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Categoria: news

Venetian Freedom: Campagna di crowfunding per l’indipendenza del Veneto

Venetian Freedom: Campagna di crowfunding per l’indipendenza del Veneto

4 Luglio 2017 2 Comments in editoriali news

Dai voce alla libertà! Partecipa oggi stesso alla campagna di crowdfunding per l’indipendenza del Veneto:

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BANCHE VENETE, SI PUÒ DIRE ‘PAGLIACCI DELLA LEGA’ E ‘ZAIA COME ERDOGAN’. TRIBUNALE DI TREVISO DÀ RAGIONE A GIANLUCA BUSATO

BANCHE VENETE, SI PUÒ DIRE ‘PAGLIACCI DELLA LEGA’ E ‘ZAIA COME ERDOGAN’. TRIBUNALE DI TREVISO DÀ RAGIONE A GIANLUCA BUSATO

27 Giugno 2017 3 Comments in editoriali news

Il Gip rigetta denuncia della Lega contro il Presidente di Plebiscito.eu, che sulla vicenda delle popolari venete ha “legittimamente espresso la sua presa di distanza” da “condotte poco serie” dei vertici leghisti

Mercoledì 21 giugno scorso il Gip del Tribunale di Treviso Piera De Stefani ha rigettato l’opposizione del segretario nazionale della Lega Nord-Liga Veneta Gianantonio Da Re alla richiesta di archiviazione presentata dal PM in merito alla denuncia dello stesso contro il presidente di Plebiscito.eu Gianluca Busato, reo secondo la lega di aver diffamato Zaia e il suo movimento con un intervento pubblicato sulla sua pagina Facebook il 20 luglio 2016 e con un articolo pubblicato sul sito di Plebiscito.eu ancora a dicembre 2015.

Le motivazioni espresse dal Giudice sono nette e non lasciano spazio ad interpretazioni: “Le espressioni, senza dubbio pungenti e dai toni aspri (di Gianluca Busato, ndr), non assumono valenza penale per essere le medesime scriminate in quanto rese nell’ambito della libera manifestazione del diritto di critica politica”.

“Giova preliminarmente evidenziare – continua il Giudice – che le affermazioni contenute nei post di cui alla querela si inseriscono indubitabilmente nell’ambito della censura e critica politica all’operato del presidente della Regione Veneto Zaia e dei rappresentanti a vari livelli della Lega Nord nell’ambito della nota vicenda che vede coinvolte due primarie banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca), il cui operato era stato difeso inizialmente dai componenti di spicco del predetto partito”. E ancora: “la manifestazione di critica politica è necessariamente riconosciuta a ciascun cittadino, quale libertà di pensiero ed espressione costituzionalmente garantito”. Secondo il Giudice quindi nulla preclude a Busato di “manifestare il proprio dissenso e le proprie valutazioni in merito a questioni di sicuro rilievo per la collettività ed a soggetti con incarichi istituzionali”.

E ancora: “La forma espositiva impiegata non trasmoda mai in attacco gratuito e immotivato alla sfera personale, ma conserva sicura relazione con il contesto del discorso critico di riferimento e dunque con la tematica attinente il fatto dal quale la critica trae spunto”. “Alla luce dei richiamati principi, le espressioni utilizzate per quanto pungenti (vedasi “pagliacci” e “Zaia come Erdogan”) nel contesto descritto assumono valenza non già di gratuito e bieco attacco, immotivato, al partito della Lega e ai suoi componenti, bensì di presa di distanze dalle condotte di questi, mettendone in risalto, nella vicenda delle banche venete, la ritenuta poca serietà nell’averle prima difese a spada tratta (ed in presenza di cointeressenze riferite a dati oggettivi, quali l’incarico ricoperto dalla moglie del presidente di Veneto Banca in seno al Comune di Montebelluna per la Lega e nell’aver solo poi assunto la veste di protettori dei clienti delle medesime”.

Nella conclusione del dispositivo il Gip taglia quindi la testa al toro: “non può rilevarsi come l’apparente contraddittorietà della condotta condotta degli esponenti della Lega, per come illustrata (da Gianluca Busato, ndr) ed oggetto dell’aspra critica ridetta, non risulti smentita da contrarie emergenze”.

Gianluca Busato ha commentato: “la decisione del Tribunale rende giustizia a un fatto che i giornali tendono a far passare sotto silenzio: il grave operato dei vertici delle Banche Venete, con tratti criminaleggianti, si è condotto con l’avallo dell’intera classe dirigente, che anzi lo ha difeso a spada tratta persino nel caso dei rari interventi di controllo da parte di Bankitalia. Pertanto i signori della Lega oggi non possono dire di essere estranei alla classe dirigente veneta che è stata travolta dal più grande scandalo finanziario della breve vita dell’infausto stato italiano, dove, come al solito, paga Pantalone, ovvero i contribuenti, i taxpayer che qualcuno vorrebbe continuare a prendere in giro smarcandosi dai comportamenti poco seri e incoerenti che ha tenuto”.

Ufficio stampa – Plebiscito.eu

Il provvedimento del Gip di Treviso:

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BANCHE VENETE, UN “ITALIAN JOB” CONDITO DI RAZZISMO CONTRO I VENETI

BANCHE VENETE, UN “ITALIAN JOB” CONDITO DI RAZZISMO CONTRO I VENETI

25 Giugno 2017 0 Comments in editoriali news

L’immagine del Veneto ne esce a pezzi. E di questo dobbiamo “ringraziare” un’intera generazione di classe dirigente connivente e incapace dalla quale liberarci quanto prima con l’indipendenza dal sistema italiano marcio che rischia di trascinarci a fondo nel sottosviluppo

Con il varo da parte del governo italiano del Decreto legge per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.a. e di Veneto Banca S.p.a. pare completata l’operazioni di “salvataggio” delle Banche Venete mettendo mano al portafogli dei contribuenti.

Oggi non potevano tra l’altro mancare anche i liquami razzisti contro i veneti da parte di vari esponenti, persino un popolare giornalista tedesco, che su twitter oggi ha sbroccato, complice forse il troppo caldo di Roma.

Delle banche venete fallite che scavano un buco di 31mld€ mi piace un aspetto: che siano VENETE. Del mitico NORD-EST. Terra dei Leghisti.

— Udo Gümpel (@udogumpel) June 24, 2017


Questi “gioielli” completano la litania nazzziunale italiana e gli sfottò contro i veneti sul salvataggio delle Banche Venete (come se tutti i cittadini e le imprese avessero colpa di malagestio e comportamenti criminali di alcuni singoli veneti!): diciamo pure che se lo stato italiano non ci rubasse 20 miliardi di euro l’anno le avremmo potute salvare da soli, anche perché non avremmo avuto i problemi di debito pubblico che ha il colabrodo italiano.

Non credo proprio sia giusto bastonare 3 volte i veneti, dopo che già subiscono le conseguenze principali del fallimento di una volta importanti banche territoriali: la prima tassandoli ben oltre il dovuto in termini di servizi, la seconda con il danno che ne deriva dall’essere parte di un sistema fallito come quello italiano che ci trascina a fondo e la terza con il danno di immagine per la ricostruzione mediatica italiana degli amici di Renzi e compagnia.

Certo noi veneti dobbiamo imparare una lezione fondamentale: non abbiamo una classe dirigente degna di questa nome e dobbiamo selezionarla e formarla da zero, per poter riprendere un cammino virtuoso come ci spetta, auspicando di ottenere quanto prima la piena indipendenza.

Anche perché una cosa è certa. Prima con il Mose, ora con le Banche Venete, l’immagine del Veneto come regione italiana ne esce a pezzi. E di questo dobbiamo ringraziare un’intera generazione di classe dirigente che si è distinta tra azioni criminaleggianti e una totale inadeguatezza e incapacità di fondo. Di questo enorme danno economico, sociale e di reputazione devono essere chiamati a rispondere non solo i vari Zonin, Galan e amici vari, ma anche chi come Zaia politicamente nel tempo li ha coperti a vario titolo.

Ricordiamo le scandalose parole di Zaia di fine aprile 2014: «Quello della Banca d’Italia a Veneto Banca è un attacco senza precedenti alla nostra identità e alla nostra autonomia, che fa parte di un disegno contro tutte le banche territoriali, Popolari o Bcc che siano. Un disegno neocentralista, di una dittatura finanziaria governata da Roma. La battaglia si fa sempre più dura ed è un bene che Consoli sia rimasto».

E poi Zaia e i dirigenti leghisti oggi hanno ancora il coraggio di parlare: che si vergognino!!

Aggiungo anche che con l’indipendenza i vari Zonin & Co. marcirebbero in galera con qualche decina di ergastoli, come si usava fare nella Serenissima Repubblica Veneta, o come si fa con i vari Madoff negli USA.

Anche di questo dovrà essere chiamata a rispondere la classe dirigente veneta inadeguata che a vario titolo ha avallato, condotto, o favorito attività vergognose come quelle condotte dalle dirigenze delle banche venete.

Ricordando a tutti anche che i famosi “crediti deteriorati” sono per oltre il 70% derivati da mega-prestiti superiori ai 500.000 euro, che riguardano solo il 2,63% dei clienti, ovvero ai soliti noti amici degli amici che ora se la godono alla faccia dei contribuenti.

Volete sapere a chi aveva prestato tanti soldi la Popolare di Vicenza, poi non restituiti e finiti nel calderone dei “crediti deteriorati”? Eccovi qualche esempio di prestiti concessi agli “amici degli amici”. Uno spettacolo molto italiano:

  • Alfio Marchini, ex candidato sindaco di Roma, 135 milioni €
  • gruppo pugliese Fusillo (vicini al pd), 50 milioni €
  • costruttori pugliesi Degennaro, 27,5 milioni €
  • immobiliarista bolognese Vittorio Casale, 28 milioni €
  • Francesco Bellavista Caltagirone, 50 milioni €
  • il toscano Denis Verdini, 7,2 milioni €

In realtà una cosa sicuramente era sistemica nelle banche venete: la capacità di coinvolgere nella truffa tutti i settori dello stato. Bankitalia, ragioneria generale dello stato, magistratura, guardia di finanza. Per non parlare della connivenza dei potentati economici e politici, locali e non solo.

Scriveva ieri Repubblica: “Per anni nulla ha scalfito il potere di Zonin. Solo l’ispezione della Bce del 2015, dopo le perdite di bilancio per 750 milioni del 2014, ha aperto un varco. Il motivo è da ricercare nella tela creata abilmente dal presidente. Il funzionario della Vigilanza di via Nazionale, Luigi Amore, che ha firmato la prima verifica di Bankitalia del 2001, è stato assunto dalla Popolare come responsabile dell’Audit. Nel 2008 è arrivato Mario Sommella, assunto come addetto della Segreteria generale dell’istituto, lo stesso ruolo che aveva ricoperto in Banca d’Italia. Nel 2013 Zonin ingaggia alle relazioni istituzionali Gianandrea Falchi, già membro della segreteria quando governatore era Mario Draghi. Allo stesso modo Andrea Monorchio, dopo tredici anni come Ragioniere generale dello Stato, sarà nominato nel cda fino a divenirne vicepresidente nel 2014. Dalla magistratura arriva in banca l’ex procuratore Antonio Fojadelli e dalla guardia di Finanza, Giuseppe Ferrante, ex capo del tributario di Vicenza. Ora i silenzi assensi che hanno avvolto le due Popolari venete per vent’anni presentano il conto. E a pagarlo toccherà ai contribuenti”.

Insomma, un autentico “Italian Job”, che scalfisce anche l’autorevolezza delle istituzioni europee che hanno chiuso un occhio anche sul modo in cui sarà ripianato, rubando i soldi ai contribuenti di tutta Italia, che sono notoriamente masochisti e a cui piace un sacco pagare tasse a vuoto e lavorare per lo stato più bello del mondo da gennaio ad agosto. E probabilmente non ci sarà nessuno che farà neanche un giorno di galera.

L’ennesimo motivo per lasciare un sistema corrotto e destinato a sicuro fallimento e rifondare una società civile veneta nel segno non certo del triste presente italiano, bensì della gloriosa Serenissima Repubblica di Venezia.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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IL CETA PORTA GRANDI VANTAGGI AL VENETO E ZAIA STA CON I RETROGRADI COME AL SOLITO

IL CETA PORTA GRANDI VANTAGGI AL VENETO E ZAIA STA CON I RETROGRADI COME AL SOLITO

23 Giugno 2017 0 Comments in editoriali news

Il governatore del Veneto oggi si è espresso contro il trattato di libero commercio tra Canada ed Unione Europea. A nostro avviso sbaglia di grosso, ancora una volta, prendendo un abbaglio enorme e non tutelando gli interessi del Veneto.

Il CETA in realtà offre grandi opportunità a tutti i settori di esportazione in Canada, compresi gli agricoltori e tutta l’industria agroalimentare veneta e italiana.

Il Canada infatti con l’applicazione del CETA eliminerà i dazi per il 90,9% delle sue linee tariffarie nell’agricoltura.
E non è poca cosa, se si pensa che che l’Italia è il secondo esportatore della UE in Canada per cibi lavorati, contando per il 23% di tutte le esportazioni di cibo lavorato in Canada, per un totale di 528 milioni di euro (dati Eurostat 2015).

Tra i prodotti più beneficiati nelle esportazioni dal CETA citiamo, tra l’altro: vino (300 milioni €), prodotti lattiero-caseari (40 milioni €), acque minerali (39 milioni €).

Inoltre tutte le esportazioni canadesi dovranno osservare le norme europee sulla sicurezza del cibo, incluso:

– la legislazione dell’Unione Europea sugli OGM,
– la legislazione dell’Unione Europea sull’uso di ormoni e antibiotici nella produzione di cibo,
– la fornitura di prove di tale compatibilità quando sia richiesta dalla legge europea.

Ad avvantaggiarsi del CETA saranno inoltre molti altri settori, alcuni importantissimi per il Veneto. Tra di essi: macchinari e prodotti elettrici (1 miliardo di € l’export dall’Italia al Canada nel 2015), settore moto-auto e pezzi di ricambio (286 milioni di €) , abbigliamento e calzature (261 milioni di €), pietre e ceramiche (164 milioni €), imbarcazioni (133 milioni di €), mobili (128 milioni di €) e arredamento, prodotti chimici (103 milioni di €) e farmaceutici (100 mil €), prodotti in pelle (50 milioni di €).

Un grande beneficio dal CETA per le esportazioni in Canada lo riceveranno inoltre i servizi (1,4 miliardi di € esportati nel 2015), sempre più importanti per il Veneto, tra i quali, ad esempio: servizi assicurativi e pensionistici, servizi di telecomunicazioni e di ingegneria. Con condizioni agevolate per i nostri professionisti per operare in Canada, tra cui: avvocati, commercialisti, architetti e ingegneri.

Il CETA inoltre aprirà l’opportunità alle aziende venete e italiane di poter partecipare alle gare d’appalto per forniture di beni e servizi al Governo Canadese.

Vi sono molti altri vantaggi che il CETA porta alle imprese venete e italiane. E vi sono poi enormi vantaggi per i consumatori, che potranno accedere a prodotti canadesi senza più l’obolo di dazi, consentendo loro una migliore offerta e un risparmio considerevole.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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LE NUOVE VIE DELLA SETA, NEL NOME DI MARCO POLO. IL VENETO TRA ASIA ED EUROPA.

LE NUOVE VIE DELLA SETA, NEL NOME DI MARCO POLO. IL VENETO TRA ASIA ED EUROPA.

6 Giugno 2017 1 Comment in editoriali news

In un convegno a Noventa di Piave l’8 giugno, Plebiscito.eu presenta le nuove opportunità che nascono per il Veneto alla luce dei grandi cambiamenti internazionali in corso

Ieri sera Report su Rai 3 ha mandato in onda un servizio sulle Nuove Vie della Seta. Si parlava di Genova, Taranto, Trieste e NON una parola su Venezia, che d’altro canto è l’unico punto menzionato da chi le promuove e finanzia per la gran parte, ovvero la Cina. Verrebbe quasi da pensare: ma quanto fastidio dà ancora Marco Polo ai politici italiani, a tanti secoli di distanza? Verrebbe anche da chiedersi se vale la pena pagare ancora il canone Rai, visto che fa della disinformazione il proprio biglietto da visita.

Se infatti è logico che si parli di Trieste, che assieme a Venezia, Koper (Capodistria), Rijeka (Fiume) fa parte del NAPA (associazione dei porti dell’Alto Adriatico), non si comprende bene perché la priorità di investimento dichiarata dal governo italiano sia, con tutto il rispetto, a Genova. Non è certo che si voglia ripristinare una stagione di “battaglie” tra repubbliche marinare, ma almeno riportare la questione sulla base della sua logica e naturale visione che viene da chi l’ha concepita.

Per tale ragione diventa di fondamentale importanza il convegno (ad ingresso gratuito) che Plebiscito.eu ha organizzato giovedì sera 8 giugno alle 20.30 a Noventa di Piave, presso il Base Hotel in Via Rialto 8 (all’uscita del casello autostradale di Noventa – San Donà di Piave).

Oltre a presentare lo stato dell’arte del nostro progetto politico, vi descriveremo infatti anche quali sono i grandi cambiamenti geopolitici e macroeconomici in corso, che vedono Venezia e il Veneto rappresentare il cardine dei nuovi corridoi di commercio internazionale delle Nuove Vie della Seta e il ruolo da protagonisti che in essi recitiamo, in splendida solitudine. Non parleremo solo delle Nuove Vie della Seta, o Belt and Road Initiative secondo l’ultima loro declinazione, ma anche di altri grandi progetti geostrategici quali per esempio il CETA, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada, che apre al Veneto altre enormi possibilità di sviluppo e di relazioni.

Ciò avviene in un momento in cui appare sempre più evidente che sono in corso enormi stravolgimenti degli equilibri globali che negli ultimi 70 anni avevano delineato il quadro in cui vivevamo. Oggi non è più così ed è bene capire qual è la direzione intrapresa e prepararsi ad intercettare le grandi opportunità che ne deriveranno.

Ciò implicherà prima di tutto la nostra indipendenza economica, di fatto e quindi come logica conseguenza anche la piena libertà di decidere del nostro destino di Repubblica Veneta indipendente, per poter prendere le scelte strategiche necessarie a tutela dei nostri interessi e per un progetto di crescita sostenibile per tutti.

La posta in gioco è molto alta e Plebiscito.eu presenterà cosa è stato fatto in questi tre anni da quando abbiamo deciso di avviare il nostro progetto strategico di indipendenza, che trae forza proprio dal ritrovato ruolo di baricentro di Venezia e del Veneto, tra Asia ed Europa, tra nord e sud del mondo.

L’invito a partecipare è rivolto a tutti.

 

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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