CLASS ACTION CONTRO ORSONI, GALAN E CHI HA ARRECATO DANNO ALL’IMMAGINE DI VENEZIA NEL MONDO
le recenti vicende dell’inchiesta sul Mose hanno creato un danno incalcolabile all’immagine di Venezia nel mondo.
I responsabili, o meglio forse sarebbe chiamarli irresponsabili di uno scandalo senza precedenti, costruito sulla pelle e sulla sicurezza di Venezia devono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni.
La nostra organizzazione, che nel mese di marzo 2014 si è impegnata per elevare l’immagine di Venezia nel mondo ha deciso di dare il via a una class action per rifondere la città del gravissimo dolore e danno inferto da autentici malfattori.
Abbiamo pertanto deciso di costituire un comitato di salvaguardia per difendere il simbolo del nostro cuore veneto, anche attraverso una class action e la costituzione in parte civile nei processi che avranno luogo contro i vari Orsoni, Galan e tutti coloro che saranno chiamati a rispondere delle gravi accuse emerse, al fine di darle il futuro come si merita, quale capitale della Repubblica Veneta.
Se vuoi unirti e contribuire fattivamente alla nostra azione, contattaci quanto prima scrivendo a contatti@plebiscito.eu.
Grazie per la tua collaborazione, assieme ridaremo a Venezia il lustro di capitale che si è guadagnata nei secoli e che poche inqualificabili persone non riusciranno a demolire.
Venezia, 9 giugno 2014
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
ESTE, 12 GIUGNO – LA REPUBBLICA VENETA IN EUROPA, NEL MONDO: UNICA SOLUZIONE
Giovedì 12 giugno prossimo, alle ore 20.30 in piazza Trento ad ESTE si terrà un grande
Evento PLEBISCITO.EU con la collaborazione di VENETO SI
“LA REPUBBLICA VENETA IN EUROPA, NEL MONDO: UNICA SOLUZIONE”
Interverranno:
-Ing. GIANLUCA BUSATO
Presidente di PLEBISCITO.EU, ideatore del Referendum per L’indipendenza del Veneto, Membro della Delegazione dei Dieci.
-Prof. BERNARDINI Dr. PAOLO LUCA Università dell’Insubria Como, Membro della Delegazione dei Dieci.
-Dott. GIOVANNI DALLA VALLE
Responsabile della Squadra Diplomatica della Repubblica Veneta e Supervisore Commissioni per la redazione del Libro Bianco per i progetti costituzionali a beneficio della Assemblea Costituente.
Ospiti
-Prof. BASSANI Dr. LUIGI MARCO Università Statale di Milano.
-Prof. FOGLIATA Avv. RENZO Università di Padova
DURANTE LA SERATA VERRANNO CONSEGNATI I PRIMI BOND EMESSI DALLA REPUBBLICA VENETA DIRETTAMENTE DALLE MANI DELLA DELEGAZIONE DEI DIECI.
Vi aspettiamo numerosi!
Ufficio comunicazione
Plebiscito.eu
CORRUZIONE: SCREDITATI DAL MADE IN ITALY, PASSIAMO AL MADE IN VENETO
La bocciatura di Cortina 2019 rappresenta il crepuscolo del colonialismo economico, sportivo e culturale italiano in Veneto. Passiamo ora alla Repubblica Veneta
La notizia della bocciatura di Cortina 2019 come sede dei mondiali di sci per un solo voto rispetto alla svedese Are è significativa e non può essere fatta passare sotto silenzio. Cortina infatti aveva tutte le carte in regola per vincere la competizione.
La notizia rappresenta una sconfitta prima di tutto della politica veneta all’interno del sistema italiano e di chi era andato a rappresentarne la candidatura a Barcellona, ovvero il governatore del Veneto Luca Zaia, che si è presentato in compagnia di vari campioni dell’italianità che ormai è nel mondo garanzia di fiasco e insuccesso.
In secondo luogo essa è la sconfitta proprio del made in Italy, che soffoca in realtà il made in Veneto, molto più potente e che solo la piena indipendenza della Repubblica Veneta potrà lanciare nel mondo come ci meritiamo.
Continuare a far parte di un sistema-Paese di perdenti, corrotti e incapaci rappresenta ormai un handicap che il nostro mondo economico, sportivo e culturale non può più sopportare.
Venezia rappresenta storicamente un esempio di virtù internazionalmente riconosciuto, che d’altro canto viene sempre più offuscato dalla permanenza all’interno dello stato italiano, che per osmosi vi trasferisce i difetti e la corruttela che non ci è propria.
Venezia e il Veneto sono oggi inespresse a livello turistico, sportivo ed industriale perché sempre più soffocati dalla rete di potere e di privilegio di una casta profondamente incapace e criminale che rischia di distruggere la nostra immagine nel mondo.
Tale sistema di potere si regge grazie al furto delle nostre risorse e alla corruzione morale che oramai è sempre più evidente anche a livello sociale, grazie ad un diffuso quanto tipicamente italiano fenomeno di clientelismo d’affari e assistenzialismo partitocratico che si è saputo ahinoi radicare in amplissimi strati della popolazione e del quale la vicenda del Mose rappresenta solo la punta dell’iceberg.
Serve uno scatto d’orgoglio che sappia far esaltare le virtù del nostro tessuto sociale e culturale, oggi represse dal malvezzo italiano che è sempre più impresentabile nel mondo.
Questo esercizio di rinascimento culturale e morale non potrà trovare come interpreti ed alfieri gli attuali rappresentanti del sistema italiano di potere, che guidano l’ente regionale, diramazione locale di potere dello stato italiano.
L’unica via di salvezza è rappresentata dall’azione della Delegazione dei Dieci che esercita l’indipendenza della Repubblica Veneta e dal movimento di massa dei volontari di Plebiscito.eu.
Imbocchiamo allora la via già intrapresa con sempre maggiore dedizione e passione. Ne va del nostro futuro.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
IL CORRIERE.IT (CHE DIFFAMAVA PLEBISCITO.EU) GONFIA IL TRAFFICO INTERNET “A SUA INSAPUTA”
Per gli addetti ai lavori, il sorpasso pareva storico, ad aprile il sito del corriere.it superava quello del concorrente repubblica.it, dopo un momento di grave difficoltà seguito al cambio di layout grafico.
Peccato che a scoprire l’inganno sul traffico gonfiato sia intervenuto Wired, che ha scoperto come i dati comunicati dal Corriere fossero in realtà truccati.
Riproduciamo di seguito il video che mostra il “trucchetto” usato dai furbetti di via Solferino per “dopare” i dati delle pagine viste sul sito del Corriere della Sera. La tecnica si chiama “site under” e permette di generare pagine e utenti che non ci sono grazie all’acquisto di clic creati automaticamente. In questo modo si aprono pagine con banner e video in autoplay preceduti dai preroll, gli spot video, che gli inserzionisti hanno commissionato e si presume pagato su Corriere Tv.
Al di là della pratica scorretta, l’aspetto grottesco sta nelle scuse inconsistenti prodotte dal Corriere della Sera, dopo essere stato beccato in castagna. Parafrasando il mitico ex ministro Scajola (quello pazzo per lady Matacena, amicone di Galan e chissà, forse anche di Orsoni e Zaia), il Corriere.it afferma che il falso traffico comunicato sul proprio sito era stato creato “a sua insaputa”. Già.
Peccato però che fosse stato proprio il Corriere del Veneto, sempre dello stesso gruppo editoriale, a ergersi a grande accusatore di plebiscito.eu proprio in merito ai dati di traffico durante il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo. Accuse poi rivelatesi infondate, in quanto basate su fonti inattendibili. E che oggi appaiono ancor più tristi e vergognose, alla luce dei trucchetti messi in campo “a loro insaputa” per gonfiare i propri di dati sul traffico internet.
Per fortuna che con il pieno esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta ci lasceremo alle spalle anche i ricordi di questi organi di disinformazione italiani, mantenuti in vita con i sussidi pubblici derivati dal furto dei nostri soldi.
Ufficio stampa
Plebiscito.eu
C’E’ UN LIMITE ALLA DECENZA, CON L’ARRESTO DELLA BICI-TANKO E’ STATO SUPERATO
Non si può arrestare la voglia di mostrare la bandiera veneta al mondo. Le forze dell’ordine non recepiscano ordini immorali contro il proprio popolo
Oggi a Cerea (Verona) un signore è stato arrestato perché girava in bicicletta con la bandiera veneta. Sembra una notizia assurda, eppure è proprio così.
Mentre viene alla luce solo una piccola parte di politici corrotti (e tutti noi sappiamo bene che anche quelli che oggi si dipingono giustizialisti sono ben inseriti nel giro di controllo degli appalti, con relative mazzette), un tranquillo signore di Cerea che desidera solo mostrare al mondo la sua gioia di essere veneto viene portato in galera.
Non conosciamo di preciso le accuse, magari la bici non era omologata come mezzo idoneo al mostrare una bandiera veneta, sicuramente esisterà una circolare prefettizia, oppure un dispositivo di legge che norma le dimensioni, o la tipologia delle bandiere che si attaccano a una bici, anche perché magari non assomigli troppo a un tanko, trasformandosi in una sorta di bici-tanko. Magari il reato era un altro e alcuni solerti funzionari hanno scelto la mano pesante proprio in odio al millenario vessillo che rappresenta la Repubblica Veneta.
In questa grottesca e avvilente situazione ci chiediamo: ma perché continuare a pagare le tasse a uno stato italiano vigliacco e che ora reprime anche una sana e legittima volontà popolare di espressione?
Non è reprimendo chi mostra con orgoglio la bandiera veneta che si rafforza un’altra bandiera grondante sangue di uno stato che non ha mai concluso una guerra dalla parte dove l’aveva iniziata e che si è specializzato nel tradire i propri alleati.
Non è offendendo chi legittimamente vuole dare una dimostrazione della propria identità che si rafforza il sistema marcio, fallimentare e profondamente immorale dello stato italiano, che riesce con il proprio cattivo nome anche a far fallire imprese che sarebbero naturalmente destinate alla vittoria, come la candidatura di Cortina per i mondiali di sci 2019, battuta dalla svedese Are per un solo voto proprio a causa della bandiera che porta che nel mondo è ormai sinonimo di corruzione, inefficienza, malaffare e fallimento.
Tutto ciò è vergognoso e fa il pari con le cattive maniere con le quali domenica scorsa dei ragazzi di Santa Lucia di Piave sono stati portati in malo modo in caserma a Conegliano, sempre perché mostravano con gioia la propria bandiera veneta.
Questo è un messaggio alle forze dell’ordine. Strappate gli ordini di consegna che vi arrivano da prefetti e ministero dell’interno, che vi chiedono di reprimere la voglia di mostrare al mondo il nostro gonfalone.
Resistete a chi vi paga uno stipendio da miseria, ben sapendo che dopo la fattiva indipendenza il vostro coraggio di oggi si tradurrà in rispetto, valorizzazione e anche, scusate se è poco, mediamente con 500 euro netti in più al mese in busta paga per ciascuno di voi.
Cari esponenti veneti delle forze dell’ordine, rispettate oggi i vostri fratelli veneti e la loro voglia di libertà, anche ignorando ordini di servizio assolutamente immorali e disumani e i vostri fratelli veneti domani ve ne saranno riconoscenti. Non siate corresponsabili di chi oggi detiene un potere basato sul furto dei nostri soldi e delle nostre speranze. Siate al fianco del vostro popolo, non contro di esso. Se serve anche disubbidendo.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu

