Email Updates
Movimento per l'indipendenza del Veneto
  • Venetia 2035
  • Arsenale Digitale
  • ADERISCI
  • CHI SIAMO
    • SOSTIENI L’INDIPENDENZA
    • EVENTI
    • AIUTA I VENETI IN CRISI
  • PROGETTO POLITICO
    • LE RAGIONI DELL’INDIPENDENZA
    • PROGETTO ISTITUZIONALE
  • NEWS
  • CONTATTI
Dona

Categoria: editoriali

PUÒ ESISTERE UN’EUROPA SENZA BARCELLONA E VENEZIA?

PUÒ ESISTERE UN’EUROPA SENZA BARCELLONA E VENEZIA?

9 Ottobre 2017 1 Comment in editoriali news

L’indipendentismo è la fondamentale disintermediazione civica che può salvare l’Europa

Una Premessa

Nel momento in cui molti si chiedono quale sarà la direzione che sarà impressa dalla leadership catalana verso l’ottenimento dell’indipendenza della Catalogna, credo sia di fondamentale importanza ribadire alcune considerazioni fondamentali, anche alla luce della nostra particolare esperienza in Veneto.

In particolare è necessario illustrare le più pragmatiche e forse per molti aspetti poco note ragioni a favore dell’indipendenza del Veneto e più in generale di un’architettura realmente federalista dell’Unione Europea, che le possa garantire un’anima politica e la forza che un blocco geopolitico deve avere nell’era contemporanea. Ci soffermeremo pertanto su considerazioni che riguardano i diritti umani, le ragioni economiche e gli aspetti sistemici e geopolitici.

Diritti umani e autodeterminazione

La disintermediazione civica che proviene dall’indipendentismo catalano – e, per quanto riguarda il Veneto, dal nostro referendum digitale del 2014 – ha lo stesso impatto nei sistemi politici che ha avuto l’economia digitale nel sistema economico tradizionale. Si tratta di un fenomeno di innovazione disruptiva, che la classe politica ancora teme ed esorcizza e che in realtà dovrebbe essere compreso e fatto proprio come esercizio di governance in primis proprio dalla classe dirigente europea. Se lo si ostacolerà, è chiaro che esso continuerà a fluire dal basso come fenomeno di autoregolazione, ma con esiti talvolta difficilmente prevedibili e sicuramente di perturbazione, ma anche non eradicabile, in quanto scatterà a salvaguardia della difesa di diritti umani basilari, la libertà di espressione, di riunione, di associazione e anche di autodeterminazione sia a livello individuale sia di gruppi.

Non stiamo infatti nemmeno parlando del diritto di autodeterminazione, che pure va tutelato, ma di libertà pre-politiche, pre-costituzionali quali la libertà di espressione, la libertà di riunione, la libertà di associazione, che nei giorni scorsi lo stato spagnolo ha calpestato con la violenza e senza vergogna. E senza neanche un parola di rispetto del popolo da parte del re.

Per l’Europa rinunciare alla tutela di tali principi e libertà fondamentali significa rinunciare alla propria autorità morale, che in termini pratici è anche un tratto distintivo e unico del proprio “brand” nel mondo.

Ragioni economiche e sociali

I Piccoli stati sono più efficienti nelle loro decisioni e i loro cittadini stanno meglio di quelli dei grandi stati multinazionali (si veda “The Size of Nations” di Alberto Alesina per un approfondimento). L’elenco dei primi 15 stati al mondo con il pil pro capite (a parità di potere di acquisto) vede primeggiare stati della dimensione del Veneto se non inferiore, con l’eccezione degli Stati Uniti d’America, che rappresentano invece il blocco geopolitico federale più avanzato del mondo (e anche questo ci tornerà utile per le conclusioni) e dell’Arabia Saudita. I piccoli stati sono una salvaguardia delle libertà fondamentali e a poco vale la considerazione secondo cui molti tra gli stati con il pil pro capite più alto del mondo siano cosiddetti “paradisi fiscali”: è proprio il fatto che riescano a fare una concorrenza fiscale estrema una delle ragioni per cui accumulano vantaggio competitivo sui dinosauri antistorici. Il Veneto rappresenta la cartina di tornasole di tale dramma socio-economico, che ci vede intrappolati nel peggiore inferno fiscale del mondo, che si frappone de facto all’ingresso della Repubblica Veneta in Europa, come nazione prospera e che potrebbe contribuire enormemente allo sviluppo economico del continente. Se qualcuno ha poi bisogno di “casi di successo” anche nel passato, si pensi allo straordinario esempio di governance che ha storicamente rappresentato la Serenissima Repubblica di Venezia, ispirando per molti tratti potenze e nazioni di tutto il mondo, come la Gran Bretagna, l’Olanda e gli Stati Uniti d’America.

Inoltre, per fare un controesempio, se è vero che la Catalogna indipendente non potrebbe da subito entrare nella UE, è altrettanto vero che entrerebbe nell’EFTA, assieme a Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. I Paesi membri dell’EFTA se vogliono possono far parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che definisce l’area di libero scambio con l’Unione Europea, basandosi su 4 libertà: la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali. Solo la Svizzera ha deciso di non aderire anche al SEE, ma la Catalogna aderendo all’EFTA, potrà anche aderire automaticamente allo Spazio Economico Europeo. Questo per significare che con l’indipendenza potrà da subito far parte del mercato europeo comune. Risulta altrettanto evidente che tutti i Paesi membri della UE, compresa la Spagna (una volta scomparso l’effetto “emozionale” nazionalista), avrebbero l’interesse a far aderire quanto prima la Catalogna tra i suoi membri, in quanto rischierebbero di avere un vicino che potrebbe praticare una pericolosa concorrenza fiscale proprio grazie alla sua presenza nell’EFTA e al SEE.

Ragioni di superiorità sistemica.

L’Europa non può che essere federale, tutti i sistemi federali funzionano meglio e sono più adatti alla complessità della modernità, in quanto fanno propri i principi della cibernetica e sono più adatti all’era della società dell’informazione, della comunicazione, del commercio e della finanza globale, transnazionale, transcontinentale.

L’unico problema alla costituzione di un’Europa federale è che non è fisicamente né politicamente possibile passare da un sistema centralista a un sistema federale. Il processo intermedio e obbligato è l’allargamento interno dell’Unione Europea, che permetta alle regioni storiche di acquisire la propria indipendenza e quindi di co-decidere gli aspetti di rilevanza strategica europea con le altre nazioni libere d’Europa. In estrema sintesi, non può esistere alcuna Europa senza Edimburgo, Barcellona e Venezia. E non hanno alcuna ragione di esistere Roma e Madrid come mediatori per conto di Venezia e Barcellona, se c’è già Bruxelles.

Inoltre, per quanto ci riguarda, non si può non tenere in considerazioni i grandi cambiamenti geopolitici e macroeconomici in corso, con la realizzazione dei nuovi corridoi di commercio internazionale delle Nuove Vie della Seta: l’indipendenza del Veneto avverrà prima di tutto proprio per ragioni geopolitiche, data la centralità del Veneto nei nuovi corridoi internazionali tra Cina ed Europa e tra nord e sud del mondo.

Conclusioni

All’Unione Europea serve insomma una leadership che sappia far proprie alcune istanze fondamentali per assicurarne l’evoluzione necessaria.

  • Difendere e tutelare le istanze di disintermediazione civica che sono emerse con il referendum catalano ora e per quanto ci riguarda con il plebiscito digitale veneto, favorendo l’istituto della democrazia diretta e digitale, sempre salvaguardando ovviamente i principi umani fondamentali.
  • Salvaguardare le istanze economico-sociali e culturali delle regioni d’Europa che stanno portando avanti processi di emancipazione e di fattiva indipendenza dei propri territori e dei propri cittadini.
  • Dare sostanza alle istanze di allargamento interno dell’Unione Europea, che tenga conto di un processo evidente a livello non solo europeo, bensì mondiale, con la triplicazione degli stati indipendenti che dal dopoguerra sono diventati da 70 a 200.

La domanda è: può esistere un’Europa senza Barcellona e Venezia? A noi la risposta pare ovvia e quindi anche le logiche determinazioni.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

Read More
ASOLO, 12 OTTOBRE: LE NUOVE VIE DELLA SETA, IL VENETO TRA CINA ED EUROPA

ASOLO, 12 OTTOBRE: LE NUOVE VIE DELLA SETA, IL VENETO TRA CINA ED EUROPA

9 Ottobre 2017 0 Comments in editoriali news

Il ruolo strategico globale di Venezia, nella storia ed oggi: da Lepanto alle Nuove Vie della Seta

Continua la serie di eventi pubblici “Le Nuove Vie della Seta, nel nome di Marco Polo. Il Veneto tra Asia ed Europa”, che stanno riscuotendo molto successo di pubblico.

Il prossimo appuntamento è per giovedì 12 ottobre alle 20.30 presso la Fornace dell’Innovazione in via Muson, 2/c ad Asolo (TV).

Dopo il successo registrato nei primi eventi della serie organizzati a Noventa di Piave, Oderzo e Grantorto, Plebiscito.eu presenterà lo stato dell’arte del nostro progetto politico: vi descriveremo anche quali sono i grandi cambiamenti geopolitici e macroeconomici in corso, che vedono Venezia e il Veneto rappresentare il cardine dei nuovi corridoi di commercio internazionale delle Nuove Vie della Seta e il ruolo da protagonisti che in essi recitiamo, in splendida solitudine.

Giovedì prossimo spiegheremo perché l’indipendenza del Veneto avverrà prima di tutto per ragioni geopolitiche, data la centralità del Veneto nei nuovi corridoi internazionali tra Asia ed Europa e tra nord e sud del mondo. Analogamente come nella storia avvenne in occasione della battaglia di Lepanto.

Spiegheremo inoltre quali sono i passaggi già delineati per la sua fattiva realizzazione. In questi giorni assistiamo alla pressione che la Spagna sta facendo sulla Catalogna per impedirne l’indipendenza. Il Veneto potrà liberarsi dal giogo italiano anche grazie alle lezioni che stiamo imparando in questi giorni e per le quali noi ci stiamo preparando con oltre 2 anni di duro lavoro quotidiano.

Read More
GIANLUCA BUSATO OSPITE DI TV7 MATCH

GIANLUCA BUSATO OSPITE DI TV7 MATCH

6 Ottobre 2017 0 Comments in editoriali news video

Questa sera venerdì 6 ottobre dalle ore 21 Gianluca Busato sarà ospite di TV7 Match, trasmessa da TV7 Triveneta.

Gli argomenti della serata sono la ricorrenza della battaglia di Lepanto e la situazione in Catalogna, anche in previsione del referendum veneto del 22 ottobre.

Oltre a Gianluca Busato, saranno presenti anche il prof. Ivone Cacciavillani, Flavio Manzonili, Enzo De Biasi e l’editore prof. Ermanno Chasen.

(Nota Bene: la sovrascritta presente nel video che riporta una dichiarazione di voto per il Sì di Gianluca Busato nel referendum del 22 ottobre non è corretta)

Read More
CHIEDI LE DIMISSIONI DI ELENA DONAZZAN CHE DIFENDE LA REPRESSIONE SPAGNOLA CONTRO I CATALANI

CHIEDI LE DIMISSIONI DI ELENA DONAZZAN CHE DIFENDE LA REPRESSIONE SPAGNOLA CONTRO I CATALANI

3 Ottobre 2017 2 Comments in editoriali news

Elena Donazzan difende la repressione violenta dello stato spagnolo contro la popolazione catalana pacifica ed inerme.

Firma subito la petizione per chiedere le sue dimissioni: https://www.change.org/p/giunta-regionale-del-veneto-no-ai-fascisti-nelle-istituzioni-venete-donazzan-dimettiti

Read More
DALLA CATALOGNA UNA NUOVA ALBA PER L’INDIPENDENTISMO IN EUROPA E NEL MONDO

DALLA CATALOGNA UNA NUOVA ALBA PER L’INDIPENDENTISMO IN EUROPA E NEL MONDO

2 Ottobre 2017 2 Comments in editoriali news

L’Unione Europea deve dare il via al suo allargamento interno. Non può esistere un’Europa senza Barcellona oggi e senza Venezia domani.

Dopo il voto del 1° ottobre nel referendum per l’indipendenza della Catalogna si è aperta una nuova stagione che plasmerà un nuovo equilibrio in Europa. È partito un processo storico di cambiamento che non può essere fermato da esorcismi né tantomeno dalla violenza politica come maldestramente ha tentato di fare il governo spagnolo che d’altro canto è guidato dall’ex delfino del ministro degli interni di Franco.

Anzi, la violenza brutale contro la popolazione pacifica e inerme di Catalunya ha proprio contribuito a rafforzare in modo decisivo le posizioni della leadership catalana e della Generalitat, dando la spinta decisiva che in breve tempo porterà alla dichiarazione di indipendenza della Repubblica Catalana, come annunciato ieri sera dal Presidente Carles Puigdemont i Casamajò.

L’aspetto fondamentale che molti ignorano è che il diritto di autodeterminazione è pre-costituzionale: come tale è insopprimibile, come la libertà, come la libera espressione e altri principi umani di base che infatti sono difesi dai trattati e dalle convenzioni internazionali, cui tutte le costituzioni “democratiche” dovrebbero inchinarsi, compresa quella spagnola (così come quella italiana). Ciò fin dall’inizio ha determinato il successo della Catalogna, in quanto definire un referendum di autodeterminazione come incostituzionale è una frase priva di senso e di valore effettivo. A contribuire enormemente inoltre al successo catalano è stata l’immagine moderna e giovane che la coalizione indipendentista ha saputo dare di sé al mondo: innovativa, liberale, non razzista, progressista e profondamente democratica.

La Catalogna inoltre, grazie ai suoi leader indipendentisti, ha saputo disegnare un piano strategico ed operativo straordinario che non ha trascurato neppure il minimo dettaglio, lasciando alla Spagna solo il ruolo, che incredibilmente ha scelto di recitare: distruggersi da sola la propria immagine e reputazione internazionale scatenando la polizia in un’azione di repressione violenta sulla popolazione. Le immagini di ieri, dai social network prima ai media mainstream di tutto il mondo poi, hanno consegnato alla storia la cronaca di un fallimento mediatico e politico senza precedenti per uno stato dell’Europa occidentale e senza possibilità di recupero.

Un altro errore fondamentale di Rajoy è stato inoltre non aver considerato la debolezza politica del suo governo che ora non gli permetterà di certo alcuno spazio di manovra aggiuntivo, a meno che non voglia completare l’opera bombardando la Sagrada Familia, realizzando dopo poche settimane il disegno terroristico dell’Isis.

La crisi oggi si sposta definitivamente nelle stanze dell’Unione Europea, che deve finalmente decidersi di dare il proprio avallo al suo allargamento interno. Non è infatti pensabile che vi sia un’Europa senza Barcellona oggi e senza Venezia domani. Tutto ciò è nel suo interesse. Se gli stati centralisti come la Spagna e come l’Italia hanno ampiamente dimostrato di non essere in grado di essere interlocutori validi per la Catalogna e per il Veneto, lo deve essere l’Europa, se vuole avere un futuro. L’Unione Europea deve diventare una Federazione vera, di popoli, regioni e stati che in modo armonico possano convivere e rafforzarsi assieme. L’Europa per la propria sopravvivenza deve assolutamente sottrarsi al ricatto degli stati che non esitano nemmeno ad usare la violenza ingiustificata verso la popolazione pacifica, altrimenti i fantasmi delle dittature che l’hanno portata al disastro del secolo scorso potrebbero rinascere dalle tombe in cui pensavamo fossero stati sepolti per sempre.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

Read More
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
  • 31
  • 32
  • 33
  • Venetia 2035
  • Aderisci
  • Chi Siamo
  • Progetto
  • News
  • Contatti

Copyright © 2024 Plebiscito.eu. Tutti i diritti riservati. - Privacy Policy