MONORCHIO, UN BUROSAURO ITALIANO SI MUOVE NELL’OMBRA A VICENZA
Quale è il ruolo nel crack delle popolari venete dell’ex strapagato ragioniere dello stato italiano, vice presidente della Banca Popolare di Vicenza, che propose di istituire un’ipoteca del 10% su tutte le case degli italiani per ridurre il debito pubblico?
Nello scandalo delle banche popolari venete e in particolare della Banca Popolare Vicentina si parla solo ed unicamente di Zonin, che oggi è costretto a starsene ben lontano da Vicenza. Non si è mai detto nulla invece del Vice Presidente, che dal 2011 è sempre lo stesso: Andrea Monorchio.
Chi è Andrea Monorchio? È la classica figura di burosauro italiano, ma forse anche peggio.
Nato a Reggio Calabria nel 1939, è stato ragioniere dello stato dal 1989 al 2002.
Vediamo un elenco molto parziale delle sue cariche prestigiose:
- Professore ordinario di Contabilità di Stato presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena.
- Docente di Economia della spesa pubblica presso la Facoltà di Economia della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS).
- Docente presso l’Accademia della Guardia di Finanza nella materia di Contabilità di Stato a partire dall’anno accademico 1996-1997.
- Dal 1o settembre 1989 al 30 giugno 2002 XVII Ragioniere generale dello Stato.
- Dal 1o luglio 2002 al 19 settembre 2014 Presidente della Società CONSAP Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici S.p.A.
- Dal 9 dicembre 2002 Presidente della Società Infrastrutture S.p.A.
- Dal mese di gennaio 2005
- Componente del COMITATO GARANTI Maremoto in Asia.
- Presidente dei Collegi sindacali di ENI S.p.A., Fintecna S.p.A., Telespazio S.p.A.
- Consigliere di amministrazione dell’ISCONA – Istituto di Contabilità Nazionale.
- Componente del Comitato Scientifico della Rivista Economia Italiana e Review of Economic Conditions in Italy.
- Coordinatore del Comitato Scientifico THE Ageing Society.
- Componente del Comitato Direttivo del CERMEF – Centro di Ricerca sui Mercati Finanziari.
- Componente della Commissione Scientifica “Osservatorio Giordano dell’Amore”.
- Nel settembre 2006 viene chiamato dal presidente della Regione Calabria Agazio Loiero a ricoprire la carica di advisor nella nuova giunta regionale per quanto riguarda la consulenza in materia economica.
- Dal 2011 e Vice Presidente della Banca Popolare di Vicenza.
Egli fu il famoso “genio” che ebbe l’idea bolscevica di istituire una ipoteca del 10% sulle case degli italiani per ridurre il debito pubblico.
A parte tali idee strepitose e a parte incassare il compenso che immaginiamo corredato di diversi zero alla fine e prima della virgola, quale è stato il suo ruolo nella bomba atomica socio-economica scatenata dalla Banca Popolare di Vicenza, il cui crack azionario assieme a quello di Veneto Banca pesa 19 miliardi di euro, più di quello della Parmalat?
Perché il suo nome non compare mai, pur pure avendo rivestito per lungo tempo un ruolo istituzionale di fondamentale importanza nell’istituto vicentino da molti anni a questa parte? Perché non ha fatto nulla, oppure perché ha fatto troppo?
Nel primo caso restituisca i compensi immeritati, nel secondo sia chiamato a rispondere delle sue azioni (o inazioni).
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
L’ITALIA FRENA, IL VENETO RIPARTE CON IL VENTURE CAPITAL E IL PROGETTO DI INDIPENDENZA DI PLEBISCITO.EU
Gianluca Busato annuncia a Verona la nascita di due soggetti giuridici con sede legale a Capodistria che costituiranno i primi strumenti operativi della business community dei veneti residenti e nel mondo.
[Verona, 12 giugno 2016] – In una sala gremita dell’SHG Hotel di Verona oggi Plebiscito.eu ha presentato lo stato dell’arte nell’attuazione del progetto moderno di indipendenza del Veneto.
Nel corso della giornata è stato spiegato il ricco quadro di azioni che comprende iniziative sul fronte politico, economico, tecnologico, organizzativo e sociale.
Da un punto di vista dell’azione in corso, nel momento in cui batte più forte la crisi socio-economica e i terribili effetti del degrado ben visibile nel Veneto oppresso dal peggiore inferno civile e fiscale del mondo occidentale, Plebiscito.eu, l’organizzazione che ha ideato e gestito il Referendum di indipendenza del Veneto che il 16-21 marzo 2014 ha visto votare a favore dell’indipendenza l’89,10% degli oltre 2,36 milioni di elettori veneti, oggi è entrata nella fase di maturità nella definizione di tutti gli strumenti di libertà che permetteranno l’emancipazione delle terre venete e la ripresa di un ciclo virtuoso della nostra economia.
Oltre al rendiconto sull’azione in corso da parte della responsabile dell’organizzazione Marzia Taschetto, il convegno ha visto, tra gli altri la presentazione da parte del musicista Marco Barolo di un progetto di rinascita delle arti e della cultura Venete nella nuova Repubblica di San Marco, portando l’esempio di una scuola di musica moderna sull’esempio di Berklee.edu, Mi.edu e di Mi-japan.com e l’illustrazione da parte dell’arch. Silvio Caoduro di come le grandi città interessate dal progetto infrastrutturale transcontinentale delle Nuove Vie della Seta si stiano preparando ad intercettare i grandi cambiamenti geopolitici e macroeconomici in corso. Gli esempi non mancano: per citarne alcuni, Guangzhou (Cina), Jakarta (Indonesia), Colombo (Sri Lanka), Il Cairo (Egitto), Istanbul (Turchia).
Sul piano politico, Plebiscito.eu ha dato il via a una petizione popolare di supporto al Ricorso in preparazione da parte della Repubblica Veneta, da sola, o in collaborazione con altri stati, contro lo stato italiano, presso la Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu con sede a L’Aja.
Da un punto di vista tecnologico, è stata illustrato l’avanzamento nello sviluppo e della criptomoneta veneta e del Cripto-Stato, la complessa infrastruttura informatica, basata su tecnologia blockchain, che permetterà di erogare servizi ai cittadini che vi aderiranno, liberandoli dalla cappa del peggiore inferno fiscale e civile del mondo occidentale. A tal proposito, si è inoltre annunciato che, al fine di estendere la base popolare interessata alla nuova Repubblica Veneta, oltre alla carta servizi e di identità digitale, necessaria per accedere al Cripto-Stato, che è già possibile prenotare on line, entro 7-10 giorni saranno aperte le iscrizioni per ricevere anche un documento cartaceo di identità e di iscrizione all’anagrafe della Repubblica Veneta digitale, che avrà un costo di 15 euro.
Durante l’evento, Gianluca Busato ha annunciato inoltre la nascita di due nuovi soggetti giuridici, entrambi con sede legale a Capodistria, oggi in Slovenia e storicamente terra istro-veneta, parte della Serenissima e dell’Unione Europea.
Un primo soggetto è proprio Plebiscito.eu Club, la business community nata poco meno di un anno fa, il 18 giugno 2015 a Villa Braida, da un gruppo di imprenditori e investitori veneti che si sono impegnati anche economicamente nella costruzione del progetto atto a portare anche in Veneto i benefici dei nuovi sistemi di capitali privati come il venture capital.
Il secondo soggetto giuridico annunciato da Gianluca Busato è il Club Imprenditori Veneti nel mondo, che intende estendere la portata della propria progettualità economica agli oltre 7 milioni di Veneti di nascita o di origine che non risiedono in Veneto. La naturale forza ed espressione della dinamicità, della cultura e della capacità sociale ed economica della comunità veneta nel mondo costituisce un punto di forza fondamentale che permetterà a tutti i veneti di godere dei benefici che l’appartenenza al Club potrà garantire.
Entrambi i Club hanno per scopo la creazione di una rete di relazioni privilegiate e di carattere riservato per la creazione di progetti economici e il coinvolgimento in opportunità imprenditoriali e di lavoro di portata internazionale, con particolare focus all’interesse dei territori che nei vari momenti della storia hanno visto l’insediamento e l’influenza della cultura Veneta, delle sue personalità e delle sue libere espressioni.
Gianluca Busato ha dichiarato: “i numeri confermati anche in questi giorni da Istat e Ocse confermano la peggiore crisi socio-economica dal dopoguerra per l’Italia e, per quanto più ci riguarda, per il Veneto oppresso dal burosauro statale. In questo momento la scelta è tra l’iscriversi nella lista di coloro che affrontano il grave momento piangendo e lamentandosi oppure supportare l’azione concreta di Plebiscito.eu che ha intrapreso la logica del fare. A cominciare dal proprio progetto di emancipazione economica attraverso il venture capital. Gli attori economici istituzionali italiani e veneti hanno bruciato la fiducia dei cittadini e bruciato i loro soldi. Oggi i cittadini, gli imprenditori e gli investitori hanno finalmente un’alternativa per costruire il proprio futuro di libertà e indipendenza”.
Ufficio Stampa – Plebiscito.eu
AIUTIAMO I VENETI IN CRISI
Aderisci alla squadra di assistenza di Plebiscito.eu. Domenica 12 giugno a Verona la presentazione (SHG Hotel, ore 9.30).
Entra a far parte della squadra che ha portato la questione veneta all’attenzione del mondo, dedicandoti alle attività di assistenza ai veneti in crisi.
Oggi l’Istat ci dice che l’economia italiana è in frentata. La domanda sorge spontanea: come si può frenare da fermi??
Sistema bancario ko, scarsa produttività, debito pubblico, disoccupazione e andamento demografico sono i fattori che stanno bloccando ogni speranza di crescita in Italia e purtroppo in Veneto forse anche di più.
L’impatto di tali fattori, unito alla predazione vorace di uno stato oramai al collasso ha colpito e sta colpendo enormemente il Popolo Veneto.
Se da un lato è fondamentale trovare la via d’uscita dall’attuale drammatica situazione, dall’altro è imperativo organizzarsi per dare sollievo alla popolazione veneta colpita.
Per tale ragione Plebiscito.eu ha deciso di potenziare una struttura dedicata a ciò, separandola dalle altre attività, in quanto essa richiede un focus particolare.
I compiti di tale organizzazione saranno, ad esempio:
- sostenere i soggetti non fallibili sovraindebitati (persone fisiche, aziende agricole, piccole imprese) a riscattarsi, anche con l’utilizzo delle agevolazioni di legge
- aiutare chi è vittima fiscale dello stato e di equitalia con consulenze sui contenziosi tributari
- aiutare chi ha praticato l’obiezione fiscale con le pratiche e i ricorsi
- aiutare le persone che hanno perso il lavoro a ritrovarlo
- fare attività di volontariato per sostenere persone in difficoltà
- raccogliere cibo e oggetti di prima necessità per chi si trova in situazione di estremo disagio
- organizzare attività di beneficenza e caritatevoli per
Per permettere a questa organizzazione di poter operare, serve il contributo di tutti. Siamo quindi a chiedere alle persone che possono contribuire di mettersi a disposizione come attivisti dedicati specificamente a tale attività.
Sarà molto utile il contributo anche di professionisti che possano coadiuvare la nostra organizzazione, permettendo un’assistenza pro bono a chi ne ha la necessità.
Domenica prossima 12 giugno a Verona presso l’SHG Hotel (inizio ore 9.30) spiegheremo come uscire dalla crisi economica con il progetto moderno di Plebiscito.eu, il movimento che ha saputo portare la questione dell’indipendenza del Veneto all’attenzione del mondo e presenteremo anche l’organizzazione dedicata specificatamente all’assistenza dei Veneti in crisi.
Per aderire fin da subito alla squadra di assistenza e supporto di Plebiscito.eu, compila il modulo seguente.
BREXIT WILL HELP THE INDEPENDENCE OF VENETO AND TRIESTE
Scotland, economic effects on Italy and Venetian crypto-currency are the triggering effects which will accelerate the path toward the Venetian Republic in case of Brexit. Busato: ”International investors will invest into North Adriatic area through the independence of Venice and Trieste”
[Koper – Capodistria, Slovenia – 2 June 2016] – If last week the Brexit hypothesis seemed to lose ground, just the other day a survey by The Guardian revealed an unexpected reverse of polling assumptions, with 52% of voters in favor of UK leaving the EU through the referendum fixed on 23 June in UK.
There are no doubts that such an event would bring significative consequences and a change of current equilibrium in many areas. For what concerns us the question is: which kind of effects would have the Brexit on our goal of Venetian full independence? Would it be helpful or not?
Our opinion is that this new scenario would accelerate the path toward the Venetian independence. Let’s analyze together the reasons for this outcome.
A first element of acceleration is the Scotland reaction to Brexit. Surveys are currently revealing that the net majority of Scots is in favor of remaining in the EU, and Scottish National Party leaders, beside many commentators, already said between the lines that this new scenario would imply an immediate refocus on a new referendum for Scotland independence. The rest of the population seems now to share this view and, in case of Brexit, it would consider EU (and maybe even USA) as a new ally. Just like happened in 2014, this situation would foster all independence movements around Europe, especially in Catalonia and Veneto, with snowball effects which would be really challenging for Spanish Government to limit, as currently facing a governance crisis, as well as for Italian Government.
A second element is directly linked to Italy and to economic consequences caused by Brexit. Yesterday OCSE evaluated a net loss of 1% on Italian GDP directly related to UK leaving EU, a loss caused by the UK shock (0,4%) and the EU shock (0,6%). Under the financial point of view, Italy would suffer an increase of 40 basis points on investments risk premium and shares and 20 basis points on the spread of interest rates. This scenario would further harm the already agonizing economic situation especially in Veneto, with 13 banks showing deep crisis, after a 125% increase of credit to Venetian firms (at current prices) within the first 12 years from the creation of the Euro, while only 39% of economic growth during the same period. The independence option would for sure gain from it, keeping in mind the complete absence of reliable alternatives. Few days ago the Italian economist Zingales underlined the current under-evaluation of the crisis, proved by the fact that the Venetian financial institutions are simply taking time, while Atlante fund “is already using 2,5 billions out of 4,2 collected to recapitalize the two Venetian banks, but it is not sure that this action will be enough for the recovery”. According to Zingales the only solution is a government intervention, asking for recognition of systemic crisis and for the intervention of European Stability Mechanism ESM, following the Spain example which asked for 40 billions to save the local financial institutions. This would of course mean the official intervention of the well-feared Troika.
The last element that must be considered is Plebiscito.eu project, which plan to shortly launch the new independent Venetian crypto-currency based on blockchain technology (as the bitcoin), which will allow the availability of multiple services through an independent crypto-state, just like the Estonian model. This infrastructure will become a sort of “Uber” applied to Public Administration, and will permit the removal of the Italian state as intermediator thanks to this technology.
Plebiscito.eu President, Gianluca Busato, organizer of the Venetian independence referendum on 16-21 March 2014, through which 89,10% of 2,36 millions voters expressed their will of independence (referendum officially validated by the first IT and certification firm from a Committee of International Observers) and entrepreneur who is currently leading firms located in Treviso, Koper-Capodistria and Nova Gorica, declared: “the combined effects of those factors will boost the path to the full independence of Veneto Region. This will be reinforced by the actions of a business community we have created, focused on private equity and venture capital in Venetian, Julian and Slovenian areas and interested in investing in a full independent and geo-politically strategic area which includes Venice, Verona, Trieste, Koper-Capodistria and all north Adriatic, which will be able to cover an “hinge” role towards the new sea and land corridors between Asia and Europe”.
Press Office – Plebiscito.eu
BREXIT FACILITA L’INDIPENDENZA DEL VENETO E DI TRIESTE
Scozia, effetti economici sull’Italia e criptomoneta veneta i fattori scatenanti che accelereranno il percorso verso la Repubblica Veneta in caso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Busato: “fondi internazionali investiranno nell’Alto Adriatico con l’indipendenza di Venezia e Trieste”
[Capodistria, Slovenia – 2 giugno 2016] – Se la scorsa settimana l’ipotesi di Brexit pareva stesse perdendo terreno, l’altro ieri un sondaggio del Guardian ha fatto suonare nuovamente i campanelli d’allarme evidenziando una maggioranza del 52% di elettori favorevoli all’ipotesi di uscita dall’Unione Europea nel referendum che si terrà il prossimo 23 giugno nel Regno Unito.
Non c’è dubbio che un simile evento porterebbe a conseguenze e cambi di equilibrio in moltissimi ambiti. Per quanto ci riguarda direttamente la domanda è: quali sarebbero le ripercussioni di una eventuale Brexit per il raggiungimento della piena indipendenza del Veneto? La favorirebbe?
A nostro avviso è auto-evidente che un simile scenario accelererebbe il percorso verso l’indipendenza del Veneto. Cerchiamo di capirne assieme le ragioni.
Un primo fattore di accelerazione è la reazione che avrebbe la Scozia alla Brexit. Già oggi i sondaggi rivelano che la netta maggioranza degli scozzesi è favorevole alla permanenza nell’Unione Europea e i leader dello Scottish National Party, oltre a diversi commentatori, hanno fatto intendere che tale scenario implicherebbe il ritorno immediato in agenda di un nuovo referendum di indipendenza della Scozia, che nel frattempo ha visto pure rafforzarsi l’opinione pubblica in tal senso e che in conseguenza della Brexit troverebbe nella UE (e forse anche negli USA) nuovi inediti alleati. Così come avvenuto nel 2014, tale fenomeno alimenterebbe i movimenti indipendentisti in tutta Europa, in particolare in Catalogna e in Veneto, con dinamiche a quel punto difficilmente gestibili dallo stato spagnolo, in crisi di governabilità, e da quello italiano.
Un secondo fattore riguarda più direttamente l’Italia e le conseguenze sul piano economico causate dalla Brexit. Ieri l’Ocse ha valutato che essa possa portare alla perdita netta di un punto percentuale sul pil italiano, provocata per lo 0,4% dallo shock sulla Gran Bretagna e per lo 0,6% da quello sull’Europa. Sul fronte finanziario, l’Italia dovrebbe subirebbe uno shock con premi sul rischio per investimenti e azioni incrementati di 40 punti base al loro picco e lo spread dei tassi d’interesse di 20 punti base. Tale scenario andrebbe ad aggravare la situazione economica in particolare del Veneto, con ben 13 banche in crisi nera, dopo che il credito alle imprese venete è cresciuto del 125% nei primi dodici anni dell’euro (a prezzi correnti), con un’economia cresciuta solo del 39%. L’ipotesi di indipendenza del Veneto ne uscirebbe decisamente rafforzata, considerata la mancanza di alternative credibili. È di soli pochi giorni l’allarme lanciato dall’economista Zingales, che vede una sottovalutazione della crisi, testimoniata dal fatto che gli istituti veneti prendono solo tempo, con il fondo Atlante che “impiega 2,5 miliardi dei 4,2 raccolti per ricapitalizzare le due banche venete, e non è nemmeno sicuro che l’intervento sia sufficiente”. L’unica soluzione per l’economista è quindi un intervento dello Stato che invochi la crisi sistemica e chieda l’intervento del fondo Salva Stato, il fondo europeo Esm, seguendo l’esempio della Spagna che ha chiesto 40 miliardi per salvare i suoi istituti di credito. Una richiesta che significa invocare il tanto temuto triumvirato della Troika.
Il terzo fattore determinante è dato infine dal progetto di Plebiscito.eu che vede il lancio entro pochi mesi di una nuova criptomoneta veneta indipendente basata su tecnologia blockchain (sull’esempio del bitcoin), che permetterà di lanciare anche veri e propri servizi attraverso una piattaforma di cripto-stato indipendente, sul modello dell’Estonia. Tale infrastruttura diverrà una sorte di “Uber” della pubblica amministrazione che permetterà di attuare in Veneto una disintermediazione di fatto rispetto allo stato italiano grazie all’uso della tecnologia.
Il presidente di Plebiscito.eu, Gianluca Busato, organizzatore del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, che ha visto esprimersi a favore l’89,10% su oltre 2,36 milioni di elettori (con validazione della prima società informatica e certificazione di un Comitato di Osservatori Internazionali) e imprenditore che guida aziende con sedi a Treviso, Capodistria e Nova Gorica, ha dichiarato: “l’effetto combinato di tali fattori accelererà in modo difficilmente disinnescabile il percorso verso la piena indipendenza del Veneto. Ad esso si aggiungerà l’intervento che stiamo favorendo grazie a una business community che abbiamo avviato di un sistema di capitali privati di venture capital che possa individuare proprio nell’area veneta, giuliana e slovena il focus del proprio interesse ad investire nell’ottica della piena indipendenza e dell’accresciuto valore logistico e geostrategico che Venezia, Verona, Trieste, Capodistria e tutto l’Alto Adriatico sapranno assumere come cerniera tra nuovi corridoi marittimi e terrestri tra Asia ed Europa”.
Ufficio Stampa – Plebiscito.eu