[video] – GIANLUCA BUSATO: “MENTRE IMPERVERSA LA MINACCIA DEL DEGRADO ITALIANO, IL VENETO INDIPENDENTE È L’OPPORTUNITÀ DA COGLIERE”
Pubblichiamo il video dell’intervento di Gianluca Busato nella convention di Plebiscito.eu di domenica tenutasi 13 marzo 2016 a Noventa di Piave.
Cripto-Stato indipendente per liberarsi dall’inferno fiscale e civile italiano, sostegno a Plebiscito.eu Club per catalizzare un nuovo sistema di capitali privati e di venture capital che renda le imprese e cittadini veneti indipendenti economicamente dal sistema banco-centrico fallito e un nuovo piano di aiuto alle fasce deboli della popolazione sovraindebitate, perseguitate da equitalia e maltrattate dalle banche sono i 3 pilastri dell’azione emersa dalla Convention di Plebiscito.eu.
Mentre imperversa la minaccia del degrado italiano, il Veneto indipendente è l’opportunità da cogliere.
INDIPENDENZA DEI POPOLI UNICA SALVEZZA CONTRO I NEONAZISTI D’OCCIDENTE
Le elezioni tedesche con la vittoria di AfD confermano la crescita dei partiti razzisti e xenofobi in tutto occidente. Solo l’indipendenza delle nazioni storiche senza stato fermerà gli intolleranti
Le elezioni statali tedesche segnano un nuovo punto nella crescita dei movimenti nazionalistici xenofobi e razzisti in Europa e in occidente più in generale, favoriti dall’impatto sociale della politica estremamente favorevole all’accoglimento di rifugiati di Angela Merkel. Su questo punto non critichiamo la cancelliera tedesca, semplicemente rileviamo – con il senno di poi – che è stato sottovalutato l’aspetto organizzativo e si sono abbracciate troppe politiche “buoniste”, tanto da causare malumori sociali su cui hanno marciato alla grande gli xenofobi.
Al di là dell’impatto mediatico della questione profughi, su cui una grande responsabilità hanno anche gli organi di informazione, il populismo di questi movimenti trova la propria linfa maggiore nell’alienazione sociale di sempre più ampie fasce di popolazione che si trovano emarginate culturalmente e in estrema difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo nel mondo moderno a causa del loro analfabetismo professionale.
L’ovvia ricetta dei vari Salvini (l’Italia si differenzia in peggio dagli altri stati anche nella maggiore idiozia politica dei leader populisti) è sempre la solita che si ripete dai tempi del fascismo e del nazismo. Ovvero, innalzare muri, protezionismo, no euro, deficit spending e via libera all’intolleranza, alle discriminazioni, all’ignoranza economica e alla brutalità civile. Illudendosi di poter far tornare indietro le lancette dell’orologio e magari cancellare l’evoluzione tecnologica che ha saputo accelerare i fenomeni di globalizzazione e disintermediazione.
Slogan forti, uomini deboli che si dipingono forti e poi, se mai questi personaggi conquistassero il potere comincerebbero a comportarsi come i loro predecessori del passato: persecuzione degli avversari politici, chiusura delle fonti di informazione indipendenti e lobby corporative e con la casta che alla fine come sempre sarebbero preservate. Come facciamo a saperlo? Semplice, l’hanno sempre fatto in passato e anche oggi non sanno fare altro né hanno capito che la ricetta non è più nazionalismo e più protezionismo, bensì quella che ha saputo seguire l’Irlanda la cui economia nell’ultimo anno è cresciuta del 7,8%.
Come difendersi da tale ondata involutiva? A nostro avviso c’è una sola soluzione. Una qualche scelta le élite occidentali, o quel che ne resta, la devono fare. O scelgono la strada della libertà dei Popoli, dando il via libera all’indipendenza di Veneto, Catalogna, Fiandre, Scozia, Tirolo, Sardegna e Corsica, solo per citare alcune nazioni senza stato d’Europa e permettendo di spezzare la base populista di stati multinazionali senz’anima che oggi alimenta i neonazisti, oppure danno il via libera ai nipotini di Hitler e Mussolini. Un secolo fa fecero la scelta sbagliata. Ora speriamo che un po’ siano rinsaviti.
Nel frattempo, dato che non ci fidiamo, noi continuiamo con la costruzione del Cripto-Stato indipendente, che ha dato il via alla prenotazione delle carte di identità digitali per accedervi e che per quanto riguarda la Repubblica Veneta e grazie alle tecnologie che saranno adottate, le consentirà di esercitare la propria totale indipendenza nel territorio del cyber-spazio su cui avrà il pieno controllo senza che nessuno possa interferire.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
13Mz, NOVENTA DI PIAVE: CRIPTO-STATO SIGNIFICA LIBERTÀ
Nuovo evento di Plebiscito.eu, nella marcia di avvicinamento alla Repubblica Veneta digitale. Sarà lanciato anche piano di sostegno a fasce più deboli
[Venezia, 11 marzo 2016] – Domenica prossima 13 marzo a Noventa di Piave presso l’hotel Base to Work (inizio ore 9.30) si terrà la prossima tappa di Plebiscito.eu nel tour di presentazione del progetto moderno per l’indipendenza del Veneto.
Il 21 febbraio scorso a Treviso Plebiscito.eu ha presentato per la prima volta al pubblico il Cripto-Stato. Domenica prossima in anteprima saranno dati maggiori dettagli di funzionamento della Repubblica Veneta digitale.
Vi saranno in particolare tre possibilità di accesso al Cripto-Stato, garantite a chi possiederà:
- la cittadinanza digitale, riservata ai cittadini veneti che abbiamo compiuto 16 anni e siano residenti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e nelle province di Brescia, Bergamo, Sondrio e Mantova;
- la nazionalità digitale, riservata ai veneti espatriati e ai veneti nel mondo, che abbiamo origine veneta (genitori o nonni);
- la residenza digitale, aperta a tutti i cittadini del mondo.
Nei giorni scorsi è già stata lanciata dal sito internet www.plebiscito.eu la possibilità di prenotare la Card digitale necessaria per accedere al Cripto-Stato della Repubblica Veneta. L’accesso al Cripto-Stato avverrà non prima di 6 mesi e dopo il raggiungimento delle prime 10.000 prenotazioni di Carte di identità digitale.
A quasi due anni dal celebre Referendum digitale per l’indipendenza del Veneto, che richiamò l’attenzione dei maggiori organi di informazione da tutto il mondo, oggi è sempre Plebiscito.eu a dettare i tempi e creare una straordinaria opportunità per il Veneto di scrollarsi di dosso la pesante eredità delle fallimentari amministrazioni italiane degli ultimi decenni e permettere al Veneto indipendente di recitare un ruolo di innovazione e da protagonista nel futuro.
Oggi sono ancora terribili i segni del degrado sociale, culturale e amministrativo, con la tragica esperienza delle amministrazioni di Galan e Zaia. In questo periodo l’economia veneta è collassata. Il reddito pro-capite dei veneti è tornato a livello precedenti il 1995. Praticamente sono stati bruciati 20 anni. E se da un lato è vero che le regioni contano poco o nulla e la gran parte di responsabilità è dello statalismo centralista, dall’altro è chiaro che il Veneto non ha saputo, per esempio, recitare il ruolo che gli è proprio, come per esempio ha fatto e sta facendo la Catalogna, o altre regioni europee che hanno fatti enormi passi in avanti nella loro emancipazione.
@micheleboldrin e avevi notato quanto indietro e’ tornata? pic.twitter.com/fKNGwbAykC
— Ferdinando Monte (@ferdinandomonte) March 10, 2016
La tragica situazione delle banche popolari venete, organiche e funzionali al sottobosco clientelare della clepto-partitocrazia, completa il quadro. Anche su tale fronte appare straordinariamente unica l’intuizione di Plebiscito.eu, che ha saputo concepire un quadro per un nuovo sviluppo economico territoriale, basato su un nuovo sistema di capitali privati. Attraverso il venture capital, ad esempio, ciò permetterà il finanziamento, la crescita, l’industrializzazione e l’internazionalizzazione di nuove idee e progetti di impresa innovativi, creando il necessario catalizzatore per una rinnovata vocazione imprenditoriale del nostro territorio.
Questo è un aspetto cruciale che permetterà al Veneto di intercettare le opportunità che derivano dai grandi cambiamenti geopolitici e macroeconomici in corso, come ad esempio la grande epopea infrastrutturale, che sta dando forma alla politica di “One Belt, One Road” fortemente voluta dal Presidente cinese Xi Jinping. Oppure dalle possibilità che deriveranno dal trattato di partenariato transatlantico (TTIP) che assieme alle nuove Vie della Seta trasformerà di fatto Venezia e il Veneto in un naturale hub strategico tra Eurasia e Occidente Atlantico.
Plebiscito.eu domenica annuncerà inoltre un nuovo piano dedicato per le fasce più deboli del Popolo Veneto, oggi oppresse dalla crisi socio-economica e dalla predazione italiana, lanciando una serie di iniziative e attività, a partire da un sostegno concreto, ad esempio, a chi, cittadini e imprese, oggi è travolto da gravi situazioni di sovraindebitamento, di contenziosi tributari e di schiavitù bancaria.
Ufficio stampa – Plebiscito.eu
IL CRIPTO-STATO DIMOSTRA LA CAPACITÀ OPERATIVA DELLA REPUBBLICA VENETA DI ESERCITARE LA PROPRIA INDIPENDENZA
La sovranità veneta si attua nella sua forma più potente, pura e moderna, ovvero il regno dell’informazione
La Repubblica Veneta è uno stato.
Lo Stato è infatti un’entità politica che governa ed esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti.
Esso si compone di tre elementi caratterizzanti:
– Territorio, area geografica ben definita, su cui si esercita la sovranità;
– Cittadini, su cui si esercita la sovranità;
– Un Ordinamento politico e un Ordinamento giuridico, insieme delle norme giuridiche che regolano la vita dei cittadini all’interno del territorio.
Dove e come si manifesta la sovranità della Repubblica Veneta?
L’ambito di esercizio di sovranità è dato dalle capacità operative che la Repubblica Veneta ha nel tempo acquisito.
Limitando lo sguardo dall’era medievale a quella contemporanea identifichiamo due precedenti periodi storici in cui la Repubblica Veneta ha esercitato la propria sovranità: un primo periodo dal 697 al 1797 con la Serenissima Repubblica di Venezia, quindi nel 1848-49 con la Repubblica di San Marco di Daniele Manin.
In realtà la Repubblica Veneta non è mai venuta meno e anche nei periodi in cui ha perso la capacità operativa, sono sempre esistite leadership che ne hanno incarnato l’alto magistero, pur privi di capacità sovrana fattiva.
Oggi ci troviamo di fronte a un nuovo momento di esercizio della sovranità veneta, con la III Repubblica Veneta, che ha preso forma dalla dichiarazione di continuità e indipendenza proclamata solennemente a Treviso il 21 marzo 2014, in seguito alla vittoria schiacciante dei Sì nel Referendum di indipendenza del Veneto celebrato tra il 16 e il 21 marzo 2014.
Certo, le differenze con il passato sono abissali, così come è totalmente nuovo il contesto storico in cui operiamo nella modernità.
D’altro canto la data stessa celebrata quale inizio della I Repubblica Veneta, la Serenissima, il 697 appare tale più secondo la tradizione, che non in una effettiva e totale indipendenza, che nei fatti Venezia saprà conquistare da Bisanzio solo in seguito.
Per non parlare della II Repubblica Veneta, che pure gloriosa, non è mai uscita da una situazione di assedio di fatto, lasciando la propria indipendenza fattiva più come auspicio che non realtà di governo.
Tale fenomeno, si badi bene, non è esclusiva dei Veneti. Gli stessi Stati Uniti d’America celebrano la propria indipendenza il 4 luglio, ricordando la dichiarazione proclamata in tale giorno dell’anno 1776. D’altro canto la piena e reale indipendenza sarà conquistata solo 7 anni dopo.
Ecco che contestualizzati tali fenomeni con gli occhiali della storia, si comprende bene la ragione per cui la Repubblica Veneta è uno stato.
Sì, uno stato sovrano che sta combattendo per ottenere la propria piena e fattiva indipendenza. A differenza di Daniele Manin non siamo sotto assedio guerreggiato da parte di potenze straniere né d’altro canto abbiamo un territorio fisico classico in cui vige il controllo dell’ordine pubblico da parte delle autorità di polizia della Repubblica Veneta.
La nostra sovranità d’altro canto si sta attuando nel dominio informatico che stiamo disegnando e realizzando, dove le regole sono dettate dalla Repubblica Veneta, senza nemmeno la possibilità di interferenze da parte di potenze straniere, in primis lo stato italiano che d’altro canto è preponderante nel controllo del territorio geografico. Esiste quindi una diversa classificazione di territorio, non geografico, bensì del cyberspazio, in cui le regole e la realtà è diversa.
Il Cripto-Stato assume pertanto una rilevanza straordinaria nella lotta per la piena e fattiva indipendenza della Venetia, con la III Repubblica Veneta.
Esso è solo apparentemente un luogo-non-luogo, in realtà ha solide manifestazioni anche fisiche, oltreché immateriali, date dall’infrastruttura che lo permea, dai protocolli informatici che lo rendono vivo e dalle logiche di programmazione che lo caratterizzano, che corrispondono a un ambito territoriale iper-moderno ben determinato, ove le leggi che ne regolano la vita pubblica sono dettate dai Veneti e dalle loro istituzioni pubbliche e dove vige la sovranità veneta, nella sua forma più potente e pura, ovvero il regno dell’informazione.
La dimostrazione pratica della potenza di tale disegno rivoluzionario è data dall’uso della criptomoneta veneta, che renderà concreto il valore delle transazioni e delle relazioni che daranno vita all’economia della Repubblica Veneta. La somma di tutte le attività economiche che avranno luogo nel Cripto-Stato determinerà il Prodotto Interno Lordo della III Repubblica Veneta.
Il Cripto-Stato oggi rappresenta pertanto la straordinaria modalità che dimostra la capacità operativa della Repubblica Veneta di esercitare la propria sovranità come Stato indipendente in ottica moderna. Il fatto che si attui in una forma nuova e assolutamente futuristica rispetto alla classica concezione statuale ne determina solo ed esclusivamente la superiorità concettuale che darà forma a nuove modalità di esercizio del legittimo potere secondo i dettami e i principi del diritto internazionale.
Siamo solo all’inizio di uno straordinario esodo cibernetico verso la nostra Terra Promessa, rappresentata dalla Repubblica Veneta digitale.
Per accelerarlo, prenota e fai prenotare subito la tua Carta di cittadinanza, di nazionalità, o di residenza digitale.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
VENETO INDIPENDENTE, UN NATURALE HUB STRATEGICO TRA EURASIA E OCCIDENTE ATLANTICO
L’emergere delle reti infrastrutturali globali darà enorme valenza ai nodi di tali reti, ovvero alle città. La Repubblica Veneta sarà una megalopoli orizzontale interconnessa di raccordo fondamentale negli equilibri transcontinentali
Ogni tanto è necessario fare il punto della situazione per chiarire il quadro generale ed evitare che la nebbia dell’incertezza contribuisca a far oltremodo confusione.
Il Veneto appare intrappolato in un grande gioco che a prima vista appare più grande di noi. Si stanno infatti contrapponendo forze e tensioni geopolitiche e macroeconomiche che hanno tra loro interferenze sia negative sia positive.
Dopo il mondo bipolare USA – URSS dissoltosi quasi trent’anni fa oggi si sta ricomponendo un quadro globale che vede diversi quadranti e forze interagire per delineare nuovi scenari. Dal micro al macro possiamo raffigurare Veneto, Italia, Europa, Occidente, Eurasia. L’ultimo scenario è sicuramente il più nuovo tra tutti ed è l’effetto di una strategia concepita dalla Cina fino dalla fine dell’Urss e oggi in fase di parziale attuazione. Lo descrive benissimo Parag Khanna in una presentazione effettuata alla Global Infrastructure Initiative della McKinsey.
La sfida infrastrutturale globale è, secondo tale visione, il fattore principale che plasmerà gli equilibri mondiali nel prossimo futuro. Essa copre tutte le esigenze di connettività: trasporti, comunicazione, energia. L’emergere delle reti globali a propria volta darà enorme valenza ai nodi di tali reti, ovvero alle città. O meglio alle megalopoli, o grandi aggregazioni urbane che emergeranno nel mondo.
La partita del futuro per il Veneto è tutta qui. Noi infatti abbiamo una caratteristica naturale di trovarci in un’area di enorme vocazione logistica e geostrategica, da sempre al centro di rotte commerciali e di interscambio culturale, tanto da averli saputi esaltare nella nostra età dell’oro, ovvero durante i 1100 anni di indipendenza della Serenissima Repubblica Veneta.
Il Veneto del prossimo futuro si trasformerà in una straordinaria megalopoli orizzontale interconnessa che costituirà un hub strategico globale di interconnessione tra l’area euroasiatica, l’Europa e l’occidente atlantico. Per tale ragione ancor più che per qualsiasi altro motivo l’indipendenza del Veneto diventerà di interesse generale.
Ciò implica che bisogna saper capire chi sono gli interlocutori chiave che determineranno tali equilibri e porsi nella condizione ideale per intercettare le opportunità straordinarie che derivano dai cambiamenti epocali in atto. Cosa che Plebiscito.eu sta facendo ormai da un anno e mezzo abbondante.
Ciò significa che la contrapposizione con l’Italia non avrà ragion d’essere nel futuro, in quanto l’Italia è periferica rispetto a tale visione. Se non pensassimo a tale scenario, la sfida odierna per l’ottenimento dell’indipendenza del Veneto apparirebbe titanica. Il quadro italico visto con gli occhiali di oggi apparirebbe infatti completamente occupato. Da un lato i partiti centralisti italiani che hanno trovato nel pd e forse domani nel partito della nazione il proprio collante, con l’emergere di un piccolo regime orwelliano che ha controllato totalmente i mezzi di comunicazione italiani, che d’altro canto appaiono sempre più localistici in chiave globale e pertanto destinati nel prossimo futuro a scomparire o ad essere marginali. Dall’altro lato la lega nord e i partiti di destra a lei ormai collegati, che a ben guardare sono l’altra faccia della moneta del regime italiano, tanto da averne condiviso per molti anni nell’ultimo ventennio una miope e autodistruttiva politica statalista e autoreferenziale che ha gravemente compromesso la produttività italiana.
Il quadro veneto appare ancora più chiuso. Solo a guardare la battaglia indipendentista possiamo individuare tre gruppi tra loro contrapposti: 1) Plebiscito.eu, 2) la lega nord e 3) tutti gli indistinti movimenti indipendentisti minori. Plebiscito.eu si differenzia dagli altri due perché moderno e perché si collega alla visione della Serenissima come esempio di modernità e liberalità dell’epoca da attuare oggi nel Veneto indipendente in chiave moderna. L’impossibilità di una unione con la lega è dettata dalla natura “padana” e oggi “italiana” di quel movimento, il che la rende antitetica alla nostra natura “veneta”, oltreché dalla sua natura nostalgica che invece la accomuna ai piccoli movimenti indipendentisti veneti. L’impossibilità di un’unione con i movimentini indipendentisti è a maggior ragione dovuta al fatto che essi sono ancorati al passato e oggi non riescono a tradurre in una visione moderna il loro incubo nostalgico. Non lo diciamo, noi, ma l’università di Harvard, dove uno studente ha svolto la propria tesi di laurea proprio su Plebiscito.eu.
Se guardiamo quindi alla situazione odierna e prossima ventura con gli occhiali italiani e veneti, il quadro appare difficile. Se invece inforchiamo gli occhiali dei grandi cambiamenti globali in atto, si comprende che ogni organizzazione politica che si affanna nel suolo occupato oggi dallo stato italiano è destinata come minimo al fallimento. A parte chi ha capito la grandezza della sfida in atto e le sue logiche conseguenze.
E allora una visione di ciò che abbiamo fatto, delle reazioni che abbiamo innescato e di quanto oggi sta avvenendo nei confronti di Plebiscito.eu aiuterà a comprendere che non c’è partita.
Facciamo allora un flashback.
Quando abbiamo annunciato il Referendum digitale di indipendenza del Veneto, i nostri avversari non ci credevano. E noi lo abbiamo fatto.
Poi ci hanno detto che i numeri erano falsi. E noi li abbiamo certificati. Due volte, tecnicamente e diplomaticamente. E loro zitti.
Quando abbiamo annunciato che le banche venete sarebbero crollate e che i loro dirigenti erano marci, i nostri avversari le hanno difese.
Noi abbiamo dato vita allora a un progetto per rendere il Veneto indipendente economicamente dal sistema banco-centrico, attraverso la creazione di un nuovo sistema di capitali privati che, ad esempio, negli Stati Uniti porta alle idee imprenditoriali e alle nuove imprese innovative 9 volte i fondi portati dalle banche. I nostri avversari ridevano e ci accusavano di pensare solo ai soldi.
Ora le banche sono crollate e i nostri avversari piangono il morto. Noi invece procediamo con il nostro progetto per dare una soluzione reale ai veneti.
Da pochi giorni abbiamo annunciato la creazione del Cripto-Stato, la Repubblica Veneta digitale che permetterà ai veneti che vi avranno accesso di accedere a servizi pubblici, di condurre la propria vita e di fare affari in modo più vantaggioso (e non soggetto alla tassazione italiana). I nostri avversari sono divisi tra chi non ci ha capito nulla e chi invece ripete il solito ritornello: “non ci riusciranno”, oppure “è una truffa”, oppure “non serve a niente”.
I nostri avversari non si sorprendano allora quando saranno sconfitti per l’ennesima volta. Noi li avevamo avvisati.
Questo è Plebiscito.eu. Il resto è solo un noioso e sterile lamento.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu