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Categoria: news

LA DELEGAZIONE DEI DIECI: “NON SI IMPRIGIONANO LE IDEE”

LA DELEGAZIONE DEI DIECI: “NON SI IMPRIGIONANO LE IDEE”

14 Aprile 2014 11 Comments in editoriali news

Alla vigilia della decisione del Tribunale del riesame, la Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta ha approvato la seguente risoluzione.

Risoluzione n.1/2014 della Delegazione dei Dieci: “NON SI IMPRIGIONANO LE IDEE”

dieci

In merito alla carcerazione di Franco Rocchetta da parte dello stato italiano, la Delegazione dei Dieci, alla luce delle evidenze finora emerse,

STIGMATIZZA

un atto di privazione della libertà che appare del tutto ingiustificato nei confronti di un intellettuale che ha fatto del pacifismo una missione di vita.

Tale atto dimostra esclusivamente il puerile tentativo di imprigionare le idee di Franco Rocchetta, che in tal modo dimostrano il proprio primato morale e culturale e la propria piena attualità storica rispetto alla natura dittatoriale che in modo auto-evidente appare da una simile sproporzionata e ingiustificata misura, che getta un’ombra indelebile di fronte al mondo e alla storia nei confronti di un’istituzione statuale illegittima, immorale e profondamente ingiusta.

La Delegazione dei Dieci

E’ VICINA E SOLIDALE

al patriota Franco Rocchetta e a tutti i patrioti veneti ingiustamente incarcerati che devono essere immediatamente liberati.

Treviso, 14 aprile 2014

Delegazione dei Dieci
Repubblica Veneta

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LA FISCALITÀ NON PUÒ E NON DEVE ESSERE L’UNICA FORMA DI LEGAME TRA L’INDIVIDUO E LO STATO

LA FISCALITÀ NON PUÒ E NON DEVE ESSERE L’UNICA FORMA DI LEGAME TRA L’INDIVIDUO E LO STATO

13 Aprile 2014 26 Comments in editoriali news

La repubblica veneta sta celebrando il suo Tea Party, come i patrioti di Filadelfia, e poi di Boston, e poi di Chestertown tra il 1773 e il 1774.

vicenza-4Nel frammento originario del Faust di Goethe, un personaggio esclama:

“Caro Sacro Romano Impero,
com’è che sei ancora intero?”

Non sarebbe rimasto vivo a lungo, nel 1806, dopo 1006 anni di vita gloriosa a lungo, e almeno un secolo e mezzo di decadenza, l’Impero veniva formalmente sciolto. L’Impero d’Austria che ne nacque, peraltro molto rispettoso della “nazione veneta” cui rese omaggio perfino l’Imperatore, non era né poteva essere più “sacro” o “romano”.

Quando vi è solo e soltanto un legame formale tra i cittadini e uno Stato, un legame di coercizione fiscale – ti prendo quel che io decido con la minaccia e l’uso della forza – quando ogni altro legame morale è dissolto, quel legame formale da solo dice solo due cose: che quello Stato è morto, e che l’individuo, il cittadino, la persona, è già libero, prima ancora che qualcuno lo riconosca come tale. Prima che la sua libertà, dichiarata, dia vita ad una nuova forma politica in cui oltre al legame di coercizione fiscale, vi siano altri legami e maggiori legami, di carattere morale. Essenziali per ogni comunità estesa, e per la famiglia stessa, la prima delle forme associative dell’individuo.

vicenza-5Vi Sono stati che hanno richiesto ai cittadini tributi di sangue mostruosi, come avvenne nella prima strage mondiale, e anche nella seconda. Perché proprio questi sacrifici immondi divennero miti fondativi di tali stati? Perché la retorica al servizio della politica truffaldina, menzognera, e assassina, poneva e pone una domanda allucinante: “Come, 600.000 individui hanno dato la vita per questo Stato, e voi, a cui non è più richiesta la vita, rifiutate la vostra proprietà, un sacrificio molto minore?”.

Sono le parole del Diavolo e la Chiesa dovrebbe evitare di sottoscriverle, dovrebbe avere almeno timore di un qualche Lutero digitale, che la ponga prima in ridicolo, e poi in crisi vera. Per fortuna non tutta la Chiesa la pensa così.

La fiscalità non può e non deve essere l’unica forma di legame tra l’individuo e lo Stato. La repubblica veneta sta celebrando il suo Tea Party, come i patrioti di Filadelfia, e poi di Boston, e poi di Chestertown tra il 1773 e il 1774.

Se viene legalmente operata una rivoluzione fiscale, è perché ormai viene riconosciuta la titolarità, alla repubblica veneta, della fiscalità. Proprio perché la repubblica veneta non fonda il legame tra i suoi cittadini e se stessa solo sulla fiscalità, poiché è appena nata. Vi sono motivi ideali, morali, nella nascita di ogni nuovo Stato, poiché nel vecchio Stato la forma di appartenenza era decretata, con la violenza, solo da motivi materiali. Nessuna intimidazione fonda la comunità umana. Quelle famiglie stesse, fondate sulla violenza, il ricatto e l’intimidazione, sono famiglie aberranti, sono deviazioni dall’ordine naturale, la cui sussistenza è precaria. Figuriamoci quando su intimidazione, violenza, e ricatto, si vogliono fondare comunità maggiormente estese di individui.

vicenza-6La Storia si ripete solo perché il Male non viene mai definitivamente sconfitto.

La vittoria di Dio su Satana è sempre rimandata in avanti, come l’angelo della Storia di Paul Klee, che un vento vorticoso trascina verso il futuro, con il volto però rivolto all’indietro, in un passato che è solo un mucchio di rovine, che s’accresce vertiginosamente.

La fiscalità deve fondarsi su di un nuovo patto costitutivo di una comunità che si dà spontaneamente la forma di nuovo Stato. Poiché lo Stato sottrae ricchezza per quel che dovrebbe essere il bene comune, o anche solo la quota di appartenenza ad un club esteso, nessuno Stato può sottrarre più del minimo dovuto, e stabilito democraticamente dagli stessi cittadini, e questo è nella repubblica veneta. Il bene comune è la sommatoria del bene di ogni singolo cittadino, e a quest’ultima sussidiario. Ogni stato che ponga nei propri principi fondativi, ovvero nella propria costituzione, la non sottoponibilità a decisione referendaria (ovvero sottragga alla decisione del popolo) delle proprie aliquote fiscali, è una dittatura. E come una dittatura deve essere trattato e considerato dal concerto delle nazioni.

La dittatura è la negazione non solo della civiltà del diritto, ma di ogni civiltà.

Gli Stati muoiono quando sottraggono la proprietà individuale nella misura in cui violando la proprietà, un diritto naturale, ne violano anche un altro, quello alla vita. Gli Stati che mettono in pericolo di vita i loro cittadini sono entità morte, sono sovrastrutture che occorre scrollarsi di dosso, sono il contrario, detto propriamente, di quel che dovrebbero essere e quello per cui sono nati secondo ogni dottrina liberale moderata, da John Locke in poi: non garantiscono e non proteggono, depredano e uccidono.

La repubblica veneta non sarà, anzi, non è così.

Vicenza, 11 aprile 2014

Paolo Luca Bernardini

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DA VICENZA PARTE L’ESENZIONE FISCALE TOTALE

DA VICENZA PARTE L’ESENZIONE FISCALE TOTALE

12 Aprile 2014 137 Comments in editoriali news

Inizia la lotta pacifica tra la legalità veneta vigente e la legalità italiana illegittima

vicenza-2Ieri sera a Vicenza oltre 5000 persone hanno acclamato la partenza del piano operativo per l’esenzione fiscale totale, che libererà la Repubblica Veneta dalla morsa del peggiore inferno fiscale del mondo. La Delegazione dei Dieci ha presentato ufficialmente i modelli di adesione alla campagna di obiezione fiscale, che saranno raccolti in questi mesi dagli Uffici Pubblici delle Comunità della Repubblica Veneta. Dopo il censimento delle imprese e dei cittadini che aderiranno – ha annunciato la Delegazione dei Dieci – sarà inviata al Fondo Monetario Internazionale la notifica della minore capacità finanziaria dello stato italiano per impedire una deriva greca in tema di statistiche falsificate.
Nel corso della serata è stata testimoniata la vicinanza e la solidarietà ai veneti ingiustamente incarcerati per fatti che appaiono del tutto inconsistenti, con grande acclamazione da parte della folla, ancor più significativa oggi, giorno del 67° compleanno di Franco Rocchetta.
vicenzaAlla manifestazione nazionale che si è tenuta nella splendida cornice di Piazza dei Signori hanno partecipato – sia direttamente sia attraverso l’invio di saluti e comunicati – molte rappresentanze di altri Popoli oppressi dallo stato italiano che hanno portato i loro saluti alla Repubblica Veneta, dai siciliani, ai friulani, dai toscani ai sudtirolesi, dai trentini ai triestini e ai lombardi, testimoniando come la Rivoluzione Digitale col sorriso si stia espandendo ovunque, come forma di pandemia contagiosa per la libertà.
Anna Durigon ha quindi letto il Decreto di esenzione fiscale emanato dalla Delegazione dei Dieci, tra l’ovazione della folla. Gianluca Busato ha poi dato voce ad uno straordinario intervento scritto di Paolo Bernardini che ha testimoniato il valore morale della battaglia di liberazione fiscale in corso e la natura dittatoriale dello stato italiano decaduto: “Ogni stato che ponga nei propri principi fondativi, ovvero nella propria costituzione, la non sottoponibilità a decisione referendaria (ovvero sottragga alla decisione del popolo) delle proprie aliquote fiscali, è una dittatura. E come una dittatura deve essere trattato e considerato dal concerto delle nazioni.”
Gianluca Busato ha commentato: “da Vicenza parte la concorrenza istituzionale tra Repubblica Veneta e stato italiano, che come proprio primo obiettivo ha il trattenimento delle risorse fiscali nel territorio. Rispetto al passato, l’esenzione fiscale totale che è partita si differenzia sul piano della legalità perché si basa sulla legittimità sovrana derivante dal voto della maggioranza assoluta dei veneti che ha decretato l’indipendenza della Repubblica Veneta, proclamata a Treviso il 21 marzo scorso e sul piano dell’effettività perché attuata attraverso un piano integrato con la predisposizione di una rete di uffici pubblici nel territorio che ci consentono di raccogliere una massa critica tale da innescare il processo di autentica liberazione fiscale”.

Ufficio stampa
Plebiscito.euscheda A4 EsenzioneFiscale Vers02

scheda A4 EsenzioneFiscale Vers01

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REPUBBLICA VENETA: RIVOLUZIONE DIGITALE, COL SORRISO

REPUBBLICA VENETA: RIVOLUZIONE DIGITALE, COL SORRISO

10 Aprile 2014 80 Comments in editoriali news

L’ARMA PIÙ POTENTE CHE RIVELA LA NOSTRA CONSAPEVOLEZZA, PREPARAZIONE E DETERMINAZIONE

sorrisoC’è un fatto innegabile. La volontà dei cittadini è superiore ad ogni macchinazione di potere. Neanche il regime più dispotico resiste senza il consenso dei suoi sudditi. La primavera veneta che ha preso il via il 21 marzo scorso a Treviso trova il proprio segreto nel sorriso. Una rivoluzione digitale e felice, dove la voglia di vivere e di affrontare le sfide del futuro vince rispetto alla depressione e alla plumbea atmosfera di negatività che pervade lo stato italiano.
Ricordiamoci sempre di usare questa nostra invincibile arma, di fronte a tutti e in ogni situazione: il sorriso. Col sorriso apriremo le porte chiuse della diffidenza. Col sorriso sconfiggeremo le tenebre della violenza e faremo risplendere il Sole della speranza. Col sorriso dissolveremo i fumi delle bugie e della disinformazione dell’unico sistema mediatico non libero del mondo occidentale (parola di Freedom House). Col sorriso conquisteremo la fiducia dei nostri concittadini che in sempre maggior numero si stanno attivando per espandere la Rivoluzione Digitale in ogni dove.

Il sorriso è virale, contagia e diffonde la pandemia dell’idea di libertà, di giustizia e spiega senza tanti giri di parole che la fattiva indipendenza della Repubblica Veneta significa permettere tutti la ricerca della propria felicità.

Qualcuno dice che il riso abbonda sulla bocca degli stolti, il sorriso però è altra cosa, è più consapevole, è più sobrio, è più forte. Il sorriso rivela a chi abbiamo di fronte la nostra sicurezza, la nostra determinazione, la nostra preparazione.

Il sorriso sconfigge i tentativi puerili dello stato italiano di incutere paura, sappiamo bene che in queste ore cercano di isolare la nuova classe dirigente che si è formata per supportare il percorso costituente della Repubblica Veneta. Solo il sorriso li fermerà e li spoglierà di ogni velleità di restaurazione del loro dominio dispotico.

La rivoluzione digitale col sorriso parte da ognuno di noi, parte al mattino quando ci svegliamo e ci fa trovare allo specchio il nostro alleato più potente.

Sorridete ai nostri detrattori, sorridete ai paurosi, sorridete ai nemici.

Col sorriso abbiamo già vinto. Domani sera a Vicenza faremo vedere a tutto il mondo cosa significa la rivoluzione col sorriso, pacifica, democratica, responsabile. Ti aspettiamo!

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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SOLO CON LA LIBERTÀ ECONOMICA E FISCALE IL VENETO PUÒ RAFFORZARE LA SUA PIENA INDIPENDENZA

SOLO CON LA LIBERTÀ ECONOMICA E FISCALE IL VENETO PUÒ RAFFORZARE LA SUA PIENA INDIPENDENZA

9 Aprile 2014 33 Comments in editoriali news

Mentre Renzi e gli altri si godono gli ultimi istanti di celebrità, la Repubblica Veneta si appresta alla proclamazione dell’esenzione fiscale totale a Vicenza

1-treviso-4Se c’è un punto in cui nell’ultimo mese si può parlare di unità italica al momento indissolubile, di sicuro ciò avviene nell’universo mediatico, dove la questione veneta si è legata in modo inscindibile dalla questione italiana, come prima notizia assoluta, in particolare da un punto di vista economico, come bene ha messo in rilievo Lodovico Pizzati in suo recente articolo su Libero. Ancora a febbraio avevamo avvisato tutti su twitter che era in arrivo uno tsunami politico in Veneto, ma fummo inascoltati e ancor oggi il modo migliore per essere travolti dagli eventi è fare come hanno fatto stamane Renzi e Zaia che al Vinitaly hanno mandato in onda l’ennesima commediola del Veneto locomotiva (termine giornalisticamente meno imbarazzante della colonna, rapidamente diventata colonia su facebook) dello stato italiano.
Non comprendere infatti che le passerelle di pura immagine ottengono l’unico effetto di far infuriare i veneti significa abbeverarsi alla fonte degli stolti.

Tant’è, non possiamo certo farci carico del disastro altrui, concentrati come siamo nel percorso istituente della Repubblica Veneta e nell’esercizio della sua indipendenza, che arriverà al traguardo della propria prima tappa venerdì sera a Vicenza, dove fermeremo l’insopportabile emorragia fiscale in Terra Veneta causata dal peggior inferno fiscale del mondo.

Il nodo scorsoio intorno al collo del mostro, il peggior burosauro del mondo occidentale, si sta stringendo ogni giorno di più, con la sempre maggiore consapevolezza popolare e con la saldatura anche di ambienti tra loro molto diversi, dagli imprenditori ai centri sociali, nel quale l’unico punto di riferimento assoluto è sempre più dato dall’azione istituzionale della Delegazione dei Dieci e dal punto di vista informativo (e informatico) da Plebiscito.eu.

La nuova classe dirigente veneta sta emergendo incontrastata nell’ambito più impensato fino a qualche tempo fa, ovvero nell’universo dell’indipendentismo veneto, che proprio grazie al progetto plebiscitario ha concepito l’asso pigliatutto in grado di comunicare con il mondo. È d’altro canto ovvio e naturale che così fosse, perché solo gli indipendentisti hanno piena coscienza del fatto che Venezia sia capitale del mondo. Tutti i partitanti (e qui sì in modo bipartisan) guardano altrove e, grazie al sottile quanto perverso meccanismo dell’autocensura servile verso le segreterie di partito e i centri di potere più o meno occulti, considerano il Veneto e Venezia appunto una colonia, un luogo di serie B, dove magari esercitare il proprio potere di serie B, da uomini e donne di serie B, allevati per anni a ragionare e a comportarsi da servi nei campi di concentramento della criminale partitocrazia italiana.

La rivoluzione digitale da un lato e la fase costituente della Repubblica Veneta dall’altro stanno permettendo la crescita di nuovi statisti. E per affrontare le sfide della modernità, oltre ovviamente al controllo delle nostre risorse, in primis economiche, oggi rubate e sprecate, serve proprio una cittadinanza attiva consapevole e una nuova classe dirigente.

Senza una fattiva indipendenza, il Veneto può solo guardare le altre nazioni che si riuniscono per discutere e affrontare i temi globali.

Come parte dell’Italia, il Veneto non ha mai avuto alcun ruolo diretto nel dare forma alle decisioni dell’Unione Europea, decisioni che ci influenzano direttamente e hanno un impatto cruciale su settori chiave. Per divenire parte del processo desionale europeo e guadagnare il potere di alzarci in piedi per difendere i nostri interessi nazionali vitali, è fondamentale accelerare il percorso costituente della Repubblica Veneta, esercitando la nostra indipendenza.

Saremo in buona compagnia. La maggior parte degli stati membri dell’Unione Europea hanno popolazioni simili, o più piccole di quella veneta. Se Estonia, Lettonia e Lituania possono avere un seggio al più importante tavolo decisionale europeo, perché allora la Repubblica Veneta no?

Avremo inoltre una voce nel proscenio internazionale; una voce che possiamo usare per promuovere la pace e la riconciliazione e l’onestà, rifacendo nostra una tradizione che ci viene dalla Serenissima Repubblica di Venezia.

Per queste e molte altre ragioni, mentre Renzi e gli altri si godono gli ultimi istanti di celebrità a nostre spese, venerdì sera, alle ore 20 in piazza dei Signori a Vicenza proclameremo l’esenzione fiscale totale e con essa la nostra libertà economica, perché senza di essa, non c’è alcuna libertà né tantomeno dignità.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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