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Categoria: news

POLITICI ITALO-VENETI: PRIMA MANGIANO CON LE BANCHE E POI LE SCARICANO

POLITICI ITALO-VENETI: PRIMA MANGIANO CON LE BANCHE E POI LE SCARICANO

8 Dicembre 2015 15 Comments in editoriali news

Zaia connivente con la mala gestio di Veneto Banca? Di fronte alla bomba socio-economica creata ha una sola scelta: dimettersi

zaia-vbStiamo assistendo a un vergognoso spettacolo bipartisan da parte dei politici veneti e friulani di ogni partito, con capofila gli ineffabili Zaia (LEGA) e Serracchiani (PD). Per anni i parassiti politici hanno assistito conniventi alle malefatte delle banche locali, ricevendo anche un sostegno di fatto alle loro politiche clientelari e delle elargizioni senza garanzie al salottino degli amici che costituivano la cordata necessaria a garantire le loro poltrone, attraverso la classica gattopardesca compravendita di consenso.

Oggi, una volta spolpate le vacche delle varie banche locali, ingrassate artificialmente per anni col testosterone dei crediti deteriorati, tanto da distruggere il valore di risparmi, obbligazioni ed azioni di un esercito impressionante di veneti, questi stessi politici supplicano il governo perché faccia intervenire la Cassa Depositi e Prestiti o altri meccanismi pubblici in cui alla fine paga ancora il pantalone veneto fesso, abituato a lavorare un’ora in più al giorno per mantenere i furbi.

Veneto Banca, per venire all’ultimo esempio, come sappiamo bene era un colabrodo, ma c’è chi come Zaia che ancora si ostina a difenderla come istituto che ha “contribuito a rendere grande questo territorio” e “aiutato il nostro sistema imprenditoriale a reggere l’urto della crisi”. Invece di chiedere chiarezza per mandare in galera chi ha gestito in modo criminale l’istituto e magari impegnarsi affinché la Regione Veneto si costituisca come parte civile contro i furfanti, ora implora Renzi, Padoan, Visco e Draghi perché creino il “salvagente politico”, così come hanno fatto per le quattro “banche amiche” in centro Italia.

Una domanda allora nasce spontanea: Zaia era politicamente connivente con chi ha amministrato in modo colpevolmente fallimentare Veneto Banca distruggendo il valore delle azioni di 88.000 soci e i risparmi di un numero impressionante di veneti?

Non siamo di certo noi a dare tali giudizi sull’operato dell’amministrazione della banca di Montebelluna, bensì Bankitalia prima e Standard & Poor’s poi, solo per citare un paio di fonti autorevoli. Pure in presenza di un panorama tanto autoevidente, ancora oggi il governatore del Veneto invece si erge a difensore degli amministratori di Veneto Banca responsabili di questa bomba socio-economica. Una domanda sorge spontanea: forse ne è legato in modo indissolubile da qualche accordo inconfessabile?

Di fronte a tale scenario, ancor più emerge che il maggior valore che i soci potranno difendere nell’assemblea del 19 dicembre  è quello ETICO. E potranno farlo solo votando NO alla trasformazione in Spa: votare SI significherebbe infatti avallare le scelte allucinanti finora fatte dalle amministrazioni della banca, condannandola all’inevitabile declino.

Il valore etico in estrema sostanza è anche il valore più alto che oggi possono tutelare, difendendo anche di conseguenza il valore economico delle proprie azioni nel medio termine.

In tal modo essi di fatto sapranno costituire un precedente importante e di valore storico condanneranno l’evidente azzardo morale compiuto da chi ha distrutto il valore delle proprie azioni, nel generale silenzio e connivenza della classe politica e dirigente locale.

A quel punto, di fronte al disastro totale creato nel tessuto socio-economico veneto da Veneto Banca, anche a chi l’ha appoggiata politicamente, costituendone di fatto il massimo garante istituzionale locale, resterà una sola scelta di dignità: dimettersi.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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SAVE THE DATE – Cena per gli Auguri di Natale con Plebiscito.eu

SAVE THE DATE – Cena per gli Auguri di Natale con Plebiscito.eu

5 Dicembre 2015 0 Comments in editoriali news

SAVE THE DATE – Cena per gli Auguri di Natale con Plebiscito.eu il prossimo lunedì 21 dicembre a Preganziol.

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AVVISO: LE PRENOTAZIONI SONO CHIUSE

auguri1

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Cari amici di Plebiscito.eu,

il prossimo lunedì 21 dicembre ci troveremo a cena per scambiarci gli Auguri di Natale e di Buone Feste.

L’appuntamento è alle ore 20, presso l’Agriturismo Le Colonie in Via Munara 37 a Sambughè di Preganziol  (dal Terraglio si gira verso il Lando e si prosegue 3 km).

Il prezzo fisso della cena è di euro 26,00. Tutti i prodotti sono bio e di produzione propria.

Il menù prevede:

  • 2 antipasti (polenta formaggio funghi + affettati e radicchio sott’olio)
  • bis di primi (a scelta tra: gnocchi al sugo d’anatra, pasticcio con radicchio o altro, risotto con radicchio o altro)
  • secondo (spiedo misto: maiale costine, pollame, cappone) contorni
  • dolce
  • acqua vino (prosecco e cabernet sauvignon) caffè

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AVVISO: LE PRENOTAZIONI SONO CHIUSE

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VENETO BANCA: CARI SOCI, MANDATELI TUTTI IN GALERA

VENETO BANCA: CARI SOCI, MANDATELI TUTTI IN GALERA

3 Dicembre 2015 13 Comments in editoriali news

Quando il valore dei propri risparmi è stato distrutto dall’azione colpevole della dirigenza dell’Istituto di Montebelluna, in connivenza con la classe politica e dirigente locale, il valore più importante da difendere per i soci è quello etico, che si preserverà votando NO alla trasformazione in Spa nell’assemblea del 19 dicembre.

veneto-bancaPensiamoci un attimo. Tanto oramai tutto è perduto per gli azionisti di Veneto Banca: le loro azioni sono diventate carta straccia, svalutate di oltre l’80%, dopo che ieri sera il Cda ha fissato in 7,30 € il valore delle azioni per chi intendesse chiedere di avvalersi del diritto di recesso. Diritto tra l’altro sospeso o meglio ostacolato dai paletti precisi fissati da Banca d’Italia su input del Governo . A questo punto nell’assemblea del 19 dicembre i soci potrebbero anche prendersi una bella soddisfazione e votare in maggioranza NO alla trasformazione in Spa, così facendo commissariare la banca e mandando in galera i responsabili di questo disastro per i molteplici reati di cui si sono resi responsabili.

Perché avallare un piano ben preciso mirato a distruggere il loro investimento? Perché difendere chi ha inferto un durissimo colpo al pubblico risparmio?

Votando NO alla trasformazione in Spa di VENETO BANCA i soci potranno neutralizzare de facto gli effetti di una legge dalla dubbia costituzionalità, bloccando il piano di collocamento in Borsa che non farebbe che appiattire definitivamente il valore delle loro azioni al livello di riferimento che ieri sera il Consiglio di Amministrazione ha voluto fissare deliberatamente al valore più basso possibile per diminuire il potere contrattuale dei vecchi soci in modo ricattatorio.

Il valore più grande che i soci inoltre difenderebbero votando NO nell’assemblea del 19 dicembre è quello ETICO, che in estrema sostanza è anche il valore più alto che oggi possono tutelare, difendendo anche di conseguenza il valore economico delle proprie azioni nel medio termine. Ciò vale a maggior ragione dopo che Standard & Poor’s sempre ieri ha dato ancora una volta una pessima pagella a Montebelluna (rating B+ con outlook negativo).

Se i soci sapranno resistere alle 1000 sirene che già si stanno muovendo convincendole a “difendere le mutande bucate” (tra l’altro ben chiuse in una teca trasparente, dato che il loro diritto di recesso è stato sospeso) che la dirigenza (che tra l’altro ha nominato una nuova vicepresidente che pare non brillare storicamente per trasparenza) ieri a notte fonda gli ha concesso in cambio dei loro risparmi e se nell’assemblea del 19 dicembre voteranno NO alla trasformazione di VENETO BANCA in Spa, essi prenderanno la decisione migliore e più razionale a difesa dei propri interessi e dell’interesse generale.

In tal modo essi di fatto condanneranno l’evidente azzardo morale compiuto da chi ha messo a grave repentaglio il valore dei propri risparmi, nel generale silenzio e connivenza della classe politica e dirigente locale.

Tra l’altro con tale decisione essi sapranno costituire un precedente importante e di valore storico che bloccherà l’evidente piano simile in atto anche per la Banca Popolare di Vicenza che seguirà di qui a poco.

Cari Soci di Veneto Banca, mandate in malora e in galera tutti i maledetti responsabili della distruzione dei vostri risparmi.

Gianluca Busato
Presidente Plebiscito.eu

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[video] GIANLUCA BUSATO: “ACCENDIAMO LA LUCE DELL’INDIPENDENZA NEL VENETO OTTENEBRATO DALLO STATO ITALIANO”

[video] GIANLUCA BUSATO: “ACCENDIAMO LA LUCE DELL’INDIPENDENZA NEL VENETO OTTENEBRATO DALLO STATO ITALIANO”

2 Dicembre 2015 2 Comments in editoriali news video


Schermata 2015-12-02 alle 11.06.25Pubblichiamo il video con l’intervento di Gianluca Busato, che ha esposto il piano d’azione strategico e programmatico di Plebiscito.eu per il 2016 durante la Convention tenutasi a Padova il 29 novembre scorso.

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INDIPENDENZA DEL VENETO E CONSULTA: LA CAPORETTO COME SEMPRE È PER L’ITALIA

INDIPENDENZA DEL VENETO E CONSULTA: LA CAPORETTO COME SEMPRE È PER L’ITALIA

1 Dicembre 2015 6 Comments in editoriali news

Le ragioni giuridiche che legittimano Plebiscito.eu a ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per stabilire il diritto soggettivo di autodeterminazione per l’indipendenza del Veneto.

pb-30-4Un giornalista qualche settimana fa aveva battezzato la sentenza della Corte Costituzionale italiana come una Caporetto per le istanze indipendentiste. Forse il giornalista in questione farebbe bene a ripassare la storia, perché Caporetto è da sempre sinonimo di disfatta per l’Italia e anche nel caso in questione la figura retorica non cambia di significato per lo stato tricolore.

Al di là delle questioni da alcuni riportate che la Consulta non sia competente su una materia che attiene il diritto internazionale, è senz’altro vero che fino a che non intervengano altre disposizioni cogenti, le sue determinazioni impegnano lo stato italiano e ogni sua ramificazione amministrativa, comprese le regioni. Non impegnano però i privati in particolare per atti che già hanno compiuto senza che alcuno intervenisse a fermarli prima che li mettessero in atto e senza che alcuno intervenisse ex post condannandoli per ciò che avevano realizzato. È il caso di Plebiscito.eu che, a quanto ci risulta, non è stato oggetto di alcun processo per l’indizione dell’internazionalmente noto Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, definito anche come Plebiscito Digitale, tecnicamente verificato, diplomaticamente certificato, politicamente riconosciuto.

Diverso è appunto il caso della Regione Veneto, che, sentendosi probabilmente scavalcata da Plebiscito.eu, aveva tentato di organizzare un referendum regionale sull’indipendenza approvando la legge regionale 16/2014, resa inefficace dalla sentenza 118/2015 della Corte Costituzionale italiana che ha espressamente dichiarato la illegittimità di ogni atto diretto alla modifica dei confini dello Stato (intangibilità art. 5) compiuto da organi legislativi o di governo (compreso il parlamento italiano!), ponendo fine alla questione “referendum istituzionale veneto”.

Poniamo in evidenza inoltre che la Regione Veneto a suo tempo, invece di porsi in sterile concorrenza con Plebiscito.eu tentando una nuova strada rivelatasi un vicolo cieco costituzionale, fin dal giorno seguente il Plebiscito Digitale, avrebbe potuto invocare l’intervento del Council of Europe e della Venice Commission, ma ovviamente nessuno l’ha fatto quando poteva.

Si può quindi definire archiviata la questione dell’indipendenza del Veneto? Da un punto di vista istituzionale italiano forse sì, ma non altrettanto dal punto di vista del diritto internazionale. Emerge infatti che dopo la deliberazione sul Kosovo del 22 luglio 2010, la via referendaria privata (come implicitamente confermato anche dalla stessa Corte Costituzionale) è l’unica che abbia avuto riconoscimento espresso (in assenza di esplicite previsioni nella carta costituzionale) dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu (CIG, o ICJ).

Come far emergere allora il diritto soggettivo dell’autodeterminazione del Popolo Veneto? Anche in tal caso l’unica strada percorribile è quella internazionale.

Dopo la citata sentenza della Corte Costituzionale italiana ne discende infatti l’impossibilità di adire il giudice interno italiano ad ogni grado di giudizio e pertanto sussiste il requisito di sussidiarietà della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Il mandato “contrattuale” del Plebiscito Digitale, di natura privata, autorizza pertanto Plebiscito.eu che l’ha organizzato a ricorrere alla citata Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dei diritti dei singoli cittadini e per affermare il diritto soggettivo alla autodeterminazione.

Paradossalmente possiamo quindi ringraziare la Consulta per l’assist involontario che ci ha fatto.

A maggior ragione pertanto, mentre Plebiscito.eu è chiamato a rappresentare le istanze a livello internazionale volte al riconoscimento della Repubblica Veneta, diventa ancora più urgente predisporre le basi per completare il modello in costruzione che consenta al Veneto di raggiungere l’indipendenza economica de facto, preludio effettivo fondamentale per ottenere anche la successiva indipendenza de iure.

O Veneto schiavo dello stato italiano con i partiti tricolori, o indipendenza del Veneto con Plebiscito.eu. Tertium non datur.

Ufficio comunicazione – Plebiscito.eu

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