ANTENNA TRE NEWS: I PLEBISCITARI “DIFFIDANO” EQUITALIA E AGENZIA DELLE ENTRATE
Pubblichiamo il servizio di Antenna Tre News andato in onda il 16 dicembre 2014 sull’operazione “Matteo Evangelista”.
PADOVA – Una formale diffida agli uffici di Equitalia e Agenzia delle Entrate: è l’operazione “Matteo Evangelista” della Repubblica Veneta istituita da Plebiscito.eu, entrata in fase operativa. Gli esattori sono accusati di oppressione sul popolo veneto.
– Intervistati: GIANLUCA BUSATO (Plebiscito.eu ) – Servizio di Cristina Catarinicchia, riprese di Paolo Trentin, montaggio di Paolo Trentin
“MATTEO EVANGELISTA” ALL’OPERA: NOTIFICATA IN TUTTO IL VENETO LA MESSA IN MORA AGLI UFFICI DI EQUITALIA E DELL’AGENZIE DELLE ENTRATE
Azione di LIFE e Plebiscito.eu in contemporanea in 48 uffici in tutto il Veneto. Gianluca Busato: “da oggi dirigenti e lavoratori del fisco italiano non potranno più dire che ricevono ordini come facevano i criminali nazisti”
COMUNICATO STAMPA CONDIVISO LIFE-PLEBISCITO.EU
[Padova, 16 dicembre 2014] – Oggi Plebiscito.eu e LIFE (Liberi Imprenditori Federalisti Europei) hanno notificato a mano in tutte le province e le città del Veneto, ai dirigenti di 48 uffici di Equitalia e delle Agenzie delle Entrate una diffida per “Difetto assoluto di Giurisdizione dell’Amministrazione italiana sul Territorio della Repubblica Veneta”, ammonendo i responsabili materiali dell’oppressione fiscale e socio-economica sui cittadini veneti a non rendersi corresponsabili di crimini contro l’umanità.
A Padova si è tenuta la manifestazione centrale, dove una delegazione è stata ricevuta dal direttore di Equitalia, dopo un comizio al quale hanno partecipato tra gli altri Gianluca Busato e Daniele Quaglia, nel corso del quale sono state presentate le ragioni di un atto che costituisce un fatto storico e che pone le donne e gli uomini che prestano servizio sotto gli ordini del regime italiano a rendersi responsabili in coscienza degli effetti e degli atti che compiono, senza trincerarsi dietro la classica scusa dell’avere ricevuto ordini.
La giornata di oggi rappresenta un momento di ritrovato orgoglio e sovranità dei cittadini veneti, che hanno dimostrato di non farsi intimorire da una struttura che pratica il terrorismo fiscale verso i veneti, allo scopo di derubarli del frutto del proprio sacrosanto lavoro, determinando la prima ragione della desertificazione socio-economica che sta ponendo gravi minaccie sul futuro di tutti noi.
Se il regime italiano rappresenta un autentico inferno fiscale, per fortuna per noi veneti esistono Paesi, da cui trarre ispirazione per la nostra indipendenza, in cui lo scambio tra settore pubblico e cittadini-contribuenti è ancora sostanzialmente equilibrato.
Il loro studio evidenzia quanto siano collegati fisco, assetto istituzionale, qualità della democrazia. Una fiscalità leggera si accompagna solitamente ad un assetto di tipo federale e ad un governo in senso lato di ampio respiro democratico. Un esempio particolarmente calzante è quello della Confederazione Elvetica, che tra l’altro, per consistenza demografica si avvicina molto alla realtà veneta.
Gianluca Busato ha dichiarato: “Tale azione costituisce solo la prima fase dell’operazione “Matteo Evangelista”, tesa a ristabilire un clima di umanità fiscale e socio-economica nella nostra Terra, violentata da uno stato fallito, vergognoso, ladro e criminale”.
“Abbiamo ricordato ai dirigenti e ai lavoratori di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate nel territorio veneto che anche i gerarchi nazisti pensavano di giustificarsi in tal modo, ma poi sono stati processati e condannati una volta che il brutale regime è caduto”.
“Analogamente oggi, gli atti e i crimini che dovessero essere compiuti, anche in applicazioni di ordini della propria struttura gerarchica di appartenenza, non esentano le donne e gli uomini che li compiono, una volta che la Repubblica Veneta sarà compiutamente indipendente, dall’esserne chiamati a risponderne sotto ogni profilo in sede penale e civile a livello sia nazionale sia internazionale anche in solido e personalmente, con particolare aggravante in caso di accertata violazione di diritti umani di base”.
Ufficio stampa
Plebiscito.eu
UN LINGUAGGIO NUOVO PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO, CON L’AIUTO DI TUTTI
Si apre una settimana intensa, con tanti eventi per la piena indipendenza della Repubblica Veneta
Per molti anni la causa veneta è rimasta intrappolata nella riserva indiana del venetismo un po’ nostalgico e troppo ancorato a simbologia che faticava a “passare” nella società veneta. Un grande traguardo del Plebiscito Digitale è stato quello di sdoganare il progetto indipendentista da tale nicchia ideologica, portandolo in modo trasversale e plebiscitario nella società veneta e trasformandolo in una questione vitale e legata all’unico possibile futuro per i veneti consapevoli della fine storica dello stato unitario italiano, almeno così come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi.
Il tema fiscale – esemplificato al massimo dall’operazione “Matteo Evangelista” che sarà lanciata domani 16 dicembre a Padova (appuntamento alle ore 10 davanti alla sede di Equitalia in via Longhin 115) – rappresenta senz’altro un passepartout per comunicare in modo trasversale a tutta la società, ma non si tratta solo di questo. Plebiscito.eu ha saputo interpretare un radicale nuovo approccio, coniugando la capacità progettuale a una sapiente conoscenza sia dell’arte della polis sia dell’innovazione culturale, tecnologica e civica, dando vita a un progetto politico esclusivo per l’indipendenza del Veneto. Esso si coniuga con l’originale visione di un nuovo Rinascimento, che potrà scaturire anche dall’indipendenza di altre regioni e popoli oggi oppressi dallo stato italiano.
Siamo stati i primi – e finora in splendida solitudine – anche a sollevare l’esigenza della creazione di un nuovo sistema di capitali, basato sul venture capital, grazie alla creazione di strumenti ad hoc, che possa permettere alla nostra economia di trovare nuovo e inedito ossigeno nel momento in cui il sistema bancario veneto e italiano langue avvelenato dalla spropositata quantità di titoli tossici pubblici italiani che lo stanno condannando a morte certa.
Siamo i primi e gli unici ad avere creato un nuovo sistema progettuale collaborativo che possa permettere, sulla scorta dell’esempio islandese, di creare un nuovo assetto istituzionale per la Repubblica Veneta una volta che sarà pienamente indipendente. Qualcosa di diverso ed estremamente più efficace dal semplice modello populista – e sterile – finora praticato da alcuni, che non può certamente funzionare in un tessuto sociale purtroppo caratterizzato da un altissimo tasso di analfabetismo funzionale.
Abbiamo lanciato per primi – e anche qui in perfetta solitudine in loco, ma in buona compagnia a livello mondiale – una visione strategica di Venezia quale nuovo baricentro degli equilibri geopolitici tra est e ovest, tra nord e sud del mondo, per una propria vocazione storica e culturale e quale nuova sfida per diventare una nuova capitale del mondo che verrà. Non tra decenni, ma tra pochi anni, visto che, ad esempio, sulle nuove “vie della seta”, presentate a Pechino nel vertice dell’Apec lo scorso novembre, sono già pianificati investimenti per 16,3 miliardi e si prevede una valorizzazione totale di 21,1 triliardi di dollari.
La progettualità in atto richiede uno sforzo impressionante per la nostra organizzazione e per tale ragione abbiamo la necessità di un sostegno anche economico da parte di tutti.
Dal carburante, alle telefonate, dagli stampati alle spese per i convegni, dallo studio alle ore sottratte alla normale attività lavorativa, risulta chiaro ed evidente a tutti che l’indipendenza del Veneto costa, e costa molto!
In una settimana cruciale e intensa per l’indipendenza del Veneto (oltre a “Matteo Evangelista” avremo un convegno a Jesolo mercoledì 17/12 e uno a Casale sul Sile venerdì 19/12) siamo a chiedere una compartecipazione responsabile allo sforzo che stiamo conducendo a livello personale per il bene di tutti.
Sostieni quindi le nostre iniziative con un bonifico bancario (IBAN IT69E0890462180021000001600 – BIC: ICRAITRRP40. Beneficiario: PLEBISCITO.EU. Causale: Donazione), oppure con carta di credito da www.plebiscito.eu/sostieni.
Per l’indipendenza del Veneto serve l’aiuto di tutti. Sii artefice del tuo destino.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
GESTIONE DELLE OPERE PUBBLICHE NELLA REPUBBLICA VENETA
La premessa è d’obbligo per il semplice motivo che nei paesi che fanno parte della UE tutti gli appalti pubblici di lavori o di servizi che superano una precisa soglia di importo devono essere appaltati secondo modalità regolamentate dall’Europa e a cui i singoli paesi sono costretti ad uniformarsi, oggi le soglie ordinarie sono 5.186.000,00 euro per lavori e 207.00,00 euro per forniture e servizi e tutti gli appalti oltre questi importi devono essere rivolti obbligatoriamente alle imprese di tutta la UE.
La Commissione di Bruxelles in occasione del referendum scozzese ha detto chiaramente che, in caso di vittoria dei sì, il nuovo stato dovrebbe presentare una domanda di adesione.
Pertanto, indipendentemente dalla volontà di entrare o meno nella UE, la Repubblica Veneta sarà almeno per un certo periodo fuori della UE.
Le note successive ipotizzano uno scenario applicabile nella Repubblica Veneta per tutto il periodo di non appartenenza alla UE e, per sempre, per gli appalti sotto soglia.
MACROTIPOLOGIE DI OPERA PUBBLICA
| Tipo | Soggetto attuatore | Necessità referendum (modello svizzero) |
|---|---|---|
Infrastrutture a livello nazionale (autostrade, ferrovie, aeroporti, idrovie, porti, rete cicloviaria e simili) | Ente centrale ( stato e aziende statali) | No se di rilevanza strategica (da giustificare) Si negli altri casi |
Opere di sicurezza e tutela ambientale (regimazione delle acque, risanamento territoriale, prevenzione frane e dissesti idrogeologici) | Ente centrale | No, considerate improrogabili per tutela della sicurezza) |
Opere infrastrutturali di interesse locale (strade secondarie, opere di urbanizzazione, scuole, fognature ecc) | Ente locale interessato | Sì, oltre soglia di importo da definire |
Opere non infrastrutturali di interesse locale ( parchi, strutture per servizi diversi, monumenti ecc.) | Ente locale interessato | Sì, sempre |
FASI PER LA REALIZZAZIONE E CRITICITA’
| Fase | Soggetto | Criticità | Proposte |
|---|---|---|---|
| Scelta dell’opera | Amministrazione dell’ente attuatore | Criteri di scelta non oggettivi, condizionamenti campanilistici o di lobbies | Istituzione di un ufficio unico indipendente di Responsabili di Progetto che fornirà per ogni progetto un Commissario responsabile con pieni poteri di gestione |
| Progettazione | Enti interessati o strutture terze incaricate | Carenza di approfondimenti preprogettuali (rilievi, sondaggi, cartografia), scelte progettuali antieconomiche, progettazione troppo soggettiva, appesantimento burocratico inell’iter di approvazione | Norme tecniche chiare e semplici, definizione di costi standard di riferimento, rigidi controlli di merito da parte del Commissario, burocrazia essenziale e sostanziale e non formale |
| Appalto e contratto | Enti interessati | Procedure farraginose e inefficienti, tempi lunghi, ribassi esagerati con rischio per la qualità del lavoro, ricorsi giudiziari dei perdenti, sospensione giudiziale dell’iter | Adozione di metodi di appalto non basati sulla componente economica ma su parametri qualitativi e temporali, garanzia dell’esecuzione immediata dell’opera con blindatura del contratto con possibilità di ristoro solo economico al ricorrente vincente ed esclusione tassativa della possibilità di sospensione dell’aggiudicazione, redazione di norme civilistiche specifiche per i contratti pubblici e loro svincolo dalle norme dei contratti privati |
| Esecuzione | Enti interessati | Ritardi nell’inizio lavori, varianti in corso lavori | Progetti e capitolati di appalto accurati e precisi, snellimento delle procedure per la soluzione dei problemi operativi |
Nota: L’Ufficio Unico dei Responsabili di Progetto dovrebbe essere un organismo che raccoglie tecnici professionalmente formati e di esperienza e capacità comprovata idonei alla gestione di un cantiere di opera pubblica e ogni ente che deve realizzare un intervento si avvale di un Commissario Responsabile di Progetto assegnatogli dall’Ufficio. In tal modo si avrà la garanzia di qualità nella gestione e controllo dell’iter realizzativo con superamento delle eventuali carenze tecnico-organizzative degli enti attuatori.
E DOPO? COSA SI FA SULL’OPERA REALIZZATA?
MANUTENZIONE
Credo utile inserire nell’appalto dell’opera anche l’onere per la ditta costruttrice della manutenzione ordinaria per almeno 3 anni allo scopo di garantire il mantenimento in ottime condizioni nei primi anni di esercizio e correggere direttamente gli eventuali piccoli difetti che normalmente si evidenziano nel primo periodo d’uso.
TUTELA
Un’opera pubblica è dedicata generalmente all’uso di una molteplicità di utenti e il suo danneggiamento comporta disagi ad un numero spesso rilevante di cittadini.
Spesso l’opera stessa è esposta e materialmente non protetta (ad es. illuminazione stradale, arredi urbani, strade e manufatti stradali,) e pertanto affidata alla cura e diligenza di chi la usa.
Queste considerazioni mi portano a dare una valutazione di particolare gravità al reato di danneggiamento volontario (vandalismo) delle cose pubbliche e quindi ritengo che la legge debba prevedere pene molto più pesanti rispetto all’analogo reato su proprietà private arrivando anche alla possibile integrazione del reato di interruzione di pubblico servizio.
ing. Sandro Colombo
9-11-2014
Tratto da eVENETIA – Progetto Istituzionale della Repubblica Veneta
COME FUNZIONANO I SINDACATI IN SVEZIA E COME POTREBBERO ESSERE NEL VENETO INDIPENDENTE
Nel giorno in cui in Italia va in scena lo sciopero generale contro il governo, riportiamo uno scritto attualissimo di Rossano Granello, testimonial di Plebiscito2013.eu, che descrive un modello sindacale che potrebbe essere applicato anche nella Repubblica Veneta.
Buongiorno. Mi chiamo Rossano e di professione faccio l’operaio in una grande industria di Treviso.
I momenti di gravissima crisi come quello che stiamo attraversando, rendono i cambiamenti necessari. Sono convinto che uno degli ostacoli al cambiamento, sia il modo di fare sindacato tipico di questo sfortunato paese. Dove si sono persi di vista gli interessi di buona parte degli iscritti, per fare quelli della parte politica a cui questa o quella confederazione è ammanigliata. Attenzione. Non voglio dire alla grillina che il sindacato non serve. Tutt’altro. Serve eccome. Ma non così com’è.
Riflettete su questi cinque punti:
- immagino un sindacato costruito non per affinità politica, ma per categorie di appartenenza. Come in Svezia, un sindacato per i lavoratori manuali, uno per il settore impiegatizio, un altro per i i lavori “intellettuali”;
- il sindacato si occupa di amministra i fondi per la disoccupazione, per questo un lavoratore ha tutto l’interesse ad iscriversi. Togliamo questo “aggravio” alle spalle gia curve di una previdenza nazionale;
- contratto collettivo con la stessa forza della legge e una volta firmato si perde il permesso di sciopero. Questo garantisce i lavoratori e datori di lavoro, perché mette al riparo dalle violazioni del contratto i primi e offre ai secondi alta produttività e stabilità sociale. Fine dello statuto dei lavoratori, perché farebbero fede i contratti nazionali;
- il sindacato deve pubblicare i propri bilanci consolidati col massimo della trasparenza;
- no ai lavoratori distaccati. Se uno lavora per il sindacato deve essere pagato dal sindacato.
Aggiungo un’altra cosa. Pensiamo ad un mercato del lavoro, che, come in Australia, preveda solo due tipi di contratto. Quello a tempo indeterminato e quello interinale, con quest’ultimo pagato il 20% in più del primo. Fine delle generazioni di schiavi sottopagati e senza tutele, di quaquaqua, cocco e dei trentacinque tipi di contratti diversi di questo sfortunatissimo paese.
E al di sopra di tutto la parola meritocrazia.
Confesso che non ho inventato nulla. Vi invito a guardare questo filmato e a riflettere.
In una Repubblica Veneta futura, funzionerebbe? Io sono convinto di si.
Rossano Granello
Plebiscito.eu

































