APPELLO AI COMMERCIALISTI E TRIBUTARISTI VENETI DI BUONA VOLONTA’
La tragica situazione economico-sociale non lascia piu’ tempo e spazio a riflessioni prudenti, di convenienza e di cautela. Bisogna senza più alcun indugio che le categorie professionali economico-giuridiche si adoperino per salvare i cittadini veneti.
la situazione attuale del paese Italia e della Regione Veneto è drammaticamente compromessa sotto tutti i punti di vista e l’unica via d’uscita per le famiglie e le imprese Venete è rappresentata dall’unione di intenti e di azione di tutti Noi Commercialisti e Tributaristi, che, in quanto tali, svolgiamo l’essenziale ruolo di trait d’union o collante tra il cittadino/contribuente e l’Erario.
Ho sentito, egregi Colleghi, il bisogno di scrivere ed indirizzarVi questo accorato appello, poiché anche tutti Noi liberi professionisti del settore economico-giuridico, siamo prima di tutto cittadini e contribuenti di uno Stato Italia che ci sta quotidianamente vessando, che ci sta facendo sistematicamente “odiare” dai Nostri clienti, che ci obera continuamente con scadenze ed adempimenti inutili e da rendere gratuitamente ai Nostri assistiti. E’ tempo e ora di dire BASTA a tutte queste ingiustizie, a questa tassazione ammazza, purtroppo nel vero senso del termine, persone ed imprese, che costringe quotidianamente decine e decine di aziende a chiudere, che obbliga per ragioni di sopravvivenza le aziende con maggiori potenzialità e forza economica a migrare all’estero, che porta all’esasperazione e al compimento, ahimè, di gesti estremi, almeno tre persone alla settimana!!!. E’ tempo e ora di dire BASTA all’azione persecutoria dello Stato Italia verso le famiglie e le imprese Venete, per quel che ci interessa, mediante strumenti iniqui e privi di alcun fondamento logico-matematico e giuridico serio, reale, inconfutabile, che non siano mere e assurde presunzioni statistiche, quali sono il Redditometro e gli Studi di Settore. E’ tempo e ora di dire BASTA ad uno Stato Italia che attua verso le famiglie e le imprese un’azione di riscossione, mediante Equitalia Nord, che si identifica in azione di Polizia, di repressione fisico-mentale, assolutamente non degna di uno stato civile e moderno, ma che piuttosto assomiglia più ad una sorta di Gestapo ingentilita.
Non e più accettabile che nel 2014, l’Agente della Riscossione proceda con fermi amministrativi di automezzi strumentali o con il pignoramento di macchinari ed attrezzatture nei confronti di imprese che già sono sull’orlo del baratro per una congiuntura economica ormai insanabile, e violando, tra l’altro, in modo palese, quanto disposto dal D.L. 69/2013 (c.d. Decreto del Fare).
E’ tempo e ora di dire BASTA ad una burocrazia insostenibile ed ingestibile, creata volutamente farraginosa e complessa per indurre il contribuente ed il suo Consulente fiscale all’errore, così da far “legittima ed onesta cassa” con sanzioni pecuniarie ed interessi di mora.
Ebbene, cari Colleghi tutti, chi più di Noi liberi professionisti del comparto fiscale-tributario può dare una scossa, una svolta epocale a questo sistema marcio, ormai fallito, non più al passo con i tempi, ma soprattutto causa principale se non esclusiva della morte economica, morale e civile del Nostro Veneto?!?
Chi più di Noi, in una politica di azione coordinata con idee e strategie operative viste e discusse insieme, può salvare i cittadini/contribuenti Veneti dall’ormai imminente baratro economico/sociale?
Chi vi scrive, è da circa 6 mesi volontario del movimento apartitico Plebiscito.eu (www.Plebiscito.eu) che opera per conto della Repubblica Veneta proclamata ufficialmente la sera del 21 marzo 2014 a seguito del referendum digitale che si è tenuto nei giorni 16 – 21 marzo 2014. Ebbene lo staff tecnico del movimento Plebiscito.eu, compreso il sottoscritto, si sta prodigando da mesi con serate informative in giro per tutto il Veneto, per diffondere e spiegare l’azione di OBIEZIONE FISCALE.
Ovviamente, cari Colleghi, Plebiscito.eu sta facendo e diffondendo la campagna di obiezione fiscale nel rispetto massimo e puntuale della legalità fiscale italiana.
Plebiscito.eu non si prefigge e non vuole creare un “esercito” di evasori e/o elusori fiscali, ma una massa più imponente possibile di obiettori fiscali Veneti, che, regolarmente e tempestivamente, presenteranno le proprie dichiarazioni e comunicazioni fiscali, ma che staccheranno la spina di quello che definisco il Bancomat per i corrotti politici Italioti, ossia non pagheranno le tasse al già fallito Stato Italia.
Molti di voi, egregi Colleghi, penseranno e diranno che il sottoscritto è uno spregiudicato ed irresponsabile professionista, illuso con l’obiezione fiscale di cambiare le sorti del Veneto ed anzi reo di inguaiare i cittadini/contribuenti Veneti che dovessero aderirvi.
Ecco allora, cari Colleghi, emergere il mio pensiero e la mia risposta:
il mancato pagamento delle tasse e delle imposte (contributi INPS/INAIL a parte, per il discorso Durc) alle scadenze prestabilite, e qui non spetta certo a me insegnarVelo e ricordarVelo, non comporta alcuna azione esecutiva sul patrimonio del contribuente, ma l’applicazione di una sanzione per le imposte quali IRPEF, IRAP, IVA del 10% più interessi di circa 3,5 – 4%, al ricevimento del c.d. Avviso Bonario che non avviene prima di maggio – giugno 2015 (un prestito bancario per pagare le tasse costa mediamente il 30%)!!!
Tengo assolutamente a precisare che il Nostro ruolo, e mi rivolgo specialmente ai Colleghi più giovani che si sono “avventurati” in questa professione solo da pochi anni, è quello non di fare (a ciò già pensa lo Stato Italiota) terrorismo fiscale con informazioni ai Nostri clienti del tipo – se fai obiezione fiscale ti portano via tutto, ti fanno chiudere immediatamente l’azienda etc. – ma piuttosto quello di spiegare loro tutto il GIUSTO percorso per modalità e termini dell’azione di controllo e di riscossione fiscale italiana, ossia: la fase della Comunicazione bonaria, poi la successiva emissione della cartella esattoriale e relativa tempistica, i sistemi di prevenzione e difesa etc.
Sia ben chiaro a tutti, Egregi Colleghi, Plebiscito.eu si prefigge e si da un tempo massimo affinchè la Repubblica Veneta, già proclamata il 21 marzo 2014, sia fattiva e pienamente operante: non oltre (ma si spera ben prima) aprile –maggio 2015!!! Pertanto, l’azione di obiezione fiscale che lo stesso Plebiscito.eu sta propinando e divulgando in giro per tutto il Veneto, comporterebbe al massimo, l’emissione dell’Avviso Bonario!!!
Questo mio sincero ed accorato appello, cari Colleghi, l’ho rivolto a Voi con il preciso intento nonché speranza, che la maggior parte di chi lo leggerà e lo farà proprio, sposi gli ideali e l’immane azione e sforzo che stanno facendo da mesi lo staff di Plebiscito.eu e le migliaia di volontari sparsi in tutto il Veneto, per far sì che, togliendo la dose quotidiana di droga (tasse) al tossicodipendente che si chiama Stato Italia, il Veneto possa finalmente e definitivamente liberarsi dall’inferno fiscale, economico e sociale nel quale è costretto a vivero e districarsi ogni giorno!!!
Vi chiedo, nel nome e nell’interesse di un intero popolo Veneto, dal neonato al novantacinquenne, dall’operaio cassaintegrato al manager, dall’imprenditore artigiano al libero professionista, dal dipendente privato al dipendente pubblico, di dare, egregi Colleghi, quanto più potrete, il Vostro essenziale ed importantissimo contributo professionale di appoggio, di informazione, di divulgazione, di convincimento e di eventuale difesa per l’azione di OBIEZIONE FISCALE.
Cari Colleghi, contattate numerosi Plebiscito.eu nell’apposito portale, telefonate ad amici e conoscenti che già aderiscono a tale movimento, organizziamo tra Noi incontri informativi e per delineare politiche d’azione!!!
Non c’è più tempo, egregi Colleghi, anche il Nostro “pane quotidiano” sta per finire: le aziende clienti chiudono o non riescono più a pagarci le competenze!!!
Eleviamoci finalmente a quel ruolo che da sempre ci compete: AIUTAMO, CONSIGLIAMO E SALVIAMO LE FAMIGLIE E LE IMPRESE VENETE DA UNA FINE CERTA E VICINISSIMA, NON FACCIAMO I MERI SCRIBACCHINI PER DETRARRE SPESE MEDICHE O INTERESSI DI MUTUO BANCARI!!
Un sentito e caloroso grazie di cuore a chi, tra i miei Colleghi donne e uomini, vorranno accogliere tale appello.
Alberto Marsotto
Segretario – Soccorso Veneto
C’ERANO UNA VOLTA L’IMPRESA E LA FAMIGLIA
LA VOGLIA DI RISCATTO PER UN FUTURO CHE RIPORTI DIGNITA’, SERENITA’ E PROSPERITA’ A TUTTO IL POPOLO VENETO.
Cari amici Veneti, imprenditori e non, volontari di Plebiscito.eu e non, simpatizzanti di movimenti indipendentisti veneti e non, voglio condividere con tutti voi la nostalgia e la triste mescolanza di ricordi relativi ad un’era sociale ed economica che questa Italia, ormai decotta, corrotta, senza più anticorpi sociali, economici, finanziari e politici non potrà mai più dare a nessuno di noi!!.
Ma non solo: ci costringerà con coercizioni e soprusi, come sta già facendo, a pagare a caro prezzo quel trentennio più vicino a noi, ovvero 1970 – 2002, durante il quale chi più e chi meno, ha potuto costruire o comunque ha cercato in serenità e con soddisfazione di costruire il proprio presente e soprattutto il proprio futuro.
Mi ricordo, quando cominciai nell’estate del 1993, il praticantato di commercialista presso uno Studio professionale del Veneziano, ebbene, fare impresa significava fare IMPRESA, ossia prefissarsi un arco temporale in cui raggiungere determinati obiettivi di produzione, di fatturato, di reddito, di incremento occupazionale.
Ricordo con estrema amarezza che non vi erano gli strumenti “AMMAZZA” azienda quali sono gli Studi di Settore, non vi era lo strumento “AMMAZZA” persone fisiche qual è il Redditometro.
E ancora, l’Azienda di credito faceva l’AZIENDA DI CREDITO, ovvero, previa opportuna istruttoria, concedeva il giusto credito (finanziamenti al consumo, mutui garantiti per acquisto di attività commerciali, mutui casa, prestiti per acquisto macchinari ed attrezzatture) ad imprese e famiglie..
Ricordo che i quadri e le pagine di un modello 740 (oggi modello Unico/PF) per le ditte individuali e persone fisiche piuttosto che di un modello 750 per le società di persone (oggi modello Unico/SP), erano la metà di quelle attuali, e, a fine maggio o fine giugno, la stagione dei dichiarativi (intesa sia come presentazione del modello che del versamento delle imposte) si era conclusa. Oggi invece, si spediscono le dichiarazioni entro il 30 Settembre e si va avanti a pagare rate sino a novembre.
Ricordo pure il volano di spesa e conseguentemente di consumi dovuti alla libera circolazione del denaro contante, seppure con il tetto massimo di 15.000 euro, per non dire della possibilità di essere affidati dalla banca sulla scorta di un bilancio con un discreto utile (reale ovviamente) e al bisogno con il supporto di capitale a garanzia (fabbricati, terreni), non come oggi solo ed esclusivamente sulla base di un buon Rating, di Basilea 2, di Basilea 3 etc.
Cari amici ho fatto questa breve nostalgica premessa, perché mai come in questi giorni, tra i clienti che quotidianamente contatto e frequento per ragioni legate alle “amate” scadenze ITALIANE, ed anche tra conoscenti e amici con i quali scambio una pizza o un caffè,. è stata pronunciata tanto insistentemente la frase:
“NON SE NE PUO’ PIU’! NON SO SE RIESCO AD AVERE RISORSE ECONOMICHE SUFFICIENTI PER ARRIVARE FINO A SETTEMBRE! QUAND’E’ CHE, VOI DI PLEBISCITO.EU PRESUPPONETE ALL’INCIRCA DI LIBERARCI DA QUESTO INFERNO?”
Mai come in queste settimane, cari amici, mi sono trovato nella veste di un triste reporter di situazioni economiche difficili, disperate, forse irrisolvibili, di persone che fino a qualche anno fa avevano un discreto tenore di vita e che adesso, per chiusura dell’azienda dove ricoprivano un ruolo di responsabili o meglio ancora di manager, o per cessazione delle commesse/ordini da parte dei migliori clienti se titolari di impresa, o ancora per mancato incasso dei loro crediti, ora sono costretti a vivere in casa e a carico dei propri anziani genitori (i più fortunati), o nelle peggiori delle ipotesi, vanno a mangiare un pasto caldo alla Caritas!!!
Vedete cari amici Veneti, la crisi socio-economica è ormai trasversale: interessa il dipendente privato con mansioni di operario o impiegato, il libero professionista, l’imprenditore artigiano e commerciale, l’industriale, il manager dipendente d’azienda, il dipendenrte pubblico.
La metastasi italiana non risparmierà nessuno. Mi piace, e spero capiate il mio tono sarcastico, paragonare l’Italia attuale al Titanic durante l’affondamento: ebbene, come nel caso del transatlantico le persone benestanti alloggiate nei pontili più alti, affondarono qualche ora dopo rispetto alle persone meno abbienti allogiate nei pontili più bassi, ma comunque il loro tragico destino fu comune, così a livello socio-economico nell’Italia odierna, le persone più abbienti o più agiate vedranno la loro fine economica e finanziaria un pò più lentamente rispetto alle persone meno abbienti o più disagiate, ma l’inevitabile e tragico destino sarà lo stesso.
Cari amici Veneti, chi vi scrive e senza peccare di presunzione, ha affrontato nella sua pur modesta carriera professionale, una quantità importante di casistiche e tematiche alcune volte intricate, alcune volte come si fa, collaborando con i colleghi, ma credetemi, e qui mi sento impreparato e per questo chiedo l’aiuto di tutti voi nessuno escluso, non ho mai affrontato la disperazione e l’insoddisfazione così come traspare tra la gente in questi mesi.
Ogni giorno, che sia al bar, che sia nel capannone del mio cliente, che sia al supermercato, che sia in coda alle poste, noto e sento un unico invalicabile sentimento di rassegnazione e di ingiustificato passivo attendismo del destino che qualcuno vorrà crearci.
Ed è proprio qui che volevo arrivare:
cari amici Veneti, svegliamoci da questo torpore. Siamo finalmente e definitivamente artefici del nostro destino. Non basta, per rifarci all’esempio del Titanic, che i Veneti vogliano cambiare gli ufficiali e l’equipaggio tutto della nave, se prima non si cambia la nave. Un equipaggio sano ed efficiente non servirebbe a nulla se la nave da condurre fa acqua da tutte le parti!!!!
Il primo ed irrinunciabile passo è quello di riprenderci e rifondare da cima a capo il nostro VENETO!!!
E c’è solo un sistema: appropriarci del potere economico e finanziario, diventare gli unici detentori e gestori delle risorse economiche e produttive del Veneto.
Ma questa azione di appropriazione legittima quanto inevitabile ed urgente delle risorse economiche della nostra terra e delle nostre imprese, non può prescindere, anzi ne è la diretta conseguenza, dall’azione di OBIEZIONE FISCALE che da mesi il movimento Plebiscito.eu sta divulgando e propinando in modo instancabile ed encomiabile in ogni angolo del Veneto!!!
Cari amici Veneti, non incappate nel tragico errore di essere superficiali e pressapochisti, interpretando questo appello come l’ennesima noiosa pantomina ed esposizione accademica di un consulente fiscale deluso e stanco dell’andazzo del paese Italia in cui vive.
Credetemi, patrioti Veneti, quello che ho cercato di trasmettervi con impegno e ardore in questo scritto, come d’altronde durante le serate organizzate da Plebiscito.eu in giro per il Veneto, non è finto o scenico allarmismo, ma semplicemente uno scenario reale e dimostrabile con dati alla mano, di disperazione e rassegnazione quotidiana di imprese e famiglie che non hanno più la certezza non solo di un futuro a breve termine, ma neppure di cosa gli accadrà la prossima settimana.
Le argomentazioni e i discorsi che occupano la giornata di una famiglia o impresa media, non sono più quelli del tipo dove potremmo andare questo week-end, ci si potrebbe iscrivere ad un corso di inglese, sentiamo la concessionaria ”x” se ci rientra la vecchia auto di dieci anni per una un po’ più nuova, vorrei informarmi per un macchinario nuovo per la ditta, vorrei fare dei colloqui per assumere un dipendente in più, anche part-time, ma solo ed esclusivamente questi: ha telefonato il Direttore della banca perché abbiamo quasi 3 rate in arretrato del mutuo, domani devo andare dal commercialista per le rate della cartella Equitalia, devo licenziare due dipendenti perché sono 5 mesi che non riesco a pagargli lo stipendio, devo andare dall’Avvocato perché ho circa una decina di clienti che non mi pagano più la fonitura del materiale, etc….
Ritengo, poichè il conto alla rovescia è già iniziato da un pezzo, dobbiamo tutti urgentemente rimboccarci le maniche e fare una valutazione quanto mai serena ma al contempo obiettiva e seria della situazione che ci sta investendo:
l’Italia dei Vostri nonni, non c’è più!!! Ricordatevi che tutto il continuo sfornare leggi sul lavoro, sulle imprese, sulla fiscalità, sull’istruzione, sulla sanità, è solo ed unicamente fatto per dare agli Italiani parvenza di attivismo e laboriosità di un Governo e di una classe politica Italiota che devono rigorosamente sottostare ai voleri ed alle strategie politiche, economiche e finanziarie dello Stato Germania e di poche famiglie di Banchieri mondiali.
Questo paese Italia gravemente malato e tenuto in vita dalle macchine, come fosse un vegetale, ha invece ancora un organo sano e pulsante: il Veneto.
Sta solo e solamente a noi, cari amici Veneti, salvare questa parte del corpo Italia ancora efficiente e funzionante, per poco se non ci affrettiamo, con un’unica azione veloce e incisiva: l’OBIEZIONE FISCALE TOTALE!!!
LOBIEZIONE FISCALE dev’essere un’azione di massa impressionante: non perdiamo questo treno che ci porta via dal campo di concentramento ITALIA. Non rendiamoci tristemente famosi per avere voluto accettare e sottoscrivere la nostra condanna a morte morale, economica e sociale. Non costringiamo per inerzia e ingiustificata paura i nostri figli a lasciare questa stupenda e unica Terra Veneta. Non rendiamo inutile l’azione immane che tutti i volontari di Plebiscito.eu hanno fatto e stanno facendo per liberare il Veneto da questo italico inferno.
Non buttiamo stupidamente al vento l’unica irripetibile occasione per gridare al mondo intero: VENETI UNICI ARTEFICI E CONDOTTIERI DI UNA REPUBBLICA VENETA LIBERA, PROSPERA, SOVRANA E INDIPENDENTE!!!.
Alberto Marsotto
Segretario – Soccorso Veneto
BASTA DELEGHE IN BIANCO, ATTIVAZIONE PER LA RIVOLUZIONE (DIGITALE)
Nuovo ciclo di incontri ed eventi all’insegna del tema “VENETIAN REPUBLIC BUILDING – COSTRUIAMO LA REPUBBLICA VENETA”. Primo appuntamento con la Convention di “Veneto Sì” domenica 20 luglio prossimo dalle 9 all’hotel Crowne Plaza a Padova.
In questo periodo estivo continuano rinnovati gli incontri pubblici di Plebiscito.eu per l’esercizio di indipendenza.
Dopo il referendum e la dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo e dopo l’approvazione della legge regionale 16/2014 per il nuovo referendum regionale, costruiamo in modo concreto il nostro futuro per sfuggire dalla pressione del peggiore inferno fiscale del mondo.
Esenzione fiscale, primarie, elezioni e organizzazione della Repubblica Veneta: ecco le tappe della libertà messe in atto dalla squadra che ha portato la questione veneta alla ribalta internazionale. Ad esse si uniscono i dibattiti territoriali del team Libro Bianco, promossi da Plebiscito.eu, con l’apporto trasversale di molti esperti di vario orientamento ed appartenenza per ciascun capitolo di approfondimento.
Noi siamo gli autentici artefici del nostro destino, basta che lo vogliamo e che comprendiamo come la prima causa del nostro danno sia la delega politica in bianco a una classe dirigente che ci ha tradito e derubato persino della speranza, oltreché dei nostri soldi.
Per far sì che ciò avvenga, è fondamentale quindi l’attivazione di tutti per la rivoluzione digitale e la piena indipendenza della Repubblica Veneta.
Diamo quindi sempre più forza a tutte le iniziative di Plebiscito.eu e delle organizzazioni e movimenti che contribuiscono ogni giorno di più a rendere più vicina la piena indipendenza della Repubblica Veneta.
Il momento culminante di lancio delle nuove iniziative territoriali sarà la Convention di “Veneto Sì”, il movimento che opera a fianco di Plebiscito.eu e che parteciperà alle primarie e alle elezioni politiche della Repubblica Veneta, che saranno aperte a liste e singoli cittadini secondo le regole che saranno rese pubbliche entro pochi giorni dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta, l’organo di governo provvisorio insediatosi il 21 marzo 2014.
L’appuntamento con la Convention di “Veneto Sì” è per domenica 20 luglio prossimo a partire dalle ore 9 all’hotel Crowne Plaza a Padova (via Po 197, a 500 m dal casello di PD ovest).
La situazione economica e sociale è molto grave e se non facciamo qualcosa in fretta diventerà sempre peggiore, soprattutto per noi Veneti. È di oggi tra l’altro la pubblicazione di nuove notizie in merito allo scandalo del Mose che ora coinvolgono tutte le maggiori forze politiche presenti in regione, anche quelle che finora parevano escluse, dalla maggioranza all’opposizione.
Alla luce di ciò, riteniamo ancora una volta di più a maggior ragione che solo un Veneto Indipendente possa assicurare un futuro di benessere a noi e ai nostri cari.
Per questo il prossimo 20 luglio ci troveremo tutti a Padova, in un incontro che diventa fondamentale per la piena indipendenza del Veneto.
Tu parteciperai? Ti aspettiamo!
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
REPUBBLICA VENETA O DITTATURA ITALIANA
Riflessioni di una notte di mezza estate verso la piena indipendenza
Le cose bisogna chiamarle con il loro nome. Quella in cui viviamo è per l’appunto una dittatura. Mi riferisco allo stato italiano che ancora imperversa in terra veneta, che pure dal 21 marzo 2014 ha iniziato un percorso verso la propria piena e fattiva indipendenza, ora rafforzata anche dall’approvazione della legge regionale 16/2014 (anche se la giunta regionale non pare brillare per velocità nell’ottemperare ad essa, con l’approvazione delle norme e delle procedure per l’organizzazione e il finanziamento del referendum regionale per l’indipendenza del Veneto).
Ne parlavamo ieri sera tarda con amici, in una notte calda in cui non c’era voglia di andare a dormire. Il nemico viene sempre indicato all’esterno, la Merkel, l’euro, i banchieri, gli eurotecnocrati, gli USA, le lobby occulte e così via.
No, non è così, a ben guardare. Il nemico è solo uno e ha un nome ben definito: stato italiano, in tutte le sue manifestazioni. Il gattopardo che ora si traveste con il trucco renziano, per continuare e anzi aggravare il proprio impegno nel rubare in modo scientifico i risparmi e i redditi delle famiglie e delle imprese venete.
Sempre ieri sera a cena con altri amici, si raccontava come alcuni anziani ricordano i periodi del dopoguerra e da testimoni viventi ci riportano che oggi stiamo vivendo una fase ben peggiore e ben più cupa addirittura di quel passaggio doloroso.
Dobbiamo focalizzare perché ciò avviene e chi ne è responsabile. Lo stato italiano appunto.
Continuando con questi dialoghi di una notte di mezza estate altri affermavano come però d’altro canto siamo noi stessi i responsabili di questa situazione, dopo tutto i criminali al potere li abbiamo votati noi, ci rappresentano! Anche questo è un luogo comune, ahimè. Nulla decidiamo, il potere è interamente nelle mani della partitocrazia e anche la magistratura, nella quale alcuni ripongono speranze di risanamento, è in realtà parte sistemica della cupola del malaffare e della cappa insostituibile di uno stato programmato per depredarci e deprimerci.
Non vi sono possibilità di riforma né di salvezza dal suo interno. L’unica via, la sola speranza è appunto la rivoluzione digitale col sorriso che abbiamo iniziato da marzo. Dal basso, con il Popolo, attraverso l’esercizio di indipendenza territoriale che deriva dal diritto di autodeterminazione dei Popoli, in modo pacifico eppure determinato, senza tralasciare alcuna possibilità e percorso, e in un tempo breve potremo riprenderci ciò che è nostro, a cominciare dalla speranza rubata e repressa da un insieme di parassiti e cupi criminali politici partitocratici.
Nessuno ci fermerà, nella costruzione di un consenso che ogni giorno è sempre più forte e deciso.
Ora dobbiamo passare alla fase di attivazione delle forze popolari che emergono e resistono allo scenario di distruzione del tessuto socio-economico veneto.
Il percorso è chiaro ed è tracciato. Dichiarazione di indipendenza, esenzione fiscale, pieno esercizio di indipendenza. E in parallelo, con Veneto Sì, rafforzamento del consenso e attivazione dei cittadini veneti, per difenderci dai colpi di coda della partitocrazia italiana e dai suoi vassalli veneti di ogni risma, ben impegnati nella difesa dei loro privilegi garantiti dal furto delle nostre risorse. Diamoci da fare allora, con la consapevolezza che la piena indipendenza del Veneto e la conseguente stabilizzazione finanziaria dell’area geopolitica della penisola sono l’unica garanzia anche per i creditori dello stato italiano, che oggi detengono solo carta straccia.
Attiviamoci ora, perché domani è tardi. Come farlo? Ecco alcune opzioni:
- iscriviamoci a Veneto Sì, il movimento che opera a fianco di Plebiscito.eu per l’indipendenza della Repubblica Veneta e partecipiamo al congresso fondativo domenica 20 luglio prossimo a Padova;
- aderiamo come volontari di Plebiscito.eu, per l’organizzazione della Repubblica Veneta;
- apriamo un ufficio pubblico della Repubblica Veneta;
- sosteniamo Plebiscito.eu, con donazioni libere, o con la prenotazione di Bond Veneti;
- partecipiamo in grande numero agli eventi di Plebiscito.eu.
Prepariamoci per una nuova alba della Repubblica Veneta, rassegnarci alla dittatura italiana significa condannare tutti i veneti al dramma della miseria.
Noi veneti possiamo fare di meglio, il nostro posto naturale è tra le Nazioni prospere d’Europa e del mondo. Sempreché lo vogliamo. Sempreché ci attiviamo per essere gli artefici del nostro destino.
In questi mesi, grazie alla nostra opera, abbiamo dimostrato che la questione veneta è al centro dell’attenzione del mondo, ora spetta a noi dimostrare di essere all’altezza del nome che i nostri avi ci hanno consegnato.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
LA LINGUA VENETA E IL FUTURO
di Franco Rocchetta* ed Andrea Arman**
[Pubblicato sul Corriere del Veneto l’8 maggio 2014]
Non sono molte le regole che, universalmente riconosciute ed adottate per lo studio ed il pieno utilizzo di una lingua, per la comprensione e l’illustrazione delle sue dinamiche e armonie, permettono di poterne garantire generazione dopo generazione (e tra le ondate delle migrazioni) la piena fioritura, l’espletamento delle sue vitali funzioni e civili e sociali, la gratificante fruizione delle sue potenzialità e dei suoi dei tesori.
Regole semplici ed imprescindibili che si attuano attraverso:
1) il sistematico ricorso a documentati e verificabili metodi scientifici: e ciò affinché la ricerca e l’analisi non risultino in balia degli umori di un poeta o di un vate, di uno sprovveduto dilettante o di un vanitoso improvvisatore;
2) la raccolta e la comparazione – con modalità statistiche, e da quante più fonti affidabili sia possibile – di testimonianze e scritte e orali (spontanee, cioè non condizionate, né inibite) provenienti dai più diversi ambienti, ed aree, e periodi;
3) la costante comparazione tra le procedure che si stanno per seguire, o che si stanno già seguendo, e quelle già adottate, od in via di adozione, presso altri popoli e presso altre lingue per le medesime finalità. E ciò anche in riferimento a periodi o secoli diversi dall’attuale, purché svolte con serietà, acribia, onestà;
4) la trasparenza di modalità d’azione e di obiettivi.
Al di là delle doverose premesse circa le regole basilari, sopra sommariamente esposte, spesso si rileva la non conoscenza (talora accompagnata da supponenza) di importanti processi in corso o già consolidati; e ciò spinge alcuni autori ad escludere o trascurare l’esistenza degli stessi, e quindi ad errate o superficiali conclusioni.
Ciò va oggi ricordato, in presenza dell’iniziativa (formulari in “veneto”) promossa da una struttura sanitaria col dichiarato nobile fine di “ridurre le distanze” e “tutelare la nostra cultura”, ma che si riduce, in sostanza, ad ambigua operazione dai contraddittori effetti.
Purtroppo è ancora diffuso il pregiudizio coloniale secondo il quale la lingua veneta sarebbe un dialetto o, come riferito ieri dal “Corriere del Veneto”, una “lingua dialettale” conosciuta ed usata solo o soprattutto dagli strati deboli della popolazione.
Queste tristi premesse indeboliscono assai quelli che riteniamo essere i buoni propositi di chi ha attivato l’intera operazione. Inoltre, lette le voci sconcertanti, le spurie costruzioni e le incredibili grafie espresse in asserito “dialetto veneto”, ci sorge più che legittimamente il dubbio che per ignoranza, per pigrizia, o per cinico disegno qualche ambiente stia cercando di creare un dialetto dell’italiano per dequalificare la lingua veneta.
Una strada comunque è aperta: confidiamo nell’approfondimento dell’importantissimo tema della lingua veneta, strumento originalissimo, autonomo ed insostituibile di visione del mondo e della vita, di comunicazione e coesione sociale, di equilibrio e fecondità per i veneti d’origine e per i veneti di destino.
*Direttore del Capitolo «Lingua e Coesione Sociale» nel Libro Bianco del Veneto.
**Consulente giuridico del Capitolo «Lingua e Coesione Sociale» nel Libro Bianco del Veneto.
