rappresenta infatti lo strumento con cui adeguare alla concreta realtà economica del singolo contribuente, il risultato stimato dallo Studio di Settore.

Nella sentenza in questione la Corte di Cassazione ha ritenuto che la CTR (Commissione Tributaria Regionale) della Lombardia si era limitata ad affermare la fondatezza dell’accertamento senza però rilevare l’assenza, nell’atto impositivo, delle ragioni per le quali erano state disattese e rigettate le giustificazioni e le osservazioni difensive del contribuente. Ne conseguiva l’illegittimità dell’atto. Ancora una volta risulta, quindi, da annullare integralmente l’avviso di accertamento, nel quale non si è dato conto delle circostanze addotte dal contribuente nel contraddittorio preventivo.

Si riporta, a tal fine, uno stralcio della sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, la n. 9712 del 06/05/2014:

Le questioni poste con i mezzi, sembra possano definirsi, richiamando, per un verso i principi fissati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 105/2003 ed applicando, quindi, quanto deciso dalle SS.UU. di questa Corte con la Sentenza n. 26635/2009, la quale, nel solco di precedenti pronunce (Cass. n.23602/2008, n. 26459/2008, n. 27648/2008, n. 4148/2009), dando una lettura costituzionalmente orientata del quadro normativo di riferimento, ha avuto modo di precisare che “La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è “ex lege” determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli “standards” in sé considerati – meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività – ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente.

In tale sede, quest’ultimo ha l’onere di provare,senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello “standard” prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente”.(…)

Nel caso, la decisione di appello, che ha ritenuto fondata la pretesa fiscale, fondata sugli studi di settore, senza che l’accertamento risultasse modulato in relazione alle contestazioni ed ai rilievi formulati dalla contribuente in sede di contraddittorio, non sembra in linea con il trascritto principio e, quindi giustifica le formulate censure.

In buona sostanza, l’avviso di accertamento, nei terminiin cui è stato formulato e notificato, non ha tenuto conto dei rilievi e degli elementi addotti dalla contribuente in sede di contraddittorio, omettendo di esternare, come richiesto dal trascritto principio, le “ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente”.

Alberto Marsotto

Rag. Commercialista

Plebiscito.eu

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RELAZIONE SINTETICA SULLO STATO DI ADESIONE ALL’ESENZIONE FISCALE TOTALE NELLA REPUBBLICA VENETA (PER LA SOLA QUOTA IVA)

RELAZIONE SINTETICA SULLO STATO DI ADESIONE ALL’ESENZIONE FISCALE TOTALE NELLA REPUBBLICA VENETA (PER LA SOLA QUOTA IVA)

17 Maggio 2014 60 Comments in editoriali news

Ad oggi hanno aderito 3.407 aziende per azione diretta della Repubblica Veneta e altre 93.000 in modo spontaneo, oltre a 23.971 privati cittadini che non pagano più le tasse allo stato italiano

simboloDopo la lettura dei risultati del referendum di indipendenza del Veneto tenutosi dal 16 al 21 marzo 2014 e la dichiarazione di continuità di indipendenza della Repubblica Veneta proclamata a Treviso il 21 marzo 2014, si è insediata la Delegazione dei Dieci, il primo organo provvisorio di governo legittimo della Repubblica, con il preciso mandato popolare ricevuto di rendere pienamente esecutivo il risultato del referendum, attuando la piena indipendenza della Repubblica Veneta.

La Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta il 25 marzo 2014 ha pertanto decretato l’esenzione fiscale totale nel periodo di transizione fino alla piena operatività delle istituzioni della Repubblica, che sarà raggiunta attraverso un percorso civico istituzionale che vedrà seguire quindi l’applicazione della fiscalità veneta, l’erogazione dei servizi della Repubblica Veneta e quindi la sua Costituzione definitiva e il pieno esercizio di sovranità e indipendenza.

2014-05-16 21.39.45L’11 aprile 2014 l’esenzione fiscale è stata quindi solennemente proclamata a Vicenza, con la partenza della campagna di obiezione fiscale nel rispetto della legalità veneta e anche delle norme dello stato italiano pur illegittimo, per permetterne una maggiore pervasività e diffusione.

Nel corso di questo mese hanno quindi iniziato ad operare nel territorio oltre 100 Uffici Pubblici delle Comunità della Repubblica Veneta e si sono organizzate nel territorio circa 40 aree territoriali che coordinano le attività di circa 11.000 volontari della Repubblica Veneta a copertura dell’intero territorio nazionale.

L’azione integrata degli Uffici Pubblici delle Comunità, delle aree territoriali del corpo dei volontari repubblicani e del canale digitale attraverso il sito internet www.plebiscito.eu hanno permesso la raccolta di migliaia di adesioni alla campagna di obiezione fiscale, giungendo in data odierna al numero di 3.407 attività economiche che hanno sottoscritto l’esenzione fiscale totale.

2014-05-16 21.40.21Le stime per l’anno 2013 fornite dalle associazioni di categoria vedevano attive circa 491.000 partite iva nel territorio veneto, con un gettito iva stimato di circa 8,83 miliardi di euro nell’intero anno 2013, pari a una media mensile di circa 1.498 euro per ciascuna attività economica.

Alla luce di tali dati, la stima del minore gettito fiscale di iva versata oggi 16 maggio 2014 nella Repubblica Veneta, per azione diretta degli Uffici Pubblici, dei volontari e dei canali digitali della Repubblica ammonta a circa 5 milioni 103 mila 686 euro, con una proiezione annua pari a 61 milioni 244 mila 232 euro.

Queste cifre si sommano a quelle già naturalmente in essere a causa della crisi socio-economica più grave della nostra storia moderna causata dal dominio dispotico dello stato italiano.

Tali cifre, secondo le stime reperite dal nostro servizio di intelligence presso l’agenzia delle entrate dello stato italiano vedono circa altre 93.000 aziende praticare in modo diretto e spontaneo l’obiezione fiscale, per un minor gettito iva mensile di circa 139 milioni 314 mila euro, con una proiezione annua pari a 1 miliardo 671 milioni 768 mila euro.

2014-05-16 21.39.34In virtù di tali cifre, la nostra stima di adesione all’esenzione fiscale totale, per quanto riguarda la sola parte di gettito iva, sommando l’azione diretta delle strutture della Repubblica Veneta e l’azione spontanea degli imprenditori veneti, raggiunge la cifra mensile di 144 milioni 417 mila 686 euro, con una proiezione annua di 1 miliardo 733 milioni 12 mila 232 euro di minor iva versata dalle attività economiche della Repubblica Veneta, senza tener conto del mancato pagamento delle imposte sugli immobili e delle imposte dirette sui redditi (irpef e ires) e delle imposte a vario titolo pagate dai 23.971 privati cittadini, che ad oggi hanno già aderito all’esenzione fiscale totale nella Repubblica Veneta.

2014-05-16 21.31.48La Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta procederà pertanto con urgenza alla notifica di tali cifre, corredate dagli allegati e dalle pezze di appoggio che le testimoniano, al Fondo Monetario Internazionale, per certificare e comunicare alla comunità internazionale l’ulteriore diminuzione di capacità finanziaria dello stato italiano e accelerare quindi l’organizzazione di colloqui tra i delegati italiani e i plenipotenziari veneti indicati dalla Delegazione dei Dieci in merito agli accordi sull’indipendenza della Repubblica Veneta, da condursi in sede neutra e sotto stretto monitoraggio internazionale.

Zero Branco, Treviso, Repubblica Veneta, 16 maggio 2014

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LA REPUBBLICA DEL LEONE SCONFIGGERÀ IL REGIME DEL GATTOPARDO

LA REPUBBLICA DEL LEONE SCONFIGGERÀ IL REGIME DEL GATTOPARDO

16 Maggio 2014 22 Comments in editoriali news

A Zero Branco questa sera dalle ore 21 la Repubblica Veneta suonerà il GONG al peggior burosauro del mondo occidentale

repveneta-2In queste ore è tornato forte l’allarme internazionale sullo stato dei conti dello stato italiano. Le stime false fornite dal governo tricolore alla comunità internazionale sulla salute dell’economia sono state smentite dall’istat che ieri ha certificato il ritorno al segno meno nel pil nel primo trimestre.
Questa sera sarà la Repubblica Veneta a suonare il GONG al mostro, quando, a partire dalle ore 21 in piazza a Zero Branco, annunceremo a quanto ammonta l’iva che non sarà pagata alla scadenza fiscale odierna dalle imprese venete che hanno aderito alla nostra campagna di esenzione fiscale totale.
È però importante ora comprendere che il Gattopardo italiano, il peggior burosauro del mondo occidentale, è in grave crisi e si trova nel momento storico in cui si appresta a cambiare il proprio vestito e la propria maschera.
È successo sempre così, nella sua pur breve e triste storia fallimentare, fin dalla nascita. Un mostro resta sempre un mostro, anche con un colpo di cipria e di rossetto!
Con cicli di 10-20 anni sono andati in scena i figuranti con il compito di mantenere sempre più saldo il controllo sulle nostre risorse, depredandoci sempre di più a ogni giro di valzer.
Ricordiamoli i passaggi di maschera di questo mostro infame che risponde al nome di stato italiano:

  • destra storica, 1861
  • sinistra storica (col trasformismo di Depretis), 1876
  • Crispismo (intermezzato dallo scandalo della banca romana e sfociato nel sangue di Bava Beccaris), 1887
  • Italietta di Giolitti (con le sue avventure coloniali), 1903
  • Prima guerra mondiale (combattuta perlopiù nella devastata Terra Veneta)
  • Fascismo, 1921
  • Seconda Guerra Mondiale
  • Caduta del fascismo e CLN, 1943
  • Centrismo democristiano, 1948
  • Centro-destra a guida DC, 1959
  • Centro-sinistra a guida DC, 1963
  • Compromesso storico DC-PCI, 1976
  • Pentapartito craxiano, 1980
  • Berlusconi-Bossi e Prodi-D’Alema, 1994
  • Regno di Napolitano, 2006

Oggi il Gattopardo si appresta a cambiare maschera (forse quella tragicomica di Grillo?) e noi dobbiamo essere pronti a non assistere passivamente al nuovo giro di valzer che questa volta comporterebbe un massacro di nostri concittadini che ogni giorno di più si tolgono la vita, ma che in realtà sono vittime dell’autentica guerra che lo stato invasore ha dichiarato a noi veneti.
Per tale ragione dobbiamo accelerare la crescita della nostra Repubblica Veneta.
Questa sera annunceremo anche quali saranno i dipartimenti di stato che saranno creati a breve e i rami organizzativi che costituiranno l’ossatura strategica della Repubblica Veneta.
Dobbiamo essere pronti per reagire al crollo italiano, senza fare il tragico errore di aspettare che la situazione si risolvi da sola. Se saremo passivi, rifaremo l’errore che ad ogni cambio di maschera del Gattopardo abbiamo fatto, riscoprendoci quindi ancora più schiavi, depredati ed umiliati dal peggiore inferno fiscale del mondo.
Solo impegnandoci tutti assieme, con amor proprio e amor patrio, riusciremo a far alzare in piedi e a ridare la forza alla Repubblica del Leone, l’unica che può sconfiggere il regime del Gattopardo.
Noi e solo noi al mondo abbiamo le chiavi per la sopravvivenza del nostro aguzzino. La vera leva del potere è qui. Quando noi avremo preso coscienza della nostra potenza economica, allora ci renderemo conto che siamo stati schiavi. Finora. Perchè poi saremo liberi.
Dopo questa sera, il quarto evento di massa in soli due mesi che si tiene in Terra Veneta dalla celebrazione del referendum di indipendenza del 16-21 marzo scorsi, saremo chiamati tutti a compiere il nostro dovere di cittadini veneti e a ridare il sorriso e la speranza che solo la presa di coscienza che stiamo dimostrando al mondo intero potrà assicurarci.
Vi aspettiamo tutti a Zero Branco, per suonare il GONG più forte che possiamo, tutti assieme!

Viva la Repubblica Veneta!

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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