PLEBISCITO DIGITALE: BERTI, TOSI E MOROSIN LO RICONOSCONO COME LEGITTIMO. PER OTTENERE I VOTI DEGLI INDIPENDENTISTI FIRMERANNO UN PROTOCOLLO?
Tosi: “promuoverò l’azione dei Dieci”. Berti: “al posto di Zaia lo avrei riconosciuto come valido”. Morosin: “lo ho votato e non ostacolerò i dieci”
Venerdì 22 maggio scorso scadeva il termine per rispondere ai quesiti posti da Plebiscito.eu ai candidati governatori del Veneto.
Il primo a rispondere via email è stato Jacopo Berti, alle 12.25.
Il secondo candidato governatore che ci ha scritto sempre via email è stato Flavio Tosi, alle 17.24.
Alle 13.37 di sabato 23 maggio ci ha invece telefonato Alessio Morosin.
Plebiscito.eu ringrazia Jacopo Berti, Flavio Tosi ed Alessio Morosin che hanno dimostrato rispetto verso chi ha votato il referendum di indipendenza.
NON ci hanno invece dato alcuna risposta i candidati governatori Luca Zaia, Alessandra Moretti e Laura Di Lucia Coletti, che pertanto saranno esclusi dal prossimo ingaggio da parte di Plebiscito.eu, vista la loro mancanza di rispetto verso i 2,3 milioni di veneti che hanno votato nel Plebiscito Digitale.
Qual è l’opinione dei candidati governatori in merito al referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014?
Ecco la sintesi delle loro risposte nella tabella sotto riportata.
| QUESITO 1: Riconosce la legittimità del voto espresso dai cittadini veneti nel Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014? | QUESITO 2: Sosterrà, o quantomeno non ostacolerà le attività in corso da parte della Delegazione dei Dieci eletta nel corso del referendum di indipendenza del Veneto volte al riconoscimento internazionale dei risultati dello stesso Plebiscito e della Repubblica Veneta? | |
| Jacopo Berti | Sì | Sì, al posto di Zaia lo avremmo considerato |
| Flavio Tosi | Sì | Sì, promuoverà l’azione |
| Alessio Morosin | Sì | Sì, non ostacolerà l’azione |
Riportiamo invece di seguito le risposte complete di ogni candidato governatore
Jacopo Berti:
“Siamo a favore dell’esercizio referendario per la legge regionale sull’autonomia e l’autodeterminazione. Se il M5S fosse stato al governo della Regione non avremmo mai portato davanti alla Consulta le due leggi regionali referendarie per farle bocciare, avremmo invece considerato l’esito del voto con il significato di referendum consultivo, riflettendo dal punto di vista politico sul tema. Siamo consapevoli però che l’articolo 5 della Costituzione non è superabile, perciò il risultato del referendum potrà essere preso in considerazione per dare maggiori autonomie al Veneto sul modello scozzese. Il Veneto è tra Friuli e Trentino, due regioni a statuto speciale: perché non possiamo godere di autonomie concesse da sempre a territori vicini e simili per storia e tessuto sociale?
La visione del M5S è portata verso gli Stati Uniti D’Italia, con una struttura a “macroregioni” con forti autonomie locali e strumenti di democrazia diretta sul modello svizzero.
È infatti assurdo che in Italia esista una regione come la Val d’Aosta, che con i suoi 130 mila abitanti non regge il confronto con un quartiere popoloso di Napoli. Ed è assurdo pure che la Lombardia, con i suoi nove milioni di abitanti, abbia lo stesso peso legislativo e amministrativo di ognuna delle regioni che, se messe assieme, portano sulla bilancia lo stesso numero di abitanti: Friuli, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna. La spesa corrente di Regioni, Province, Comuni e comunità montane vale il 15 per cento del Pil.
Per quanto riguarda invece l’assetto delle Province, questi enti locali andrebbero soppressi del tutto. Punto e basta. Questo primo passo dovrebbe essere seguito dall’eliminazione di molti Comuni: l’accorpamento delle entità municipali dovrebbe portare il numero nazionale da 8 mila a un centinaio al massimo. E non stiamo parlando di unioni o di condivisioni di servizi, come sta accadendo in modo drammatico in questi mesi. L’obiettivo è fondere i Comuni, riducendone drasticamente il numero. Ci sono Municipi che hanno 33 abitanti e la gran parte delle municipalità italiane ha poche centinaia o migliaia di residenti. Il Paese è infatti mummificato dalla macchina dello Stato, e la devoluzione di chi ha governato finora non si è mai posta il problema di riorganizzare questo carrozzone”.
Flavio Tosi:
“Qualsiasi espressione di democrazia va tutelata e garantita, a maggior ragione un referendum. Dunque, pur ribadendo nella creazione della macroregione delle Tre Venezie la via prioritaria – perché concessa dall’articolo 132 della Costituzione – per ottenere una concreta autonomia da Roma, non ostacoleremo alcuna consultazione popolare, anzi la promuoveremo“.
Alessio Morosin:
“Considero legittimo il referendum, anch’io ho votato, anche se non sono d’accordo con la successiva dichiarazione di indipendenza. Inoltre non ostacolerò l’azione della Delegazione dei Dieci, in quanto sarebbe una contraddizione per me farlo. Ogni azione verso l’indipendenza è meritoria”.
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Considerazioni di Plebiscito.eu
L’unico candidato governatore che si dichiara – senza se e senza ma – favorevole all’indipendenza del Veneto è Alessio Morosin, anche se, nel contempo, il percorso che egli propone non tiene conto in termini pratici dei risultati del referendum già approvato con un plebiscitario 89,10% dalla maggioranza assoluta dei veneti. D’altro canto Plebiscito.eu non guarda semplicemente all’opinione espressa dai candidati governatori, ma alla loro azione concreta promessa. E su questo fronte annotiamo il fatto che l’unico che si è detto disponibile a promuovere – e non solo a non ostacolare – l’azione della Delegazione dei Dieci è Flavio Tosi, mentre è apprezzabile anche la dichiarazione di Jacopo Berti, il quale scrive che al posto di Zaia avrebbe riconosciuto il voto del Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014 invece di andare ad impantanarsi presso la corte costituzionale.
Cosa votare.
La prima cosa da chiedersi è se val la pena votare. Il meccanismo propagandistico messo in piedi dalla macchina del clientelismo affaristico della lega è difficilmente sovvertibile nell’immediato, dato il loro predominio mediatico e del sottobosco governativo locale. Per tale ragione il voto del 31 maggio assume poco o nullo significato, dato che l’unica alternativa sarebbe la Moretti, il che significherebbe cambiare tutto per cambiare nulla, all’insegna del più classico dei gattopardi italiani. Le alternative paiono essere realisticamente minoritarie.
La scelta reale quindi è tra un voto simbolico di testimonianza per uno tra i candidati che hanno dimostrato sensibilità verso i risultati del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, oppure nell’astensione di massa, che, se sembra possa assumere una dimensione importante, nel contempo a sua volta non avrà risultati pratici immediati.
Conclusioni.
Sinceramente mentre scrivo credo che la mia scelta sarà proprio l’astensione, perché non trovo un trasporto ideale vero e tangibile dei candidati governatori e non riesco a farmi convincere dall’idea di votare il “meno peggio”. Non riesco in questa fase a turarmi il naso, perché non ne vedo la ragione concreta.
Se negli ultimi giorni che restano da qui al voto qualcosa possa convincermi ad andare a votare, in ogni caso ascolterò solo le proposte che mi vengono da chi ha dato pieno appoggio al referendum, senza se e senza ma, a maggior ragione apprezzabile dato che le sue idee sono diverse dall’indipendenza del Veneto.
Quindi, nell’ordine, ascolterò gli ultimi appelli di:
1) Flavio Tosi – perché ha promesso di promuovere l’azione dei Dieci;
2) Alessio Morosin – perché è l’unico indipendentista in corsa come governatore;
3) Jacopo Berti – perché ha dimostrato saggezza politica dicendosi pronto a riconoscere l’esito del voto.
Se oltre alle parole qualcuno tra essi prima di giovedì 28 maggio prossimo dovesse attuare un atto concreto, con la FIRMA di un PROTOCOLLO vincolante a supporto dell’azione in corso da parte della Delegazione dei Dieci eletta nel corso del Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, volta al riconoscimento internazionale dei risultati dello stesso Plebiscito Digitale e della Repubblica Veneta, allora daremo a nostra volta un appoggio formale concreto e un’indicazione di voto precisa per il 31 maggio 2014, altrimenti lasceremo totale spazio alla libertà di coscienza di ognuno, con le considerazioni di cui sopra, apprestandoci, per quanto ci riguarda, a una giornata di vacanze e relax.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
DOMANDE AI CANDIDATI GOVERNATORI DEL VENETO SUL REFERENDUM DI INDIPENDENZA DEL VENETO
Lettera aperta ai candidati Presidenti della Regione Veneto e richiesta di pronunciamento sul Plebiscito Digitale
Gent.ma / Gent.mo Candidata/o Governatore della Regione Veneto,
in prossimità delle prossime elezioni regionali del Veneto del 31 maggio 2015, Le scrivo in qualità di legale rappresentante dell’associazione Plebiscito.eu che, in collaborazione e con l’approvazione di diversi Comuni del Veneto, ha organizzato il referendum di indipendenza del Veneto tenutosi dal 16 al 21 marzo 2014 sul quesito “Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”.
A tal proposito La informo che il 28 marzo scorso a Venezia, nella splendida cornice della Sala Caminetto di Cà Vendramin Calergi, si è tenuta la cerimonia della consegna della Relazione Finale del Comitato degli Osservatori Internazionali (COI) su tale referendum.
Il COI, composto da osservatori provenienti da diverse nazioni del mondo (tra le quali Stati Uniti d’America, Federazione Russa, Ucraina, Siria, Moldova, Georgia, Repubblica Ceca), e rappresentanti un arco plurale di orientamenti politici, è stato selezionato dal Presidente invitato allo scopo dal Comitato Organizzatore del Referendum secondo i principi previsti dalla Comunicazione 191 della Commissione UE in materia di assistenza e monitoraggio delle elezioni da parte dell’UE.
Il Final Report del COI si è composto di una lunga relazione che ha analizzato ogni fase del referendum, dall’introduzione che ha spiegato come si era arrivati ad indirlo e come si era costituito il COI secondo quanto previsto dai principi delle organizzazioni internazionali in tema di elezioni e referendum, al riconoscimento della base giuridica del referendum, all’analisi del database degli elettori, della procedura di assegnazione del codice di voto ai cittadini, alle caratteristiche della piattaforma, all’affidabilità dei dati, all’analisi delle fasi preparatorie del referendum, della sua procedura di voto, alla verifica effettuata sull’analisi dei risultati del voto che ha confermato il voto di oltre 2,3 milioni di veneti aventi diritto, di cui l’89,10% ha votato Sì all’indipendenza e a un’analisi puntuale delle eventuali irregolarità o delle difficoltà che avessero potuto inficiare la validità del voto, sino alle conclusioni che sinteticamente vengono riportate di seguito.
“La Commissione degli Osservatori Internazionali ha eseguito una serie di controlli sul piano organizzativo per garantire che questo garantisse il voto autentico, libero e legittimo.
È stato constatato che le votazioni sono state effettuate in modo responsabile e trasparente e che il sistema di votazione forniva una reale possibilità di scelta.
Le votazioni sono state svolte in un ambiente libero: gli elettori hanno potuto esprimere la preferenza, liberi da intimidazioni, violenze o interferenze amministrative.
È stata assicurata la segretezza del voto ad eccezione dei limitati casi di persone non in grado di esprimere il voto telematicamente senza assistenza.
Inoltre, il conteggio dei voti è stato onesto, senza possibilità di alterazioni, e la proclamazione dei voti è stata tempestiva.
Gli osservatori sono stati liberi di verificare, direttamente e indirettamente, tutte le fasi del processo di votazione prima, durante e dopo il periodo referendario.
Il Comitato degli Osservatori Internazionali, analizzando gli elementi sopraindicati, constata che il Referendum per l’Indipendenza del Veneto che ha avuto luogo dal 16 fino al 21 marzo 2014 compreso si è svolto secondo i principi richiesti dalle Organizzazioni Internazionali, ed, in particolare, secondo i principi del CSCE/OCSE Document of the Copenhagen Meeting, 26/06/1990.
Il Comitato degli Osservatori Internazionali considera che l’uso del voto elettronico in un ambiente controllato, come internet, crea più sicurezza e segretezza e che la procedura telematica applicata al Referendum è innovativa e minimizza la possibilità di brogli elettorali.
Il COI considera che le trascurabili irregolarità ed alcune difficoltà prima e durante la votazione possano essere minimizzate attraverso la creazione di una struttura federale permanente al fine di organizzare al meglio il processo di e-voting.
Il Comitato degli Osservatori Internazionali ha invitato i propri membri ad incontrarsi a Venezia, al fine di discutere le raccomandazioni del Rapporto Finale, il 27 e 28 marzo 2015.
Venezia, 28 marzo 2015″.
In virtù di quanto suesposto, Le chiedo, nel suo ruolo di candidato Governatore del Veneto, se risponde SI o NO alle seguenti domande:
- Riconosce la legittimità del voto espresso dai cittadini veneti nel Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014?
- Sosterrà, o quantomeno non ostacolerà le attività in corso da parte della Delegazione dei Dieci eletta nel corso del referendum di indipendenza del Veneto volte al riconoscimento internazionale dei risultati dello stesso Plebiscito e della Repubblica Veneta?
La informiamo che le risposte che ci perverranno in forma scritta entro e non oltre venerdì 22 maggio prossimo saranno comunicate prima delle prossime elezioni regionali via email e via telefono a tutti gli elettori che ci hanno autorizzato a comunicare con loro e che in base ad esse forniremo le nostre intenzioni di voto.
A tale scopo, La informiamo che su quasi 10.000 telefonate condotte dalla nostra associazione tramite 30 operatori su un piccolo sottoinsieme dei nostri contatti registrati, più del 73% degli intervistati ci ha comunicato di sostenerci e di fare affidamento sulle nostre indicazioni.
RingraziandoLa per la Sua attenzione, porgiamo cordiali saluti.
Treviso, 18 maggio 2015
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
CITTADINANZA DIGITALE VENETA, IL PRIMO TASSELLO DEL PROGETTO INTERNAZIONALE PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO
Al via una rivoluzionaria forma di tutela dei cittadini veneti e del nostro tessuto socio-economico, su basi di innovazione tecnologica e di respiro globale
Ieri sera a Grantorto, nell’alta padovana, si è tenuta il primo incontro pubblico di Plebiscito.eu dopo l’annuncio della non partecipazione alle elezioni regionali da parte di VenetoSì, in appoggio alla mia candidatura a Presidente.
La serata ha visto una stupenda partecipazione di pubblico e la prima presentazione del progetto internazionale per l’indipendenza del Veneto.
Partiamo dallo stato di fatto. È infatti evidente che ogni strada per l’indipendenza attraverso la regione Veneto e più in generale attraverso le istituzioni italiane è bloccata a priori e che, seppur in modo ridicolo, la situazione congiunturale italiana ha intrapreso una china che per qualche tempo la congelerà attorno alla crescita con un quasi insignificante segno più, con ciò sterilizzando per ora la caduta libera del suo sistema economico, condannandolo forse alla depressione strisciante. Viene quindi meno, per ora, la possibilità che il sistema italiano crolli d’improvviso, a meno di sorprese che sono sempre dietro l’angolo. Diminuiscono inoltre le probabilità, al momento, che il sistema economico europeo debba trovare una soluzione politica immediata a un’eventuale improvvisa crisi finanziaria italiana e quindi appoggi una via accelerata all’indipendenza del Veneto. Per ora.
Si è pertanto imposta la necessità di individuare un percorso più strutturato per l’applicazione concreta della dichiarazione di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014, che ci permetta di raggiungerla pienamente, così come gli Stati Uniti d’America riuscirono a fare 7 anni dopo la loro dichiarazione di indipendenza di Philadelphia del 4 luglio 1776.
All’azione diplomatica in corso per il riconoscimento internazionale della Repubblica Veneta si è quindi reso necessaria affiancare la creazione di una struttura organizzativa più stabile e preparata in grado di affrontare una sfida di dimensione internazionale, per evitare che essa soffra dei fenomeni di paralizzazione dovuti all’immersione in un sistema socio-economico sepresso o a crescita quasi piatta. Ieri sera ne abbiamo presentato in anteprima i tratti fondamentali, annunciando il primo progetto che sarà realizzato prevedibilmente nel prossimo autunno: la cittadinanza digitale veneta.
Anche in questo caso l’esempio è quello estone, come era avvenuto per il referendum di indipendenza del Veneto. Il progetto e-Venetia da tempo vede nel progetto e-Estonia un modello di riferimento.
L’aspetto di ispirazione caratteristico ora è il progetto estone e-Residency, che permette anche agli stranieri non fisicamente residenti in Estonia di ottenere uno status di identità digitale transnazionale, semplicemente registrandosi on line e ottenendo una smart card dopo una semplice ed unica prima visita ad un commissariato di polizia in Estonia e il pagamento di una tariffa una tantum di 50 euro. Una volta ottenuta la residenza digitale estone, si possono effettuare molteplici servizi, tra i quali firmare digitalmente documenti e contratti, verificare l’autenticità di firme digitali altrui, criptare e trasmettere documenti in modo sicuro, creare un’azienda estone on line in un solo giorno, amministrare la propria azienda estone da dovunque nel mondo, effettuare operazioni bancarie remotamente e trasferire denaro, accedere a fornitori di servizi di pagamento elettronico, effettuare la dichiarazione delle tasse e molto altro ancora.
Nel caso veneto l’esigenza è diversa. Noi abbiamo la necessità di liberarci da un regime sempre più antidemocratico ed odioso e la prima esigenza è proprio quella di stabilire una forma di cittadinanza veneta che prescinda, per ora, dalla residenza fisica nel territorio sotto controllo della Repubblica Veneta.
La nostra soluzione è pertanto la cittadinanza digitale veneta, ovvero il riconoscimento dello status di cittadino veneto da parte delle istituzioni instauratasi dopo la vittoria nel referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.
Lo status di cittadino veneto potrà permettere a chi lo otterrà di accedere a una serie di servizi che saranno attivati progressivamente a partire dal prossimo autunno. Essi comprenderanno, tra l’altro, anche la possibilità di essere assunti presso imprese che aderiranno all’organizzazione transnazionale veneta che si occuperà di creare opportunità d’affari nel mondo.
Ieri sera abbiamo fatto un paragone che ad alcuni potrà apparire quasi irriverente: per ottenere la nostra indipendenza dovremo avere la capacità di sviluppare la Repubblica Veneta come la Apple tra le nazioni del mondo e dovremo dimostrare una voglia di intraprendere analoga a quella di Elon Musk per realizzare la prima nazione che saprà ottenere la propria indipendenza grazie alla nostra capacità tecnologica e visione innovativa.
Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi raccoglieremo le risorse e scopriremo le modalità attraverso cui realizzeremo un progetto estremamente innovativo ed ambizioso e di enorme complessità che travolgerà il parassitismo italiano e ci permetterà di vincere direttamente nel campo e per manifesta superiorità la partita contro un inesistente modello di sviluppo italiano.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
PUBBLICATA LA PRIMA LEGGE DELLA REPUBBLICA VENETA
I beni pignorati da Equitalia e da altri agenti di riscossione dopo l’approvazione dell’esenzione fiscale totale, con la piena indipendenza saranno restituiti ai legittimi proprietari
E’ stata oggi pubblicata la prima Legge approvata dal Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta lo scorso 25 aprile 2015 a Venezia, in piazza San Marco.
Essa riguarda Equitalia e gli altri agenti di riscossione e stabilisce che “nel momento del pieno esercizio della propria indipendenza, la Repubblica Veneta provvederà alla restituzione ai proprietari d’origine dei beni mobili ed immobili pignorati da Equitalia e/o altri agenti di riscossione per conto dello Stato italiano e della sua Pubblica Amministrazione e acquistati da terzi nelle aste giudiziarie a partire dal 25 marzo 2014, con riserva di indagine per gli acquisti avvenuti prima di tale data”.
Le legge è consultabile on line al seguente link.
Ufficio comunicazione – Plebiscito.eu
RESPONSABILITÀ E LIBERTÀ
Al Popolo Veneto, Alla Delegazione dei Dieci, Ai Deputati della Repubblica Veneta, ai Dirigenti e Quadri dell’Organizzazione, ai Volontari, ai Simpatizzanti e a tutti i Veneti di buona volontà
Abbiamo atteso fino all’ultimo di poter esercitare un nostro sacrosanto diritto depositando nei termini e nelle opportune sedi la documentazione di presentazione delle liste e candidature per le elezioni regionali.
Ciò non è stato possibile. Il grandissimo sforzo profuso da tantissimi volontari è stato straordinario e testimoniato dalla mole di documentazione kafkiana raccolta in queste settimane a corredo delle migliaia di firme di cittadini veneti.
La nuova legge elettorale regionale (copiata di sana pianta da quella della regione Marche), che dà perentorietà di termini (un mese circa), le caste chiuse e l’arcaico, consolidato sistema di potere italico hanno chiuso le maglie democratiche del regime per ostacolare il libero esercizio democratico di chi non vi è colluso o connivente politicamente o corporativamente.
Nella strategia a tre fasi annunciata all’indomani della dichiarazione di indipendenza di Treviso del 21 marzo 2014, la fase di controllo sulle istituzioni italiane in Veneto affinché non ostacolino il percorso di libertà intrapreso continuerà con la pressione civica e pacifica su chi assumerà tali responsabilità e con l’apertura verso chi, nella consapevolezza che altre vie sono chiuse, riconoscerà sinceramente nel pensiero e con le azioni l’espressione vincolante della sovranità popolare emersa dalle urne del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.
La nostra azione prenderà ancor più forza e libertà sulla base dei risultati già capitalizzati all’attenzione del mondo: lo straordinario risultato ottenuto con il Plebiscito per l’indipendenza del Veneto di marzo 2014, che ha originato una stagione di libertà in Europa e non solo, la certificazione tecnico-scientifica pubblicata il 20 dicembre 2014 della veridicità e autenticità dei dati del referendum ed inoltre il riconoscimento internazionale certificato a Venezia il 28 marzo 2015 con la firma e la consegna della relazione finale da parte del Comitato degli Osservatori Internazionali (COI).
Questo è il nostro e incommensurabile patrimonio esclusivo. Da qui noi continueremo adendo alle istituzione sovrannazionali che consentiranno a tutti i veneti l’attuazione del nostro grande progetto di libertà e indipendenza.
Ne consegue che tutti coloro che condividono la volontà di interrompere l’oppressione statalista che obnubila pensiero ed azione siano chiamati da subito ad un responsabile salto di qualità nell’azione, nella comunicazione e nel vitalizzare la squadra straordinaria di 5 milioni di veneti che sappiano riprendere in mano il testimone consegnato a loro dai propri avi e da 3500 anni di storia gloriosa.
Ognuno nella piena consapevolezza faccia ogni sforzo e dia il meglio di sé.
Treviso, 2 maggio 2015
Gianluca Busato