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Categoria: news

SCATTA L’OPERAZIONE “MATTEO EVANGELISTA” CON LA MESSA IN MORA DI EQUITALIA E AGENZIA DELLE ENTRATE – PADOVA, 16 DICEMBRE

SCATTA L’OPERAZIONE “MATTEO EVANGELISTA” CON LA MESSA IN MORA DI EQUITALIA E AGENZIA DELLE ENTRATE – PADOVA, 16 DICEMBRE

11 Dicembre 2014 6 Comments in editoriali news

Martedì 16 dicembre daremo lo stop al peggiore inferno fiscale del mondo. Aderisci ora all’azione di liberazione fiscale.

Close-up of a Lion roaring, Panthera Leo, 10 years old, isolated on whitePlebiscito.eu (organizzazione per la Repubblica Veneta, che ha organizzato il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014) e LIFE (Liberi Imprenditori Federalisti Europei, il primo grande sindacato di imprenditori che ha saputo mettere in evidenza e combattere le storture dell’inferno fiscale italiano), hanno organizzato una grande e importante azione politica di messa in mora di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate, perfettamente legale e legittima, che avverrà il prossimo martedì 16 dicembre, in un giorno lavorativo, di mattina.

Operazione “Matteo Evangelista”

Messa in mora di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate

Basta Tasse Italiane!

  • DOVE: Davanti all’Ufficio Equitalia in via Longhin, 115 a Padova
  • QUANDO: Martedì 16 dicembre ore 10
  • Evento su facebook

Matteo_Evangelista WEBPer la massima copertura e successo dell’iniziativa, ci serve un aiuto concreto con la partecipazione di più persone possibili.

Se sei libero e vuoi aiutarci, questo è il momento. È il momento di dare impulso all’indipendenza del Veneto e alla liberazione fiscale dal brutale regno del male italiano.

Aiutati ora: nessuno farà ciò che rientra sotto la tua precisa responsabilità per liberarti dal peggior burosauro del mondo occidentale.

Usciamo assieme dal peggiore inferno fiscale del mondo con la Repubblica Veneta indipendente!

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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INDIPENDENZA DEL VENETO, UNICA SALVEZZA DALLO STATO-SPAZZATURA

INDIPENDENZA DEL VENETO, UNICA SALVEZZA DALLO STATO-SPAZZATURA

7 Dicembre 2014 6 Comments in editoriali news

analfabetismo funzionaleLe notizie di malaffare, criminalità e politica a Roma. Il declassamento di Standard & Poor’s che pone l’Italia e i suoi titoli al livello appena sopra la spazzatura. Le bacchettate della Merkel. Il quadro che si delinea in questo ponte dell’Immacolata fa capire che di immacolato nello stato italiano non è rimasto proprio nulla e che il grande accusato della crisi economica europea e mondiale sta diventando con sempre maggiore evidenza lo stato italiano e l’insostenibiltà del suo debito pubblico, creato per alimentare un sistema di potere partitocratico feudale.
La cosa più inquietante è che il clima di assuefazione e di abitudine allo schifo statale italico sta facendo calare molti nella rassegnazione e nella depressione, condizioni essenziali per i manovratori per continuare indisturbati nella loro opera di furto delle risorse e del frutto del lavoro dei veneti.
Per inciso, le cause della corruzione in Italia sono a nostro avviso legate all’enorme peso dell’intermediazione pubblica dei politici e dei burocrati, unito al più alto tasso di analfabetismo funzionale della popolazione italiana tra i Paesi Ocse (pari al 47% dei cittadini tra i 16 e i 65 anni nel 2008).
Noi non ci accontentiamo di piangerci addosso e di bearci della triste condizione in cui ci troviamo come sudditi del peggiore mostro burocratico del mondo occidentale.
Consapevoli che gli unici artefici del nostro destino siamo noi stessi, se ne diveniamo consapevoli e se ci assumiamo le conseguenti responsabilità, noi di Plebiscito.eu abbiamo quindi lanciato in questi mesi progetti di largo respiro e di spessore per affrancarci da questa insopportabile condizione di sudditi di uno stato ladro e marcio, tenuto in piedi dal patto d’acciaio tra i partiti di ogni risma, dal pd, alla lega nord, a forza italia, al ncd senza nessuna esclusione.
Abbiamo dato vita a un progetto strategico che mira a creare le condizioni per la creazione del nuovo baricentro degli equilibri del nuovo mondo in costruzione, che sarà a Venezia non per decisione nostra, bensì delle maggiori potenze del mondo.
Abbiamo quindi dato il via al progetto istituzionale della Repubblica Veneta che mira a creare uno stato nuovo, più leggero, giusto e rispettoso dei cittadini che ne divengono gli autentici sovrani, attraverso istituti di democrazia diretta e un sistema di giustizia snello ed efficiente che miri a ripristinare una situazione di legalità e responsabilità a tutela di tutti.
Infine ci siamo attivati tramite il comitato elettorale Veneto Sì per completare l’opera iniziata con il Plebiscito Digitale, che farà il proprio corso anche grazie alla fiducia che riceveremo dai cittadini veneti per smantellare la regione Veneto e dare piena effettività alla Repubblica Veneta indipendente, candidandoci in alternativa rispetto al sistema dei partiti italiani e dei loro servi spesso a stipendio pubblico pagato da noi.
In questo quadro l’obiezione fiscale lanciata fin da marzo scorso e l’operazione “Matteo Evangelista” in programma il prossimo martedì 16 dicembre dimostrano e dimostreranno come l’azione territoriale sia ancora la base principale sui cui si poggia ogni azione civica.

Per aiutarci in tale opera ci serve il tuo aiuto concreto. Non rassegnarti al grigiore statale italiano.

Costruisci assieme a noi la Repubblica Veneta pienamente indipendente.
Noi non siamo politici di professione. Siamo cittadini veneti responsabili ed estremamente preparati, imprenditori, insegnanti, professionisti, studenti, impiegati, disoccupati, artigiani, operai e rappresentanti di ogni estrazione sociale, che hanno deciso di prendersi le proprie responsabilità e costruire assieme il Veneto del futuro, finalmente libero e indipendente. Con te ci riusciamo prima e meglio.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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IL TRASPORTO PUBBLICO PASSEGGERI DELLA REPUBBLICA VENETA

IL TRASPORTO PUBBLICO PASSEGGERI DELLA REPUBBLICA VENETA

5 Dicembre 2014 22 Comments in editoriali news

1. Introduzione

L’industria del trasporto pubblico dovrebbe rappresentare un punto d’eccellenza nell’amministrazione veneta, sia come biglietto da visita delle capacità organizzative del settore pubblico, sia come sinergia tra pubblico e privato, ma soprattutto per creare un “ambiente” favorevole all’ulteriore sviluppo di altre aree dell’industria, in particolar modo quella del turismo.
L’idea fondamentale è quella della riscontrabile mancanza di accessibilità e mobilità dei punti nevralgici della nostra economia turistica. Come per moltissime realtà della Repubblica Italiana, e il Veneto non ne fa eccezione, si sono costruite negli anni delle vere e proprie cattedrali nel deserto, mal collegate, soggette al business dei taxi, o dei grandi parcheggi multipiano. Non ci sono metropolitane per le grandi città, non ci sono collegamenti su rotaia per gli aeroporti, non vi è interconnessione tra aeroporti/stazione/luoghi di interesse.
Viaggiando per il mondo, e non solo in quello occidentale, si può riscontrare una forte spinta in questo senso, quasi tutte le città europee hanno un sistema integrato di metropolitane di superficie o sotterranee che agevolano la mobilità entro la città e verso gli aeroporti. L’aria che si respira è quella di uno Stato che va, che funziona, e le cui infrastrutture sono volte al servizio dell’utenza, sia domestica che estera.
Il futuro del Veneto, in un mondo sempre più globalizzato, con il conseguente svilupparsi di un turismo di massa ed a basso costo per intercettare un mercato in enorme espansione, deve essere necessariamente volto alla mobilità, consentendo al mercato mondiale di raggiungere tutti i luoghi di interesse della nostra Nazione, per portarne i benefici in modo più capillare possibile.
Inoltre, le grandi opere potrebbero rappresentare una sana fonte di spesa pubblica, volta al potenziamento infrastrutturale dello Stato come anche al rilancio dell’economia tramite il lavoro.

2. Trasporti di terra e interconnessioni

mappa-1Centro nevralgico del sistema di trasporti delle Repubblica Veneta sarà certamente l’aeroporto di Venezia Tessera. Ritengo che però bisogni affrontare due problemi principali di accesso allo scalo:
– Accessibilità all’aeroporto da tutte le aree demografiche
– Accessibilità dall’aeroporto verso tutti i centri di maggior interesse turistico

Ovvero, dobbiamo aiutare a portare i nostri cittadini “fuori” come servizio per la comunità, e i cittadini stranieri “dentro” per incentivare il turismo.
L’aeroporto di Venezia Tessera deve essere potenziato, non tanto con la creazione di una nuova pista di atterraggio, che al momento risulta essere piuttosto inutile, considerando il volume di traffico da e per lo scalo lagunare. Basti pensare che in una giornata estiva, in concomitanza con eventi particolari come la biennale o mostra del cinema, l’aeroporto arriva a contare 380/400 movimenti al giorno. Milano Linate, negli anni precrisi, sempre con una pista sola riusciva a registrare picchi anche di 750 voli al giorno (tra arrivi e partenze) oltre che a intensa attività VFR, che Venezia purtroppo ancora non ha.
Va invece creata una stazione metropolitana/ferroviaria o al di sotto della zona arrivi (preferibile) o subito al di fuori.

L’aeroporto dovrebbe essere collegato a:
– La linea già esistente Venezia Trieste per potersi agganciare alla linea regionale e portare, eventualmente tramite la stazione di Venezia-Mestre tutte le città venete, in modo da portare i cittadini dal centro città direttamente in aeroporto senza muovere la macchina, e i turisti viceversa in tutte le nostre più belle aree urbane.
– Alcune città direttamente. Andrebbe fatto uno studio ambientale per la creazione di una metropolitana sommersa che rappresenti un accesso veloce e diretto alla città, sia per il turismo sia per il trasporto d’affari. Treviso e la linea per il Cadore potrebbe essere un’altra linea da valutare.

Questa concezione di trasporti metropolitani per gli aeroporti va creato anche per gli scali di Verona e Treviso. Bisogna dare accessibilità agli aeroporti tramite i treni, eliminando fin dove possibile l’uso dell’automobile.
La stima per i primi collegamenti è davvero irrisoria, 4,5 km per la connessione del Marco Polo alla Venezia/Trieste, 2,5km per allacciare il Canova di Verona con la Verona/Brescia, appena 1,4km per l’aeroporto di Treviso.
Una linea sommersa invece, comporterebbe circa 7,5km di tunnel, e un’opera ingegneristica di altissimo livello.
Andrebbe creato un collegamento ferroviario/metropolitano per Lido di Jesolo, un tempo apice dell’industria turistica balneare. L’ottimale sarebbe una linea metropolitana che da Venezia passi per Mestre, per l’Aeroporto e arrivi alle spalle del litorale, con alcune fermate lungo le varie piazze di Via Baffile.
Il turismo estivo a Jesolo va decisamente riportato alla gloria degli anni 80/90/2000, prima che iniziasse un lento ma inesorabile decadimento. Quest’opera è sicuramente più impegnativa, e si parla di circa 38km per un percorso che “aggiri” la laguna, in modo da preservarne l’habitat naturale.
Anche il turismo invernale va potenziato, dando accessibilità alla Regina delle dolomiti e a tutto il meraviglioso Cadore. Attualmente la linea ferroviaria ferma a Ponte nelle Alpi e Belluno. Non è sufficiente. Va fatto lo sforzo di portare i passeggeri dalla pianura fino al monte Cristallo direttamente su rotaia. Un ottimo esempio è fornito dal Trentino Alto Adige, in particolar modo nel comprensorio di Brunico/Plan de Corones.
Li, un treno moderno ed ecologico porta gli sciatori direttamente dentro la stazione della cabinovia che sale, ed è possibile raggiungerla dal centro di Monaco di Baviera, da Verona, o dalla cabinovia di San Candido.
Potremmo pensare a intercettare tutto il turismo del Medioriente, con Etihad e FlyEmirates che hanno operano scali settimanali a Venezia.

3. Spazio aereo

mappa-2Attualmente lo spazio aereo del Veneto è uno dei più trafficati d’Italia. Esso rappresenta una risorsa limitata e vitale, e va gestita con cura. I servizi alla navigazione aerea oggi vengono garantiti dall’ENAV secondo quanto pattuito alla convenzione di Chicago del 1947 (che ha istituito l’ICAO) e dai regolamenti dell’UE (questi forse troppo vincolanti soprattutto su irrealistici target di performance, vedasi performance scheme SES2+). L’erogazione di questi servizi, primo tra tutti il controllo del traffico aereo, è estremamente remunerativo. Per il controllo dello spazio aereo nazionale, al contrario di quanto si pensi, l’ENAV (e prima del 1979 l’aeronautica militare) ha istituito 4 centri di controllo radar d’area, e uno di questi è ad Abano Terme, e controlla tutto lo spazio aereo nazionale dal Brennero ad Ancona e dal Garda a Trieste.
L’infrastruttura quindi già esiste, tutte le attrezzature e i sistemi radar anche, e una gestione di questo centro da parte del Veneto, in maniera efficiente, senza accollarsi le spese di centri e aeroporti non produttivi, oltre che una burocrazia sovradimensionata, porterebbe ad un abbattimento delle tariffe in rotta e un incremento del volato, che si tradurrebbe in maggiori voli da e per il nostro paese e quindi un incremento del turismo.

4. La capitale

Venezia, come capitale della Repubblica necessiterà di nuove infrastrutture per il suo collegamento, e potrebbe essere la giusta occasione per un rilancio della città anche in termini di lotta allo spopolamento. Un’area di sviluppo potrebbe essere individuata nella bocca di porto di Lido/Punta Sabbioni. Vi sono già due infrastrutture importanti che potrebbero essere maggiormente sfruttate, come l’aeroporto Nicelli e l’idroscalo.

1) Allungare la pista del Nicelli fino a 1650 metri e asfaltarla, per renderla così utilizzabile per tutti gli executive jets (LJ45, LJ60, G-V e G-VI, GLEX ecc), e creare una darsena per il traffico lagunare, oltre che turistico e diporto.

2) Riadattare il vecchio idroscalo a nuovo terminal grandi navi. Queste non dovranno più solcare le acque lagunari ne creare moto ondoso, passeranno dalla bocca di porto e li vi si fermeranno.

Il tutto corredato da un eventuale prolungamento della sommersa, che colleghi il terminal all’aeroporto Marco Polo.

5. Conclusione

Quelle di cui sopra sono idee logistiche, corredate da necessità tecniche oggettive, e soggette a valutazioni di tipo ambientale e politico. La Laguna di Venezia deve essere, a mio avviso, una realtà da preservare ma al contempo ricontestualizzare nel terzo millennio. Il moto ondoso va ridimensionato, dalla Laguna vanno tenute fuori il più possibile le imbarcazioni pesanti e quelle veloci (ad eccezion fatta dei mezzi di pubblica sicurezza e di pronto intervento). Il petrolchimico andrebbe smantellato, bonificato e riqualificato. I “corridoi” delle petroliere e delle grandi navi portati altrove, le grandi navi turistiche tenute ai margini. Ma Venezia e la terra Veneta vanno inserite in un contesto di trasporti dinamici e interconnessi. Vorrei poter vedere un giorno, i cittadini di Bassano del Grappa bersi un mezzo e mezzo alla Nardini alta alle 11, prendere il treno per l’aeroporto Marco Polo alle 12 ed essere sul volo per Ibiza alle 14. Vorrei vedere un gruppo di amici di Stoccarda che in giornata, perché non sanno che fare nella loro grigia domenica di novembre, prendere l’AirBerlin e in 2 ore essere in Erbaria a bersi uno spritz. Vorrei pensare che una famiglia olandese, invece di andare in Mar Rosso, che poi rimanere in villaggio senza fare nulla, o affrontare 12 ore di macchina con i figli di 8 e 10 anni, prende la Venetian Airlines da Amsterdam e atterrare a Venezia Tessera, scendere alla metropolitana e in 34’ smontare dalla metro in piazza Drago, o ai campeggi di Punta Sabbioni, a due passi dalla città più bella del mondo, e nuovo cuore culturale d’Europa. Oppure perché no, agenzie di tutto il mondo offrire pacchetti tour per il Veneto, con arrivo su Venezia e ripartenza da Verona con scalo magari a Roma o Milano, mentre tramite il servizio ferroviario possono girare due settimane non stop per visitare la città da cui Galileo ha scoperto i satelliti di Giove, o una città in cui è possibile pesare trote alla mosca dando le spalle al mercato cittadino in un contesto quattrocentesco, visitare cittadine murate e splendide vallate, sciare nel cuore delle dolomiti fino al primo pomeriggio e tornare in capitale per bere uno spriz come aperitivo, vedere l’arena romana più bella che ci sia mentre dentro suonano gli ACDC, o iniziare un tour enogastronomico sui colli della Valdobbiadene e finire degustando un amarone della Valpolicella. Il tutto senza sprecare tempo, senza buttare denaro, senza inquinare l’ambiente, senza doversi scervellare per trovare dei trasporti in un paese dove tutto era difficile. Il sistema trasporti della Repubblica Veneta va quindi studiato e potenziato, creando nuove infrastrutture che colleghino i centri turistici e manifatturieri a quelli per i trasporti, in una rete sinergica ed efficiente.

Andrea Zanetti

Schermata 2014-12-01 alle 18.24.15Tratto da eVENETIA – Progetto Istituzionale della Repubblica Veneta

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FISCALITA’ LEGGERA NELLA REPUBBLICA VENETA

FISCALITA’ LEGGERA NELLA REPUBBLICA VENETA

4 Dicembre 2014 5 Comments in editoriali news

“Quando tassiamo trattiamo con il fuoco e, senza un attento controllo possiamo facilmente bruciare fino alle fondamenta tutto ciò che abbiamo costruito, e le nostre speranze per un mondo migliore possono andarsene in fumo.”

fisco-leggeroL’avvertimento che ci dà Charles Adams sembra calzare alla perfezione con quanto sta accadendo oggi in Veneto, come in altre (poche) regioni produttive della penisola.

Il rischio di perdere in breve tempo alcuni tra i più fitti reticoli produttivi del pianeta è sotto gli occhi di tutti. Ma, se la voracità fiscale dello stato centrale non accenna a diminuire, dimostrando l’ottusità tipica del parassita che, incurante della sorte dell’organismo ospite, ne prosciuga ogni energia, condividendone, alla fine, il triste ed inevitabile destino, d’altro canto una parte della popolazione e la quasi totalità delle classi dirigenti e politiche venete non sembrano avvertire pienamente la pericolosità della situazione.

Eppure, l’urgenza di sciogliere l’abbraccio mortale è impellente. A parere di chi scrive, decenni di propaganda, di istruzione veicolata, di informazione a senso unico erano ben riuscite a camuffare agli occhi di molti la vera natura dell’imposizione fiscale, che è sostanzialmente violenta e va a ledere uno diritti connaturati alla natura stessa dell’uomo: la proprietà privata. Il baratto “imposte in cambio di beni e/o servizi pubblici” ha costituito per decenni la giustificazione in base alla quale i cittadini hanno accettato le limitazioni alla propria libertà rappresentate dalle tasse. Giustificazione che, però, in Veneto non regge più.

Con riguardo alla classe politica il discorso è diverso. Essa è parte attiva di quel meccanismo perverso di accaparramento di risorse private di cui è destinataria e non può che desiderare il mantenimento dello status quo. La questione dell’indipendenza è la prova emblematica di questa dicotomia tra classi dirigenti e popolazione. Nell’inerzia colpevole di quelle, i cittadini-contribuenti, vittime innocenti dell’espropriazione fiscale italiana, hanno autogestito grazie a Plebiscito.eu, un referendum digitale che ha proclamato il 21 Marzo la Repubblica Veneta. Ma vi sono Paesi in cui lo scambio tra settore pubblico e cittadini-contribuenti è ancora sostanzialmente equilibrato. E possono fornire ispirazione per la fiscalità della neonata Repubblica.

Il loro studio evidenzia quanto siano collegati fisco, assetto istituzionale, qualità della democrazia. Una fiscalità leggera si accompagna solitamente ad un assetto di tipo federale e ad un governo in senso lato di ampio respiro democratico. Un esempio particolarmente calzante è quello della Confederazione Elvetica, che tra l’altro, per consistenza demografica si avvicina molto alla realtà veneta.

Riscoprire la natura coercitiva e violenta delle imposte, quanto vadano ad impattare nella sfera di libertà del singolo individuo, quanto elevato sia il rischio di alimentare con esse una macchina burocratica costosa quanto inutile e distruttiva e studiare altre realtà statuali equilibrate nonché rispettose delle esigenze dei singoli e delle comunità, sono attività utili ad attrezzare quel bagaglio di conoscenza indispensabile per affrontare consapevolmente, intelligentemente e soprattutto rapidamente, il passaggio storico dal carrozzone Italia ad una Repubblica Veneta che non ne sia un modello in scala ridotta, ma piuttosto novello scrigno di democrazia, libertà e giustizia.

Gianfranco Favaro

Schermata 2014-12-01 alle 18.24.15Tratto da eVENETIA – Progetto Istituzionale della Repubblica Veneta

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NON E’ SOLO MAFIA CAPITALE, E’ MAFIA STATO ITALIANO

NON E’ SOLO MAFIA CAPITALE, E’ MAFIA STATO ITALIANO

3 Dicembre 2014 20 Comments in editoriali news

Indipendenza del Veneto, della Sardegna, della Lombardia, della Sicilia, della Napolitania, per un nuovo RINASCIMENTO dei Popoli oggi oppressi dallo stato italiano.

n-CARMINATI-large570Le notizie di queste ore rivelano l’intreccio torbido tra malavita organizzata, politica, estremismo, in un reticolo che intreccia tutte le forze politiche.
L’ipocrisia è inutile: il sistema è marcio non solo a Roma Capitale, ma dovunque. La commistione mafia-politica è genetica nello stato italiano, come dimostrano le classifiche che lo pongono in testa nel mondo occidentale e non solo per corruzione.

In Veneto è uguale, in Lombardia è uguale, in Calabria è uguale, in Sicilia è uguale.

Non c’è alcuna differenza tra PD, FORZA ITALIA, LEGA NORD, NCD.

Lo sappiamo tutti. Il sistema degli appalti pubblici è controllato da cosche che coinvolgono la magistratura, la politica, la burocrazia e la malavita. Dovunque. I costi del sistema pubblico, lo stesso debito pubblico italiano è alimentato in modo irreversibile da questo sistema colluso e malavitoso, che coinvolge tutti gli attori politici tanto a livello centrale quanto a livello locale.

Cambiano solo le tariffe e i metodi, in qualche caso più sofisticati, mascherati da consulenze di professionisti di fiducia dei politici, che caricano i costi assorbendo le tangenti, lubrificanti di un qualcosa che non serve ai cittadini se non a privarli del frutto del proprio lavoro e delle speranze.

L’unica via d’uscita da tutto ciò si chiama INDIPENDENZA di ogni regione storica che compone lo stato italiano. La via è stata tracciata da PLEBISCITO.EU. Il tempo per salvarci dall’ecatombe socio-economica del peggiore mostro burocratico del mondo occidentale è poco. I clown politici di nome Matteo sono inutili paravento di un sistema marcio odiato in ogni dove dai propri sudditi.

Ora o mai più. Indipendenza del Veneto, della Sardegna, della Lombardia, della Sicilia, della Napolitania, per un nuovo RINASCIMENTO dei Popoli oggi oppressi dallo stato italiano.

W la Repubblica Veneta!

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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