WHILE ROMEO AND JULIET DIVORCE, THE VENETIANS ARE READY TO VOTE FOR THEIR OWN PROVISIONAL INDEPENDENT PARLIAMENT
Mr. Flavio Tosi: “Salvini is a dictator”. Meanwhile, a great rise of the voting turnout for the elections of the provisional Venetian Parliament is expected. Mr. Gianluca Busato: “maybe even higher than the voting turn out expected for the italian regional elections planned for May 2015”. Moreover, on the 28th of March the commission of the International Observers will announce in Venice the final report on the referendum held in May 2014, according to OSCE standards.
[Verona, March 12, 2015] – It is consumed the final fracture inside the Northern League, which has suppressed the leadership of the Liga Veneta, that is the Venetian national section and founding member of this old territorial party, now transformed into an italian extremist-nationalist party. As a matter of fact, on last Monday night, the new Northern League secretary Mr. Salvini (allied with Ms. Marie Le Pen) has expelled Mr. Flavio Tosi, the mayor of the beautiful Verona city sung by William Shakespeare.
Mr. Tosi, who was also the national secretary of the Liga Veneta, federated to the Northern League, commented the fact: “Salvini is a dictator! In 20 years of story, never before the Northern League suppressed the Veneto region”.
While the serious split inside the Northern League between Lombardia and Veneto goes on, the Venetians are preparing to vote for their own independent provisional parliament from March 15th to 20th 2015, in order to finalize the process of separation from Italy, started with the referendum for the independence of Veneto celebrated from the 16th to 21th March 2014. And, just a few days after the elections for the provisional Venetian Parliament, the conclusion of the bureaucratic certification for the digital referendum will be held, too. During this important public event planned for the 28th of March 2015, the Commission of the International Watchers will sign the Final Report on the digital referendum for the independence of Veneto, according to the international standards laid down by the OSCE. This act will start the formal procedures for the international recognition of the welcome Venetian Republic.
Just three days before the elections (like the previous year, you can vote via internet from the website www.plebiscito.eu) that will shape the provisional legislative power of the independent Venetian Republic , already several tens of thousands of Venetians have registered themselves on the digital platform to get their own code to vote. Basing on a comparative analysis of the enrollment trend with the prior data, the organizers predict a turnout of at least 1.4 million voting people, that is higher than the initial forecast of about a million of voters, with a turnout close to the 36% of the total voters from Veneto.
“If these figures will be confirmed,” said mr. Gianluca Busato, president of Plebiscito.eu and candidate for becoming President of Veneto with Yes for Veneto (www.venetosi.org), “it is not excluded that the elections for the provisional Venetian Parliament will show a turnout that could be even higher than the one expected for the italian regional elections planned for the next May. This perspective gains more force if we look at the last regional elections in the neighbour Emilia-Romagna: in that occasion, only the 37% of the voters went to the polls, demonstrating that the appreciation towards the italian institutions and the tendency to vote in italy are concretely falling down.”
This situation would lead to a greater representation for the provisional institutions of the Venetian Republic (declared independent in Treviso on the 21st of March 2014) in face of the regional ones held by the italian state. The reason is simple: the Italian institutions are now in the grasp of a galloping degradation not just financially speaking, but also under the civic operating side. This events would lead to an unseen scenario, more and more favorable to the full de facto independence of Veneto.
Press office
Plebiscito.eu
ROMEO E GIULIETTA DIVORZIANO DALLA LEGA, MENTRE I VENETI SI APPRESTANO A VOTARE IL PROPRIO PARLAMENTO INDIPENDENTE
Flavio Tosi: “Salvini dittatore”. Si prevede un’affluenza in rialzo per il Parlamento Veneto, forse maggiore anche alle elezioni regionali italiane di maggio. Il 28 marzo Final Report degli Osservatori Internazionali a Venezia secondo le norme Osce.
[Venezia, 11 marzo 2015] – Si è consumata la frattura definitiva della Lega Nord, che sopprime la dirigenza della Liga Veneta, sezione nazionale veneta e membro fondatore del vecchio partito territoriale oggi trasformatosi in partito nazionalista italiano. lunedì sera infatti il neo-segretario Salvini, alleato di Marie Le Pen, ha espulso Flavio Tosi, il sindaco di Verona, la città di Romeo Giulietta cantata da William Shakespeare, che era anche il segretario nazionale della Liga Veneta, federata alla lega nord. A tal proposito l’ex capo della Liga Veneta Flavio Tosi ha dichiarato: “Salvini è un dittatore, mai in 20 anni era successo che la lega nord sopprimesse il Veneto”.
La grave divisione della lega nord tra Lombardia e Veneto si consuma mentre i Veneti si apprestano a votare il proprio Parlamento indipendente dal 15 al 20 marzo prossimi, per finalizzare il processo di separazione dall’Italia, iniziato con il referendum di indipendenza del Veneto celebrato giusto un anno fa il 16-21 marzo 2014. E a pochi giorni proprio dalle elezioni del Parlamento Veneto si terrà anche la conclusione burocratica della certificazione politica del Plebiscito Digitale, ad opera della Commissione degli Osservatori Internazionali, che ha annunciato per il prossimo sabato 28 marzo a Venezia la firma del Final Report del Referendum, secondo le norme internazionali previste dall’Osce. Tale atto darà il via formale alle procedure di riconoscimento internazionale della Repubblica Veneta.
A soli 3 giorni dalle elezioni, che come l’anno scorso si terranno via internet dal sito www.plebiscito.eu e che daranno forma al potere legislativo della Repubblica Veneta indipendente, ad oggi si sono già registrati nella piattaforma digitale diverse decine di migliaia di veneti e, secondo gli organizzatori, un’analisi comparata della tendenza di iscrizione con i dati di un anno fa, fanno prevedere un’affluenza di almeno 1,4 milione di persone, superiore alla previsione iniziale di circa un milione di votanti, con un’affluenza vicino al 36% degli elettori veneti.
“Se saranno confermate tale cifre” ha commentato Gianluca Busato, presidente di Plebiscito.eu e candidato presidente del Veneto per Veneto Sì, “non è escluso che si registri un’affluenza più alta per le elezioni del Parlamento Veneto indipendente rispetto a quella delle elezioni regionali dello stato italiano del prossimo maggio, tenendo conto che le ultime elezioni regionali nella vicina Emilia-Romagna hanno visto solo il 37% degli elettori recarsi alle urne e che il gradimento verso le istituzioni italiane e la tendenza dell’affluenza al voto in Italia è fortemente in ribasso”.
Questo fatto determinerebbe una maggiore rappresentatività delle istituzioni della Repubblica Veneta dichiarata indipendente il 21 marzo 2014 a Treviso rispetto alle istituzionali regionali dello stato italiano, oramai in preda a un degrado galoppante non solo a livello finanziario, ma anche di funzionamento civico. Tale situazione determinerebbe uno scenario inedito, sempre più favorevole alla piena indipendenza de facto del Veneto.
Ufficio stampa – Plebiscito.eu
CREARE LA REPUBBLICA VENETA: UN PERCORSO NORMATIVO
Un primo approccio: “cosa non va”
Il punto di partenza della mia riflessione è stato dal pormi una domanda semplice: “cosa non va in Italia?”. La domanda è semplice ma la risposta potrebbe sembrare molto complessa ed articolata. Ma se si pensano i problemi come sottoprodotti di problemi più grandi, e si risale la linea causa- effetto che ha portato all’incubo in cui viviamo oggi, la risposta potrebbe essere sorprendentemente concisa.
Vi è un determinato “modus vivendi” interconnesso con dei meccanismi normativi distorti che hanno generato la piaga della corruzione, dello spreco di denaro pubblico, della cattiva amministrazione, del lassismo lavorativo e la demolizione sistematica dello Stato di Diritto. Lasciando il cittadino in balia di se stesso, quando non è in balia dello Stato.
Nella trattazione che segue, cerco di individuare delle linee guida per ricostruire da zero uno Stato di Diritto, senza dare delle ricette dettagliate, che sono di natura personale perlopiù basate su filosofia di pensiero, ma cercando, nel modo più stringato possibile, di trovare delle macro-aree di intervento per invertire la rotta del degrado legislativo e ritornare ad una visione “umana” dello Stato.
Le regole di base: La Costituzione.
La costituzione repubblicana del 1946 è un capolavoro si, ma del compromesso. Vi sono notevoli carenze generate soprattutto dal contesto storico che richiedeva un estremo bilanciamento dei poteri, il bicameralismo perfetto, un capo dello Stato con prerogative regali, un esecutivo non elettivo, una partecipazione referendaria ridotta al minimo.
La nostra costituzione, peraltro, è abbastanza prolissa, ben 139 articoli. In sede di stesura della Carta Costituzionale, a mio modo di vedere bisogna trovare un sistema bilanciato, ma efficiente, efficace, e soprattutto democratico. Il bicameralismo perfetto e la forma di stato della Repubblica parlamentare sono stati aggirati con le infinite “questioni di fiducia” e una legge elettorale che pone la responsabilità dei parlamentari non verso il popolo che li ha eletti, ma verso la segreteria di partito che li ha nominati. Anche la legge elettorale dovrebbe quindi essere contenuta in costituzione, e va prevista una procedura referendaria per la sua modificazione. Il modello della costituzione americana (peraltro ispirata dai principi della Serenissima, visto che proprio Benjamin Franklin ha soggiornato a Venezia per quasi un anno prima della rivoluzione) rappresenta un buon punto di partenza, su cui adattare le nostre esigenze di uno stato federale, immerso in un mondo di nazioni.
Senatori e deputati, negli Stati Uniti, vengono eletti ogni 2 anni. Questo pone nelle mani degli elettori un forte strumento di controllo sull’operato della politica. Lí il potere esecutivo è prevalente, e secondo me un momento più democratico sarebbe invece auspicabile, soprattutto visto quanto sta succedendo da alcuni anni a questa parte in Italia, laddove il potere legislativo è di fatto confluito nell’esecutivo (Montesquieu avrebbe qualcosa da ridire a riguardo), il parlamento ridotto ad un passacarte, dove i membri, se vogliono mantenere il posto esageratamente remunerato, sono obbligati a votare qualsiasi cosa che l’esecutivo propone. Era così anche con il fascismo.
Si devono introdurre dei meccanismi di proporzionalità degli emolumenti dei politici e restringerne l’immunità giudiziaria al minimo, affinché non si trasformino in quella casta autoreferenziale che ha distrutto l’Italia.
I principi di base: il triangolo della legalità.
In Italia, lo Stato in cui siamo immersi e che in alcuni casi ci ha contagiati e corrotti, si hanno tre grossi problemi:
1) Non si sa mai cosa fa l’amministrazione pubblica
2) Nessuno paga. Tutti responsabili quando devono essere pagati, nessuno è responsabile quando deve pagare
3) Il diritto è talmente complicato, che anche di fronte alla situazione più semplice, in caso di giudizio, non si ha mai certezza di cosa accadrà.
Quello che dobbiamo fare è interrompere questa spirale verso l’abisso burocratico, tramite tre ricette molto semplici:
1) Istituire la TRASPARENZA assoluta dell’amministrazione pubblica
2) Ristabilire la RESPONSABILITÀ civile e penale sia nel pubblico che nel privato
3) Ristabilire la CERTEZZA DEL DIRITTO E DELLA PENA.
Non penso solo ed esclusivamente ad una migliore “vivibilità” dell’individuo nella nuova Repubblica, ma anche un ambiente normativo che incentivi gli investimenti esteri, il turismo, l’export, ora fortemente scoraggiati da una burocrazia fuori controllo.
Ma come farlo?
Una ricetta di programma
– Il consiglio dei 10 ha già adottato i principi fondamentali della Repubblica Veneta.
– Una volta insediato il Parlamento della Repubblica Veneta va elaborata una Carta Costituzionale che va votata e successivamente ratificata dal popolo prima di entrare in vigore.
– Un’idea è quella di aprire una selezione di giuristi per un gruppo di lavoro di tecnici del diritto, sotto una guida politica, affinché redigano il nuovo testo unico delle leggi della repubblica Veneta, che sarà poi discusso e votato dal parlamento.
– Le leggi della Repubblica, dovranno rispondere ad un principio costituzionale che è quello della chiarezza e semplicità. Periodicamente, il testo unico verrà aggiornato (evidenziando le modifiche) e reso fruibile on-line. L’idea sostanzialmente è quella di un manuale tecnico in costante aggiornamento, dove non vi siano, nelle norme emanate, riferimenti ad articoli di leggi che abrogavano leggi che sostituivano decreti ecc. Poche norme, brevi, semplici, di immediata fruizione. Tutto ciò che non risponde a questi requisiti è incostituzionale.
– La stessa cosa vale per il codice penale. Inasprire alcune pene “politiche” come corruzione, falso in bilancio, aggiotaggio, associazione mafiosa, danno ambientale, e danno alla cosa e all’immagine pubblica, come anche quelle per reati “sociali”, come furto, stupro, omicidio. Il “gap” delle pene va ridotto, in particolar modo nella soglia minima. Per uno stupro non si può, a mio avviso, vedersi comminata una pena di 6 mesi. La discrezionalità dei giudici va ridotta drasticamente, perché se è vero il principio che non si deve giudicare allo stesso modo due fatti diversi, è vero anche che non si può giudicare in modo diverso due fatti uguali.
Deve di fatto ritornare la certezza della pena, i processi per direttissima devono diventare la norma, l’arresto scatta immediatamente alla pronuncia della sentenza. Se associamo una pressione fiscale “a misura d’uomo”, vincoliamo l’amministrazione a canoni di trasparenza per evitare corruzione (in Italia è stimata in 60 miliardi di euro, metà del valore complessivo dell’Unione Europea), cattiva gestione del denaro pubblico, nepotismo (già all’epoca dei papi, e della Repubblica di Cola di Rienzo nel rinascimento pontificio era diventato una piaga), lassismo e inefficienza dell’amministrazione pubblica, otterremo un risultato sorprendente: Uffici pubblici efficienti e rivolti al servizio del cittadino, una giustizia efficiente ed economica, processi rapidi, soddisfacimento del desiderio di giustizia e rivalsa civile, deterrenza al crimine. Scuole pubbliche all’avanguardia, insegnanti motivati e dotati, assunti per meritocrazia, con competizione territoriale delle scuole, con un sistema di valutazione e punteggio per i migliori istituti. I nostri giovani saranno più preparati, più affezionati alla nazione che li ha istruiti ed educati dando loro tutti i mezzi per crearsi un futuro. La rendicontazione capillare delle spese pubbliche e la loro incidenza sul bilancio familiare ridurrà l’evasione e aumenterà il senso di appartenenza.
Una classe politica che non deve vendere un prodotto politico (ovvero un programma) come sosteneva Shumpeter, e in buona misura come succede oggi in Italia, solo per ottenere la poltrona, ma una classe partecipe e rappresentativa della società civile e del mondo reale, con vincoli di mandato, incarichi a termine, rendiconto di trasparenza alla nazione, il tutto motivato da un voto diretto e frequente.
Questo è il progetto che ho in mente. Basta agire su questo triangolo, Trasparenza, Responsabilità e Certezza del Diritto. Il come e il quando spetta al parlamento e alla democrazia.
Pernumia, 07/03/15
Andrea Zanetti
Plebiscito.eu
IN 6 DAYS VENETIANS VOTE FOR THEIR OWN INDEPENDENT PARLIAMENT TO SECEDE FROM ITALY
Considering the data initially gathered, at least one million of Venetians is expected to vote during the elections of the provisional Venetian independent parliament. Mr. Gianfranco Favaro says: “You can not deprive a people of its own right of expression.” Mr. Gianluca Busato adds: “Once we will have our glorious Republic back, we will be able to drastically cut the fees down and to keep them into our territory.”
[Venice, 9th of March 2015] – Like the last year, March is the month of the Digital Revolution in Veneto. Once again, the time of the political agenda is beaten by the website www.plebiscito.eu: twelve months ago, thanks to a brilliant digital referendum, www.plebiscito.eu has called the world’s media attention to the Veneto indipendence question. Today, www.plebiscito.eu raises the challenge again with the self-managed elections for the provisional Venetian Parliament.
Comparing the statistical data about the voters’ pre registration of the last year to the ones of the ongoing operation, the organizers of www.plebiscito.eu extimate that at least one million of Venetian voters will choose the candidates to be elected as deputy in the provisional Venetian parliament.
Veneto region has been divided into 42 electoral geographical areas, including a further area which it has been dedicated to the Venetian voters living abroad. Each geographical area will elect two deputies who, together with the Delegation of the Ten, will compose the provisional Venetian Parliament. Three different Venetian lists will run for the elections: Yes for Veneto (‘Veneto Sì’), Life (‘Liberi Imprenditori Federalisti Europei’, ‘Free Federalist European Entrepreneurs’) and Venetian Federated Citizens (‘Cittadini Veneti Federati’).
While in the streets of Veneto you see a great and concrete self organized activity around this important event, all the italian media are silent or misinform to cover up this popular phenomenon. This does not surprise, since Italy is the only Western European country with no real press freedom, as widely demonstrated by the major international organizations monitoring the state of pluralism and the freedom of the information/media systems worldwide.
The elections for the provisional Venetian Parliament is a project which has been gifted of an innovative legal basis, creating a pattern to be followed once again in this historical period of great changes and geopolitical transformation. The importance of this operation becomes even bigger if we think that, the 8th of August 2014, the Italian Government has postponed to the constitutional court the convocation of a new (though muddled) referendum for the independence of Veneto proposed by the Regional Council of Veneto, stopping any possibility for the Venetians to effectively exercise their own right to self-determination through the institutions and laws of the Italian state.
Therefore, it is finally clear, to even the most doubtful ones: the civic referendum process lead by the Venetian digital plebiscite is now assuming a new meaning under the international jurisprudence profile, too.
Gianfranco Favaro, member of the Delegation of the Ten notes:”It is absolutely not possible to deprive a people of the right of expression, especially when it has already democratically expressed itself and, above all, the Venetians have expressed themselves not through a mere private action, yet through a combination of both public and private basis” .
Regarding to this aspect, it is often underrated the fact that Plebscito.eu organized the digital referendum for the independence of Veneto not just acting as a private civic organization, but also in terms of the referendum committee born to allow the concrete application of the regional resolution n° 44/2012, following a deliberation which had been approved by several Venetian municipalities. This resolution, together with the referendum committee, formally announced the digital plebiscite for the indipendence of Veneto, held by www.plebiscito.eu.
After the free expression of the sovereign Venetian people, the Delegation of the Ten of the Venetian Republic (that has been elected in the referendum itself,too) gave start to a provisional period of institutional competition between the illegittimate institutions of the Italian state and the legitimate ones (albeit still in an embryonic and not yet fully stabilized form) of the Venetian Republic.
Now the Delegation of the Ten raises the bets, building up the provisional institutions which will exercise the legislative and the executive power into the new Venetian Republic.
Gianluca Busato commented:” After the election of the provisional Venetian Parliament and the settlement of the provisional Venetian Government, it is clear that the Organization for the Liberation of Veneto will take form. This organization will take more concrete decisions on a formal level, starting from the taxes, which will be drastically lowered and kept into the Venetian territory”.
Press office
Plebiscito.eu
TRA 6 GIORNI I VENETI VOTANO IL PARLAMENTO INDIPENDENTE PER STACCARSI DALLO STATO ITALIANO
Dai primi dati si stima la partecipazione al voto di almeno un milione di veneti. Gianfranco Favaro: “Non è possibile privare un Popolo del proprio diritto di esprimersi”. Gianluca Busato: “abbasseremo drasticamente le tasse che saranno trattenute in Veneto”
[Venezia, 9 marzo 2015] Come l’anno scorso, marzo è il mese della Rivoluzione Digitale in Veneto. A dettare i tempi dell’agenda politica è ancora una volta il sito internet www.plebiscito.eu, che dopo aver richiamato l’attenzione del mondo intero un anno fa sulla questione dell’indipendenza del Veneto, con un referendum che ha fatto discutere tutti gli organi di informazione internazionali, veneti e italiani, oggi rilancia la sfida con l’indizione di elezioni autogestite del Parlamento Veneto. Sulla base dei raffronti statistici tra il referendum digitale di un anno fa e le preregistrazioni in corso sul sito www.plebiscito.eu per ottenere il codice di voto, gli organizzatori stimano in almeno in un milione di votanti i veneti che esprimeranno la propria preferenza sul candidato deputato da eleggere nel Parlamento Veneto.
Il Veneto è stato suddiviso in 42 aree elettorali geografiche più una dedicata ai veneti residenti all’estero. Ogni area territoriale eleggerà i 2 deputati che avranno preso più voti, che assieme alla Delegazione dei Dieci comporranno il Parlamento Veneto. Alle elezioni parteciperanno tre liste: Veneto Sì, Life e Cittadini Veneti Federati.
Mentre nel Veneto si vede la grande attività di una estesa e organizzata rete di attivisti, i media italiani e anche quelli veneti tacciono, oppure disinformano, come da tradizione dell’unico Paese dell’Europa occidentale privo di un’autentica libertà di stampa, come ampiamente testimoniato dalle principali organizzazioni internazionali che monitorano lo stato di pluralismo e libertà dei sistemi informativi e mediatici in tutto il mondo.
L’iniziativa ha una base giuridica innovativa in un’epoca storica di grandi cambiamenti e trasformazioni geopolitiche. Essa risulta ancor più rafforzata, se pensiamo che il governo italiano, l’8 agosto scorso, ha rimandato presso la corte costituzionale la convocazione (pur farraginosa) di un nuovo referendum per l’indipendenza del Veneto da parte del consiglio regionale del Veneto, stoppando con ciò ogni possibilità per il Popolo Veneto di esercitare concretamente il proprio diritto di autodeterminazione attraverso le istituzioni di diritto italiano. È chiaro anche ai più dubbiosi quindi che un processo civico referendario come quello scaturito dal Plebiscito Digitale assume ora tutto un altro significato anche sul piano strettamente giuridico di diritto internazionale.
Gianfranco Favaro, membro della Delegazione dei Dieci, osserva; “Non è assolutamente possibile privare un Popolo del proprio diritto di esprimersi né tantomeno si può privare un Popolo di tale diritto quando già lo ha esercitato, tra l’altro non attraverso un’azione di tipo privatistica, bensì su base mista pubblica-privata”.
A tal proposito, è spesso sottovalutato il fatto che il referendum di indipendenza del Veneto di un anno fa non fu infatti indetto da Plebiscito.eu solo in qualità di organizzazione civica privata, ma anche in funzione di comitato referendario nato proprio per permettere l’applicazione concreta della risoluzione regionale 44/2012 e in seguito a un deliberato approvato da diversi comuni veneti che assieme al comitato referendario avevano indetto formalmente il referendum digitale. A seguito dell’espressione del Popolo Sovrano è quindi stato dato il via a un periodo di concorrenza istituzionale tra le istituzioni illegittime dello stato italiano e quelle legittime della Repubblica Veneta, seppure in forma embrionale e non ancora del tutto stabilizzate, attraverso l’azione della Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta, eletta in occasione del referendum stesso.
Ora la Delegazione dei Dieci alza il tiro e dà il via alle istituzioni pur provvisorie della Repubblica Veneta, che eserciteranno il potere legislativo e quello esecutivo.
Gianluca Busato ha commentato: “dopo l’elezione del Parlamento Veneto e l’insediamento anche del Governo Provvisorio, è chiaro che prenderà forma di fatto l’Organizzazione di Liberazione del Veneto, che comincerà ad adottare decisioni più concrete anche sul piano formale, a cominciare dalle tasse, che saranno drasticamente abbassate e trattenute in Veneto”.
Ufficio stampa
Plebiscito.eu
