POLITICI LADRI CONTRO CITTADINI VENETI: PLEBISCITO.EU ACCELERA VERSO LA PIENA INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA
Solo la disintermediazione civica taglierà le unghie ai corrotti
La tangentopoli veneta ha creato un vuoto spinto assoluto che rende ancor più forte e potente l’azione di Plebiscito.eu.
Siamo rimasti solo noi, com’era ovvio che fosse.
Sono morti i partiti, nessuno escluso. Fa infatti ridere chi cerca di levarsi il fango di dosso levando deleghe a collaboratori beccati con le mani nella marmellata. Fa ridere perché sappiamo bene tutti che il sistema non è marcio solo sull’affaire Mose. È marcio su tutto e funziona così da sempre. Ciò che cambia sono solo le tariffe, i listini prezzi delle tangenti e le squadre di ladri.
Ci piacerebbe proprio vedere come sono stati gestiti il ponte di Calatrava, il Passante di Mestre, la Pedemontana, per non parlare di ogni lottizzazione di area commerciale.
È inutile che i politici di destra, di sinistra e della lega nord vengano a farci ridere accusandosi l’uno con l’altro a seconda dell’inchiesta. Sappiamo bene che sono marci tutti perché è marcio nel midollo lo stato italiano nel suo complesso e nelle sue diramazione burocratiche, ad ogni livello.
Fa ridere oggi leggere gli editoriali di Gian Antonio Stella che finge di scandalizzarsi per il sistema italiano delle tangenti, come fosse risolvibile. Semplicemente non lo è. Fa parte del dna dello stato italiano la corruzione endemica, come ben sapeva Prezzolini quando scrisse l’art.15 del suo codice della vita italiana: “Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della distribuzione”.
C’è un solo modo per vincere contro questo mostro che si nutre dei nostri soldi. La strada è quella indicata da Plebiscito.eu: l’esenzione fiscale totale. Continuare a pagare le tasse ai ladri italiani non ha più senso, è immorale. Dobbiamo affamare la bestia, altrimenti aumenteremo solo il suo appetito insaziabile.
La soluzione definitiva è quella della disarticolazione di uno stato marcio e irriformabile ed essa passa solo attraverso l’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta, messo ora in pratica dalla Delegazione dei Dieci. Altre vie sono illusorie e danno solo tempo ai soliti noti di riorganizzarsi mentre nel frattempo conteremo altre altre vittime innocenti dell’autentica guerra socio-economica dichiarata dallo stato italiano ai veneti.
Con il pieno esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta elimineremo quindi lo strapotere che consente oggi ai politici e ai burocrati di alimentare il debito pubblico italiano con i costi della corruzione, attraverso la disintermediazione civica dell’istituto di democrazia diretta che consentirà ai cittadini di decidere direttamente le politiche di spesa, senza inutili e corrotti intermediari. I politici resteranno puramente dei manager che attueranno decisioni prese dai cittadini.
In questa delicata fase, dobbiamo inoltre stare attenti perché proprio in questi momenti vediamo i branchi di orfani della partitocrazia che cercano disperatamente di salire sulla nave di Plebiscito.eu che veleggia verso la libertà: sappiano costoro che li butteremo a mare. Non vogliamo nemmeno rischiare di imbarcare marci corrotti, o disturbatori: essi vanno isolati con il cordone sanitario per evitare di infiltrare la Repubblica Veneta con la loro azione nociva.
Dobbiamo evitare inoltre i disperati tentativi di chi cerca di frenare il nostra inesorabile percorso a tappe serrate verso la fattiva indipendenza del Veneto. Chi si è attardato nel dare ancora fiducia ai marci politicanti italiani resti pure con loro, da noi non c’è spazio per i vassalli e per i servi del nostro aguzzino statale.
In Plebiscito.eu non c’è spazio neanche per chi ha scelto altre strade e non ha perso occasione per combatterci e ostacolarci nella nostra azione: chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
Vedrete inoltre che a breve cadranno anche tutte le etichette che nel tempo ci hanno appiccicato per ridicolizzarci: venetisti, secessionisti, separatisti, terroristi, egoisti e così via. Noi siamo solo cittadini veneti che si sono stufati del furto del nostro lavoro, delle nostre risorse, della nostra cultura, delle nostre speranze, dei nostri ideali e della nostra buona volontà tradita. Abbiamo capito che gli intermediari politici veneti erano tutti da buttare nella discarica della storia e ci siamo assunti la responsabilità di supplire al mancato esercizio della sovranità popolare violata.
La linea è solo una, chiara, dritta e senza esitazioni. Non accettiamo ricatti, non accettiamo pressioni, non accettiamo tentativi di dirottamento.
Essa è quella emersa il 21 marzo 2014, in ogni aspetto e risultato del referendum di indipendenza della Repubblica Veneta e di ogni altro quesito approvato dalla sovranità popolare dei cittadini veneti, finalmente liberi.
Il resto è tempo perso.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
LO TSUNAMI GIUDIZIARIO A VENEZIA ABBATTE LA DIGA ALL’INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA
Mentre l’inchiesta giudiziaria sul Mose decapita il PD, Forza Italia e la giunta regionale di Luca Zaia, il Presidente degli Osservatori Internazionali sul referendum di indipendenza del Veneto Tavartkiladze ragguaglia sull’andamento della certificazione dei voti
Tutti sapevano che il sistema politico italiano era criminogeno e oggi tutti finalmente capiscono perché la casta veneta serva del regime italiano si era scagliata contro la dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo scorso a Treviso.
La ragione è presto detta: i vari Orsoni, Chisso, Marchese, Galan, Sartori e chissà quanti altri sapevano che con la nuova Repubblica Veneta sarebbe terminato il magna-magna tangentaro che è immanente al sistema politico italiano, il più corrotto del mondo occidentale e in assoluto tra i peggiori del mondo.
Lo scenario che si apre tocca tutti gli schieramenti, le rappresentanze politiche e ogni livello burocratico dello stato, dal comune di Venezia, ben saldo in mano al PD, con il clamoroso arresto del sindaco Orsoni, alla Regione Veneto, dove oltre al solito PD viene toccato il massimo rappresentante di Forza Italia in Veneto, Giancarlo Galan, governatore per 15 lunghi e tristi anni, toccando anche la giunta di Luca Zaia, con l’assessore ai trasporti Chisso, sempre di Forza Italia.
In Veneto da oggi nulla sarà più come prima ed appare a tutti evidente che Plebiscito.eu resta l’unica alternativa al ladrocinio dei veneti servi dei partiti italiani. Per ironia della sorte infatti proprio oggi il Presidente della Commissione degli Osservatori Internazionali, l’Ambasciatore Beglar Davit Tavartkiladze ha comunicato sulla propria bacheca facebook la conclusione di un’ulteriore fase dei lavori di controllo e di certificazione dei voti del Plebiscito Digitale del 16-21 marzo scorsi.
Beglar Davit Tavartkiladze ha infatti dichiarato: “In riferimento al REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO, ho il piacere di comunicare quanto segue: la Commissione degli Osservatori Internazionali presieduta dal sottoscritto ha eseguito una serie di controlli sul piano organizzativo. Sono stati contattati cittadini aventi diritto al voto, sia direttamente che per telefono. Sono state rivolte alcune domande circa la ricezione della documentazione esplicativa e quella necessaria per l’espressione del voto – la modalità di voto presso i seggi – la modalità di voto attraverso internet e la modalità di voto attraverso la linea telefonica. Inoltre, sono stati visitati seggi elettorali a campione, rivolgendo alcune domande ai responsabili di seggio e loro assistenti. Le domande rivolte comprendevano le procedure eseguite, sia per l’iscrizione dei cittadini aventi diritto al voto al database dei votanti, sia sulla procedura utilizzata per l’espressione del voto, ed anche, sulle difficoltà riscontrate durante tutto il periodo”.
La Commissione degli Osservatori Internazionali ha infine richiesto altro materiale a Plebiscito.eu per completare la verifica del database dei votanti.
Gianluca Busato ha dichiarato: “oggi è un giorno importante, da un lato viene scoperchiato il sistema malavitoso che coinvolge la partitocrazia italiana in Veneto e ogni livello burocratico, confermando il tasso spaventoso di corruzione endemica dello stato italiano, dall’altro la Repubblica Veneta ha fatto un passo decisivo verso la propria fattiva indipendenza, unica medicina anche contro la corruzione italiana, grazie alle dichiarazioni della Commissione degli Osservatori Internazionali sul Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo. Si apre ora una nuova fase politica in Veneto, che vedrà come protagonista unico proprio Plebiscito.eu, l’organizzazione che ha saputo dare voce e forza ai cittadini veneti per liberarli dal più corrotto e mostruoso burosauro del mondo occidentale.”
Ufficio stampa
Plebiscito.eu
REPUBBLICA VENETA UNICA SALVEZZA E PLEBISCITO.EU UNICA OPZIONE CONCRETA
Mentre lo stato italiano ritarda il pagamento delle pensioni e si appresta il consueto inutile minuetto regionale, Plebiscito.eu si afferma sempre più come unica organizzazione concreta per l’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta
Dopo le elezioni europee e il fumus renziano e prima del teatrino che si terrà in Regione Veneto la settimana prossima dove gli strapagati e privilegiati consiglieri regionali faranno il loro consueto inutile minuetto come omaggio servile ai propri capibastone italiani, allungando il brodo e cercando vanamente di cavalcare illusioni a solo scopo elettorale, è doveroso ora fare il punto reale della situazione in merito all’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta.
Sempre oggi abbiamo ricevuto tra l’altro molte segnalazioni di mancato pagamento delle pensioni in diversi uffici postali del Veneto, che erano completamente privi di fondi. Questo è il segnale del colabrodo reale che si nasconde dietro al paravento del Gattopardo di fresco trucco e che appare già vecchio, stantìo e maleodorante a una settimana dal voto, mentre già si preannunciano i diktat della Commissione Europea e del Fondo Monetario Internazionale per alleviare i rantolii del più grave malato statale del mondo, in piena metastasi finanziaria.
Tutto ciò avviene mentre il calendario eventi di Plebiscito.eu e della Repubblica Veneta è sempre più fitto, con appuntamenti nel territorio di presentazione delle azioni concrete per l’indipendenza e ora anche per la conversazione nazionale in atto per la preparazione dei Libro Bianco dei Veneti.
A tal proposito, segnaliamo i prossimi due imperdibili eventi nazionali in programma, oltre a tutti gli altri che si tengono quotidianamente:
- Venezia, presso hotel Amadeus, venerdì 7 giugno ore 15. “La Repubblica Veneta si forma da cittadini – Terzo workshop collettivo del Libro Bianco dei Veneti”. [evento su facebook]
- Este, in piazza Trento, giovedì 12 giugno ore 20.30. “La Repubblica Veneta in Europa, nel mondo: unica soluzione”, con consegna dei primi Bond Veneti. [evento su facebook]
Abbiamo già pubblicato qualche settimana fa le premesse e l’articolazione di eventi che hanno portato all’attuale fase di obiezione fiscale e rimandiamo ad essa per ogni dettaglio: https://www.plebiscito.eu/news/cronistoria-dellesercizio-di-indipendenza-della-repubblica-veneta/.
Abbiamo inoltre già spiegato anche lo stato dell’arte della certificazione dei voti del referendum di indipendenza del 16-21 marzo in questo comunicato: https://www.plebiscito.eu/news/plebiscito-del-16-21-marzo-come-procede-lufficializzazione-internazionale-dei-voti/.
Ora ci concentriamo quindi sul dettaglio dell’azione attuale, che si impernia sul potenziamento delle attività degli Uffici Pubblici da un lato, con la partenza dei corsi di formazione e sulla strutturazione della rete territoriale di volontari, che sta arrivando ad una fase di completamento con il governo delle aree territoriali di Plebiscito.eu
Contemporaneamente abbiamo condotto un test elettorale con il movimento “Veneto Sì” (www.venetosi.org), la prima formazione politica della Repubblica Veneta, che opera a fianco di Plebiscito.eu e che in questa fase di transizione dovrà occuparsi anche di tutelarci dall’attacco della partitocrazia italiana.
A tal proposito, “Veneto Sì” celebrerà il suo primo congresso fondativo il prossimo 29 giugno a Padova, in previsione del lancio del dibattito per le elezioni politiche della Repubblica Veneta, che auspichiamo possa presto veder nascere il confronto tra diverse posizioni.
Dall’inteso elenco di attività effettuate e in programma, si può ben comprendere come la Repubblica Veneta rappresenti l’unica soluzione concreta per sederci al fianco delle Nazioni prospere d’Europa e del mondo e per sfuggire al tragico disastro del fallimento de facto del regno del male italiano.
Come contribuire in modo concreto ad aiutare la Repubblica Veneta nel proprio esercizio di indipendenza? Ecco qualche esempio:
- aderire come volontario di Plebiscito.eu e promuoverne le attività
- incentivare l’adesione alla campagna di esenzione fiscale totale
- promuovere la sottoscrizione di Bond Veneti
- dare la disponibilità per aprire un Ufficio Pubblico
- partecipare agli eventi che si tengono nel territorio
e molto altro ancora che potrai scoprire assieme a Plebiscito.eu.
Gianluca Busato
Plebiscito.eu
IL CITTADINO VENETO AD UN BIVIO: OBIEZIONE FISCALE O FIRMA DELLA PROPRIA CONDANNA A MORTE FISCALE, ECONOMICA, CIVILE, MORALE.
Il terribile scenario economico e finanziario che riguarderà il futuro prossimo dello stato italiano non da’ assolutamente scampo ai cittadini: o perdere tutto, cercando chissà, una vita dignitosa e serena per se’ e la propria famiglia in altri “lidi” come la Tunisia o le Canarie, o decidersi una volta per tutte a fare obiezione fiscale totale di massa e uscire da questo inferno quotidiano.
Di seguito saranno brevemente citate le “sorpresine”, vi garantisco, tutt’altro che rassicuranti, che coinvolgeranno il “bel paese” italico, e la soluzione dell’obiezione fiscale veneta, per evitare, nel rispetto della massima legalita’ italiana, di essere schiacciati e trucidati da dette novità normative.
Azioni vessatorie (di repressione, di ricatto, di polizia), già in essere, dello Stato Italiano verso le aziende e le famiglie:
- Tassazione diretta (IRPEF, IRAP, IRES) + indiretta (IVA, IMPOSTA DI REGISTRO, IMPOSTA DI BOLLO, ACCISE) + giungla delle imposte locali (IMU, TASI, TARI, BOLLO AUTO) che arriva alla disumana soglia del 75/80 per cento.
- Determinazione del reddito (minimo e quindi imposto) delle aziende e delle famiglie, al di fuori di ogni criterio logico e realisticamente economico, ma piuttosto, facendo ricorso a strumenti di ricostruzione “standardizzati” del reddito stesso, vale a dire basati su elementi statistici e probabilistici non fondati sulla verità. Mi riferisco agli Studi di Settore e al Redditometro.
- Giustizia Tributaria non imparziale: il cittadino – contribuente destinatario di un Avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, illegittimo, o di una cartella Equitalia che palesa parecchi vizi di illegittimità, ripone fiducia nella giustizia tributaria ed impugna l’Avviso di Accertamento o la cartella esattoriale, proponendo ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale. Ma qui casca il palco: il Giudice tributario è un dipendente dello Stato, cioè di una delle parti del processo tributario (Agenzia Entrate e/o Equitalia) e, quindi, non giudicherà in modo sereno, libero, super-partes… ma……
- Blocco dell’utilizzo in compensazione o della richiesta di rimborso dei miei crediti erariali (IRPEF, IRAP, IVA) se ho un debito iscritto a ruolo (cartella esatoriale) non pagata e non impugnata, superiore ad Euro 1.500,00 (perfino).
- Blocco del pagamento degli appalti, in presenza di un DURC negativo, se non ho pagato, il più delle volte per difficoltà economiche, l’INPS e l’INAIL personali o dei dipendenti. Ma perché lo Stato si deve intromettere nei rapporti privatistici tra ditta appaltante e ditta appaltatrice, prevedendo sanzioni impressionanti per la ditta appaltantante che si sia “affidata” ad una ditta appaltatrice non in regola con i versamenti INPS e INAIL?
- Tassazione di quelli che sono gli strumenti del lavoro, per poter fare impresa, come per esempio il capannone artigianale o il negozio dove commercio la frutta e verdura o vendo abbigliamento. Fra poco mi vedrò tassato anche il trapano, il bancone dell’albergo, l’autobetoniera?!?.
- Burocrazia ammazza aziende e famiglie: ci vogliono settimane per non dire alcuni mesi per mettere “in piedi” e far funzionare a tutti gli effetti un’azienda in Italia, contrariamente a quanto accade nella vicina Austria, dove per costituire una società commerciale e renderla operativa sono richiesti non più di 12-15 giorni.
- Legiferazione e proliferazione di leggine e leggiuccie inutili e spesso contrastanti tra loro: ricordo che le scadenze in Italia sono circa 271 l’anno, per una media di una scadenza al giorno!!!
- Legislazione fiscale volutamente complessa, articolata e nebulosa: ricordo che gli 80 euro mensili del Governo Renzi, attribuiti sotto forma di credito d’imposta, ai lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito lordo annuo non superiore ad una determinata soglia, sono solo ed esclusivamente frutto di un’operazione di propaganda elettorale, molto abile ad aver creato confusione e facili entusiasmi tra il popolo dei beneficiari. Infatti, in molti casi, questi fatidici 80 euro verranno divorati dalla nuova TASI, le cui modalità di conteggio e pagamento non sono ancora chiare, e quindi non ancora esattamente stabilite da migliaia di Comuni italiani. Questo, cittadini Veneti, è il modo di fare leggi e fiscalità dello Stato Italiano.
- Violazione quotidiana di alcuni tra i più importanti articoli della Costituzione (italiana appunto) quali: art. 24 (diritto di difesa), art. 36 (diritto di ogni lavoratore ad una vita dignitosa), art. 42 (garanzia della proprietà privata), art. 53 (partecipazione alla spesa pubblica in ragione della propria capacità contributiva), art. 97 (buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione).
Ora, ai precedenti 10 punti, aggiungo le terrificanti sorpresine accennate in premessa, che andranno a rallegrare le nostre future giornate sotto il nome di FISCAL COMPACT e di ERF. Cerchiamo in breve di capire cosa sono e che minaccia rappresenteranno nel prossimo futuro.
A) FISCAL COMPACT
Bisogna ricordare innanzitutto che i mesi precedenti alla firma del trattato (marzo 2012) erano stati tra i più complicati nella storia dell’euro e dell’Unione Europea: le economie di molti paesi, soprattutto quelli mediterranei, erano state messe in grande difficoltà dalla crisi. Costretti a indebitarsi per fare fronte alle loro spese nonostante le ridotte entrate fiscali, questi paesi non potevano fare altro che offrire interessi sempre più alti agli investitori per ottenere denaro in prestito. La crescita verticale degli interessi unita alla crisi di produttività e ricchezza aveva portato esperti e analisti persino a dubitare, in alcuni casi, che quei debiti potessero essere mai ripagati.
Una delle iniziative prese dai paesi dell’Unione Europea in quel periodo – non l’unica, ma certamente la più controversa – fu il Fiscal Compact, un trattato per stabilire norme e vincoli validi per tutti i paesi firmatari e intervenire in particolare sulla politica fiscale dei singoli paesi. Sia simbolicamente sia materialmente, comportò la cessione di una fetta della propria sovranità economica di ogni paese a un ente sovranazionale, l’Unione Europea. Il Fiscal Compact in questo senso non fu una novità assoluta, anzi: i sui predecessori più importanti furono il Trattato di Maastricht in vigore l’1 novembre 1993, e il Patto di Stabilità e Crescita sottoscritto nel 1997.
Cosa prevede il Fiscal Compact
Fra le molte cose contenute nel trattato, le più importanti sono quattro:
– l’inserimento del pareggio di bilancio (cioè un sostanziale equilibrio tra entrate e uscite) di ciascuno Stato in «disposizioni vincolanti e di natura permanente – preferibilmente costituzionale» (in Italia è stato inserito nella Costituzione con una modifica all’art. 81 approvata nell’aprile del 2012);
– il vincolo dello 0,5% di deficit “strutturale” – quindi non legato a emergenze – rispetto al PIL;
– l’obbligo di mantenere al massimo al 3 per cento il rapporto tra deficit e PIL, già previsto da Maastricht;
– per i paesi con un rapporto tra debito e PIL superiore al 60 per cento previsto da Maastricht, l’obbligo di ridurre il rapporto di almeno 1/20esimo all’anno, per raggiungere quel rapporto considerato “sano” del 60 per cento. In Italia il debito pubblico ha sforato i 2000 miliardi di euro, intorno al 134 per cento del PIL. Per i paesi che sono appena rientrati sotto la soglia del 3 per cento nel rapporto tra deficit e PIL, come l’Italia, i controlli su questo vincolo inizieranno nel 2016. Per lo Stato Italiano, salvo smentite, si parla di un costo – taglio spesa – di circa 40 miliardi annui.
B) ERF (European Redemption Fund)
I tedeschi hanno proposto una sorta di pilota automatico per rispettare il Fiscal Compact, con la creazione dell’ERF, ossia di un Fondo a livello europeo, dove far confluire l’importo dei vari debiti pubblici degli Stati dell’Eurozona per la parte eccedente il 60% del PIL.
Lo studio è stato commissionato a 11 esperti, nessuno dei quali italiano, che hanno fatto proprie le proposte dei consiglieri economici della signora Merkel.
L’ERF verrebbe garantito dagli Stati membri attraverso i loro asset pubblici patrimoniali, riserve auree e da almeno una percentuale della fiscalità riscossa a livello nazionale, IVA compresa. Questo Fondo emetterebbe bond europei caratterizzati da una rigorosa scadenza di 20, al massimo 25 anni. In questo lasso di tempo, tutti gli Stati aderenti avrebbero, inoltre, l’obbligo di assettare il proprio rapporto debito/PIL al 60%.
Tradotto in soldoni, per quanto riguarda lo Stato italiano, significa che dovranno essere conferiti all’Europa 1.168 miliardi. Al momento, perché ovviamente questa cifra sale mese dopo mese.
Per uno Stato messo male come l’Italia, ovviamente, non vi è nessun tornaconto o interesse economico a far parte di tale Fondo, poiché, l’ERF si comporterebbe, tanto per essere concreti, come un curatore fallimentare che tutela gli interessi del creditore, non certo quelli del debitore.
Ebbene, alla luce dell’azione di Stato-Polizia già messa in atto da parecchi anni dall’Italia (secondo i precedenti 10 punti), che ci toglie il respiro prosciugandoci qualsiasi risorsa economica, frutto del nostro quotidiano lavoro, che ci toglie la voglia di un sorriso, la speranza di programmare il futuro nostro e quello dei nostri figli, che cancella la dignità spettante ad ogni cittadino come diritto acquisito con la nascita, che fa scappare milioni di cittadini italiani all’estero, con la speranza di trovare altrove i diritti, la dignità e la serenità qui calpestati, nonché alla luce del terribile futuro economico/finanziario che ci verrà imposto con il FlSCAL COMPACT e l’ERF dall’Unione Europea, Vi sottopongo cittadini-contribuenti Veneti, una domanda, che, purtroppo, vi porrà davanti ad una scelta obbligata da prendere velocissimamente:
IO CITTADINO VENETO, SCELGO DI ADERIRE ALLA NOBILE AZIONE DI OBIEZIONE FISCALE, NEL RISPETTO DELLA LEGGE ITALIANA, O SCELGO CON ISTINTO SUICIDA ED AUTOLESIONISTA DI FIRMARE LA CONDANNA A MORTE FISCALE, ECONOMICA, CIVILE E MORALE DELLA MIA AZIENDA E DELLA MIA FAMIGLIA, ACCETTANDO E RISPETTANDO LA VESSAZIONE FISCALE DELLO STATO ITALIANO?
Ritengo personalmente che giunti alla situazione drammatica che coinvolge il Paese Italia, alla quale va aggiunto lo tsunami economico/finanziario europeo che investirà lo Stato italico nel prossimo futuro (2016), e considerato che il conto alla rovescia della Clessidra sta per terminare, si sia davanti ad un inevitabile bivio::
O
faccio obiezione fiscale di massa per far sì che un numero più elevato possibile di aziende e di famiglie non facciano più arrivare “ossigeno” (tasse) allo Stato Italiano già agonizzante, permettendo così all’FMI (Fondo Monetario Internazionale) di decretare in modo Ufficiale e Documentato lo Stato di fallimento dell’Italia, e, di conseguenza, permettere e spianare il percorso di sovranità ed indipendenza della Repubblica Veneta,
O
per la falsa ed inventata paura, frutto molte volte di errate e tendenziose informazioni da chi di dovere, di vedersi pignorare tutti i beni o di vedersi recapitare una raffica di accertamenti nel caso aderisca all’obiezione fiscale (paure che non devono sussistere per le motivazioni tecniche che lo Staff di Plebiscito.eu da ormai 2 mesi vi sta scrupolosamente spiegando sia con serate informative sia con documentazione postata sul sito www.Plebiscito.eu) firmo la condanna a morte personale e della mia famiglia sia dal punto di vista economico, civile e morale.
Un punto controverso e non sufficientemente chiaro, che ho avuto modo di riscontrare nelle varie serate informative sin qui organizzate e tenute da Plebiscito.eu è il seguente: il cittadino Veneto è straconvinto che la causa della perdita della sua ricchezza (la casa, le macchine, il capannone etc.) perché oggetto di pignoramento da parte dello Stato Italiano, sia il fare obiezione fiscale, ed invece sta proprio qui il punto equivoco, che una volta per tutte deve essere risolto.
Fare obiezione fiscale nel rispetto della legalità, per le imposte erariali (IRPEF, IRAP, IVA entro il limite annuo dei 50.000 euro) può comportare al massimo, come dazio da mettere sul piatto della bilancia, il pagamento di una sanzione al 10% + l’1% annuo di interesse di mora, ricevendo l’Avviso bonario non prima di 10/12 mesi dal mancato pagamento delle imposte. Tra le altre cose, l’Avviso bonario è rateizzabile per certi importi, fino ad un massimo di 20 trimestrali (5 ANNI) con l’applicazione di un tasso d’interesse per la rateazione, sicuramente più vantaggioso di un finanziamento bancario di pari durata (5 anni) richiesto per bisogno di liquidità.
Anche per le imposte locali (quali ad esempio l’IMU) l’obiezione fiscale comporta un “peso” soltanto di natura sanzionatoria, seppure nella misura del 30%, mai assolutamente di natura pignoratizia, e, comunque, l’Avviso di accertamento dei tributi locali (IMU, TARI. etc.) non viene emesso mediamente, prima di 24/36 mesi dal mancato pagamento. L’Avviso di accertamento dei tributi locali, può essere rateizzato presentando apposita domanda al competente Comune.
Se poi, l’obiezione fiscale si vuole spingere oltre (cartella esattoriale con sanzione al 30% e tasso di interesse più elevato dell’Avviso bonario o dell’Avviso di accertamento comunale), anche per questa fattispecie è stato più volte dettagliatamente spiegato come esercitarla, nel rispetto delle Legge italiana e senza incappare nel pericolo del pignoramento da parte di Equitalia.
Il vero e concreto pericolo per la propria ricchezza (le proprietà immobiliari, la pensione, lo stipendio, il conto corrente bancario, gli investimenti azionari etc.) che il contribuente Veneto non ha ancora ben individuato e compreso, sta proprio nel mantenere un atteggiamento passivo di rassegnazione ed accettazione dello stato economico/finanziario attuale, rappresentato da una legislazione fiscale ossessionante e schiacciante al punto tale da non costituire più (ad onor del vero non l’ha mai fatto) una contropartita per l’offerta dei servizi (sanità, difesa, istruzione, cultura, ricerca, ambiente etc.) ai propri cittadini, bensì, una sorta di idrovora per il risucchio di tutte le nostre risorse (anche immobiliari) al fine di colmare l’insanabile debito pubblico creato volutamente ad arte, da classi dirigenti politiche incompetenti ed irresponsabili, la cui unica mansione è sempre stata quella di trasferire la ricchezza dalle tasche degli italiani alle proprie, per soddisfare immorali ed ignobili privilegi di casta.
Poiché seppure schiacciante ed insostenibile, l’imposizione fiscale italiana non è più sufficiente, da sola, a colmare le falle finanziarie ed economiche causate dalla ripudiabile classe dirigente italica, ecco allora che l’Unione Europea ha pensato (non solo per l’Italia, ma di fatto sarà lo stato più bistrattato) di imporre in casa italiana, un’ulteriore stretta finanziaria e, quindi, anche fiscale, per aziende e famiglie: il FISCAL COMPACT e l’ERF, come sopra spiegati.
Mi chiedo, sinceramente, come in un Paese che registra due suicidi a settimana per crisi economica, si possa pensare di sopravvivere con l’ulteriore terrificante morsa fiscale/economica che sta giungendo dall’Unione Europea.
Se tenete alla Vostra azienda, ai Vostri beni, ai Vostri familiari, alla Vostra terra, a valori irrinunciabili come la dignità e la libertà, non resta che una ed una sola scelta, Cari Veneti: fare obiezione fiscale in massa e subito, non rimane più tempo!!!
Alberto Marsotto
Segretario – Soccorso Veneto
Formazione Uffici Pubblici sull’Obiezione Fiscale – Vicenza e Verona
Dopo il primo incontro a San Zenone degli Ezzelini, continua il tour che vede come obiettivo la formazione degli uffici pubblici della nuova Repubblica Veneta.
Il secondo incontro avrà luogo nella mattina di Sabato 7 Giugno 2014 alle ore 09:00
presso Pizzeria Bar C.V.2 – via Giacomo Aroldi, 10 – Monteforte d’Alpone (VR).
Il corso si propone di togliere in modo definitivo ogni dubbio, perplessità o difficoltà espressiva nel rapportarci con i cittadini che desiderano aderire all’obiezione fiscale.
Si avrà modo e tempo di fare tutte le domande necessarie per tornare a casa con le idee chiare e diventare a nostra volta portavoce dell’iniziativa e affrontare l’argomento dell’obiezione fiscale con serenità e padronanza dell’argomento.
Per chi vuole prendere appunti si chiede di venire muniti col necessario. Durante lo svolgimento non verrà fornito alcun materiale in modo da rimanere concentrati sull’esposizione, eventuali dispense verranno inviate successivamente via email da leggere con calma.
Durata: 2 ore
Relatore: Dott. Alberto Marsotto – Commercialista
Plebiscito.eu
Repubblica Veneta