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Categoria: news

BANDIERE IN VOLO, CITTADELLA 6 LUGLIO 2014

BANDIERE IN VOLO, CITTADELLA 6 LUGLIO 2014

29 Giugno 2014 6 Comments in news

Segnaliamo un evento festoso che si terrà domenica 6 luglio prossimo dalle ore 10 alle 16 presso il presidio di Cittadella (PD) in via Copernico, 2.

Il programma di festa prevede il lancio di Bandiere Venete in cielo per tutta la giornata.

Pranzo e festa per tutti! – Link all’evento su facebook

Siete tutti invitati :-)inkskape

 

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LACRIME E TASSE? NON DAPPERTUTTO.

LACRIME E TASSE? NON DAPPERTUTTO.

26 Giugno 2014 1 Comment in editoriali news

gianfrancofavaro

Relazione introduttiva al Dibattito Territoriale “Quale fiscalità nella Nuova Repubblica Veneta?” a Cittadella il prossimo 27 Giugno 2014 ore 20:45 presso sala convegni Torre di Malta

“Quando tassiamo trattiamo con il fuoco e, senza un attento controllo possiamo facilmente bruciare fino alle fondamenta tutto ciò che abbiamo costruito, e le nostre speranze per un mondo migliore possono andarsene in fumo.”

L’avvertimento che ci dà Charles Adams sembra calzare alla perfezione con quanto sta accadendo oggi in Veneto, come in altre (poche) regioni produttive della penisola.

Il rischio di perdere in breve tempo alcuni tra i più fitti reticoli produttivi del pianeta è sotto gli occhi di tutti. Ma, se la voracità fiscale dello stato centrale non accenna a diminuire, dimostrando l’ottusità tipica del parassita che, incurante della sorte dell’organismo ospite, ne prosciuga ogni energia, condividendone, alla fine, il triste ed inevitabile destino, d’altro canto una parte della popolazione e la quasi totalità delle classi dirigenti e politiche venete non sembrano avvertire pienamente la pericolosità della situazione.

Eppure, l’urgenza di sciogliere l’abbraccio mortale è impellente. A parere di chi scrive, decenni di propaganda, di istruzione veicolata, di informazione a senso unico erano ben riuscite a camuffare agli occhi di molti la vera natura dell’imposizione fiscale, che è sostanzialmente violenta e va a ledere uno diritti connaturati alla natura stessa dell’uomo: la proprietà privata. Il baratto “imposte in cambio di beni e/o servizi pubblici” ha costituito per decenni la giustificazione in base alla quale i cittadini hanno accettato le limitazioni alla propria libertà rappresentate dalle tasse. Giustificazione che, però, in Veneto non regge più.

Con riguardo alla classe politica il discorso è diverso. Essa è parte attiva di quel meccanismo perverso di accaparramento di risorse private di cui è destinataria e non può che desiderare il mantenimento dello status quo. La questione dell’indipendenza è la prova emblematica di questa dicotomia tra classi dirigenti e popolazione. Nell’inerzia colpevole di quelle, i cittadini-contribuenti, vittime innocenti dell’espropriazione fiscale italiana, hanno autogestito grazie a Plebiscito.eu, un referendum digitale che ha proclamato il 21 Marzo la Repubblica Veneta. Ma vi sono Paesi in cui lo scambio tra settore pubblico e cittadini-contribuenti è ancora sostanzialmente equilibrato. E possono fornire ispirazione per la fiscalità della neonata Repubblica.

cittadella27giugnoIl loro studio evidenzia quanto siano collegati fisco, assetto istituzionale, qualità della democrazia. Una fiscalità leggera si accompagna solitamente ad un assetto di tipo federale e ad un governo in senso lato di ampio respiro democratico. Un esempio particolarmente calzante è quello della Confederazione Elvetica, che tra l’altro, per consistenza demografica si avvicina molto alla realtà veneta.

Riscoprire la natura coercitiva e violenta delle imposte, quanto vadano ad impattare nella sfera di libertà del singolo individuo, quanto elevato sia il rischio di alimentare con esse una macchina burocratica costosa quanto inutile e distruttiva e studiare altre realtà statuali equilibrate nonché rispettose delle esigenze dei singoli e delle comunità, sono attività utili ad attrezzare quel bagaglio di conoscenza indispensabile per affrontare consapevolmente, intelligentemente e soprattutto rapidamente, il passaggio storico dal carrozzone Italia ad una Repubblica Veneta che non ne sia un modello in scala ridotta, ma piuttosto novello scrigno di democrazia, libertà e giustizia. A Cittadella, Venerdì 27 Giugno, nell’ambito della Conversazione Nazionale Veneta “Libro Bianco” si tratteranno queste tematiche in un Dibattito Territoriale dal titolo: “Quale fiscalità nella nuova Repubblica Veneta?”

Gianfranco Favaro
Delegazione dei Dieci
Repubblica Veneta

Originale: repubblicaveneta.info

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REFERENDUM INDIPENDENZA DEL VENETO: PLEBISCITO.EU E DELEGAZIONE DEI DIECI ASSICURANO LEALE E PIENA COLLABORAZIONE ALLA REGIONE VENETO

REFERENDUM INDIPENDENZA DEL VENETO: PLEBISCITO.EU E DELEGAZIONE DEI DIECI ASSICURANO LEALE E PIENA COLLABORAZIONE ALLA REGIONE VENETO

25 Giugno 2014 20 Comments in editoriali news

Gianluca Busato: “siamo accomunati dal destino che come veneti ci vede ogni giorno più vicini alla nostra libertà”

dieci-letturaDa oggi formalmente inizia il conto alla rovescia per capire come si tradurrà in termini operativi la volontà espressa dal Consiglio Regionale del Veneto del 12 giugno 2014 e divenuta legge regionale n. 16/2014 con la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto (Bur).

Per quanto riguarda le forze e le organizzazioni impegnate nell’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta, Plebiscito.eu e Veneto Sì faranno formale domanda al Presidente del Consiglio Regionale del Veneto in qualità rispettivamente di comitato referendario, organizzazione e movimento civico per la difesa dell’indipendenza della Repubblica Veneta per essere riconosciute ai sensi dell’art. 2 c. 2 ai fini di poter attuare la propaganda referendaria di cui all’art. 2 c. 1 della legge citata.
In virtù dell’esperienza e delle conoscenze maturate in occasione dell’organizzazione del referendum telematico per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi e ai sensi dell’art. 3 c. 1 sempre della stessa legge, Plebiscito.eu si mette anche a disposizione per una leale collaborazione con la Regione Veneto ai fini di assicurare un adeguato monitoraggio internazionale delle procedure di voto e, nel caso, la possibilità di far votare i cittadini veneti anche tramite rete telematica.

Pari impegno che la delibera assegna ai Presidenti di Giunta e di Consiglio Regionale del Veneto sarà fatto proprio inoltre dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta, in virtù dei poteri conseguenti la dichiarazione di indipendenza del 21 marzo 2014 e la conseguente dichiarazione di continuazione di indipendenza della Repubblica Veneta, al fine di tutelare in ogni sede competente, nazionale e internazionale i diritti del Popolo Veneto all’autodeterminazione, peraltro già espresso compiutamente durante il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi.
Sarà infine posto in essere, pur nella diversità dei ruoli, l’impegno ad una leale e più ampia collaborazione con le istituzioni e le organizzazioni venete ai fini del superamento dell’attuale periodo di transizione verso la piena e compiuta indipendenza della Repubblica Veneta.

Gianluca Busato ha dichiarato: “siamo consapevoli che siamo entrati in un terreno storico del tutto nuovo, dove si compiono gli atti e si percorrono le vie concrete per la piena sovranità del Popolo Veneto. Tutto è interpretabile, tutto è migliorabile, d’altro canto una strada è stata iniziata e abbiamo tutti, nessuno escluso, il dovere civico di riconoscere mutualmente il nostro valore e la nostra opera preziosa pur nella diversità delle convinzioni e delle vesti istituzionali. Esistono attitudini diverse e diverse idealità, eppur tutti siamo accomunati dal destino che come veneti ci vede ogni giorno più vicini alla nostra libertà, nella consapevolezza del silenzio dello stato italiano, oramai fallito e assordante nel proprio totale imbarazzo mediatico e istituzionale. L’invito, a tutti i veneti di buona volontà, ancora una volta, è di calare i toni e di dimostrare la sacrà virtù della pazienza che contraddistingue il cammino dei forti. Diamo forza a ciò che ci unisce e mettiamo in secondo piano le naturali divisioni, che oggi non sono utili al raggiungimento dell’obiettivo principale: la piena e fattiva indipendenza della Repubblica Veneta”.

Ufficio stampa
Plebiscito.eu

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IL PETROLIO DELLA REPUBBLICA VENETA PIENAMENTE INDIPENDENTE

IL PETROLIO DELLA REPUBBLICA VENETA PIENAMENTE INDIPENDENTE

24 Giugno 2014 3 Comments in editoriali news

Le prospettive di prosperità per la Venetia una volta sganciata dalla palla al piede italiana

Gianluca BusatoOggi il Financial Times annuncia un importante cambio di strategia del più grande fondo sovrano del mondo, il Norges Bank Investment Management (NBIM), per un valore attuale di 888 miliardi di dollari, nel quale la Norvegia investe i ricavi del petrolio.
Molti di noi sorvolano su una notizia come questa, di grande impatto finanziario, ritenendola un fatto scontato. Ciò che non è scontato è proprio la possibilità per la Norvegia oggi di essere un attore importante nello scenario mondiale.

Tale notizia appare in realtà lontana dal panorama di crisi desolante del mercato italiano, che solo la disinformazione di regime in questi giorni riesce a nascondere sotto gli effetti del trucco di scena al Gattopardo renziano, che tutto cambia affinchè nulla cambi.
È proprio in tale scenario che pare senza uscita solo se si inforcano gli occhiali distorti forniti dal sistema informativo italiano, che alcune donne e uomini coraggiosi, superando mille ostacoli e mille trappole, a partire dal 2006 e facendo tesoro degli errori del passato hanno saputo creare la grande opportunità che si presenta oggi a tutti i cittadini veneti, grazie al disegno del progetto moderno che porterà in breve alla piena sovranità della Repubblica Veneta. Dopo il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo e superato l’attuale impasse in Regione Veneto dovuto ai timidi balbettii che seguono l’approvazione della legge regionale 16/2014 per l’indizione di un nuovo referendum istituzionale, i nodi della questione veneta arriveranno rapidamente al pettine della storia, con buona pace di chi pensa solo a strategie elettoralistiche e con forte necessità (e auspichiamo probabilità) prima che esse si attuino.

La storia infatti fa i propri passi con una velocità tale da nascondere i suoi passaggi come il vento cancella le orme nella sabbia. Tutti noi diamo per scontata l’indipendenza di molti Paesi. Proprio la Norvegia ne è un esempio, Paese ammirato da molti e che non è indipendente da tempo infinito, ma solo dai primi anni del novecento.
Il centenario dell’indipendenza della Norvegia si è celebrato nel 2005, dato che essa ha dichiarato l’indipendenza dopo che la propria unione con la Svezia si è dissolta nel 1905. La Norvegia ha una popolazione di soli 4 milioni e mezzo di abitanti, poco meno del nostro Veneto. Essa ha la fortuna di godere di abbondanti risorse petrolifere nel Mare del Nord. Il petrolio fu scoperto nelle sue acque territoriali nei tardi anni ’60 e l’estrazione iniziò negli anni ’70.
La Norvegia ha saputo investire i ricavi del petrolio nella costruzione della nazione con il più elevato standard di vita al mondo. La maggior parte dei ricavi del petrolio della Norvegia viene investito proprio nel fondo petrolifero NBIM, creato nel 1995, a beneficio delle generazioni future.
Le Nazioni Unite hanno classificato a più riprese la Norvegia quale nazione con il migliore qualità di vita nel mondo. Tale classifica tiene in particolare conto del benessere economico, dei livelli di istruzione e dell’aspettativa di vita. La Norvegia è una dimostrazione lampante di cosa possano ottenere i cittadini di una piccola Nazione indipendente.

Pur piccola, la Norvegia utilizza la propria posizione in ambito internazionale per la promozione della pace e della riconciliazione tra popoli. Nel passato, la Norvegia ha saputo mediare con successo, laddove molte potenze avevano fallito, ad esempio, tra Israele e OLP, ma anche tra il Governo dello Sri Lanka e i guerrieri Tamil. In proporzione al proprio reddito nazionale, la Norvegia è il più grande contributore economico di aiuti internazionali. L’indipendenza ha permesso alla Norvegia di dare una migliore qualità della vita al popolo norvegese, ma anche di esprimere una grande solidarietà economica alle nazioni più povere del mondo. Con la propria piena indipendenza la Repubblica Veneta farà lo stesso.

Il nostro petrolio si chiama turismo, ad esempio. E innovazione.
Per poter mettere a frutto il turismo e l’innovazione come la Norvegia ha fatto con il petrolio, ci basterà superare il periodo di transizione attuale, permettendo la piena e fattiva indipendenza della Repubblica Veneta.
Per questo oggi noi siamo impegnati nel percorso di transizione che ci permetterà di portare la Repubblica Veneta nel novero delle nazioni prospere d’Europa e del mondo.

Ci serve il tuo aiuto per completare l’opera e ci serve oggi stesso. Puoi sostenerci direttamente come volontario aderendo dal nostro sito web, oppure con una donazione, che puoi fare direttamente on line o con bonifico bancario, oppure attraverso la prenotazione dei nostri bond veneti, iscrivendoti al registro patriotico della Repubblica Veneta.

Non aspettare che il tuo destino si compia per grazia ricevuta, ma agisci oggi stesso per esserne il vero artefice consapevole.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu

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APPELLO AI VENETI DI BUONA VOLONTA’

APPELLO AI VENETI DI BUONA VOLONTA’

23 Giugno 2014 33 Comments in editoriali news

Lettera aperta agli esponenti dell’indipendentismo veneto

bandiera-veneta-2Lo scenario aperto dal referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi e dalla successiva approvazione della legge regionale 16/2014 per l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto impone riflessioni doverose.

È infatti un grande traguardo per noi l’aver contribuito a smuovere l’istituzione regionale, che pur organo dello stato italiano, ha posto in essere un atto estremamente importante e che senz’altro aiuta il percorso verso la fattiva indipendenza iniziato con il referendum telematico organizzato da Plebiscito.eu e con la proclamazione di indipendenza della Repubblica Veneta di Treviso.

Ne è un esempio significativo l’assordante silenzio degli organi di informazione italiani più importanti, che a parte qualche piccolo articolo su quotidiani come Libero, non ha dedicato una riga una a un atto che di per sé appare rivoluzionario.

La Regione Veneto non ha certamente aiutato a spingere la comunicazione – non ci risultano infatti incontri con la stampa estera o altro, che invece la nostra iniziativa aveva scatenato con grande visibilità mediatica anche internazionale – quasi timida e forse speranzosa nell’impugnazione da parte dello stato italiano, come candidamente confessa il vice presidente del consiglio regionale in un suo comunicato ufficiale.

D’altro canto sappiamo bene che la stessa adozione è frutto della pressione popolare esterna al consiglio regionale, messa in atto per intuizione di Lodovico Pizzati all’indomani del primo sondaggio commissionato a gennaio 2012 che per primo aveva rivelato l’esistenza di una maggioranza assoluta di veneti favorevoli a votare sì in un referendum.

Il regime di concorrenza istituzionale tra la Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta, insediatasi il 21 marzo scorso e la Regione Veneto è impari da un punto di vista operativo e comparativo, come bene mette in evidenza Paolo Luca Bernardini nella sua relazione esposta a Castelbrando il 14 giugno scorso nel corso del convegno internazionale organizzato da Indipendenza Veneta: d’altro canto tale vantaggio pratico svanirebbe come neve al Sole nel momento in cui apparisse solo come mero quanto vano tentativo di domare la volontà di indipendenza che è già emersa dalle urne digitali.

In questa fase noi siamo aperti alla collaborazione con tutte le istanze presenti nel territorio che sono protese a raggiungere l’effettiva e piena indipendenza del Veneto, consapevoli che l’unico avversario di fatto è lo stato italiano in ogni sua rappresentazione che mira a perpetrare il furto fiscale, di democrazia, di sovranità e di libertà nei confronti della comunità veneta.

È d’altro canto un istinto riflesso quello statale italiano, in quanto mirato alla propria sopravvivenza finanziaria che una classe dirigente miope e collusa vede assicurata solo dal risparmio privato veneto, tesoro da spolpare senza se e senza ma, pur con il fumus della disinformazione mediatica.

È periodo particolare quello estivo che può aiutare la crescita del movimento indipendentista e la pianificazione di attività che rendano più forte e deciso il percorso verso la piena sovranità.

All’indipendentismo manca una leadership dicono alcuni. A nostro parere non è vero. Una leadership è emersa ed è come minimo una leadership diffusa, che alberga in più personalità ed organizzazioni. Probabilmente manca ancora la capacità di riconoscerci reciprocamente i valori e le capacità dei singoli che hanno reso possibile ad oggi un processo che appare non più arrestabile, al di là delle cronache italiane da Istituto Luce che recitano “va tutto bene madama La Marchesa”.

Credo che ogni rappresentanza indipendentista in questa fase abbia il dovere di confrontarsi e riconoscersi in una sorta di coinvolgimento e competizione primaria che ci permetta di crescere, raffrontarsi e misurare il grado di consenso popolare che ogni componente è in grado di catalizzare, unendo ogni rigagnolo in un grande fiume veneto per la fattiva indipendenza.

Non vi sono né vi possono essere differenze di visioni, perché tutte assieme arricchiscono il ventaglio di opzioni tutte utili ad una strategia globale.

L’invito è al confronto, non alla fusione che livelli verso il basso su obiettivi che possono apparire minori, o limitativi per alcuni, ma a una sorta di evoluzione competitiva che permetta di elevarci tutti assieme verso una crescita che vogliamo sia condivisa, come patrimonio di tutta la comunità veneta auto-cosciente e pronta alla fattiva costruzione di una nuova entità statuale che tutti noi desideriamo rispettosa dei cittadini e al loro servizio, e non mostro burocratico di fatto soverchiante la libertà individuale, la libertà di impresa, la proprietà privata, la libertà di espressione, la cultura e l’ambiente che ci sono comuni e che rappresentano un valore che oggi ci deve vedere uniti nella battaglia di sopravvivenza e di emancipazione.

Definiamo regole di ingaggio e un codice di condotta condiviso che possano permettere ad ognuno di operare in un gioco a somma positiva per tutti, senza frizioni e costringimenti, che deve basarsi sul rispetto e sul riconoscimento reciproco.

Credo che nessuno oggi possa permettersi di rifiutare il nostro appello, che è esteso a tutti coloro che in ogni ambito siano sensibili alla necessità di agire subito per trasformare la minaccia alla vitalità stessa del tessuto socio-economico veneto nell’opportunità per un suo rilancio che possa permetterci di entrare in un arco di prosperità tra le Nazioni civili d’Europa e del mondo.

giane-ritrattoGianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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