[video]: la Repubblica Veneta suona il GONG allo stato italiano. Zero Branco, 16 maggio 2014
Mentre il quotidiano finanziario Italia Oggi venerdì scorso ha certificato che l’80% delle aziende non ha pagato le tasse a maggio, pubblichiamo di seguito i video con gli interventi nella serata di Zero Branco del 16 maggio scorso, in cui Plebiscito.eu ha suonato il GONG allo stato italiano.
Intervento di Gianluca Busato
Intervento di Giannarciso Durigon
Intervento di Franco Rocchetta
Intervento di Raffaele Serafini
Intervento di Andrea Arman
Elezioni e Plebiscito.eu: le posizioni ufficiali
“Veneto Sì”, movimento a fianco di Plebiscito.eu, sostiene il proprio candidato sindaco di Zero Branco Giannarciso Durigon e il candidato sindaco di Preganziol Sandro Taverna. Nessun sostegno in altri comuni e non voto alle europee
Nel corso di questa campagna elettorale in diversi comuni sono state millantati appoggi o sostegni da parte di Plebiscito.eu. In particolare ci è stato segnalato che nel comune di Bassano del Grappa è stato addirittura usato il nostro simbolo senza il nostro consenso.
Specifichiamo allora che l’unico sostegno a liste in corsa per le prossime elezioni comunali, espresso in termini operativi dal movimento “Veneto Sì” avviene nei seguenti comuni:
- Zero Branco (TV), dove è candidato sindaco il nostro Giannarciso Durigon, con la lista “Veneto Sì”, l’unica autorizzata a riportare nel proprio simbolo la scritta “a fianco di Plebiscito.eu”; questa sera alle 19.30 è previsto anche l’intervento di Gianluca Busato a chiusura della campagna elettorale, con l’inaugurazione del nuovo Ufficio della Repubblica Veneta in Via Martiri della Libertà e un brindisi in compagnia..
- Preganziol (TV), dove è candidato sindaco Sandro Taverna, che ha sottoscritto i 4 punti programmatici richiesti da Plebiscito.eu, appoggiato dalle liste “Aria Nuova” e “Colora il tuo futuro” e da lunedì scorso con sostegno elettorale esterno di “Veneto Sì”.
In nessun altro comune c’è l’appoggio elettorale sotto qualsiasi forma diretta e indiretta ad alcuna lista e candidato sindaco o consigliere.
Per quanto riguarda le elezioni europee, non c’è il sostegno ad alcuna lista e candidato presenti e pertanto l’indicazione ufficiale è di non voto. Per chi desiderasse effettuare un’astensione attiva, esiste anche un modulo preparato allo scopo.
Ufficio Comunicazione
Plebiscito.eu
BOND VENETI: COME PRENOTARLI
La Tesoreria della Repubblica Veneta ha emesso i Titoli di Stato della Repubblica Veneta (anche Buoni Federali Costitutivi, BFC, o Bond Veneti). La prima emissione di Bond Veneti è di 20 milioni di euro.
La formula prescelta rispetta la piena legalità veneta (e anche quella dello stato italiano). Essa avviene in ottemperanza del decreto n. 2/2014 che ha approvato l’emissione e della deliberazione n. 3/2014 che ha istituito l’elenco patriottico della Repubblica Veneta, la quale prevede l’assegnazione, a titolo di riconoscenza e premio, di una somma di denaro a favore dei Patrioti Veneti che vi si iscrivono.
Vi sono due tipologie di riconoscimento con premi rispettivamente da 1.000 e da 10.000, come da immagini riportate nella pagina.
In pratica oggi viene richiesto un valore di 10 volte minore a quello stanpato. A pieno esercizio della sovranità, la Repubblica Veneta si impegnerà a pagare al detentore la cifra a fronte. Buona parte è già stata ceduta o prenotata da collezionisti. Le richieste maggiori arrivano dall’estero.
Se volete un pezzo da 1.000 euri vi costa 100, se ne volete uno da 10.000 vi costa oggi 1000 euri.
Naturalmente l’acquisto rappresenta una donazione al fine di tutelarsi dall’arroganza e immoralità che lo stato italiano ancora esercita contro il Veneto.
Nei pezzi da 1.000 sono raffigurati alcuni monumenti, opere o paesaggi che rappresentano la Repubblica Veneta, mentre nel taglio da 10.000 vengono rappresentati i personaggi di gran rilievo nella storia del Veneto.
La presentazione di questa emissione è stata effettuata a Zero Branco venerdì 16 maggio scorso difronte alle televisioni Europee ed internazionali fra cui Al Jazeera, in occasione della presentazione della lista comunale indipendentista di “Veneto Sì”.
Tutte le emissioni sono numerate, sono cedute nominalmente e possono essere scambiate liberamente ovunque e a chiunque con annotazione del nuovo possessore. In molti pensano già di trattarli come merce di scambio, anche se la tiratura è estremamente bassa e quindi ne vedremo pochi in giro.
Vogliamo qui ricordare che lo stato italiano preleva ogni giorno lavorativo e senza restituirli, la bellezza di 120 milioni di euri, esattamente 4,8 volte il valore “pagherò” scritto sulle prime emissioni monetarie della Repubblica Veneta proclamata il 21 marzo del 2014 con esito Referendario popolare a maggioranza assoluta. Ricordiamo inoltre che lo stato italiano, ha stampato una quantità di titoli chiamati Bot (Buoni ordinari del tesoro) privi di qualsiasi copertura e di cui è persino incapace a pagare i soli interessi. La quantità di Bot italiani stampati ammonta a 2.500.000 milioni di euro confrontati con i 2 di quello della Repubblica Veneta! E’ più intelligente rischiare puntando sull’italia e comperare Bot italiani o le emissioni Venete? Chi viene premiato di più? Ricordiamo ancora che lo stato italiano è privo di oro nelle casse dello stato, è privo persino dei soldi per le pensioni ed è costretto a rubare i contributi di chi lavora per pagare privilegi e interessi. Se esiste qualcuno di fallito è lo stato italiano e non di certo l’economia Veneta. Non da meno il Pil del Veneto è 4 volte quello della sola Austria e l’ottavo d’Europa!
Liberarsi dell’Italia vorrà dire tenersi ogni giorno 120 milioni di euri, senza più nulla dovere o chiedere allo stato colonizzatore italiano. La Repubblica Veneta non creerà debito durante il suo esercizio, ma pagherà immediatamente i miseri debiti serviti a finanziare la lotta di liberazione dall’invasione ed oppressione italiana che purtroppo è in atto.
Per prenotare i BOND VENETI si deve effettuare una donazione con bonifico bancario come segue.
Beneficiario: Plebiscito.eu per la Repubblica Veneta
IBAN IT69E0890462180021000001600
BIC: ICRAITRRP40
Oggetto: “Donazione”, seguita dal proprio codice fiscale.
Importo (a scelta): 1.000,00 € oppure 100,00 € a seconda della propria scelta (si possono fare anche scelte multiple, ad esempio 2.000,00 € per 2 Bond Veneti da 10.000,00 €)
In alternativa, i Bond Veneti possono essere prenotati anche con carta di credito scegliendo una delle due opzioni sotto riportate:
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Prenota Bond Veneti da 1.000,00 €
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Prenota Bond Veneti da 10.000,00 €
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Dopo aver completato il pagamento, va compilato il seguente modulo indicando i propri dati necessari per ricevere direttamente a casa il proprio titolo.
Ufficio Relazioni Pubbliche
Repubblica Veneta
“NUOVO” REDDITOMETRO: FUNZIONAMENTO ED ACCORGIMENTI DIFENSIVI
I funzionari del Fisco hanno già iniziato il controllo in modo automatico dello stile di vita degli italiani incrociando le spese sostenute con i redditi disponibili. Lo fanno accedendo a ben 128 banche dati che registrano le spese di ognuno e tra le quali, a mero titolo esemplificativo, spese per assicurazioni, mutui, acquisti di case, vacanze, utenze, elettrodomestici, arredamenti, iscrizione a circoli o club sportivi, acquisto di autovetture e/o motocicli etc.
Se le spese superano di oltre il 20% il reddito dichiarato, il contribuente può essere chiamato dal Fisco a rendere conto dei motivi del suo comportamento “anomalo” e, se non è “convincente”, parte l’accertamento fiscale vero e proprio. I controlli sono retroattivi, cioè riguardano le spese sostenute dal 2009 in avanti. Le prime richieste di verifica sono già arrivate a casa dei contribuenti.
I contribuenti che entreranno nel mirino dello strumento di accertamento saranno chiamati a giustificarsi anche prima dell’emanazione dell’atto impositivo nel corso dei vari incontri obbligatori con il Fisco. In caso di incongruenze, infatti, tra i dati in possesso dell’Amministrazione Finanziaria e il reddito dichiarato, il diretto interessato sarà invitato presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate per fornire ulteriori dati e notizie utili sulla sua situazione reddituale. Nel caso poi in cui il Fisco le ritenesse insufficienti, il contribuente sarà nuovamente chiamato in contraddittorio per l’accertamento con adesione.
Una volta capito come funziona il redditometro, la domanda è come fare a difendersi dallo stesso, come evitare di ritrovarsi in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate a dover rendere conto del proprio tenore di vita:
a) Conservare gli scontrini, le fatture, le ricevute. Ci dovremo trasformare tutti in piccoli archivisti. Ovviamente lo scontrino del caffè potremo anche buttarlo, ma sarà meglio conservare quello dell’acquisto di un televisore, le ricevute delle spese condominiali, la fattura dell’acquisto del divano, il bollo dell’auto, i premi di assicurazione per responsabilità civile, l’iscrizione a club o a circoli. Se avremo comprato una casa o una macchina, sarà importante provare tutte le spese fatte per il mantenimento della casa o dell’auto: così il Fisco potrà capire se siamo noi o è qualcun altro il reale usufruttuario di quel bene.
b) Preferire i pagamenti tracciabili. Evitare di pagare in contanti, soprattutto quando si tratta di spese ingenti. Pagare con carta di credito, bancomat o bonifico bancario, facilita il lavoro del redditometro, rendendo tracciabile chi paga e chi usufruisce di beni e servizi. Se le spese per ristrutturare una casa sono state pagate con un bonifico che parte dal nostro conto corrente, il Fisco avrà la certezza che siamo noi e non altri quelli che stanno godendo del bene-casa.
Se non abbiamo attuato queste semplici misure di prevenzione, oppure se il Redditometro si è insospettito ingiustamente riguardo al nostro tenore di vita, potremo ancora difenderci durante la fase dell’accertamento e del contraddittorio.
Una volta chiamato in contraddittorio, infatti, il contribuente potrà eventualmente contestare il ricorso alla ricostruzione sintetica perché alcuni beni considerati dall’Ufficio procedente, sono di fatto nella disponibilità di terzi, i quali, in tutto o in parte, ne sostengono le relative spese o perché alcuni beni o servizi, in realtà, sono destinati all’attività d’impresa o professionale del contribuente stesso.
Se, invece, l’accertamento sintetico appare utilizzabile, il contribuente potrà dimostrare che il finanziamento della spesa o la capacità contributiva desunta dal redditometro derivano da risparmi di annualità precedenti, redditi esenti (rendite per invalidità permanente o per morte, borse di studio, pensioni di guerra), redditi assoggettati a tassazione alla fonte mediante ritenuta (interessi su conti correnti bancari e postali), o da altri accadimenti, quali donazioni dirette e indirette, estranei alla determinazione del reddito imponibile.
Il contribuente potrà, inoltre, dimostrare che le spese sono state sostenute in conseguenza di smobilizzi (cessioni) patrimoniali o che in realtà sono state sostenute da terzi.
Per farlo, però, dovrà presentare – come precisato dalla giurisprudenza sul vecchio redditometro – una copia degli assegni circolari emessi in favore dei venditori e gli estratti conto intestati a coloro che hanno sostenuto la spesa.
Per gli incrementi patrimoniali, non vi sarà più, dal 2009 in poi, la presunzione di formazione del reddito per quote costanti. Pertanto sarà necessario giustificare che
il bene è stato acquistato grazie a denaro elargito da altri soggetti (familiari, istituti di credito) o mediante risparmi che sono stati accumulati nel corso degli anni. In riferimento a quest’ultimo caso, può essere opportuno accantonare annualmente (o con cadenza minore) somme per l’acquisto futuro per esempio di un immobile e che lo faccia in modo da poter sempre dimostrare la causalità tra risparmio e acquisto effettuato.
Se l’immobile fosse acquistato grazie a denaro proveniente da terzi (per esempio familiari), è consigliabile evidenziarlo in via cautelativa nell’atto notarile di acquisto.
Alberto Marsotto
Rag. Commercialista
Plebiscito.eu
EUROPA: CENTRALISMO DIRIGISTA O FEDERALISMO, ALLA LUCE DELL’INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA?
Mentre i vari D’Alema dimostrano ancora una volta di essere fuori dalla storia, avanza il processo di indipendenza nel quadro dell’allargamento interno della UE
L’altro ieri anche D’Alema si è unito al coro di chi non riesce a comprendere i fenomeni in atto nella Repubblica Veneta, cercando vanamente di esorcizzarli con le solite argomentazioni stantìe. Con una battuta gli rispondiamo che ha ragione: con la fattiva indipendenza della Repubblica Veneta egli e gli altri relitti della partitocrazia sparirebbero in effetti dalla scena mondiale e in terra veneta potrebbero entrare solo come turisti e non più come acchiappavoti.
Per rispondere più in generale a tali considerazioni, voglio allora anticipare alcune premesse alle richieste che ieri, nel corso dell’evento internazionale organizzato a Padova da Scelta Europea, alla presenza di Michele Boldrin e Andreu Mas-Colell, ho rivolto a Guy Verhofstadt, candidato presidente alla Commissione Europea, per illustrare le principali e forse per molti aspetti poco note ragioni a favore dell’indipendenza del Veneto e più in generale di un’architettura realmente federalista dell’Unione Europea, che le possa garantire un’anima politica e la forza che un blocco geopolitico deve avere nell’era contemporanea.
[Video dell’intervento di ieri]
Diritti umani e sovranità popolare. La disintermediazione civica che ha trovato nel plebiscito digitale veneto la più avanzata e innovativa espressione pratica mai realizzata prima da un gruppo di cittadini ha lo stesso impatto nei sistemi politici che ha avuto l’economia digitale nel sistema economico tradizionale. A nostro avviso si tratta di un fenomeno di innovazione disruptiva, peraltro non acora ben percepito dalla classe politica, che può essere compreso e fatto proprio come esercizio di governance dalla classe dirigente europea, oppure che può fluire dal basso e come fenomeno di autoregolazione, con esiti talvolta difficilmente prevedibili, a salvaguardia della difesa di diritti umani basilari, in primis la sovranità popolare.
Ragioni economiche e sociali. I Piccoli stati sono più efficienti nelle loro decisioni e i loro cittadini stanno meglio di quelli dei grandi stati multinazionali (cito solo “The Size of Nations” di Alberto Alesina per un approfondimento). L’elenco dei 10 stati al mondo con il più alto indice di benessere per i propri cittadini vede primeggiare stati della dimensione del Veneto se non inferiore, con l’eccezione degli Stati Uniti d’America, che rappresentano invece il blocco geopolitico federale più avanzato del mondo (e anche questo ci tornerà utile per le conclusioni). I piccoli stati sono una salvaguardia delle libertà fondamentali, l’esempio paradossale della piccola Svizzera in lotta con l’Unione Europea è la cartina di tornasole di qualcosa che non va nell’Europa di oggi, in primis in tema di libertà economica e di libera circolazione del denaro, che è un freno allo sviluppo, in una logica anticapitalista economicamente deleteria. Questo qualcosa per il Veneto si sta trasformando nel dramma socio-economico del presente che vede uno stillicidio impressionante di imprenditori che si suicidano, perché intrappolati nel peggiore inferno fiscale del mondo, che costituisce un burosauro al di fuori della storia e che si frappone de facto all’ingresso della Repubblica Veneta in Europa, come nazione prospera e che può contribuire enormemente allo sviluppo economico del continente. Accenno solo in questa fase allo straordinario esempio di governance che ha storicamente rappresentato la Serenissima Repubblica di Venezia, ispirando per molti tratti potenze e nazioni di tutto il mondo, come la Gran Bretagna, l’Olanda e gli Stati Uniti d’America.
Ragioni di superiorità sistemica. L’Europa non può che essere federale, tutti i sistemi federali funzionano meglio e sono più adatti alla complessità della modernità, in quanto fanno propri i principi della cibernetica e sono più adatti all’era della società dell’informazione, della comunicazione, del commercio e della finanza globale, transnazionale, transcontinentale.
L’unico problema alla costituzione di un’Europa federale è che non è fisicamente né politicamente possibile passare da un sistema centralista a un sistema federale. Il processo intermedio e obbligato è l’allargamento interno dell’Unione Europea, che permetta alle regioni storiche di acquisire la propria indipendenza e quindi di co-decidere gli aspetti di rilevanza strategica europea con le altre nazioni libere d’Europa. In estrema sintesi, non può esistere alcuna Europa senza Edimburgo, Barcellona e Venezia.
Pertanto le richieste che pongo a Michele Boldrin e Guy Verhofstadt – e idealmente e indirettamente a ogni altro candidato presidente della Commissione Europea – sono le seguenti:
- fate vostre le istanze di disintermediazione civica che sono emerse con il plebiscito digitale veneto, favorendo l’istituto della democrazia diretta e digitale, salvaguardati ovviamente i principi umani fondamentali?
- Fate vostre le istanze economico-sociali e culturali delle regioni d’Europa che stanno portando avanti processi di emancipazione e di fattiva indipendenza dei propri territori e dei propri cittadini?
- Fate vostre le istanze di allargamento interno dell’Unione Europea, che tenga conto di un processo evidente a livello non solo europeo, bensì mondiale, con la triplicazione degli stati indipendenti che dal dopoguerra sono diventati da 70 a 200? Può esistere per lui un’Europa senza Edimburgo, Barcellona e Venezia?
- Come concretamente difenderete e porterete nell’agenda politica europea tali istanze?
Gianluca Busato
Plebiscito.eu