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Categoria: editoriali

CORRUZIONE: SCREDITATI DAL MADE IN ITALY, PASSIAMO AL MADE IN VENETO

CORRUZIONE: SCREDITATI DAL MADE IN ITALY, PASSIAMO AL MADE IN VENETO

6 Giugno 2014 19 Comments in editoriali news

La bocciatura di Cortina 2019 rappresenta il crepuscolo del colonialismo economico, sportivo e culturale italiano in Veneto. Passiamo ora alla Repubblica Veneta

cortina-candidatura-2019-673x462La notizia della bocciatura di Cortina 2019 come sede dei mondiali di sci per un solo voto rispetto alla svedese Are è significativa e non può essere fatta passare sotto silenzio. Cortina infatti aveva tutte le carte in regola per vincere la competizione.
La notizia rappresenta una sconfitta prima di tutto della politica veneta all’interno del sistema italiano e di chi era andato a rappresentarne la candidatura a Barcellona, ovvero il governatore del Veneto Luca Zaia, che si è presentato in compagnia di vari campioni dell’italianità che ormai è nel mondo garanzia di fiasco e insuccesso.
In secondo luogo essa è la sconfitta proprio del made in Italy, che soffoca in realtà il made in Veneto, molto più potente e che solo la piena indipendenza della Repubblica Veneta potrà lanciare nel mondo come ci meritiamo.

Continuare a far parte di un sistema-Paese di perdenti, corrotti e incapaci rappresenta ormai un handicap che il nostro mondo economico, sportivo e culturale non può più sopportare.

Venezia rappresenta storicamente un esempio di virtù internazionalmente riconosciuto, che d’altro canto viene sempre più offuscato dalla permanenza all’interno dello stato italiano, che per osmosi vi trasferisce i difetti e la corruttela che non ci è propria.

Venezia e il Veneto sono oggi inespresse a livello turistico, sportivo ed industriale perché sempre più soffocati dalla rete di potere e di privilegio di una casta profondamente incapace e criminale che rischia di distruggere la nostra immagine nel mondo.

Tale sistema di potere si regge grazie al furto delle nostre risorse e alla corruzione morale che oramai è sempre più evidente anche a livello sociale, grazie ad un diffuso quanto tipicamente italiano fenomeno di clientelismo d’affari e assistenzialismo partitocratico che si è saputo ahinoi radicare in amplissimi strati della popolazione e del quale la vicenda del Mose rappresenta solo la punta dell’iceberg.

Serve uno scatto d’orgoglio che sappia far esaltare le virtù del nostro tessuto sociale e culturale, oggi represse dal malvezzo italiano che è sempre più impresentabile nel mondo.

Questo esercizio di rinascimento culturale e morale non potrà trovare come interpreti ed alfieri gli attuali rappresentanti del sistema italiano di potere, che guidano l’ente regionale, diramazione locale di potere dello stato italiano.

L’unica via di salvezza è rappresentata dall’azione della Delegazione dei Dieci che esercita l’indipendenza della Repubblica Veneta e dal movimento di massa dei volontari di Plebiscito.eu.

Imbocchiamo allora la via già intrapresa con sempre maggiore dedizione e passione. Ne va del nostro futuro.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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C’E’ UN LIMITE ALLA DECENZA, CON L’ARRESTO DELLA BICI-TANKO E’ STATO SUPERATO

C’E’ UN LIMITE ALLA DECENZA, CON L’ARRESTO DELLA BICI-TANKO E’ STATO SUPERATO

6 Giugno 2014 54 Comments in editoriali news

Non si può arrestare la voglia di mostrare la bandiera veneta al mondo. Le forze dell’ordine non recepiscano ordini immorali contro il proprio popolo

biciOggi a Cerea (Verona) un signore è stato arrestato perché girava in bicicletta con la bandiera veneta. Sembra una notizia assurda, eppure è proprio così.
Mentre viene alla luce solo una piccola parte di politici corrotti (e tutti noi sappiamo bene che anche quelli che oggi si dipingono giustizialisti sono ben inseriti nel giro di controllo degli appalti, con relative mazzette), un tranquillo signore di Cerea che desidera solo mostrare al mondo la sua gioia di essere veneto viene portato in galera.
Non conosciamo di preciso le accuse, magari la bici non era omologata come mezzo idoneo al mostrare una bandiera veneta, sicuramente esisterà una circolare prefettizia, oppure un dispositivo di legge che norma le dimensioni, o la tipologia delle bandiere che si attaccano a una bici, anche perché magari non assomigli troppo a un tanko, trasformandosi in una sorta di bici-tanko. Magari il reato era un altro e alcuni solerti funzionari hanno scelto la mano pesante proprio in odio al millenario vessillo che rappresenta la Repubblica Veneta.
In questa grottesca e avvilente situazione ci chiediamo: ma perché continuare a pagare le tasse a uno stato italiano vigliacco e che ora reprime anche una sana e legittima volontà popolare di espressione?
Non è reprimendo chi mostra con orgoglio la bandiera veneta che si rafforza un’altra bandiera grondante sangue di uno stato che non ha mai concluso una guerra dalla parte dove l’aveva iniziata e che si è specializzato nel tradire i propri alleati.
Non è offendendo chi legittimamente vuole dare una dimostrazione della propria identità che si rafforza il sistema marcio, fallimentare e profondamente immorale dello stato italiano, che riesce con il proprio cattivo nome anche a far fallire imprese che sarebbero naturalmente destinate alla vittoria, come la candidatura di Cortina per i mondiali di sci 2019, battuta dalla svedese Are per un solo voto proprio a causa della bandiera che porta che nel mondo è ormai sinonimo di corruzione, inefficienza, malaffare e fallimento.

Tutto ciò è vergognoso e fa il pari con le cattive maniere con le quali domenica scorsa dei ragazzi di Santa Lucia di Piave sono stati portati in malo modo in caserma a Conegliano, sempre perché mostravano con gioia la propria bandiera veneta.

Questo è un messaggio alle forze dell’ordine. Strappate gli ordini di consegna che vi arrivano da prefetti e ministero dell’interno, che vi chiedono di reprimere la voglia di mostrare al mondo il nostro gonfalone.

Resistete a chi vi paga uno stipendio da miseria, ben sapendo che dopo la fattiva indipendenza il vostro coraggio di oggi si tradurrà in rispetto, valorizzazione e anche, scusate se è poco, mediamente con 500 euro netti in più al mese in busta paga per ciascuno di voi.

Cari esponenti veneti delle forze dell’ordine, rispettate oggi i vostri fratelli veneti e la loro voglia di libertà, anche ignorando ordini di servizio assolutamente immorali e disumani e i vostri fratelli veneti domani ve ne saranno riconoscenti. Non siate corresponsabili di chi oggi detiene un potere basato sul furto dei nostri soldi e delle nostre speranze. Siate al fianco del vostro popolo, non contro di esso. Se serve anche disubbidendo.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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POLITICI LADRI CONTRO CITTADINI VENETI: PLEBISCITO.EU ACCELERA VERSO LA PIENA INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

POLITICI LADRI CONTRO CITTADINI VENETI: PLEBISCITO.EU ACCELERA VERSO LA PIENA INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

5 Giugno 2014 33 Comments in editoriali news

Solo la disintermediazione civica taglierà le unghie ai corrotti

Schermata 2014-02-24 alle 17.15.28La tangentopoli veneta ha creato un vuoto spinto assoluto che rende ancor più forte e potente l’azione di Plebiscito.eu.
Siamo rimasti solo noi, com’era ovvio che fosse.
Sono morti i partiti, nessuno escluso. Fa infatti ridere chi cerca di levarsi il fango di dosso levando deleghe a collaboratori beccati con le mani nella marmellata. Fa ridere perché sappiamo bene tutti che il sistema non è marcio solo sull’affaire Mose. È marcio su tutto e funziona così da sempre. Ciò che cambia sono solo le tariffe, i listini prezzi delle tangenti e le squadre di ladri.
Ci piacerebbe proprio vedere come sono stati gestiti il ponte di Calatrava, il Passante di Mestre, la Pedemontana, per non parlare di ogni lottizzazione di area commerciale.
È inutile che i politici di destra, di sinistra e della lega nord vengano a farci ridere accusandosi l’uno con l’altro a seconda dell’inchiesta. Sappiamo bene che sono marci tutti perché è marcio nel midollo lo stato italiano nel suo complesso e nelle sue diramazione burocratiche, ad ogni livello.
Fa ridere oggi leggere gli editoriali di Gian Antonio Stella che finge di scandalizzarsi per il sistema italiano delle tangenti, come fosse risolvibile. Semplicemente non lo è. Fa parte del dna dello stato italiano la corruzione endemica, come ben sapeva Prezzolini quando scrisse l’art.15 del suo codice della vita italiana: “Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della distribuzione”.

C’è un solo modo per vincere contro questo mostro che si nutre dei nostri soldi. La strada è quella indicata da Plebiscito.eu: l’esenzione fiscale totale. Continuare a pagare le tasse ai ladri italiani non ha più senso, è immorale. Dobbiamo affamare la bestia, altrimenti aumenteremo solo il suo appetito insaziabile.
La soluzione definitiva è quella della disarticolazione di uno stato marcio e irriformabile ed essa passa solo attraverso l’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta, messo ora in pratica dalla Delegazione dei Dieci. Altre vie sono illusorie e danno solo tempo ai soliti noti di riorganizzarsi mentre nel frattempo conteremo altre altre vittime innocenti dell’autentica guerra socio-economica dichiarata dallo stato italiano ai veneti.

Con il pieno esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta elimineremo quindi lo strapotere che consente oggi ai politici e ai burocrati di alimentare il debito pubblico italiano con i costi della corruzione, attraverso la disintermediazione civica dell’istituto di democrazia diretta che consentirà ai cittadini di decidere direttamente le politiche di spesa, senza inutili e corrotti intermediari. I politici resteranno puramente dei manager che attueranno decisioni prese dai cittadini.

In questa delicata fase, dobbiamo inoltre stare attenti perché proprio in questi momenti vediamo i branchi di orfani della partitocrazia che cercano disperatamente di salire sulla nave di Plebiscito.eu che veleggia verso la libertà: sappiano costoro che li butteremo a mare. Non vogliamo nemmeno rischiare di imbarcare marci corrotti, o disturbatori: essi vanno isolati con il cordone sanitario per evitare di infiltrare la Repubblica Veneta con la loro azione nociva.

Dobbiamo evitare inoltre i disperati tentativi di chi cerca di frenare il nostra inesorabile percorso a tappe serrate verso la fattiva indipendenza del Veneto. Chi si è attardato nel dare ancora fiducia ai marci politicanti italiani resti pure con loro, da noi non c’è spazio per i vassalli e per i servi del nostro aguzzino statale.

In Plebiscito.eu non c’è spazio neanche per chi ha scelto altre strade e non ha perso occasione per combatterci e ostacolarci nella nostra azione: chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

Vedrete inoltre che a breve cadranno anche tutte le etichette che nel tempo ci hanno appiccicato per ridicolizzarci: venetisti, secessionisti, separatisti, terroristi, egoisti e così via. Noi siamo solo cittadini veneti che si sono stufati del furto del nostro lavoro, delle nostre risorse, della nostra cultura, delle nostre speranze, dei nostri ideali e della nostra buona volontà tradita. Abbiamo capito che gli intermediari politici veneti erano tutti da buttare nella discarica della storia e ci siamo assunti la responsabilità di supplire al mancato esercizio della sovranità popolare violata.

La linea è solo una, chiara, dritta e senza esitazioni. Non accettiamo ricatti, non accettiamo pressioni, non accettiamo tentativi di dirottamento.

Essa è quella emersa il 21 marzo 2014, in ogni aspetto e risultato del referendum di indipendenza della Repubblica Veneta e di ogni altro quesito approvato dalla sovranità popolare dei cittadini veneti, finalmente liberi.

Il resto è tempo perso.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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LO TSUNAMI GIUDIZIARIO A VENEZIA ABBATTE LA DIGA ALL’INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

LO TSUNAMI GIUDIZIARIO A VENEZIA ABBATTE LA DIGA ALL’INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

4 Giugno 2014 18 Comments in editoriali news

Mentre l’inchiesta giudiziaria sul Mose decapita il PD, Forza Italia e la giunta regionale di Luca Zaia, il Presidente degli Osservatori Internazionali sul referendum di indipendenza del Veneto Tavartkiladze ragguaglia sull’andamento della certificazione dei voti

repvenindTutti sapevano che il sistema politico italiano era criminogeno e oggi tutti finalmente capiscono perché la casta veneta serva del regime italiano si era scagliata contro la dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo scorso a Treviso.

La ragione è presto detta: i vari Orsoni, Chisso, Marchese, Galan, Sartori e chissà quanti altri sapevano che con la nuova Repubblica Veneta sarebbe terminato il magna-magna tangentaro che è immanente al sistema politico italiano, il più corrotto del mondo occidentale e in assoluto tra i peggiori del mondo.

Lo scenario che si apre tocca tutti gli schieramenti, le rappresentanze politiche e ogni livello burocratico dello stato, dal comune di Venezia, ben saldo in mano al PD, con il clamoroso arresto del sindaco Orsoni, alla Regione Veneto, dove oltre al solito PD viene toccato il massimo rappresentante di Forza Italia in Veneto, Giancarlo Galan, governatore per 15 lunghi e tristi anni, toccando anche la giunta di Luca Zaia, con l’assessore ai trasporti Chisso, sempre di Forza Italia.

In Veneto da oggi nulla sarà più come prima ed appare a tutti evidente che Plebiscito.eu resta l’unica alternativa al ladrocinio dei veneti servi dei partiti italiani. Per ironia della sorte infatti proprio oggi il Presidente della Commissione degli Osservatori Internazionali, l’Ambasciatore Beglar Davit Tavartkiladze ha comunicato sulla propria bacheca facebook la conclusione di un’ulteriore fase dei lavori di controllo e di certificazione dei voti del Plebiscito Digitale del 16-21 marzo scorsi.

Beglar Davit Tavartkiladze ha infatti dichiarato: “In riferimento al REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO, ho il piacere di comunicare quanto segue: la Commissione degli Osservatori Internazionali presieduta dal sottoscritto ha eseguito una serie di controlli sul piano organizzativo. Sono stati contattati cittadini aventi diritto al voto, sia direttamente che per telefono. Sono state rivolte alcune domande circa la ricezione della documentazione esplicativa e quella necessaria per l’espressione del voto – la modalità di voto presso i seggi – la modalità di voto attraverso internet e la modalità di voto attraverso la linea telefonica. Inoltre, sono stati visitati seggi elettorali a campione, rivolgendo alcune domande ai responsabili di seggio e loro assistenti. Le domande rivolte comprendevano le procedure eseguite, sia per l’iscrizione dei cittadini aventi diritto al voto al database dei votanti, sia sulla procedura utilizzata per l’espressione del voto, ed anche, sulle difficoltà riscontrate durante tutto il periodo”.
La Commissione degli Osservatori Internazionali ha infine richiesto altro materiale a Plebiscito.eu per completare la verifica del database dei votanti.

Gianluca Busato ha dichiarato: “oggi è un giorno importante, da un lato viene scoperchiato il sistema malavitoso che coinvolge la partitocrazia italiana in Veneto e ogni livello burocratico, confermando il tasso spaventoso di corruzione endemica dello stato italiano, dall’altro la Repubblica Veneta ha fatto un passo decisivo verso la propria fattiva indipendenza, unica medicina anche contro la corruzione italiana, grazie alle dichiarazioni della Commissione degli Osservatori Internazionali sul Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo. Si apre ora una nuova fase politica in Veneto, che vedrà come protagonista unico proprio Plebiscito.eu, l’organizzazione che ha saputo dare voce e forza ai cittadini veneti per liberarli dal più corrotto e mostruoso burosauro del mondo occidentale.”

Ufficio stampa
Plebiscito.eu

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REPUBBLICA VENETA UNICA SALVEZZA E PLEBISCITO.EU UNICA OPZIONE CONCRETA

REPUBBLICA VENETA UNICA SALVEZZA E PLEBISCITO.EU UNICA OPZIONE CONCRETA

3 Giugno 2014 11 Comments in editoriali news

Mentre lo stato italiano ritarda il pagamento delle pensioni e si appresta il consueto inutile minuetto regionale, Plebiscito.eu si afferma sempre più come unica organizzazione concreta per l’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta

rep-veneta-salvezzaDopo le elezioni europee e il fumus renziano e prima del teatrino che si terrà in Regione Veneto la settimana prossima dove gli strapagati e privilegiati consiglieri regionali faranno il loro consueto inutile minuetto come omaggio servile ai propri capibastone italiani, allungando il brodo e cercando vanamente di cavalcare illusioni a solo scopo elettorale, è doveroso ora fare il punto reale della situazione in merito all’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta.

Sempre oggi abbiamo ricevuto tra l’altro molte segnalazioni di mancato pagamento delle pensioni in diversi uffici postali del Veneto, che erano completamente privi di fondi. Questo è il segnale del colabrodo reale che si nasconde dietro al paravento del Gattopardo di fresco trucco e che appare già vecchio, stantìo e maleodorante a una settimana dal voto, mentre già si preannunciano i diktat della Commissione Europea e del Fondo Monetario Internazionale per alleviare i rantolii del più grave malato statale del mondo, in piena metastasi finanziaria.

Tutto ciò avviene mentre il calendario eventi di Plebiscito.eu e della Repubblica Veneta è sempre più fitto, con appuntamenti nel territorio di presentazione delle azioni concrete per l’indipendenza e ora anche per la conversazione nazionale in atto per la preparazione dei Libro Bianco dei Veneti.

A tal proposito, segnaliamo i prossimi due imperdibili eventi nazionali in programma, oltre a tutti gli altri che si tengono quotidianamente:

  • Venezia, presso hotel Amadeus, venerdì 7 giugno ore 15. “La Repubblica Veneta si forma da cittadini – Terzo workshop collettivo del Libro Bianco dei Veneti”. [evento su facebook]
  • Este, in piazza Trento, giovedì 12 giugno ore 20.30. “La Repubblica Veneta in Europa, nel mondo: unica soluzione”, con consegna dei primi Bond Veneti. [evento su facebook]

Abbiamo già pubblicato qualche settimana fa le premesse e l’articolazione di eventi che hanno portato all’attuale fase di obiezione fiscale e rimandiamo ad essa per ogni dettaglio: https://www.plebiscito.eu/news/cronistoria-dellesercizio-di-indipendenza-della-repubblica-veneta/.

Abbiamo inoltre già spiegato anche lo stato dell’arte della certificazione dei voti del referendum di indipendenza del 16-21 marzo in questo comunicato: https://www.plebiscito.eu/news/plebiscito-del-16-21-marzo-come-procede-lufficializzazione-internazionale-dei-voti/.

Ora ci concentriamo quindi sul dettaglio dell’azione attuale, che si impernia sul potenziamento delle attività degli Uffici Pubblici da un lato, con la partenza dei corsi di formazione e sulla strutturazione della rete territoriale di volontari, che sta arrivando ad una fase di completamento con il governo delle aree territoriali di Plebiscito.eu

Contemporaneamente abbiamo condotto un test elettorale con il movimento “Veneto Sì” (www.venetosi.org), la prima formazione politica della Repubblica Veneta, che opera a fianco di Plebiscito.eu e che in questa fase di transizione dovrà occuparsi anche di tutelarci dall’attacco della partitocrazia italiana.

A tal proposito, “Veneto Sì” celebrerà il suo primo congresso fondativo il prossimo 29 giugno a Padova, in previsione del lancio del dibattito per le elezioni politiche della Repubblica Veneta, che auspichiamo possa presto veder nascere il confronto tra diverse posizioni.

Dall’inteso elenco di attività effettuate e in programma, si può ben comprendere come la Repubblica Veneta rappresenti l’unica soluzione concreta per sederci al fianco delle Nazioni prospere d’Europa e del mondo e per sfuggire al tragico disastro del fallimento de facto del regno del male italiano.

Come contribuire in modo concreto ad aiutare la Repubblica Veneta nel proprio esercizio di indipendenza? Ecco qualche esempio:

  • aderire come volontario di Plebiscito.eu e promuoverne le attività
  • incentivare l’adesione alla campagna di esenzione fiscale totale
  • promuovere la sottoscrizione di Bond Veneti
  • dare la disponibilità per aprire un Ufficio Pubblico
  • partecipare agli eventi che si tengono nel territorio

e molto altro ancora che potrai scoprire assieme a Plebiscito.eu.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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