GIANLUCA BUSATO OSPITE DI TV7 MATCH
Questa sera venerdì 6 ottobre dalle ore 21 Gianluca Busato sarà ospite di TV7 Match, trasmessa da TV7 Triveneta.
Gli argomenti della serata sono la ricorrenza della battaglia di Lepanto e la situazione in Catalogna, anche in previsione del referendum veneto del 22 ottobre.
Oltre a Gianluca Busato, saranno presenti anche il prof. Ivone Cacciavillani, Flavio Manzonili, Enzo De Biasi e l’editore prof. Ermanno Chasen.
(Nota Bene: la sovrascritta presente nel video che riporta una dichiarazione di voto per il Sì di Gianluca Busato nel referendum del 22 ottobre non è corretta)
DALLA CATALOGNA UNA NUOVA ALBA PER L’INDIPENDENTISMO IN EUROPA E NEL MONDO
L’Unione Europea deve dare il via al suo allargamento interno. Non può esistere un’Europa senza Barcellona oggi e senza Venezia domani.
Dopo il voto del 1° ottobre nel referendum per l’indipendenza della Catalogna si è aperta una nuova stagione che plasmerà un nuovo equilibrio in Europa. È partito un processo storico di cambiamento che non può essere fermato da esorcismi né tantomeno dalla violenza politica come maldestramente ha tentato di fare il governo spagnolo che d’altro canto è guidato dall’ex delfino del ministro degli interni di Franco.
Anzi, la violenza brutale contro la popolazione pacifica e inerme di Catalunya ha proprio contribuito a rafforzare in modo decisivo le posizioni della leadership catalana e della Generalitat, dando la spinta decisiva che in breve tempo porterà alla dichiarazione di indipendenza della Repubblica Catalana, come annunciato ieri sera dal Presidente Carles Puigdemont i Casamajò.
L’aspetto fondamentale che molti ignorano è che il diritto di autodeterminazione è pre-costituzionale: come tale è insopprimibile, come la libertà, come la libera espressione e altri principi umani di base che infatti sono difesi dai trattati e dalle convenzioni internazionali, cui tutte le costituzioni “democratiche” dovrebbero inchinarsi, compresa quella spagnola (così come quella italiana). Ciò fin dall’inizio ha determinato il successo della Catalogna, in quanto definire un referendum di autodeterminazione come incostituzionale è una frase priva di senso e di valore effettivo. A contribuire enormemente inoltre al successo catalano è stata l’immagine moderna e giovane che la coalizione indipendentista ha saputo dare di sé al mondo: innovativa, liberale, non razzista, progressista e profondamente democratica.
La Catalogna inoltre, grazie ai suoi leader indipendentisti, ha saputo disegnare un piano strategico ed operativo straordinario che non ha trascurato neppure il minimo dettaglio, lasciando alla Spagna solo il ruolo, che incredibilmente ha scelto di recitare: distruggersi da sola la propria immagine e reputazione internazionale scatenando la polizia in un’azione di repressione violenta sulla popolazione. Le immagini di ieri, dai social network prima ai media mainstream di tutto il mondo poi, hanno consegnato alla storia la cronaca di un fallimento mediatico e politico senza precedenti per uno stato dell’Europa occidentale e senza possibilità di recupero.
Un altro errore fondamentale di Rajoy è stato inoltre non aver considerato la debolezza politica del suo governo che ora non gli permetterà di certo alcuno spazio di manovra aggiuntivo, a meno che non voglia completare l’opera bombardando la Sagrada Familia, realizzando dopo poche settimane il disegno terroristico dell’Isis.
La crisi oggi si sposta definitivamente nelle stanze dell’Unione Europea, che deve finalmente decidersi di dare il proprio avallo al suo allargamento interno. Non è infatti pensabile che vi sia un’Europa senza Barcellona oggi e senza Venezia domani. Tutto ciò è nel suo interesse. Se gli stati centralisti come la Spagna e come l’Italia hanno ampiamente dimostrato di non essere in grado di essere interlocutori validi per la Catalogna e per il Veneto, lo deve essere l’Europa, se vuole avere un futuro. L’Unione Europea deve diventare una Federazione vera, di popoli, regioni e stati che in modo armonico possano convivere e rafforzarsi assieme. L’Europa per la propria sopravvivenza deve assolutamente sottrarsi al ricatto degli stati che non esitano nemmeno ad usare la violenza ingiustificata verso la popolazione pacifica, altrimenti i fantasmi delle dittature che l’hanno portata al disastro del secolo scorso potrebbero rinascere dalle tombe in cui pensavamo fossero stati sepolti per sempre.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
UNA X PER IL VENETO
Gianluca Busato racconta la storia del referendum per l’indipendenza dei veneti
Autori: Riccardo Rudelli, Paola Bonesu, Roberto Errichelli
Edizioni l’Ornitorinco
Disponibile su Amazon, iBook Store, Bookrepublic.
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Questo instant ebook racconta l’incredibile storia del referendum on line per l’indipendenza del Veneto indetto nel 2014 da Plebiscito.eu. Sempre più l’Europa e il mondo sono scossi da sentimenti di indipendenza, mai come in questi anni gli Stati nazionali hanno dovuto confrontarsi con movimenti separatisti. Le lancette della Storia paiono essere tornate indietro di alcuni secoli, al tempo in cui John Locke contrappose all’autoritarismo del Leviatano di Thomas Hobbes il concetto di governo inteso come “fiduciary trust”, patto di fiducia fra popolo e sovrano.O forse stanno nuovamente muovendosi in avanti, costringendoci a reinterpretare concetti acquisiti come Stato, popolo, nazione.
Approfondimenti e documenti su http://referendumveneto.com/
PARLAMENTO VENETO: “SOLIDARIETÀ AL POPOLO CATALANO E AL POPOLO CURDO E SOSTEGNO DEL LORO DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE”
Ieri il Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta, riunitosi d’urgenza, ha approvato all’unanimità una risoluzione che esprime piena solidarietà al Popolo Catalano e al Popolo Curdo e sostiene il loro pieno diritto all’autodeterminazione e i referendum per l’indipendenza del Kurdistan e della Catalogna indetti per il 25 settembre e 1° ottobre.
Riportiamo di seguito il testo integrale della Risoluzione approvata.
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Risoluzione n. 1 della Repubblica Veneta del 22 Settembre 2017
“Solidarietà al Popolo Catalano e al Popolo Curdo e sostegno del loro diritto di autodeterminazione”
Il Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta
PREMESSO CHE
- lo Statuto delle Nazioni Unite, entrato in vigore il 24 ottobre 1945, che al proprio art. 1 c.2 recita: “The Purposes of the United Nations are to develop friendly relations among nations based on respect for the principle of equal rights and self-determination of peoples, and to take other appropriate measures to strengthen universal peace”,
- il Patto internazionale sui diritti civili e politici adottato nel 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo 1976, che all’art. 1 c. 1 recita: “All peoples have the right of self-determination. By virtue of that right they freely determine their political status and freely pursue their economic, social and cultural development” e all’art. 1 c. 3 recita: “The States Parties to the present Covenant, including those having responsibility for the administration of Non-Self-Governing and Trust Territories, shall promote the realization of the right of self-determination, and shall respect that right, in conformity with the provisions of the Charter of the United Nations”.
- L’Atto Finale di Helsinki del 1975 della “Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa” che sancisce il diritto per tutti i popoli di stabilire in piena libertà, quando e come lo desiderano, il loro regime politico senza ingerenza esterna e di perseguire come desiderano il loro sviluppo economico, sociale e culturale;
CONSIDERATO
- la grande sofferenza cui sono stati sottoposti nella storia almeno dell’ultimo secolo i popoli catalano e curdo da parte dei rispettivi governi di dominio del territorio in cui da lungo tempo vivono;
- la situazione attuale che prevede nei prossimi giorni la celebrazione per entrambi i popoli di un referendum di autodeterminazione:
- il 25 settembre 2017 per il Kurdistan;
- il 1° ottobre 2017 per la Catalogna.
- pur nella diverisità e peculiarietà di ciascuno dei processi pacifici di autodeterminazione, la comune pressione indebita cui sono sottoposti dai rispettivi governi e stati dai quali oggi dipendono, con parziale soppressione o tentativo di soppressione dell’autogoverno e di basilari libertà e diritti civili ed umani;
- il mancato rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli e dei trattati e degli atti internazionali richiamati in premessa;
- gli oggettivi travaglio e difficoltà vissute dal popolo catalano e dal popolo curdo nel percorso democratico di affermazione del proprio diritto all’autodeterminazione, alla libertà e alla felicità collettiva;
- gli storici rapporti di amicizia tra il Popolo Veneto e il Popolo Catalano e il Popolo Curdo;
RIAFFERMATO
- il diritto naturale ed inviolabile degli individui e dei popoli alla propria libertà ed autodeterminazione, e il dialogo e il rispetto come strumenti pacifici di composizione dei conflitti, ripudiando l’uso della forza e delle prevaricazioni;
ESPRIME
- la propria solidarietà al Popolo Catalano e al Popolo Curdo, confermando la propria vicinanza e sostegno morale e spirituale al loro insopprimibile anelito alla libertà,
OFFRE
- liberamente ad entrambi i Popoli Curdo e Catalano il proprio sostegno anche materiale, in particolare sugli aspetti di maggiore caratterizzazione della attività di autodeterminazione del Popolo Veneto, costituiti ad esempio, non esaustivo, da consulenze ed expertise per la creazione di strutture informatiche di cripto-stato e di cripto-valute, o ogni apporto concreto che possa risultare utile e ben accetto nel futuro dai Popoli Catalano e Curdo;
CHIEDE
- alla Comunità internazionale ogni utile intervento al fine di garantire il diritto di esprimersi sull’autodeterminazione del Kurdistan e della Catalogna, attraverso i regolari e democratici referendum rispettivamente del 25 settembre 2017 e del 1° ottobre 2017.
Venezia, Repubblica Veneta, 22 settembre 2017
