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Categoria: news

PLEBISCITO.EU LANCIA REFERENDUM PER CANCELLARE LA RIFORMA DELLA RAI E LE MISURE ILLIBERALI SUI FARMACI

PLEBISCITO.EU LANCIA REFERENDUM PER CANCELLARE LA RIFORMA DELLA RAI E LE MISURE ILLIBERALI SUI FARMACI

4 Gennaio 2016 3 Comments in editoriali news

Gianluca Busato: “l’indipendenza del Veneto si coniuga con aspetti fondamentali di libertà e democrazia”. Apertura alla collaborazione con movimenti e associazioni a difesa di libertà basilari dei cittadini.

Schermata 2016-01-03 alle 20.25.52[Venezia, 4 gennaio 2016] – Plebiscito.eu lancia una nuova iniziativa referendaria per l’abrogazione della nuova Riforma della Rai e ne prepara una seconda per l’abrogazione di parte della legge della concorrenza, in particolare laddove essa blocca la liberalizzazione per farmacie e medicinali di fascia c, una volta che sarà approvata dal senato e pubblicata.

Per quanto riguarda la prima iniziativa, il movimento indipendentista, che già ha organizzato il referendum digitale per l’indipendenza del Veneto, darà il via nei prossimi mesi a un percorso classico secondo quanto previsto dalle norme in materia di referendum abrogativi, iniziando la raccolta firme per la presentazione del quesito referendario che permetta di cancellare una normativa che consegna nelle mani del governo il controllo del sistema radiotelevisivo pubblico, ulteriormente aggravando un quadro già molto preoccupante sul tema.

Plebiscito.eu dà quindi seguito alla propria strategia internazionale approvata nel corso dell’ultima Convention di Padova del 29 novembre 2015, con la nuova iniziativa referendaria che segue la presentazione effettuata il 21 dicembre scorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, di un corposo ricorso di 471 pagine e 25 allegati contro l’Italia, a seguito della violazione di molteplici Articoli della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali e dei successivi Protocolli avvenuta con la sentenza della Corte Costituzionale 118/2015. Il ricorso formula la richiesta alla Corte di riconoscimento della non violazione del diritto internazionale da parte degli organizzatori del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo e della successiva dichiarazione di indipendenza del Veneto, così come previsto dalla sentenza del 22 luglio 2010 della Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu sull’indipendenza del Kosovo, nonché una richiesta di risarcimento danni diretti e indiretti nei confronti dei cittadini veneti è stata stimata in 600 miliardi di euro, equivalenti al residuo fiscale del Veneto negli ultimi trent’anni, non attualizzato.

Schermata 2016-01-03 alle 20.21.58Ora, considerata l’estrema emergenza in tema di libertà di informazione collegata alla vicenda e la natura trasversale di una battaglia civica che trova molte voci concordi al di là delle posizioni di parte su altri temi, Plebiscito.eu proporrà inoltre di coinvolgere nella nuova iniziativa referendaria tutti i movimenti indipendentisti presenti nello stivale italiano, nonché ogni altro movimento, partito, associazione od organizzazione che abbia a cuore la libertà di informazione gravemente minacciata dalla legge di riforma della Rai.

In ogni caso, considerati alcuni pronunciamenti della più recente giurisprudenza in materia di referendum, anche nell’eventuale caso in cui la proposta di referendum non dovesse passare l’esame della corte costituzionale, al fine di consentire la libertà di espressione degli elettori su un tema di fondamentale importanza per la tenuta democratica e per la difesa dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini, Plebiscito.eu non rinuncerà a sentire l’intero corpo elettorale italiano e indirebbe un maxi referendum digitale, grazie alla propria piattaforma di e-voting già utilizzata per il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014 e che sarà ulteriormente potenziata secondo le osservazioni e i suggerimenti pervenuti dal Comitato degli Osservatori Internazionali nella propria relazione finale di certificazione del Plebiscito Digitale.

Schermata 2016-01-03 alle 20.25.09La situazione della libertà di informazione in Italia costituisce una questione di gravissima emergenza democratica. Il giudizio non è nostro: esso proviene direttamente dalla classificazione poco lusinghiera delle principali organizzazioni indipendenti internazionali dedite allo studio della libertà di stampa nel mondo. Freedom House ha stimato l’Italia quale unico Paese dell’Europa occidentale assieme alla Grecia con una stampa solo parzialmente libera, mentre Reporters Without Borders addirittura classifica l’Italia solo al 73° posto nel mondo per libertà di stampa, dietro Paesi come Haiti, la Mongolia, la Mauritania, il Malawi, la Repubblica Dominicana, il Madagascar, la Bosnia Erzegovina, il Senegal o la Moldova.

Gianluca Busato ha dichiarato: “l’indipendenza del Veneto si coniuga con aspetti fondamentali di libertà e democrazia. Per ottenere l’obiettivo della libertà è positivo trovare sinergie su singoli temi che portino vantaggio a tutti i cittadini e a tutti i territori. In tal senso la libertà di stampa e la sconfitta di sistemi di monopolio, o oligopolio di difesa corporativa delle caste rappresentano degli esercizi straordinari di tutela degli interessi sia del singolo cittadino sia del bene comune. Ogni mezzo pacifico e democratico per vincere anche una singola battaglia è benvenuto. Ogni alleato su tali temi è prezioso. Lo strumento del referendum rappresenta storicamente nella penisola italiana una modalità che ha permesso ai cittadini di strappare angoli di libertà di fronte alla prevaricazione politica dei governi e del regime partitocratico”.

Ufficio stampa – Plebiscito.eu

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[video]: CONVENTION 2015 PLEBISCITO.EU – interventi di GIANFRANCO FAVARO, SANDRO COLOMBO, CARLO BELTRAMELLI

[video]: CONVENTION 2015 PLEBISCITO.EU – interventi di GIANFRANCO FAVARO, SANDRO COLOMBO, CARLO BELTRAMELLI

28 Dicembre 2015 0 Comments in editoriali news video

Continuiamo di seguito la pubblicazione dei video con alcuni interventi di delegati durante la Convention di Plebiscito.eu, tenutasi il 29 novembre 2015 a Padova.
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Intervento di Gianfranco Favaro

Intervento di Sandro Colombo

Intervento di Carlo Beltramelli

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[video]: CONVENTION 2015 PLEBISCITO.EU – interventi di MAURO FONTANA, IVAN FABRIS, MARCO BENETELLI

[video]: CONVENTION 2015 PLEBISCITO.EU – interventi di MAURO FONTANA, IVAN FABRIS, MARCO BENETELLI

28 Dicembre 2015 0 Comments in editoriali news video

Continuiamo di seguito la pubblicazione dei video con alcuni interventi di delegati durante la Convention di Plebiscito.eu, tenutasi il 29 novembre 2015 a Padova.
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Intervento di Mauro Fontana

Intervento di Ivan Fabris e Marco Benetelli

Schermata 2015-12-28 alle 21.24.02

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INDIPENDENZA DEL VENETO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

INDIPENDENZA DEL VENETO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

28 Dicembre 2015 1 Comment in editoriali news

Gli stati, le corporation, le organizzazioni ad ogni livello possono essere degli strumenti ad intelligenza artificiale ante litteram. L’AI può creare il tessuto connettivo che oggi manca al Veneto per poter esercitare la propria azione e pressione mediatica di apertura ad un mondo sempre più interconnesso e globale.

AISuzanne Sadedin, una biologa evoluzionista, ha scritto un interessante articolo nel quale ipotizza che gli stati, le corporation, le organizzazioni ad ogni livello possano essere definite una sorta di strumenti ad intelligenza artificiale ante litteram, in corso di evoluzione da secoli.

Con il proprio intervento la studiosa australiana vuole contribuire al dibattito in corso sulla pericolosità dei sistemi di intelligenza artificiale (AI, artificial intelligence), dopo l’allarme lanciato da diversi scienziati ed opinion maker, in primis Elon Musk and Stephen Hawking, rilanciando addirittura la tesi che una democratizzazione dell’intelligenza artificiale possa drasticamente accelerare un fenomeno di autodistruzione sistemica.

La definizione di stati, enti ed organizzazioni come strumenti ad intelligenza artificiale è ovviamente parziale, in quanto, come ribadisce l’articolo, essi non sono né senzienti, né autoconsapevoli né coscienti. D’altro canto essi dimostrano di possedere in modo crescente comportamenti finalizzati e scopi particolari, in modo equivalente a quella di agenti intelligenti autonomi.

“Queste “macchine di AI” possono apparire anche spietate nei confronti degli individui”: alzi la mano chi non ha provato tale sensazione, ad esempio, nei confronti della burocrazia italiana, o di organizzazioni come le banche, o equitalia.

“Tale spietatezza appare quasi vantaggiosa, per poter sopravvivere in un ambiente competitivo. Esse sono in competizione per lo sforzo umano, il coinvolgimento e l’impegno: in sintesi, per il denaro e per il potere. Così esse sopravvivono e crescono. Le nuove organizzazioni e quelle meno efficienti copiano le caratteristiche di quelle dominanti al fine di competere. Ciò le pone in un processo di selezione darwiniana, come ha notò Milton Friedman”.

Se fino a qualche tempo fa tali organizzazioni hanno fatto affidamento sul consenso dell’uomo e sulla sua partecipazione, confinandone l’azione all’interno dei vincoli dei valori umani e della sua morale.

Con l’avvento di apprendimento automatico, le cose sono cambiate. Ora abbiamo algoritmi che possono prendere decisioni complesse meglio e più velocemente di qualsiasi essere umano, su praticamente qualsiasi dominio specifico. Essi vengono applicati a problemi legati a grandi volumi di dati che vanno ben oltre l’umana comprensione. Eppure, questi algoritmi sono ancora stupidi in qualche modo. Essi sono progettati per ottimizzare i parametri specifici per insiemi di dati specifici, ma sono ignari della complessità del mondo reale, e delle conseguenze a lungo termine delle loro scelte.

Al di là degli scenari negativi che l’articolo poi sviluppa, per quanto riguarda la nostra situazione in Veneto credo che chiunque fin qui è riuscito a seguire la tesi dell’articolo, può ora anche facilmente comprendere come la soluzione di sviluppare una piattaforma di cittadinanza digitale veneta possa permetterci di superare le barriere di comunicazione sociale che finora ci hanno reso schiavi della macchina partitocratica italiana.

Superando i limiti attuali che esistono nei processi umani di costruzione del consenso sociale che i partiti usano, noi riusciremo semplicemente a renderli dei dinosauri di fronte al nuovo panorama di ingegneria sociale digitale che sapremo mettere a disposizione dei cittadini veneti.

Ciò è già avvenuto in una prima forma eclatante con il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, che ha saputo travolgere il muro di gomma del silenzio mediatico che è crollato solo quando era troppo tardi per fermare il consenso plebiscitario emerso verso l’indipendenza della Repubblica Veneta.

Schermata 2015-12-28 alle 19.10.14Quando completeremo il nostro progetto con la piattaforma di cittadinanza digitale veneta, per il quale servono ancora cospicui finanziamenti, caleremo l’asso che consegnerà al passato i responsabili della più grave crisi socio-economica del Veneto e dell’Italia nella storia contemporanea, dal dopoguerra.

Tale strumento costituirà finalmente il tessuto connettivo che oggi manca al Veneto per poter esercitare la propria azione e pressione mediatica di apertura ad un mondo sempre più interconnesso e globale.

L’unica via di uscita dalla prigione del peggiore inferno fiscale del mondo è l’apertura e l’interconnessione con il mondo libero all’esterno di essa. Dalla pressione sociale che sapremo esercitare tramite tale piattaforma e dalla creazione di un modello economico che ci renda indipendenti dal sistema bancario italiano, prenderà forma la nuova Repubblica Veneta indipendente.

Una volta indipendenti, anche solo con il surplus finanziario di 20 miliardi di euro l’anno che oggi vengono bruciati sull’altare dell’appartenenza allo stato italiano, il Veneto saprà recitare un ruolo da protagonista, come nuova repubblica moderna, aperta, tollerante, in Europa e nel mondo.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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L’AUTONOMIA SENZA SOLDI È UN TENTATIVO VANO DI ESORCIZZARE L’INDIPENDENZA DEL VENETO

L’AUTONOMIA SENZA SOLDI È UN TENTATIVO VANO DI ESORCIZZARE L’INDIPENDENZA DEL VENETO

28 Dicembre 2015 4 Comments in editoriali news

Perché il governatore del Veneto e tutti coloro che si riempiono la bocca vanamente di diritto internazionale a supporto del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto non hanno presentato a loro volta ricorso a Strasburgo contro la Consulta?

Il-Veneto-indipendente-Avra-un-posto-al-G20-620x372In questi giorni il presidente della giunta regionale del Veneto ha riproposto il tema del referendum per l’autonomia del Veneto, che dovrebbe tenersi nel 2016.

Forse il governatore regionale del Veneto e assieme a lui tutti coloro che lo hanno appoggiato sul tema, dal pd, ai tosiani, ai 5 stelle, dovrebbero rileggersi i passaggi in cui la Corte Costituzionale, nel giudicare l’illegittimità del referendum di autonomia del Veneto previsto dalla LR 15/2014, si è pronunciata in modo negativo in particolare su alcuni aspetti, che appaiono significativi quanto rivelatori della particolare forma di “affetto” che lega la Repubblica Italiana al Veneto, svuotando l’eventuale referendum per l’autonomia di valore economico e quindi di concreta fattività sostanziale, eccependo ragioni di “equilibrio della finanza pubblica italiana e di solidarietà tra regioni”.

Noi invece non capiamo proprio il significato vero di un’autonomia regionale che non sia rappresentata da adeguate risorse economiche per finanziarla. Se serve una rappresentazione simbolica e di principi abbiamo già il Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta che se ne occupa egregiamente. A questo punto il consiglio regionale farebbe meglio a passargli in toto i propri poteri.

Non è la prima volta che il leader veneto della lega recita un ritornello che segna l’ennesima incoerenza del suo movimento e dell’azione di una maggioranza di governo regionale che da più di vent’anni ammorba il Veneto in tema di esempio civico nel mondo.

Certo, qualcuno dirà che si tratta di un inizio di un percorso: a noi pare più un tentativo di perdere tempo per mantenere il potere ed esercitarlo in modo autoreferenziale, come sempre è avvenuto nell’ultimo infausto ventennio.

Casomai servisse ripeterlo, la forma di “solidarietà” cui è tenuto il Veneto appare alquanto particolare, dato che invero dall’analisi delle serie storiche dei residui fiscali regionali per il Veneto essa appare a senso unico e sempre sfavorevole ai cittadini veneti e al loro territorio, configurandosi più come sottrazione continuata di risorse economiche a uno specifico territorio a vantaggio di altri, piuttosto che “solidarietà”.

Anche in termini di entità, tale sottrazione di risorse appare nella sua enormità sia in termini assoluti sia in termini comparati con altre regioni di altri Stati, nell’era attuale e anche nella storia, arrivando a coprire anche in termini percentuali quote del Prodotto Interno Lordo del Veneto pari al 10-15% e a una quota sull’intero gettito fiscale del Veneto pari al 28-30%. Tali cifre percentuali sono quindi valide mediamente anche in termini di prelievo sul pil pro capite e di quota sul gettito fiscale pro capite dei cittadini veneti, costituendo, data la ripetitività e la quantità, una sottrazione sistematica della proprietà privata dei cittadini veneti, trattandosi di denaro che non confluisce in alcun modo in spesa pubblica né centrale né locale ad essi destinata.

In termini storici tale fenomeno, quando si verificava in forme ben minori, non veniva definito “solidarietà”, bensì colonialismo. In tal senso si capisce allora pienamente anche il titolo di “governatore”, termine che nel passato spesso identificava proprio il responsabile locale del potere centrale coloniale e che oggi pare adattarsi perfettamente anche al caso del Veneto.

Tanto poco ci entusiasma quindi la prospettiva di un referendum per l’autonomia, che, come comunicato lunedì scorso ed entro i 6 mesi previsti dal regolamento CEDU, abbiamo presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, contro lo stato italiano, a seguito della violazione molteplici Articoli della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali e dei successivi Protocolli avvenuta con la citata sentenza della Consulta, chiedendo tra le altre cose un risarcimento danni all’Italia di 600 miliardi di euro a fronte della serie storica impressionante di rapine fiscali degli ultimi 30 anni nei confronti dei cittadini veneti. La nostra azione è stata supportata è suffragata presentando una enorme quantità di allegati e di documenti, a sostanziare un atto e un fatto storico a difesa del nostro Popolo.

Una domanda ora sorge spontanea: perché il presidente della giunta regionale del Veneto non ha fatto altrettanto? Finalmente ne aveva l’occasione, servita su un vassoio d’argento: grazie alla sentenza inappellabile della Consulta, esauriti i gradi di giudizio interni allo stato italiano, finalmente per sussidiarietà poteva rivolgersi a una corte internazionale, come abbiamo fatto noi.

Già a suo tempo, dopo il Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, egli, la giunta e il consiglio regionale avevano sbagliato a non rivolgersi alla Venice Commission, che rappresentava l’organo deputato cui rivolgersi anche in ottemperanza alla Risoluzione regionale 44/2012, per aprire il caso dell’autodeterminazione del Veneto a livello istituzionale.

Oggi però, dopo essersi vista sbarrata la strada dalla Consulta per un nuovo referendum regionale per l’indipendenza e svuotato di significato l’eventuale referendum regionale per l’autonomia, il non aver ricorso alla CEDU appare da parte sua un vero e proprio tradimento del suo mandato, oppure una ammissione di incapacità (il che sarebbe anche peggio).

Perché lui e altri che si riempiono la bocca vanamente di diritto internazionale a supporto del diritto di autodeterminazione e dell’indipendenza del Popolo Veneto non hanno dato seguito alle mille vane promesse e bla-bla-bla? Promesse ancora oggi ripetute a vanvera sui giornali come bufale natalizie, degne dei peggiori imbonitori e traditori dei cittadini e della società civile veneta che ancora oggi è nel pieno della più drammatica crisi socio-economica del dopoguerra.

La realtà è che la nostra azione di avanguardia per l’indipendenza del Veneto è da sempre anche l’unica azione coerente, di spessore e concreta che costringe una inutile classe di politicanti regionali ad inseguire il nostro percorso, tentando di cavalcarlo e scimmiottarlo pur di esorcizzarlo.

La ragione che hanno per tentare di impedirla, è che con l’indipendenza finirebbero i privilegi, le prebende e gli affari parassitari che solo la permanenza nella dittatura burocratica italiana permette a lorsignori di portare avanti, a danno dei cittadini veneti.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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