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Categoria: news

CREARE LA REPUBBLICA VENETA: UN PERCORSO NORMATIVO

CREARE LA REPUBBLICA VENETA: UN PERCORSO NORMATIVO

10 Marzo 2015 17 Comments in editoriali news

Un primo approccio: “cosa non va”

Il punto di partenza della mia riflessione è stato dal pormi una domanda semplice: “cosa non va in Italia?”. La domanda è semplice ma la risposta potrebbe sembrare molto complessa ed articolata. Ma se si pensano i problemi come sottoprodotti di problemi più grandi, e si risale la linea causa- effetto che ha portato all’incubo in cui viviamo oggi, la risposta potrebbe essere sorprendentemente concisa.

Schermata 2015-03-10 alle 14.31.32Vi è un determinato “modus vivendi” interconnesso con dei meccanismi normativi distorti che hanno generato la piaga della corruzione, dello spreco di denaro pubblico, della cattiva amministrazione, del lassismo lavorativo e la demolizione sistematica dello Stato di Diritto. Lasciando il cittadino in balia di se stesso, quando non è in balia dello Stato.

Nella trattazione che segue, cerco di individuare delle linee guida per ricostruire da zero uno Stato di Diritto, senza dare delle ricette dettagliate, che sono di natura personale perlopiù basate su filosofia di pensiero, ma cercando, nel modo più stringato possibile, di trovare delle macro-aree di intervento per invertire la rotta del degrado legislativo e ritornare ad una visione “umana” dello Stato.

Le regole di base: La Costituzione.

La costituzione repubblicana del 1946 è un capolavoro si, ma del compromesso. Vi sono notevoli carenze generate soprattutto dal contesto storico che richiedeva un estremo bilanciamento dei poteri, il bicameralismo perfetto, un capo dello Stato con prerogative regali, un esecutivo non elettivo, una partecipazione referendaria ridotta al minimo.

La nostra costituzione, peraltro, è abbastanza prolissa, ben 139 articoli. In sede di stesura della Carta Costituzionale, a mio modo di vedere bisogna trovare un sistema bilanciato, ma efficiente, efficace, e soprattutto democratico. Il bicameralismo perfetto e la forma di stato della Repubblica parlamentare sono stati aggirati con le infinite “questioni di fiducia” e una legge elettorale che pone la responsabilità dei parlamentari non verso il popolo che li ha eletti, ma verso la segreteria di partito che li ha nominati. Anche la legge elettorale dovrebbe quindi essere contenuta in costituzione, e va prevista una procedura referendaria per la sua modificazione. Il modello della costituzione americana (peraltro ispirata dai principi della Serenissima, visto che proprio Benjamin Franklin ha soggiornato a Venezia per quasi un anno prima della rivoluzione) rappresenta un buon punto di partenza, su cui adattare le nostre esigenze di uno stato federale, immerso in un mondo di nazioni.

Senatori e deputati, negli Stati Uniti, vengono eletti ogni 2 anni. Questo pone nelle mani degli elettori un forte strumento di controllo sull’operato della politica. Lí il potere esecutivo è prevalente, e secondo me un momento più democratico sarebbe invece auspicabile, soprattutto visto quanto sta succedendo da alcuni anni a questa parte in Italia, laddove il potere legislativo è di fatto confluito nell’esecutivo (Montesquieu avrebbe qualcosa da ridire a riguardo), il parlamento ridotto ad un passacarte, dove i membri, se vogliono mantenere il posto esageratamente remunerato, sono obbligati a votare qualsiasi cosa che l’esecutivo propone. Era così anche con il fascismo.

Si devono introdurre dei meccanismi di proporzionalità degli emolumenti dei politici e restringerne l’immunità giudiziaria al minimo, affinché non si trasformino in quella casta autoreferenziale che ha distrutto l’Italia.

I principi di base: il triangolo della legalità.

Schermata 2015-03-10 alle 14.32.12

In Italia, lo Stato in cui siamo immersi e che in alcuni casi ci ha contagiati e corrotti, si hanno tre grossi problemi:

1) Non si sa mai cosa fa l’amministrazione pubblica

2) Nessuno paga. Tutti responsabili quando devono essere pagati, nessuno è responsabile quando deve pagare

3) Il diritto è talmente complicato, che anche di fronte alla situazione più semplice, in caso di giudizio, non si ha mai certezza di cosa accadrà.

Quello che dobbiamo fare è interrompere questa spirale verso l’abisso burocratico, tramite tre ricette molto semplici:

1) Istituire la TRASPARENZA assoluta dell’amministrazione pubblica

2) Ristabilire la RESPONSABILITÀ civile e penale sia nel pubblico che nel privato

3) Ristabilire la CERTEZZA DEL DIRITTO E DELLA PENA.

Non penso solo ed esclusivamente ad una migliore “vivibilità” dell’individuo nella nuova Repubblica, ma anche un ambiente normativo che incentivi gli investimenti esteri, il turismo, l’export, ora fortemente scoraggiati da una burocrazia fuori controllo.

Ma come farlo?

Una ricetta di programma

– Il consiglio dei 10 ha già adottato i principi fondamentali della Repubblica Veneta.

– Una volta insediato il Parlamento della Repubblica Veneta va elaborata una Carta Costituzionale che va votata e successivamente ratificata dal popolo prima di entrare in vigore.

– Un’idea è quella di aprire una selezione di giuristi per un gruppo di lavoro di tecnici del diritto, sotto una guida politica, affinché redigano il nuovo testo unico delle leggi della repubblica Veneta, che sarà poi discusso e votato dal parlamento.

– Le leggi della Repubblica, dovranno rispondere ad un principio costituzionale che è quello della chiarezza e semplicità. Periodicamente, il testo unico verrà aggiornato (evidenziando le modifiche) e reso fruibile on-line. L’idea sostanzialmente è quella di un manuale tecnico in costante aggiornamento, dove non vi siano, nelle norme emanate, riferimenti ad articoli di leggi che abrogavano leggi che sostituivano decreti ecc. Poche norme, brevi, semplici, di immediata fruizione. Tutto ciò che non risponde a questi requisiti è incostituzionale.

– La stessa cosa vale per il codice penale. Inasprire alcune pene “politiche” come corruzione, falso in bilancio, aggiotaggio, associazione mafiosa, danno ambientale, e danno alla cosa e all’immagine pubblica, come anche quelle per reati “sociali”, come furto, stupro, omicidio. Il “gap” delle pene va ridotto, in particolar modo nella soglia minima. Per uno stupro non si può, a mio avviso, vedersi comminata una pena di 6 mesi. La discrezionalità dei giudici va ridotta drasticamente, perché se è vero il principio che non si deve giudicare allo stesso modo due fatti diversi, è vero anche che non si può giudicare in modo diverso due fatti uguali.

Deve di fatto ritornare la certezza della pena, i processi per direttissima devono diventare la norma, l’arresto scatta immediatamente alla pronuncia della sentenza. Se associamo una pressione fiscale “a misura d’uomo”, vincoliamo l’amministrazione a canoni di trasparenza per evitare corruzione (in Italia è stimata in 60 miliardi di euro, metà del valore complessivo dell’Unione Europea), cattiva gestione del denaro pubblico, nepotismo (già all’epoca dei papi, e della Repubblica di Cola di Rienzo nel rinascimento pontificio era diventato una piaga), lassismo e inefficienza dell’amministrazione pubblica, otterremo un risultato sorprendente: Uffici pubblici efficienti e rivolti al servizio del cittadino, una giustizia efficiente ed economica, processi rapidi, soddisfacimento del desiderio di giustizia e rivalsa civile, deterrenza al crimine. Scuole pubbliche all’avanguardia, insegnanti motivati e dotati, assunti per meritocrazia, con competizione territoriale delle scuole, con un sistema di valutazione e punteggio per i migliori istituti. I nostri giovani saranno più preparati, più affezionati alla nazione che li ha istruiti ed educati dando loro tutti i mezzi per crearsi un futuro. La rendicontazione capillare delle spese pubbliche e la loro incidenza sul bilancio familiare ridurrà l’evasione e aumenterà il senso di appartenenza.

Una classe politica che non deve vendere un prodotto politico (ovvero un programma) come sosteneva Shumpeter, e in buona misura come succede oggi in Italia, solo per ottenere la poltrona, ma una classe partecipe e rappresentativa della società civile e del mondo reale, con vincoli di mandato, incarichi a termine, rendiconto di trasparenza alla nazione, il tutto motivato da un voto diretto e frequente.

Questo è il progetto che ho in mente. Basta agire su questo triangolo, Trasparenza, Responsabilità e Certezza del Diritto. Il come e il quando spetta al parlamento e alla democrazia.

 

Pernumia, 07/03/15

Andrea Zanetti
Plebiscito.eu

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IN 6 DAYS VENETIANS VOTE FOR THEIR OWN INDEPENDENT PARLIAMENT TO SECEDE FROM ITALY

IN 6 DAYS VENETIANS VOTE FOR THEIR OWN INDEPENDENT PARLIAMENT TO SECEDE FROM ITALY

9 Marzo 2015 0 Comments in editoriali news

Considering the data initially gathered, at least one million of Venetians is expected to vote during the elections of the provisional Venetian independent parliament. Mr. Gianfranco Favaro says: “You can not deprive a people of its own right of expression.” Mr. Gianluca Busato adds: “Once we will have our glorious Republic back, we will be able to drastically cut the fees down and to keep them into our territory.”

foto1[Venice, 9th of March 2015] – Like the last year, March is the month of the Digital Revolution in Veneto. Once again, the time of the political agenda is beaten by the website www.plebiscito.eu: twelve months ago, thanks to a brilliant digital referendum, www.plebiscito.eu has called the world’s media attention to the Veneto indipendence question. Today, www.plebiscito.eu raises the challenge again with the self-managed elections for the provisional Venetian Parliament.

Comparing the statistical data about the voters’ pre registration of the last year to the ones of the ongoing operation, the organizers of www.plebiscito.eu extimate that at least one million of Venetian voters will choose the candidates to be elected as deputy in the provisional Venetian parliament.

foto32Veneto region has been divided into 42 electoral geographical areas, including a further area which it has been dedicated to the Venetian voters living abroad. Each geographical area will elect two deputies who, together with the Delegation of the Ten, will compose the provisional Venetian Parliament. Three different Venetian lists will run for the elections: Yes for Veneto (‘Veneto Sì’), Life (‘Liberi Imprenditori Federalisti Europei’, ‘Free Federalist European Entrepreneurs’) and Venetian Federated Citizens (‘Cittadini Veneti Federati’).
While in the streets of Veneto you see a great and concrete self organized activity around this important event, all the italian media are silent or misinform to cover up this popular phenomenon. This does not surprise, since Italy is the only Western European country with no real press freedom, as widely demonstrated by the major international organizations monitoring the state of pluralism and the freedom of the information/media systems worldwide.

foto4The elections for the provisional Venetian Parliament is a project which has been gifted of an innovative legal basis, creating a pattern to be followed once again in this historical period of great changes and geopolitical transformation. The importance of this operation becomes even bigger if we think that, the 8th of August 2014, the Italian Government has postponed to the constitutional court the convocation of a new (though muddled) referendum for the independence of Veneto proposed by the Regional Council of Veneto, stopping any possibility for the Venetians to effectively exercise their own right to self-determination through the institutions and laws of the Italian state.

foto3Therefore, it is finally clear, to even the most doubtful ones: the civic referendum process lead by the Venetian digital plebiscite is now assuming a new meaning under the international jurisprudence profile, too.
Gianfranco Favaro, member of the Delegation of the Ten notes:”It is absolutely not possible to deprive a people of the right of expression, especially when it has already democratically expressed itself and, above all, the Venetians have expressed themselves not through a mere private action, yet through a combination of both public and private basis” .
Regarding to this aspect, it is often underrated the fact that Plebscito.eu organized the digital referendum for the independence of Veneto not just acting as a private civic organization, but also in terms of the referendum committee born to allow the concrete application of the regional resolution n° 44/2012, following a deliberation which had been approved by several Venetian municipalities. This resolution, together with the referendum committee, formally announced the digital plebiscite for the indipendence of Veneto, held by www.plebiscito.eu.
After the free expression of the sovereign Venetian people, the Delegation of the Ten of the Venetian Republic (that has been elected in the referendum itself,too) gave start to a provisional period of institutional competition between the illegittimate institutions of the Italian state and the legitimate ones (albeit still in an embryonic and not yet fully stabilized form) of the Venetian Republic.
Now the Delegation of the Ten raises the bets, building up the provisional institutions which will exercise the legislative and the executive power into the new Venetian Republic.

foto 2 (1)Gianluca Busato commented:” After the election of the provisional Venetian Parliament and the settlement of the provisional Venetian Government, it is clear that the Organization for the Liberation of Veneto will take form. This organization will take more concrete decisions on a formal level, starting from the taxes, which will be drastically lowered and kept into the Venetian territory”.

Press office
Plebiscito.eu

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TRA 6 GIORNI I VENETI VOTANO IL PARLAMENTO INDIPENDENTE PER STACCARSI DALLO STATO ITALIANO

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9 Marzo 2015 37 Comments in editoriali news

Dai primi dati si stima la partecipazione al voto di almeno un milione di veneti. Gianfranco Favaro: “Non è possibile privare un Popolo del proprio diritto di esprimersi”. Gianluca Busato: “abbasseremo drasticamente le tasse che saranno trattenute in Veneto”

foto1[Venezia, 9 marzo 2015] Come l’anno scorso, marzo è il mese della Rivoluzione Digitale in Veneto. A dettare i tempi dell’agenda politica è ancora una volta il sito internet www.plebiscito.eu, che dopo aver richiamato l’attenzione del mondo intero un anno fa sulla questione dell’indipendenza del Veneto, con un referendum che ha fatto discutere tutti gli organi di informazione internazionali, veneti e italiani, oggi rilancia la sfida con l’indizione di elezioni autogestite del Parlamento Veneto. Sulla base dei raffronti statistici tra il referendum digitale di un anno fa e le preregistrazioni in corso sul sito www.plebiscito.eu per ottenere il codice di voto, gli organizzatori stimano in almeno in un milione di votanti i veneti che esprimeranno la propria preferenza sul candidato deputato da eleggere nel Parlamento Veneto.

foto32Il Veneto è stato suddiviso in 42 aree elettorali geografiche più una dedicata ai veneti residenti all’estero. Ogni area territoriale eleggerà i 2 deputati che avranno preso più voti, che assieme alla Delegazione dei Dieci comporranno il Parlamento Veneto. Alle elezioni parteciperanno tre liste: Veneto Sì, Life e Cittadini Veneti Federati.
Mentre nel Veneto si vede la grande attività di una estesa e organizzata rete di attivisti, i media italiani e anche quelli veneti tacciono, oppure disinformano, come da tradizione dell’unico Paese dell’Europa occidentale privo di un’autentica libertà di stampa, come ampiamente testimoniato dalle principali organizzazioni internazionali che monitorano lo stato di pluralismo e libertà dei sistemi informativi e mediatici in tutto il mondo.

foto4L’iniziativa ha una base giuridica innovativa in un’epoca storica di grandi cambiamenti e trasformazioni geopolitiche. Essa risulta ancor più rafforzata, se pensiamo che il governo italiano, l’8 agosto scorso, ha rimandato presso la corte costituzionale la convocazione (pur farraginosa) di un nuovo referendum per l’indipendenza del Veneto da parte del consiglio regionale del Veneto, stoppando con ciò ogni possibilità per il Popolo Veneto di esercitare concretamente il proprio diritto di autodeterminazione attraverso le istituzioni di diritto italiano. È chiaro anche ai più dubbiosi quindi che un processo civico referendario come quello scaturito dal Plebiscito Digitale assume ora tutto un altro significato anche sul piano strettamente giuridico di diritto internazionale.
foto3Gianfranco Favaro, membro della Delegazione dei Dieci, osserva; “Non è assolutamente possibile privare un Popolo del proprio diritto di esprimersi né tantomeno si può privare un Popolo di tale diritto quando già lo ha esercitato, tra l’altro non attraverso un’azione di tipo privatistica, bensì su base mista pubblica-privata”.

A tal proposito, è spesso sottovalutato il fatto che il referendum di indipendenza del Veneto di un anno fa non fu infatti indetto da Plebiscito.eu solo in qualità di organizzazione civica privata, ma anche in funzione di comitato referendario nato proprio per permettere l’applicazione concreta della risoluzione regionale 44/2012 e in seguito a un deliberato approvato da diversi comuni veneti che assieme al comitato referendario avevano indetto formalmente il referendum digitale. A seguito dell’espressione del Popolo Sovrano è quindi stato dato il via a un periodo di concorrenza istituzionale tra le istituzioni illegittime dello stato italiano e quelle legittime della Repubblica Veneta, seppure in forma embrionale e non ancora del tutto stabilizzate, attraverso l’azione della Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta, eletta in occasione del referendum stesso.
Ora la Delegazione dei Dieci alza il tiro e dà il via alle istituzioni pur provvisorie della Repubblica Veneta, che eserciteranno il potere legislativo e quello esecutivo.

foto 2 (1)Gianluca Busato ha commentato: “dopo l’elezione del Parlamento Veneto e l’insediamento anche del Governo Provvisorio, è chiaro che prenderà forma di fatto l’Organizzazione di Liberazione del Veneto, che comincerà ad adottare decisioni più concrete anche sul piano formale, a cominciare dalle tasse, che saranno drasticamente abbassate e trattenute in Veneto”.

Ufficio stampa
Plebiscito.eu

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IL PRIMO NEMICO DELL’INDIPENDENZA DEL VENETO È LA PARTITOCRAZIA ITALIANA, CHE DA NOI SI CHIAMA LEGA

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27 Febbraio 2015 39 Comments in editoriali news

Partecipiamo in massa alla Rivoluzione Digitale e votiamo il Parlamento Veneto dal 15 al 20 marzo. Preregistrazioni al voto già attive su www.plebiscito.eu

Schermata 2014-03-22 alle 03.26.08Sono al potere da 25 anni. Sono andati a Roma nel nome del Veneto, della Lombardia e delle regioni del nord. Non hanno portato a casa niente per la propria Terra, se non miseria e degrado sociale. Si sono riempiti il portafogli, a suon di diamanti e di investimenti in Tanzania. Hanno fallito su tutti i fronti, cambiando slogan ogni due anni. Prima l’autonomia, poi il federalismo, poi la secessione, poi ancora il federalismo fiscale, poi la devolution, poi il federalismo a geometria variabile, poi la macroregione e ora il no euro.
Se c’è una ragione che più delle altre spiega perché l’indipendenza del Veneto ancora non è avvenuta questa è la presenza della lega nelle istituzioni italiane. Vi ricordate come si sono comportati un anno fa, in occasione del referendum di indipendenza del Veneto? I militanti ci hanno appoggiato e i dirigenti fino all’ultimo minuto ci hanno ostacolato, cercando di fare confusione e organizzando banchetti in concorrenza al Plebiscito Digitale il 1° marzo. Poi, travolti da 2,1 milioni di Sì su 2,3 milioni di votanti, hanno cercato di cavalcare l’onda indipendentista, per smorzarla e tornare ai loro affari di sempre.
Seduti di fianco di volta in volta ai ministri farabutti o ai ladri del Mose non hanno mai visto niente e li hanno anche nominati loro assessori in regione. Ingannando in primis i loro militanti in buona fede e tradendo l’intero Popolo Veneto.
Hanno costruito una ragnatela di potere infinita, che si è intrufolata ovunque: nei comuni, nelle province, in regione, nella burocrazia, nella magistratura, nelle televisioni, nei giornali. La piovra verde è il più grande avversario dell’indipendenza, perché con lo stato italiano hanno mangiato a sbafo, a nostre spese, e si sono costruiti un impero. Oggi hanno calato la maschera e hanno fatto l’ennesima piroetta del ragazzotto nuovo segretario eterno fuori corso che ha piantato le tende nella tv di stato compiacente a nostre spese si sono trasformati nei difensori dell’italianità e vanno a manifestare a Roma Ladrona, oggi diventata Roma Poltrona. Magari i loro dirigenti – da irresponsabili e provocatori di professione – cercano anche il morto per cavalcare lo scontro sociale.

IMG_0008Il nemico dell’indipendenza del Veneto ha un nome ben preciso, la partitocrazia italiana, che in Veneto si chiama lega. Sradichiamola dalla nostra Terra una volta per tutte, facciamo soffiare impetuoso il vento dell’indipendenza.

Votiamo e facciamo votare in massa il Parlamento Veneto dal 15 al 20 marzo 2015.

Registriamoci su www.plebiscito.eu per ottenere il nostro codice di voto: prendiamoci la nostra libertà.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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IL MONDO FA IL TIFO PER IL VENETO, DIAMOCI DA FARE PER LA NOSTRA INDIPENDENZA

IL MONDO FA IL TIFO PER IL VENETO, DIAMOCI DA FARE PER LA NOSTRA INDIPENDENZA

26 Febbraio 2015 9 Comments in editoriali news

Due appuntamenti fondamentali per la libertà del Veneto, prima con le elezioni del Parlamento Veneto del 15-20 marzo e quindi con le elezioni regionali, per scegliere Veneto Sì o Veneto No.

VolantinoA5_votoVSI-STAMPA-retroL’indipendenza del Veneto è un grande affare per i veneti, che ne avrebbero solo benefici. Perché allora ancora non è avvenuta compiutamente?
Il primo ed unico ostacolo alla sua realizzazione siamo noi stessi veneti, o meglio la nostra scarsa consapevolezza della forza che abbiamo come indipendentisti grazie all’azione intrapresa da Plebiscito.eu. Tutto nella politica veneta si muove attorno a noi. Un anno fa oltre 2,3 milioni di veneti si sono recati alle urne digitali e l’89,10% di loro ha detto sì all’indipendenza. Nessun altro progetto politico nella storia del Veneto ha mai visto un consenso plebiscitario di così grande portata.
Perché allora oggi non abbiamo ancora sufficiente coscienza della nostra forza? Semplice, perché il sistema mediatico che ci opprime ogni giorno ci nasconde questa evidenza e ci disinforma, assolvendo al suo ruolo di unico sistema informativo classificato come non libero nell’Europa occidentale.

khannaSe allora i nostri occhi non percepiscono la nostra forza, usiamo quelli di osservatori internazionali qualificati, come quelli di Parag Khanna, che in una intervista del 16 gennaio scorso su European ha definito gli indipendentisti, citando per ben due volte l’opera di Plebiscito.eu, l’organizzazione che rappresenta il movimento più avanzato che sta consentendo l’evoluzione verso una forma di civiltà globale interconnessa. Non siamo più quindi i rappresentanti del passatismo nostalgico, che si muovono utopisticamente in antitesi alla globalizzazione, come ci dipingevano e tutt’ora ci dipingono i prezzolati intellettuali italiani di regime, ma siamo stati indentificati come il movimento politico più avanzato al mondo sotto vari fronti: utilizzo di nuove tecnologie digitali, di comunicazione e di nuovi metodi di analisi statistica su grandi volumi di dati relazionali strutturati, applicazione di un nuovo paradigma che interpreta al meglio la frammentazione inevitabile del potere finora esercitato monopolisticamente dai vecchi stati multinazionali ereditati dall’ottocento e che oggi sono entrati in crisi perché superati da un lato dalle organizzazioni interstatuali e dall’altro proprio dai nuovi stati più piccoli, efficienti e liberi di agire secondo le nuove regole globali.

Schermata 2014-03-22 alle 03.26.08C’è di più. Le tesi economiche che descrivono i benefici dell’indipendenza del Veneto oggi non sono più pubblicate esclusivamente dagli esperti economici dei movimenti indipendentisti, che, pur nella loro autorevolezza, esprimono opinioni di parte, ma vengono pubblicizzate dai centri studi delle più qualificate istituzioni del mondo economico dell’Europa Bene, quella che conta e che sa contare, come ad esempio il centro studi di Deutsche Bank, che qualche settimana fa ha pubblicato uno studio, diffuso al grande pubblico internazionale dal Financial Times e dal Telegraph, che ha messo in rilievo proprio la convenienza dell’indipendenza del Veneto e delle altre regioni produttive d’Europa che cercano la propria indipendenza. Deutsche Bank ha infatti dimostrato come anche l’unico fattore che poteva rendere meno vantaggiosa l’indipendenza, ovvero i costi infrastrutturali di costruzione di un nuovo stato, vengono ampiamente assorbiti e controbilanciati dall’integrazione europea, con ciò lasciando campo esclusivamente agli enormi benefici economici della liberazione dall’oppressione fiscale dallo stato italiano.

washAlzando lo sguardo ci accorgiamo che c’è dell’altro. Sta infatti diventando sempre più chiaro ed evidente a tutti che l’indipendenza del Veneto non è un affare solo per i veneti, ma porta vantaggio a tutti. In primis, alla stessa Italia, che grazie all’enorme surplus finanziario del Veneto indipendente (tra i 20 e i 40 miliardi, tra soldi rubati con la rapina fiscale e soldi bruciati con gli assurdi sprechi della macchina statale italiana) potrebbe strappare un accordo per l’indipendenza con il pagamento da parte del Veneto di una quota parte del debito pubblico italiano, rendendolo sostenibile. Quindi a trarne vantaggio sarebbe l’Europa, che proprio grazie all’indipendenza del Veneto potrebbe evitare i rischi derivanti dalla bancarotta italiana. Di fatto l’indipendenza resta l’unica possibilità di disinnescare la bomba ad orologeria che il Washington Post una decina di giorni fa ha descritto come in grado di far esplodere l’intera Europa.

chinaInfine, se consideriamo un livello ancora superiore, ci accorgiamo che l’indipendenza del Veneto incontra anche gli interessi che vanno anche al di sopra della stessa Europa, ad esempio tutelando e valorizzando la nostra Terra, consapevoli che essa rappresenta uno snodo strategico e cruciale dei nuovi equilibri geopolitici mondiali, ad esempio grazie alla funzione di baricentro che Venezia naturalmente rappresenta per le nuove straordinarie tratte intercontinentali, come ad esempio le nuove vie della seta, che da sole valgono oltre 21 triliardi di dollari.

tvFatti questi passaggi si comprende perfettamente perché l’Internazionale 10 giorni fa ci ha dedicato un servizio di 4 pagine: l’indipendenza del Veneto interessa eccome negli ambienti che contano. Ora manca solo il nostro impegno per realizzare i prossimi obiettivi:

1. le elezioni del Parlamento Veneto del 15-20 marzo 2015;
2. la vittoria di Veneto Sì nelle elezioni regionali di maggio.

Diamoci da fare, non ci sono seconde occasioni alla nostra portata. O vinciamo questa partita, o la prossima dovremmo andarcela a giocare all’estero, con una valigia di cartone, per chi potrà permettersi di emigrare. Per gli altri sarà la miseria.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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