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Categoria: news

[Slide]: Libertà e tecnologia, le due componenti fondamentali nel progetto moderno di indipendenza del Veneto di Plebiscito.eu

[Slide]: Libertà e tecnologia, le due componenti fondamentali nel progetto moderno di indipendenza del Veneto di Plebiscito.eu

19 Aprile 2016 2 Comments in editoriali news

Pubblichiamo di seguito le slide della relazione di Gianluca Busato nel convegno pubblico di presentazione del progetto moderno di indipendenza del Veneto tenutosi a Padova al Crowne Plaza domenica 17 aprile alle 9.30.

Cripto-Stato digitaleCripto-Stato Veneto: libertà e tecnologia, le due componenti fondamentali nel progetto moderno di indipendenza del Veneto di Plebiscito.eu di Gianluca Busato
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CRIPTO-STATO: UN NUOVO RIVOLUZIONARIO STATO INDIPENDENTE SOTTO LA FORMA INEDITA DI DAS (DECENTRALIZED AUTONOMOUS SOCIETY).

CRIPTO-STATO: UN NUOVO RIVOLUZIONARIO STATO INDIPENDENTE SOTTO LA FORMA INEDITA DI DAS (DECENTRALIZED AUTONOMOUS SOCIETY).

15 Aprile 2016 0 Comments in editoriali news

Gianluca Busato: “Plebiscito.eu è l’unica organizzazione che dimostra consapevolezza strategica e che ha un progetto di benessere per i cittadini, nel momento in cui appare massima l’inadeguatezza della classe dirigente sia a livello di governo centrale italiano sia a livello regionale veneto”. Convegno pubblico a Padova al Crowne Plaza domenica 17 aprile alle 9.30.

wolves[Padova, 15 aprile 2016] – Nel momento in cui il contesto è contraddistinto da incertezza a vari livelli, economico, socio-politico, geo-strategico, Plebiscito.eu presenta la nuova fase di avanzamento del proprio progetto moderno di indipendenza del Veneto, contraddistinto dalla creazione del Cripto-Stato. L’occasione è data dal convegno pubblico che si terrà domenica 17 aprile prossimo a Padova, presso l’hotel Crowne Plaza in via Po 197 (vicino al casello di PD Ovest), a partire dalle ore 9.30.

Sono molte le tensioni che si ripercuotono in particolare nel quadrante europeo, alla vigilia di importanti eventi che potrebbero segnare dei cambiamenti fondamentali, nel momento in cui si celebra il rito democratico quadriennale della scelta della nuova leadership degli Stati Uniti d’America. Tra gli altri, l’enorme flusso di migranti da Paesi in guerra e in crisi, con la minaccia alla tenuta di Schengen, il voto britannico sull’ipotesi Brexit, le tensioni monetarie dell’euro e la stabilità e solvibilità fiscale e bancaria di alcuni Paesi membri bussano alle porte dell’Unione Europea e dell’Eurozona con un sincronismo tale da rendere difficilmente prevedibile l’esito di un anno particolarmente intenso e di fondamentale importanza per i futuri assetti globali e nuovi punti di equilibrio finanziario e geo-strategico. I nodi gordiani da sciogliere sono quindi più di uno in un 2016 affollato.

Progetto 17Ap_PDLo scenario è quindi il migliore, per quanto riguarda i veneti, per dare forza e sostegno a un progetto epocale. Per ironia della sorte, infatti, il periodo che stiamo vivendo è anche di straordinaria intensità sotto il segno dell’innovazione tecnologica, con un 2016 che segna l’inizio d’anno con maggiori investimenti di venture capital in progetti di business innovativi dal 2001.

La nuova complessa infrastruttura informatica del Cripto-Stato Veneto si comporrà di alcuni layer fondamentali. Innanzi tutto, la cripto-moneta veneta, che permetterà ai cittadini di acquistare e vendere beni e servizi in rete utilizzando una propria moneta, indipendente dallo stato italiano.

Quindi la creazione di un sistema di “smart contracts”, la cui piattaforma digitale è stata presentata in anteprima questa settimana a Varsavia, in occasione del Wolves Summit. Essa sarà rilasciata tra l’altro ad imprese e professionisti di tutto il mondo, oltreché ai veneti iscritti al Cripto-Stato, e che permetterà agli utenti di creare “contratti informatizzati”, che consistono nell’utilizzo combinato di codice e blockchain per eseguire automaticamente una certa logica nel caso in cui alcune condizioni “contrattuali” siano verificate. In pratica ciò permetterà, ad esempio, di eseguire pagamenti automatici al verificarsi di alcune condizioni (ad esempio, la consegna di merce venduta, o la prestazione di un determinato servizio).

Un ulteriore modulo è caratterizzato dall’identificazione anagrafica, che regoleranno l’accesso al Cripto-Stato agli aventi diritto (cittadini digitali veneti, veneti nel mondo e residenti digitali veneti), nonché dai sistemi di pubblico registro e permetteranno la registrazione di atti e certificati, come avviene ad esempio con gli atti notarli.

Il Cripto-Stato sarà pertanto composto da molteplici sistemi DAO (Distributed Autonomous Organization) interconnessi che daranno forma a un nuovo rivoluzionario stato indipendente sotto la forma inedita di DAS (Decentralized Autonomous Society).

Gianluca Busato ha dichiarato: “Plebiscito.eu è l’unica organizzazione che dimostra una consapevolezza strategica che le permette di dare forma e sostanza a uno straordinario progetto di benessere per i cittadini, nel momento in cui appare massima l’inadeguatezza della classe dirigente sia a livello di governo centrale italiano sia a livello regionale veneto”.

Ufficio stampa – Plebiscito.eu

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IL CRIPTO-STATO È IL MAR ROSSO CHE SI APRE PER I VENETI IN ESODO DALL’INFERNO ITALIANO

IL CRIPTO-STATO È IL MAR ROSSO CHE SI APRE PER I VENETI IN ESODO DALL’INFERNO ITALIANO

5 Aprile 2016 7 Comments in editoriali news

Mentre mezzo milione (o forse un milione) di giovani sono fuggiti dall’Italia senza speranza negli ultimi vent’anni, Plebiscito.eu crea il Cripto-Stato che permetterà ai veneti di tornare a sorridere grazie alla propria piena indipendenza economica e di fatto

StampaNon è certamente un mistero che i giovani non vedano più nell’Italia una prospettiva per il proprio futuro. D’altro canto i numeri di tale fuga sono impressionanti. Negli ultimi 20 anni sono circa mezzo milione le persone tra 19 e 38 anni che hanno lasciato il territorio italiano secondo i dati ufficiali, anche se secondo le stima più veritiere pare sia almeno un milione il numero di giovani ad essere espatriato. E non è più un problema di rappresentanza politica, perché negli ultimi anni l’Italia da gerontocrazia qual’era si è dotata di uno tra i governi più giovani e con il primo ministro più giovane in assoluto al mondo.

Il problema è proprio che i giovani non vedono l’ora di scappare dal peggiore inferno civile e fiscale del mondo. Il progetto di Plebiscito.eu diventa quindi ancora più allettante perché il Cripto-Stato rappresenta il modo più semplice in assoluto per i veneti e non solo di sfuggire alla tristezza del regno del male italiano. Esso è il Mar Rosso che si apre di fronte agli schiavi ebrei in fuga dall’Egitto schiavista, che in termini moderni è rappresentato dallo stato italiano.

Se è quindi vero che nel corso degli ultimi 10 anni noi abbiamo saputo rappresentare l’assoluta avanguardia politica in Veneto e non solo, culminata con la celebrazione del referendum digitale per l’indipendenza del Veneto di marzo 2014, oggi con il Cripto-Stato Veneto stiamo costruendo la modalità concreta di scrollarci di dosso definitivamente l’odioso burosauro italiano.

Oggi ancora una volta sono quindi la via informatica da un lato con il Cripto-Stato e quella economica dall’altro con la business community di Plebiscito.eu Club le uniche vie che in modo sincrono permetteranno la realizzazione della piena e fattiva indipendenza del Veneto. In presenza infatti di un blocco giuridico e culturale conservativo e retrogrado che paralizza le istituzioni locali italiane, il Cripto-Stato consente di creare un livello superiore e non bloccabile nel quale attuare una nuova modalità di interazione sociale ed economica che permetterà ai veneti che lo vorranno di oltrepassare tecnologicamente ed economicamente le barriere burocratiche italiche sempre meno influenti in un mondo globale interconnesso.

Progetto 17Ap_PDL’avanzamento straordinario del nostro progetto sarà presentato in occasione del prossimo evento pubblico che si terrà domenica 17 Aprile a Padova alle ore 9.30 presso l’Hotel Crowne Plaza, in Via Po, 197 (vicino all’uscita del casello autostrada di Padova Ovest).

Il Cripto-Stato è una potente e versatile infrastruttura informatica che renderà possibile ai veneti di condurre le proprie attività sorpassando lo stato italiano, grazie all’uso di moderne architetture peer-to-peer e grazie ai processi di validazione necessari in molti servizi pubblici, quali, ad esempio, le elezioni e i servizi anagrafici, che saranno assicurati e non bloccabili dalle autorità italiane, grazie alla loro natura decentrata assicurata dall’uso di tecnologie blockchain, con sistemi di public e private ledger (registri pubblici).

All’interno del Cripto-Stato si utilizzerà inoltre una cripto-moneta veneta che permetta di bypassare i vani blocchi finanziari che potrebbero essere messi in atto dallo stato italiano.

smartcontract (1)Il primo servizio concreto del Cripto-Stato che sarà reso pubblico sarà una piattaforma rilasciata ad imprese e professionisti di tutto il mondo che permetterà agli iscritti di creare “contratti informatizzati” (“smart contracts”), che consistono nell’utilizzo combinato di codice e blockchain per eseguire automaticamente una certa logica nel caso in cui alcune condizioni “contrattuali” siano verificate. In pratica ciò permetterà, ad esempio, di eseguire pagamenti automatici al verificarsi di alcune condizioni (ad esempio, la consegna di merce venduta, o la prestazione di un determinato servizio).

Una prima versione di tale piattaforma sarà presentata a un pubblico internazionale selezionato di investitori, business angel e venture capital, in occasione del Wolves Summit, la celebre start-up competition che si terrà il 12 e 13 aprile prossimi a Varsavia.

 

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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CRIPTO-STATO AVANGUARDIA DI LIBERTÀ E INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

CRIPTO-STATO AVANGUARDIA DI LIBERTÀ E INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

29 Marzo 2016 1 Comment in editoriali news

La prossima tappa di presentazione del progetto moderno di indipendenza del Veneto si terrà domenica 17 aprile a Padova.

Cripto-Stato indipendenzaIl mese scorso a Treviso per la prima volta abbiamo lanciato il nostro progetto di creazione di una potente e versatile infrastruttura informatica, che abbiamo denominato Cripto-Stato e che renderà possibile ai veneti di condurre le proprie attività sorpassando lo stato italiano senza che esso possa nemmeno venirne a conoscenza.

Per regolare le transazioni sarà utilizzata una  cripto-moneta digitale veneta, che semplicemente è al di fuori del dominio di controllo dell’Italia e che poi ognuno potrà usare come meglio crede e se ritiene anche convertire in valute di utilizzo comune, quali euro, dollari, o altro.

I rischi tradizionalmente associati alle transazioni in moneta digitale saranno abbattuti grazie alla presenza di una autorità di governo centrale che regolerà gli ambiti di relazione, impedendo la conduzione di attività illecite quali il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, oppure l’evasione fiscale (a parte ovviamente la sacrosanta liberazione rispetto alla illegittima oppressione fiscale italiana sul territorio veneto), o attività criminali o illegali di qualsiasi sorta.

Anche la naturale volatilità di cripto-monete quali il Bitcoin sarà attenuata dalla presenza di un Ente quale la Cripto-Banca centrale veneta, che avrà la responsabilità di emissione della cripto-moneta, stabilendo le attività che costituiscono la propria base monetaria e i soggetti autorizzati ad emettere cripto-moneta, attraverso l’utilizzo di tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi sono computer di utenti disseminati in tutto il globo. Su tali computer saranno eseguiti appositi programmi definiti dalla Cripto-Banca centrale veneta che svolgeranno funzioni di portamonete.

La criptobanca centrale veneta potrà anche acquistare Titoli Pubblici emessi dal Governo Veneto, pagandoli sempre con valuta digitale.

Non è questa la prima volta che viene teorizzato e anche lanciato un programma di utilizzo di tecnologie informatiche per regolare transazioni tra persone e organizzazioni né è la prima volta che uno stato teorizza e mette in pratica l’estensione digitale di concetti di residenza, in quanto la Repubblica di Estonia, stato membro dell’Unione Europea, ha da tempo lanciato un programma in tal senso (e chi scrive è a propria volta un residente digitale Estone). Non è nemmeno la prima volta che  un’organizzazione crea un progetto di creazione di un territorio ad alto tasso di libertà, non su principi etnici, bensì sulla base dell’adesione a una serie di principi condivisi (ci riferiamo in tal caso al “Free State Project” nel New Hampshire, oppure a “Liberland” nei Balcani, o ancora, all’esperienza storica italiana dell’Isola delle Rose.

È questa d’altro canto la prima volta, che ci risulti che tutti questi aspetti siano presenti nello stesso tempo, in una battaglia di liberazione nazionale, che segue il consenso straordinario del Plebiscito Digitale e della successiva dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo 2014 a Treviso.

Si tratta pertanto di un manifesto politico di assoluta avanguardia che permetterà a tutti i veneti che vi aderiranno di vivere in un ambito indipendente dalla sovranità italiana e che definirà la giurisdizione digitale indipendente della Repubblica Veneta.

In un solo colpo ancora nel marzo 2014 abbiamo oltrepassato tutti gli antistorici, oscurantisti, antidemocratici e – soprattutto – inutili divieti savoiardi che miravano a inibire il diritto di espressione del Popolo Veneto in merito alla propria indipendenza perché abbiamo trovato un sacro ambito in cui esercitare dappieno il nostro naturale diritto di autodeterminazione, in barba alla dittatura italiana e oggi – con una straordinaria manifestazione moderna di geometrica potenza – abbiamo stabilito una modalità di inedita innovazione che permetterà ai veneti che lo vorranno di disfarsi dell’ingombrante presenza del regime italiano, che prima di tutto, è un ostacolo al benessere, alla speranza e al sacrosanto diritto di ricercare la propria felicità.

Questa è oggi la realizzazione concreta della piena indipendenza della Repubblica Veneta digitale oggi e territoriale domani.

Progetto 17Ap_PDLa prossima presentazione dello stato dell’arte dell’implementazione del nostro progetto moderno di libertà si terrà domenica 17 Aprile alle ore 9.30 presso l’Hotel Crowne Plaza, in Via Po, 197 a Padova (vicino all’uscita del casello autostrada di Padova Ovest).

Nel frattempo, l’invito per tutti è a prenotare fin d’ora la possibilità di accedere al Cripto-Stato indipendente, scegliendo tra le tre opzioni possibili riservate ai cittadini veneti, ai veneti nel mondo e a tutti i cittadini del mondo che condividono i nostri principi e vogliono rendere grande la Repubblica Veneta digitale, rinnovando nella modernità l’esperienza della Serenissima Repubblica di Venezia, esempio di liberalità e di civiltà globale nei suoi 1.100 straordinari anni di storia indipendente.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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SENZA SOLDI L’AUTONOMIA È UNA FARSA. SENZA INDIPENDENZA, AI VENETI TOCCA SEMPRE PAGARE IL CONTO PER L’ITALIA

SENZA SOLDI L’AUTONOMIA È UNA FARSA. SENZA INDIPENDENZA, AI VENETI TOCCA SEMPRE PAGARE IL CONTO PER L’ITALIA

18 Marzo 2016 12 Comments in editoriali news

Dimostrazione per assurdo dell’infondatezza della proposta di riforma autonomistica della Regione Veneto fatta a solo scopo elettoralistico ed illusorio e della sua natura controproducente e di grave perdita di tempo per tutti i veneti (a parte la casta di parassiti da essi mantenuti)

Gianluca BusatoRieccola, la bufala dell’autonomia del Veneto, dopo che è partito in grande stile il teatrino elettorale del governatore del Veneto. Se i veneti avessero memoria storica forse si ricorderebbero quante volte in passato il partito del governatore ha fermato ogni tentativo di riforma autonomistica, ma facciamo finta di dimenticarcene e prendiamo per buona la sua ultima iniziativa, andando a dare una classica dimostrazione per assurdo della sua infondatezza.

Il governatore del Veneto chiede infatti al governo italiano di riservare alla regione le responsabilità su materie come sanità, istruzione, università, ricerca scientifica, sovrintendenze, demanio, a fronte di 19,4 miliardi che resterebbero sul territorio, quale effetto della compartecipazione dei 9/10 del gettito irpef, ires e iva. Ora il governo di Roma ha 2 mesi di tempo per rispondere no oppure per attuare una nuova legge statale che approvi tali competenze e risorse, in tutto, o in parte.

Le ipotesi sono quindi due. O il governo italiano accetta tutte o parte delle proposte leghiste, oppure le cassa. La prima ipotesi appare lunare per ragioni economiche: l’Italia non dispone di risorse di bilancio sufficienti a garantire l’effetto dell’autonomia fiscale del Veneto. Dovrebbe tagliare in modo consistente la propria spesa pubblica parassitaria, aspetto per cui si è messa a fare la guerra con l’Unione Europea, figuriamoci quale sarebbe il suo atteggiamento verso il Veneto, che ne rappresenta meno dell’uno per cento della popolazione. Senza contare che solo il nuovo Patto di bilancio europeo (Fiscal Compact) richiederà da qui al 2017 ulteriori 70 miliardi di euro.

È quindi lecito aspettarsi come risposta dal governo italiano un no, o al massimo un no travestito da sì con concessioni ridicole. A quel punto seguirebbe l’iter per il referendum regionale. E qui cade anche ogni ipotesi immaginifica di autonomia fiscale, in quanto ci ha già pensato la Corte Costituzionale a mettere i paletti entro i quali possa svolgersi una consultazione popolare indetta dalla regione sull’autonomia del Veneto.

La Consulta infatti con la propria sentenza 118/2015 si è pronunciata in modo negativo in particolare su alcuni aspetti, che appaiono significativi quanto rivelatori della particolare forma di “affetto” che lega la Repubblica Italiana al Veneto, svuotando l’eventuale referendum per l’autonomia di valore economico e quindi di concreta fattività sostanziale, eccependo ragioni di “equilibrio della finanza pubblica italiana e di solidarietà tra regioni”. Forma di “solidarietà” che appare alquanto particolare, dato che invero dall’analisi delle serie storiche dei residui fiscali regionali per il Veneto essa appare a senso unico e sempre sfavorevole ai cittadini veneti e al loro territorio, configurandosi più come sottrazione continuata di risorse economiche a uno specifico territorio a vantaggio della casta e delle sue ricette clientelari e corporativistiche di sottosviluppo, piuttosto che “solidarietà”. Anche in termini di entità, tale sottrazione di risorse appare nella sua enormità sia in termini assoluti sia in termini comparati con altre regioni di altri Stati, nell’era attuale e anche nella storia, arrivando a coprire anche in termini percentuali quote del Prodotto Interno Lordo del Veneto pari al 10-15% e a una quota sull’intero gettito fiscale del Veneto pari al 28-30%. Tali cifre percentuali sono quindi valide mediamente anche in termini di prelievo sul pil pro capite e di quota sul gettito fiscale pro capite dei cittadini veneti, costituendo, data la ripetitività e la quantità, una sottrazione sistematica della proprietà privata dei cittadini veneti, trattandosi di denaro che non confluisce in alcun modo in spesa pubblica né centrale né locale ad essi destinata.

In termini storici tale fenomeno, quando si verificava in forme ben minori, non veniva definito “solidarietà”, bensì colonialismo.

Se tale sentenza quindi perpetua la violazione storica della proprietà privata nei confronti dei cittadini veneti, che si attua nei confronti di tutti i cittadini del Veneto, essa appare ancora più aggravata perché da un lato avviene in forma continuativa e sine die, data la natura inappellabile della Corte Costituzionale Italiana e dall’altro vede oggi anche la contribuzione del governatore e del suo partito a dare vita a un teatrino illusorio che ha puro scopo elettorale e di prendere tempo per fare come sempre il nulla.

Come volevasi dimostrare, senza soldi l’autonomia è una farsa.

Schermata 2014-11-16 alle 22.44.06Nel frattempo, a causa della codardia, dell’ignavia e dell’interesse personale di chi tiene la nostra terra sotto una cappa culturale irrespirabile, essa rischia di perdere tempo e di conseguenza il treno delle opportunità che emergono nel mondo che sta tracciando le nuove rotte di comunicazione, energetiche e di trasporto che vedono Venezia e il Veneto quale naturale hub globale che unisce l’Eurasia all’Occidente Atlantico.

Per fortuna c’è Plebiscito.eu a mantenere ben saldo l’obiettivo attraverso il proprio moderno progetto di indipendenza del Veneto.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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