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Categoria: news

La Terra che Vorrei nella nuova Repubblica Veneta

La Terra che Vorrei nella nuova Repubblica Veneta

23 Luglio 2014 0 Comments in news

20140709vittoriovenetoIl gruppo di lavoro Agricoltura ed Ambiente del progetto Libro Bianco presentano:

Dibattito Territoriale
La Terra che Vorrei nella Nuova Repubblica Veneta
Vittorio Veneto 24 Luglio 2014 ore 20:45
presso sala conferenze Hotel Terme in viale della Vittoria, 4

Il dibattito si sviluperà intorno ai temi dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente. Dutante l’incontro verrà chiesto al pubblico di esprimere la propria opinione, con raccolta di suggerimenti e il lavoro svolto verrà annotato quale base preziosa per lo sviluppo delle materie che i due capitoli coprono.

Vi saranno presenti relatori esperti nel settore dell’agricoltura biologica, gestione dell’ ambiente e gestione rifiuti.

Il progetto Conversazione Nazionale Veneta e Libro Bianco nasce per dar voce ai cittadini sui principali temi che riguardano la sfera pubblica. È un progetto scientifico che mette al centro il parere del cittadino.

Mary Helen Balbinot
Direttore capitolo Ambiente
Giuseppe Gandin
Direttore capitolo Agricoltura
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CONCRETEZZA E SERENITÀ PER ARRIVARE ALLA PIENA INDIPENDENZA DEL VENETO

CONCRETEZZA E SERENITÀ PER ARRIVARE ALLA PIENA INDIPENDENZA DEL VENETO

22 Luglio 2014 7 Comments in editoriali news

L’importanza del nostro linguaggio e del nostro comportamento in queste fasi cruciali.

Schermata 2014-07-22 alle 16.06.09In queste ore si consumano le ultime speranze riposte nella giunta regionale affinché ottemperi alla legge regionale 16/2014 che ha approvato l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto e stabilisca le procedure le disposizioni relative alla propaganda, alle procedure di voto e alla proclamazione ufficiale del risultato. Ci pare francamente lunare anche solo pensare che non si rispetterà la legge approvata dal consiglio regionale, perché altrimenti qualcuno dovrebbe spiegarci le ragioni di tanto sforzo per farla votare.

Tra l’altro, oggi in un’intervista a una tv straniera ho faticato molto a spiegare al giornalista incredulo il fatto che siano chiamati i cittadini veneti a finanziare una legge regionale, quando ogni anno lo stato italiano ci ruba 20 miliardi di euro, senza contare gli sprechi nell’impiego degli altri 50 miliardi annui e gli 8-9 miliardi di euro che sempre ogni anno paghiamo in interessi sul debito pubblico che non abbiamo creato noi veneti.

Credo non si sia mai verificato nella storia che i politici che fino ad oggi hanno avallato la schiavitù di un Popolo gli facciano pagare anche il “biglietto di ingresso ai seggi” di 14 milioni di euro per poter votare la propria libertà. Tant’è: ne abbiamo passate tante, faremo anche questa per la nostra piena indipendenza.

Si capisce ancor meno inoltre perché con queste prospettive ci sia qualcuno che ritenga di dover continuare a dare fiducia agli attuali rappresentanti che governano la regione, considerato che l’indipendenza del Veneto non appare di certo in cima ai loro pensieri, nonostante gli slogan ingannevoli che taluni utilizzano, spesso rubando il nostro programma, come qualche organo di informazione ha giustamente fatto notare. Personalmente non temo i copioni, perché la verità viene sempre a galla.

È sempre più chiaro quindi che serve una autentica rivoluzione digitale per uscire dall’attuale impasse, poiché questa è l’unica modalità che ci permette di creare un canale di comunicazione interattiva con i cittadini, facilitandone l’attivazione.

I prossimi mesi ci vedranno pertanto all’opera per concretizzare il nostro enorme potenziale dimostrato in questi mesi straordinari, con la consapevolezza che il Veneto ha tutte le carte in regola per liberarsi, detenendo il surplus finanziario che permette di stabilizzare finanziariamente l’attuale blocco geo-politico italiano.

Per avere successo è fondamentale però non fare errori, prestando il fianco ai nostri avversari che direttamente, o indirettamente favoriscono il mantenimento del Veneto sotto il giogo italiano, ad esempio appoggiando le forze della conservazione, come quella lega nord che da vent’anni ruba e tradisce le speranze di tanti veneti per bene e che oggi si riscopre impegnata nel nazionalismo oscurantista e intollerante. Noi di sicuro non saremo al loro fianco, perché sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.

Uno sbaglio forse ancor più grande è quello di utilizzare un linguaggio errato. Il linguaggio è fondamentale, va curato e va studiato come usarlo nel modo migliore per noi, evitando attacchi volgari verso chiunque.

Troppo spesso il linguaggio di molti indipendentisti (soprattutto quando scrivono) scade a livello di blogger o forumisti della domenica. L’insulto e la denigrazione dell’avversario sono ormai appannaggio del M5S (ma anche lì hanno il fiato corto ormai) e reiterati diventano noiosi e prevedibili, diventano solo rumore di fondo che l’elettore alla lunga scarta automaticamente alla ricerca del “messaggio vero”.

In queste fasi cruciali per la nostra libertà è necessario quindi mantenere un comportamento rigoroso e un linguaggio appropriati nei confronti anche degli avversari. Gli attacchi personali verso altri esponenti veneti non rappresentano di sicuro la linea ufficiale di Plebiscito.eu (né di Veneto Sì) e ovviamente tanto meno rappresentano la posizione della Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta.

A tal proposito voglio citare Paolo Bernardini: “bisogna solo agire con dolcezza e fermezza, e individuare bene le ultime mosse di una partita già vinta, e che proprio per questo non possiamo compromettere ora”.

Non solo: termini come “italiota” , “italico”, storpiature come “itagliano” ecc sono da bandire in ogni sede, a cominciare dal sottoscritto che in passato ha fatto spesso uso di tali termini. Primo perché la battaglia è più credibile se l’avversario è forte e rispettato (e noi in questo momento abbiamo un disperato bisogno di essere presi sul serio, pena essere ributtati nel calderone del folklore) , secondo perché irritano molti che, pur non essendo veneti, guardano con simpatia alla lotta per l’indipendenza: e ce ne sono, in ogni dove e in particolare in regioni vessate come e più del Veneto, in primis la Lombardia.

E senza essere Trotsky, cercare di esportare la rivoluzione indipendentista anche in altri territori mi pare sia una gran bella idea oltre che molto utile alla nostra causa.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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“VENETO YES” CONVENTION: YESTERDAY THE FREE WORLD WAS DEFENDED IN BERLIN, TODAY IN VENICE

“VENETO YES” CONVENTION: YESTERDAY THE FREE WORLD WAS DEFENDED IN BERLIN, TODAY IN VENICE

21 Luglio 2014 2 Comments in editoriali news

Gianluca Busato: “after the Venetian independence referendum, we will manage one more referendum also in Lombardy. Independence cannot be a process with many hiccups, only who that was able to bring the Venetian question all around the world can get it”

venetosi-4[Venice, July 21] – Yesterday in Padua at the Hotel Crowne Plaza was celebrated the first federal convention of VENETO YES (“VENETO SI” in Venetian Language), the new political movement created to support Plebiscito.eu, the organization that arranged the Venetian independence referendum on 16-21 March 2014.

The Convention, that was opened with greetings by Rinaximento Veneto, Alex Storti, director of “Diritto di Voto” and Paolo Bernardini, member of the Delegation of Ten, ratified then the debut of the new political grouping that will run for elections of the Venetian Republic and also eventually for 2015 regional elections (if the latter will be held), with a coalition to support a candidate to the presidency favorable to independence.
After initial guests’ greetings, Gianluca Busato, secretary and founder of VENETO YES, asked and obtained with unanimous vote of the conference the appointment of the National Council, composed by areas coordinators and functional supervisors of Plebiscito.eu, who will time until 31st August to accept the new charge.

vicenza-6Later on some thematic reports followed, among them the speech of Mr Franco Correzzola, a lawyer, about Peoples self-determination right, in particular starting from the 14 points statement by US President Woodrow Wilson in 1917 and mentioning experiences of self-determination referendum of South Carinthia in 1920, the Korean question and more recent example of Kosovo.

After that Gianfranco Favaro, member of the Delegation of Ten, indicated the example of Switzerland as a reference model also for the Venetian Republic, in particular for the use of tools of direct democracy, as well as Luca Schenato illustrated (he is the author of “Il Veneto è chi il Veneto fa”=”Veneto is who that Veneto makes”), as a direct witness of how the Swiss Confederation works, since he has been living there for three years by now.

In following speech by Alberto Marsotto was presented the campaign of fiscal objection, that for the first time Plebiscito.eu scaled up, bringing to date more than 8,000 companies to join to the total fiscal exemption declared on 25 March 2014 by the Delegation of Ten.

In his introductory speech to the Convention, Gianluca Busato therefore reminded words by Mr Matteo Renzi in his interview to CorSera on 13 July when the Italian Premier stated: “Italy is much stronger than it is described in international context: it has a high public debt, that’s true. But it has private wealth and if it neatens up finally Internal Revenue Service, bureaucracy and justice it can make it.”
“That is to say – commented Busato – that all that makes a state must be fixed! Practically after 150 years (148 for us Venetians) the “project Italy” has failed. Also the Venetian people (although at the beginning forcedly annexed) has proudly joined for many years to this project, bringing its peculiarities and capacities, but it is time to acknowledge that it is a bankrupt project that is leading to ruin also and above all Venetians. It is time therefore for a new project: The Venetian Republic”.

vsi-1“The Venetian Republic project, fully independent and sovereign – then followed Busato – can be brought forward rapidly, factually and with confidence only and exclusively by whom already drew entire world’s attention to the Venetian question, as never happened before, following a pacific and democratic plan and to lift it out of the outlandish ethnic ghetto. On the other hand who follows the path towards the Venetian independence with too many hiccups, does not deserve the confidence of people that demand the Venetian Republic: you cannot be on Mondays Italian obscurantist nationalist in Brussels, on Tuesdays for more than twenty years going fruitlessly to Rome to sleep and to steal our money and our hope, on Wednesdays in Venice pretending to be half autonomist (together with politicians of the Regional Committee bribed in the MOSE affair) and on Thursdays declaring himself a champion of the Italian tricolor Center-right Coalition,”.

gianluca_busatoVENETO YES aims to become in a few months the first civic organized grouping in Veneto, thanks to direct engagement and activation of more than two millions Venetian people that voted the Veneto independence referendum.

“Our objective – says Busato – is to activate in the territory 50,000 Venetians in just three months, thanks to telemarketing and other ways of networking. We have a wonderful asset that no other movement ever had: we know in detail our electoral constituency. Our birth as a digital platform will allow us an amazing growth. We are the only force that knows its electors. And we will contact them individually, with a coordinated action that will change radically the balance of power”.

“Moreover we will bring the struggle into enemies field, just symbolically at the moment, but with the intent to make it shortly part of a well defined operative strategy. The Venetian Republic will be completely independent sooner and more easily if we will be able to support our Lombard friends, in turn, to get out from under a failed state. They have many reasons to do that for sure. And thanks to us Venetians they have also a clear example to follow up. For that we will help them to arrange as soon as possible the digital referendum for the independence of Lombardy”.

Also some international matters have been mentioned, on the eve of independence referendums in Scotland and Catalonia. Regarding some statements ascribed to Mrs Angela Merkel; in her opinion, though internal right to discussion must be respected, the main point should be the territorial entirety of states; Gianluca Busato reminded that precisely the German chancellor had been living for 35 of her 60 years in a German state that had borders different from the actual ones: “Venetians were close and supportive to East Germans when practicing self-determination they crushed the Berlin wall, nowadays Europeans be all supportive with us Venetians while we are crushing the wall of the fiscal oppression, to defend our human rights extensively trampled on by the Italian state. The representation of the dream of a free world yesterday was celebrated in Berlin, today is drawn in Venice”.

Press Office
Veneto Yes

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PAOLO BERNARDINI: “NON SI CELEBRERÀ NESSUN 150° ANNIVERSARIO DELL’ANNESSIONE DEL VENETO ALL’ITALIA, SAREMO LIBERI PRIMA”

PAOLO BERNARDINI: “NON SI CELEBRERÀ NESSUN 150° ANNIVERSARIO DELL’ANNESSIONE DEL VENETO ALL’ITALIA, SAREMO LIBERI PRIMA”

21 Luglio 2014 11 Comments in editoriali news

“Il processo dell’indipendenza è avviato e ad uno stadio molto avanzato”

Pubblichiamo di seguito l’intervento di saluto inviato ieri al Congresso di Veneto Sì dal prof. Paolo Luca Bernardini.

paolo-bernardiniCarissimi Amici,

mi duole molto non essere presente all’importantissima convention di oggi, ma impegni lavorativi mi trattengono in Italia. Oggi è giorno fondamentale perché si porranno le basi per le mosse future, tutte volte a rendere pienamente effettiva l’indipendenza ottenuta con il referendum del 21 marzo. Avverto, da parte di alcuni, anche eccellenti patrioti, qualche segno di dubbio o sconforto. Questo è naturalmente pienamente accettabile, ma occorre avere presente che nel momento in cui si scelgono, come è giusto che sia, mezzi del tutto pacifici per il raggiungimento dell’indipendenza, essa si pone piuttosto come un processo, che non come uno status definitivo. Ci sono state tantissime tappe in questo processo, a partire non dal 21 marzo 2014, ma almeno dal 2006, per non menzionare l’impresa eroica dei Serenissimi, e dunque dobbiamo attenderci alcune altre tappe prima che l’indipendenza sia pienamente effettiva. Come ho avuto modo di dire, electa una via non datur recursus ad alteram, ma per quanto riguardo il percorso avviato dal Consiglio regionale. In realtà le vie si moltiplicano, e nessuna è esclusiva dell’altra, sono tutte complementari. Se qualcuno si sente sfiduciato perché il percorso è troppo lungo, o avvertito come tale, ricordiamoci che stiamo creando una terza repubblica veneta che vogliamo che duri almeno quanto la prima, anche se magari non sarà così; ma non vogliamo che duri quanto la seconda, solo un anno e mezzo tra 1848 e 1849, proprio perché le basi di tali indipendenza, e l’incertezza ideologica prima che strategica, ha condannato tutto il 48 italiano e quasi tutto quello europeo a risultati precari e risicati. Certo la passione e il dolore sono forti, quando udiamo dell’ennesimo suicidio per disperazione, quando vediamo questa nostra splendida terra desertificata e irrisa. Ma dobbiamo batterci il cuore per fermarne il battito come Odisseo alla vista dei Proci, per non anticipare la battaglia finale e dunque terminare la nostra esperienza con una sonora sconfitta. Se si vorrà concorrere con uno schieramento indipendentista alle elezioni regionali del 2015, non si può escludere che il risultato sia estremamente positivo. Allo stesso tempo, occorrerà vedere l’esito del referendum regionale, che peraltro non potrà che confermare quello dello straordinario referendum digitale, una pietra miliare nella storia della democrazia, e una pagina di storia tout-court. Può anche darsi che le elezioni regionali non si tengano più, in quanto un esito plebiscitario anche del referendum regionale porrebbe in essere di fatto una piena effettività dell’indipendenza.
Ricordiamoci che la nostra indipendenza segue vie più complesse rispetto a quella di tutti gli altri stati divenuti indipendenti dal 1945, per il semplice motivo che sarebbe la scissione di una colonia di schiavi estremamente produttivi che mantiene in vita un sistema parassitario esteso, e dunque, come l’amico e collega Marco Bassani sostiene da tempo, sarebbe un “tana libera tutti”, con tutte le conseguenze che non possiamo nasconderci. Se la Scozia diverrà indipendente, le conseguenze per il resto della Gran Bretagna saranno estremamente minori, sarà quasi, per molti, una novità inavvertita. Ma perfino se la California diventasse uno stato indipendente, le conseguenze per gli USA, che sono uno stato federale, non sarebbero così immense come nel caso del Veneto liberato dal giogo coloniale sabaudo. I padroni sono estremamente riluttanti a liberare o a favorire la liberazione degli schiavi, poiché loro non sanno coltivare tabacco e cotone, e senza i loro schiavi morirebbero di fame. Nel nostro caso, siamo schiavi che coltiviamo perfino la nostra, di terra, che ci è stata sottratta con l’inganno. Hanno scritto la capanna dello zio Tom, qualcuno deve ancora scrivere il capannone dello zio Alvise.

In breve, il processo è avviato e ad uno stadio molto avanzato. Cerchiamo di essere uniti, e di evitare inutili rancori, e cerchiamo di aiutare coloro che sono in grave disagio personale, onde si evitino futuri suicidi, perché la strada della libertà non sia lastricata da morti strazianti. Il nostro nemico è già morto. Ma non è facile sciogliere un corpo vivente da uno morto. Occorre pazienza, per citare la nobildonna settecentesca Elena Mocenigo Querini, che lo ripeteva sempre ad amici e familiari. Quando si è sommersi dal ridicolo, un’ombra di serietà sembra cosa solenne e mirabile. Quindi prepariamoci a reazioni strane, e incerte, da parte del nostro avversario, che è talmente ridicolo da aver compiuto il percorso inverso, e palesare dunque qualche ombra di serietà. Rendiamoci conto che la corruzione tocca ogni fibra del corpo politico e sociale. E che ci sono mosse apparentemente minori, come la soppressione dello Studium Marcianum da parte del patriarca genovese di Venezia, che sono in realtà atti mirati ad eliminare il libero pensiero, e a fagocitare l’ignoranza più crassa su cui si fondano tutti i regimi dittatoriali.

Ignoranza, e populismo, a testimonianza che Dante aveva ragione a definire i genovesi “gente diversa”, e meno male che ci sono eccezioni, non solo per confermare la regola.
Evviva dunque San Marco, e si abbia quantomeno la certezza che non verrà celebrato nessun 150esimo della truffaldina annesione della Venetia nel 2016. Nel 2016, ma anche prima, saremo liberi. Bisogna solo agire con dolcezza e fermezza, e individuare bene le ultime mosse di una partita già vinta, e che proprio per questo non possiamo compromettere ora.

Paolo Luca Bernardini
Delegazione dei Dieci
Repubblica Veneta

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ALEX STORTI: “IL PLEBISCITO DIGITALE HA CAMBIATO IL PARADIGMA DEL DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE”

ALEX STORTI: “IL PLEBISCITO DIGITALE HA CAMBIATO IL PARADIGMA DEL DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE”

21 Luglio 2014 10 Comments in editoriali news

Adesso è l’ora di portare le energie e le capacità acquisite sulla scena della politica tradizionale. E’ l’ora di VENETO SI.

Pubblichiamo di seguito l’intervento di saluto inviato ieri al Congresso di Veneto Sì dal direttore di Diritto Voto, Alex Storti.

alex-stortiQualche settimana fa, l’economista americano Fernando Betancor ha scritto un lungo articolo, dedicato a cinque possibili scenari per il percorso indipendentista catalano.

Uno di questi l’ha chiamato “opzione veneta”, facendo esplicito riferimento al plebiscito digitale di marzo. Questa è una delle dimostrazioni tangibili di come l’iniziativa referendaria elettronica abbia cambiato il paradigma del diritto di autodeterminazione.

Oggi, dopo la straordinaria esperienza di marzo, il mondo sa che è possibile dare concreta visibilità alla volontà di un popolo, anche senza demandare l’organizzazione di un referendum alle istituzioni tradizionali. Questo è stato il primo, fondamentale, risultato ottenuto dalla piattaforma plebiscitaria.

Il secondo è stata la creazione di una rete di uffici pubblici autorganizzati, guidati da un organismo legittimato dal plebiscito digitale, ovvero il Consiglio dei Dieci.

Questa rete di uffici, articolata sul territorio, rappresenta il supporto operativo per l’esercizio del diritto naturale di resistenza nei confronti dello Stato Italiano, a cominciare dal fisco.

Adesso è l’ora di portare le energie e le capacità acquisite, sulla scena della politica tradizionale. È l’ora di costruire una forza politica veneta che sappia sfidare il sistema unitarista sul terreno elettorale e più classico, ma con il bagaglio di esperienze acquisite durante l’organizzazione del plebiscito. È l’ora di VENETO SI.

Il 2015 si avvicina… buon lavoro da Milano!

Alex Storti
Direttore – Diritto di Voto

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