PUBBLICATA LA PRIMA LEGGE DELLA REPUBBLICA VENETA
I beni pignorati da Equitalia e da altri agenti di riscossione dopo l’approvazione dell’esenzione fiscale totale, con la piena indipendenza saranno restituiti ai legittimi proprietari
E’ stata oggi pubblicata la prima Legge approvata dal Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta lo scorso 25 aprile 2015 a Venezia, in piazza San Marco.
Essa riguarda Equitalia e gli altri agenti di riscossione e stabilisce che “nel momento del pieno esercizio della propria indipendenza, la Repubblica Veneta provvederà alla restituzione ai proprietari d’origine dei beni mobili ed immobili pignorati da Equitalia e/o altri agenti di riscossione per conto dello Stato italiano e della sua Pubblica Amministrazione e acquistati da terzi nelle aste giudiziarie a partire dal 25 marzo 2014, con riserva di indagine per gli acquisti avvenuti prima di tale data”.
Le legge è consultabile on line al seguente link.
Ufficio comunicazione – Plebiscito.eu
RESPONSABILITÀ E LIBERTÀ
Al Popolo Veneto, Alla Delegazione dei Dieci, Ai Deputati della Repubblica Veneta, ai Dirigenti e Quadri dell’Organizzazione, ai Volontari, ai Simpatizzanti e a tutti i Veneti di buona volontà
Abbiamo atteso fino all’ultimo di poter esercitare un nostro sacrosanto diritto depositando nei termini e nelle opportune sedi la documentazione di presentazione delle liste e candidature per le elezioni regionali.
Ciò non è stato possibile. Il grandissimo sforzo profuso da tantissimi volontari è stato straordinario e testimoniato dalla mole di documentazione kafkiana raccolta in queste settimane a corredo delle migliaia di firme di cittadini veneti.
La nuova legge elettorale regionale (copiata di sana pianta da quella della regione Marche), che dà perentorietà di termini (un mese circa), le caste chiuse e l’arcaico, consolidato sistema di potere italico hanno chiuso le maglie democratiche del regime per ostacolare il libero esercizio democratico di chi non vi è colluso o connivente politicamente o corporativamente.
Nella strategia a tre fasi annunciata all’indomani della dichiarazione di indipendenza di Treviso del 21 marzo 2014, la fase di controllo sulle istituzioni italiane in Veneto affinché non ostacolino il percorso di libertà intrapreso continuerà con la pressione civica e pacifica su chi assumerà tali responsabilità e con l’apertura verso chi, nella consapevolezza che altre vie sono chiuse, riconoscerà sinceramente nel pensiero e con le azioni l’espressione vincolante della sovranità popolare emersa dalle urne del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.
La nostra azione prenderà ancor più forza e libertà sulla base dei risultati già capitalizzati all’attenzione del mondo: lo straordinario risultato ottenuto con il Plebiscito per l’indipendenza del Veneto di marzo 2014, che ha originato una stagione di libertà in Europa e non solo, la certificazione tecnico-scientifica pubblicata il 20 dicembre 2014 della veridicità e autenticità dei dati del referendum ed inoltre il riconoscimento internazionale certificato a Venezia il 28 marzo 2015 con la firma e la consegna della relazione finale da parte del Comitato degli Osservatori Internazionali (COI).
Questo è il nostro e incommensurabile patrimonio esclusivo. Da qui noi continueremo adendo alle istituzione sovrannazionali che consentiranno a tutti i veneti l’attuazione del nostro grande progetto di libertà e indipendenza.
Ne consegue che tutti coloro che condividono la volontà di interrompere l’oppressione statalista che obnubila pensiero ed azione siano chiamati da subito ad un responsabile salto di qualità nell’azione, nella comunicazione e nel vitalizzare la squadra straordinaria di 5 milioni di veneti che sappiano riprendere in mano il testimone consegnato a loro dai propri avi e da 3500 anni di storia gloriosa.
Ognuno nella piena consapevolezza faccia ogni sforzo e dia il meglio di sé.
Treviso, 2 maggio 2015
Gianluca Busato
ANDIAMO A PRENDERCI L’INDIPENDENZA DEL VENETO
Settimana cruciale per l’indipendenza, tra raccolta di firme per VenetoSì e Gianluca Busato negli uffici elettorali di tutti i comuni del Veneto e l’appuntamento con la Festa Nazionale Veneta di sabato 25 aprile.
Inizia una settimana importante, che sabato culminerà nella Festa Nazionale di San Marco, aperta a tutti i Veneti, senza distinzioni di ideologie o appartenenze politiche, tutti accomunati dalla nostra stupenda bandiera, l’unica al mondo che riporti la parola pace, pax.
Per quanto ci riguarda, la settimana in corso ci vedrà ancora impegnati nella raccolta delle firme per la presentazione della lista di VenetoSì e della mia candidatura a Presidente del Veneto, a completamento del percorso per l’ottenimento della piena indipendenza, cominciato con la vittoria plebiscitaria nel referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.
Come noto, i partiti italiani presenti in consiglio regionale si sono approvati una legge elettorale truffa a loro uso e consumo che li esenta dal raccogliere tali firme, secondo una pratica vergognosa, antidemocratica e offensiva nei confronti di tutta la società civile veneta, umiliata dal loro snobismo dedito al saccheggio delle risorse dei veneti.
Il nostro obiettivo è di completare la raccolta di 12.000 firme entro la settimana e per farlo ci si deve recare presso l’ufficio elettorale del proprio comune di residenza, dove vanno apposte due firme, una sul modulo di VenetoSì e una sul modulo della mia candidatura a presidente.
È un piccolo impegno a fronte di un grande risultato.
Abbiamo impostato infatti una campagna elettorale molto diversa rispetto a quella dei partiti impegnati nell’occupazione militare delle tv di stato e locali. Noi punteremo sul database politico che con grande sacrificio ci siamo costruiti e con tecniche di coinvolgimento inedite comunicheremo direttamente con i cittadini del Veneto profondo, il Veneto che oggi prova sulla propria pelle la disperazione di essere ingabbiati in uno stato che si è rivelato un autentico inferno fiscale e burocratico, nel quale l’unica speranza è rappresentata dall’emigrazione verso Paesi più civili. A parte alcuni interventi, eviteremo di farci distrarre dalla kermesse di organizzazioni che si sono trasformate in collettori di voti per questo o quel potentato politico. Noi stabiliremo una comunicazione diretta con il Popolo Veneto, senza intermediari.
Spiegheremo ai cittadini veneti che loro sono gli unici artefici del loro destino e se lo vorranno, dandoci pieno mandato, potranno trasformare il Veneto indipendente nella nuova Singapore d’Europa, crocevia strategico e baricentro logistico delle nuove vie di comunicazione intercontinentali terrestri e marittime che vedono proprio nel Veneto il proprio naturale snodo di collegamento tra est e ovest, tra sud e nord del mondo.
Spiegheremo ai cittadini che con i soldi che oggi lo stato italiano ruba a loro, oppure brucia secondo il rito di autocelebrazione della propria inettitudine e religione del parassitismo politico e del finanziamento del sottosviluppo per praticare il voto di scambio finalizzato a comprarsi il consenso per la gestione del potere fine a sé a stesso, essi potranno cambiare radicalmente condizioni di vita, ad esempio, abbassando le tasse al massimo ad un quarto rispetto a quelle che pagano oggi e alzando gli investimenti in servizi ai cittadini (sanità, strade, scuole, etc) del 10-30% annuo e pagando in modo più sicuro pensioni più alte a chi ha lavorato una vita e oggi vede messa a rischio la propria pensione dallo stato italiano indebitato e fallito de facto.
L’indipendenza ci restituirà una Terrà più sana e più prospera, in condizioni di maggiore giustizia e libertà, con leggi certe e rispettate e con la capacità di dare maggiore sicurezza ai cittadini.
Sicurezza interna ed esterna. In questi giorni si sente infatti forte la febbre del Mediterraneo, tra crisi greca e dramma libico. L’unica medicina che potrà portare il quadrante in cui viviamo alla stabilità si chiama indipendenza del Veneto.
Andiamo a prendercela.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
GIANLUCA BUSATO: “SCRICCHIOLII FINANZIARI CHE PREANNUNCIANO UN MAGGIO DIFFICILE PER L’ITALIA. INDIPENDENZA DEL VENETO UNICA SALVEZZA”
[videomessaggio del 17/04/2015]
Un venerdì 17 aprile difficile per la borsa, con le preoccupazioni per la Grecia sempre più vicina al default e l’aumento del rischio di contagio allo stato italiano. Se a maggio venisse confermata la crescita negativa dell’economia italiana per tutto il primo trimestre come a gennaio e a febbraio, anche in una situazione congiunturale generale positiva, per l’Italia diventerà difficile ottenere credibilità internazionale e vedersi confermata la fiducia finanziaria e per il Veneto sarà fondamentale ottenere l’indipendenza e accelerarne il processo votando VenetoSì e Gianluca Busato nelle prossime elezioni regionali. L’appuntamento a breve per tutti è la firma delle liste elettorali da fare negli uffici elettorali dei comuni entro una settimana.
ESISTE UN PIANO SCIENTIFICO PER SRADICARE LA MEDIA IMPRESA VENETA E FRIULANA, SOLO UN PLEBISCITO INDIPENDENTISTA LO PUÒ SVENTARE
Con l’elezione di Gianluca Busato a Presidente, il Veneto raggiungerà la piena indipendenza, ottenendo più soldi per attuare un piano strategico, stipendi più alti, meno tasse e più servizi ai cittadini
I casi di Bernardi e Domenis, che rappresentano due esempi imprenditoriali friulani straordinari e storici in diversi ambiti, costrette a fallire per azioni di lucida follia del fisco e dell’esattoria dello stato italiano, dimostrano in realtà che a Roma esiste un piano scientifico e predeterminato per sradicare le pmi dal tessuto socio-economico veneto, friulano e lombardo.
Quali sono le motivazioni? Beh, il caso è semplice: l’unica forma di resistenza attiva al socialismo statalista che alberga nello stato italiano è data proprio dai piccoli e medi imprenditori del cosiddetto “nordest”, che a ben vedere corrisponde in gran parte ai territori della Serenissima Repubblica. Le piccole e medie imprese del nostro territorio costituiscono da sempre una forma che è anche identitaria, di legame forse più stretto con l’imprenditore che non con il rappresentante politico, o sindacale. Spesso anzi i sindacalisti qui tendevano ancora ad essere rappresentanti dei lavoratori e con il datore di lavoro cercavano più il dialogo che lo scontro. Diversamente da ciò che avveniva altrove.
Gli agenti attivi – spesso in forma volontaria, qualche volta invece con comportamento più colpevole – che stanno invece facilitando il tentativo di sradicamento imprenditoriale sono proprio i sindacati da un lato, che nei momenti di difficoltà danno la spinta decisiva che porta alla chiusura dell’azienda, contro l’interesse dei lavoratori, ma anche taluni professionisti, commercialisti e consulenti aziendali vari, che tendono spesso a trasformarsi in curatori fallimentari dei propri clienti, per incassare redditi certi rispetto a parcelle sempre più rischiose, in ritardo e di difficile riscossione. Entrambi nella sfida tra i predoni del fisco e di equitalia propendono più per questi che per le aziende, che in teoria dovrebbero salvare per tutelare l’interesse proprio e dei propri assistiti.
Il piano è scientifico, perché i segnali di accanimento sono inequivocabili. E l’ordine parte dall’alto. Non crediamo al caso, tantomeno quando coinvolge il burosauro Italia, il peggiore mostro burocratico del mondo occidentale. Il Veneto va normalizzato.
Bisogna allora chiedersi: cui prodest? A chi giova questo fenomeno che pare autolesionistico anche per lo stato, che facendo fallire le aziende sane e storiche si autocastra nella capacità di riscuotere tasse e imposte?
Giova a chi vuole controllare il potere, cercando di smantellare l’unica componente che ne è di fatto indipendente, l’imprenditoria veneta e friulana, o lombarda, che creano anche l’humus culturale in cui si è rafforzato un sentimento antistatalista pericoloso per chi comanda la vaporiera italiana per il solo fine di gestire il potere.
Per capire il fenomeno, dobbiamo risalire nel tempo alla cultura della governance dello stato italiano, fin dalla sua nascita e attraverso le varie evoluzioni della propria storia.
Con alcune eccezioni, come ad esempio i primi governi del secondo dopoguerra, il potere statalista italiano è sempre stato predone, rafforzandosi dall’alimentare clientele, boiardi di stato, corti parassitarie e comprandosi il consenso con il voto di scambio. Il fenomeno più gretto e forse anche più innocuo era quello del laurismo, la modalità scientifica contemporanea è data invece dagli 80 euro di Renzi per vincere le elezioni europee, fino all’ultima delibera del consiglio regionale veneto uscente, che ha dispensato piaceri, prebende e piccoli omaggi a greggi elettorali da tosare per bene nelle prossime elezioni regionali del 31 maggio.
Proprio l’appuntamento del 31 maggio prossimo rappresenta una sorta di ultima chiamata per il tessuto imprenditoriale e lavorativo veneto, accomunati dallo stesso obiettivo: sopravvivere al tentativo di sradicamento italiano. Per farlo, devono darsi una visione più ampia, che permetta loro di essere protagonisti di un disegno superiore a quello provinciale di uno stato italiano periferia sempre meno significativa e importante anche in Europa.
La mia candidatura a Presidente del Veneto nasce proprio dall’esigenza di dare alla nostra Terra una visione strategica e un coraggio d’azione che mancava in modo impressionante.
Con la nostra vittoria, se i cittadini veneti ci daranno un mandato pieno e maggioritario, il Veneto indipendente diventerà la Singapore d’Europa, hub globale e crocevia strategico e baricentro delle nuove rotte di commercio e comunicazione intercontinentale come le nuove vie della Seta, che saranno ultimate nel 2025
Da un punto di vista logistico, le grandi arterie sono già ben ideate nel nostro piano strategico: 1 corridoio marittimo transcontinentale, 2 corridoi terrestri continentali, 1 corridoio terrestre transcontinentale, 1 linea ferroviaria transcontinentale, 4 aeroporti di 1° e 2° livello integrati con 6 aeroporti di 3° livello, sistema logistico integrato con 2 porti + 4 interporti + 1 sistema idroviario Svizzera-Lombardia-Veneto.
Con l’indipendenza inoltre recupereremo 200 miliardi di euro in 5 anni, grazie alla cessata rapina fiscale, al cessato pagamento di interessi sul debito e al taglio degli sprechi italiani in Veneto.
Questi soldi ci permetteranno, oltrechè di attuare il disegno strategico che ci caratterizza, di diminuire drasticamente le tasse: al massimo pagheremo un quarto delle tasse rispetto a quelle attuali.
I cittadini beneficieranno di un aumento del 10-30% degli investimenti in servizi fondamentali per il benessere e la qualità della vita, quali sanità, scuole, strade, assistenza sociale etc., che vogliamo portare agli standard dei Paesi più civili ed evoluti.
I lavoratori avranno il beneficio immediato e più tangibile: con l’indipendenza, gli stipendi di chi oggi guadagna 1200 euro al mese passeranno a 1700 euro al mese netti, solo trattenendo ciò che oggi ci viene rubato.
Sono solo alcuni degli esempi che dimostrano come oggi non ci serva più il buongoverno di simpatici amministratori di partito che non hanno né leve d’azione strategica né visione per il futuro.
Oggi è necessario fare un salto nel futuro, per sopravvivere e riprenderci in mano il destino che ci è proprio.
Questo è un compito che può assolvere solo chi ha saputo organizzare e vincere il referendum di indipendenza del Veneto, ottenendo il riconoscimento diplomatico internazionale, che ci permetterà di raggiungere la piena indipendenza.
Gianluca Busato
Candidato Presidente del Veneto
per VenetoSì / Plebiscito.eu