CATALONIA INDEPENDENCE IS LIKE THE NEW COLLAPSE OF THE BERLIN WALL
The declaration of Catalan independence for the European Union is comparable to the collapse of the Berlin Wall for Eastern Europe. Yesterday communism was defeated, today the logic of tax theft against European productive regions has been disbanded by old parasitic central states and now even disrespectful of the most basic human rights such as freedom of expression, reunion and association, even before anti-historical enemies of the right of self-determination protected by international law.
Asking the Catalans and the Venetians to continue to maintain Spanish and Italian casks is equivalent to asking Germany to pay Italy’s public debt: it is simply not fair, is not smart, is not cheap, it is not far-sighted. The independence of Catalonia today and Veneto tomorrow represents the victory of freedom against nationalism, tolerance against anti-democratic violence, culture against mystification.
Now it will open up a stage of mediation and consolidation of the will of the people and resistance to the rage of the heirs of Francisco Franco, who in these days have roared free to frighten the citizens in Catalonia, Valencia and all over Spain. The independence of Catalonia will also benefit Spain, which through democratization of its own political class will benefit from its future and the good of its people.
We express all our affection and support, our emotion of pure joy to the calm and brave Catalan citizens, to their intelligent leadership, to the valiant President Carles Puigdemont and to all the Catalan Parliament, in an hour of great importance for Catalonia, for all the Europe and the entire world, entering into a new phase of building stronger and peaceful relations between its peoples and states.
Gianluca Busato
President – Plebiscito.eu
L’INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA È COME UN NUOVO CROLLO DEL MURO DI BERLINO
La dichiarazione di indipendenza della Catalogna per l’Unione Europea è paragonabile al crollo del muro di Berlino per l’Europa dell’est. Ieri è stato sconfitto il comunismo, oggi viene dissacrata la logica del furto fiscale contro le regioni produttive europee da parte di vecchi stati centralisti parassitari e ora persino irrispettosi dei più basilari diritti umani quali la libertà di espressione, di riunione e di associazione, ancor prima che antistorici nemici del diritto di autodeterminazione tutelato dal diritto internazionale.
Chiedere ai catalani e ai veneti di continuare a mantenere le caste spagnole e italiane equivale a chiedere alla Germania di pagare il debito pubblico dell’Italia: semplicemente non è giusto, non è intelligente, non è economico, non è lungimirante. L’indipendenza della Catalogna oggi e del Veneto domani rappresentano la vittoria della libertà contro il nazionalismo, della tolleranza contro la violenza antidemocratica, della cultura contro la mistificazione.
Ora si apre una fase di mediazione e di consolidamento della volontà popolare e di resistenza alla rabbia degli eredi di Francisco Franco, che in questi giorni hanno scorazzato liberi di impaurire i cittadini in Catalogna, a Valencia e in tutta la Spagna. L’indipendenza della Catalogna farà il bene anche della Spagna, che attraverso una democratizzazione della propria classe politica potrà beneficiare per il proprio futuro e il bene della sua popolazione.
Esprimiamo tutto il nostro affetto e supporto, la nostra emozione di pura gioia ai tranquilli e coraggiosi cittadini catalani, alla sua leadership intelligente, al valoroso Presidente Carles Puigdemont e a tutto il parlamento catalano, in un’ora di grande importanza per la Catalogna, per l’Europa e per tutto il mondo che entra in una nuova fase di costruzione di relazioni più solide e pacifiche tra i suoi popoli e gli stati.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
INDEPENDENCE OF VENETO, OFFICIAL PRESENTATION OF “UNA X PER IL VENETO”
An interview with Gianluca Busato on the 2014’s referendum for the independence of Veneto and a debate with PD’s senator Simonetta Rubinato on “Catalonia, Veneto, Independence, Autonomy”
These are important days in Catalonia and the wind of independence blows strong all over Europe. Also in Veneto, where a digital referendum on independence has been voted in 2014 thanks of the organization of Plebiscito.eu, leaded by the venetian entrepreneur Gianluca Busato.
After the 2014’s referendum on independence, now the Italian government has challenged Busato and his desire for Venetian independence by sanctioning a non-binding “autonomy” referendum to be held on October 22.
In this particular situation, next Tuesday 17thOctober in Treviso, in Sala Verde in Palazzo Rinaldi’s Town Hall at 4 pm local time, will be officially presented “Una X per il Veneto” (www.referendumveneto.com), a new eBook which tells the real story about the referendum of independence of Veneto of march 2014, in which an overwhelming majority of 2.1 million citizens (89 percent of the vote) voted for independence of Venetian Republic.
The instant-book presents an interview with Gianluca Busato, president of Plebiscito.eu and organizer of that referendum, which explains the secret story of those days, the plans for independence that have arisen and future scenarios, from the “New Silk roads” to Cyber-Freedom and crypto-currencies. In the eBook has been published also an interview with Prof. Aleksandar Savanovic, Associate Professor at the Faculty of Political Sciences of the University of Banja Luka (Bosnia and Herzegovina) e Advisor to the Speaker of the House of Peoples Parliamentary Assembly of Bosnia and Herzegovina, which has conducting an extensive research on Veneto’s independence movement with a particular focus on 2014’s plebiscite.
The eBook also publishes the Final Report of the Commission of International Observers that certified the results of referendum.
During the presentation of “Una X per il Veneto” there will be also a public debate on “Catalonia, Veneto, Independence, Autonomy” with the presence of the authors Riccardo Rudelli, Paola Bonesu, Roberto Errichelli and of with Gianluca Busato and Simonetta Rubinato, senator for the Democratic Party in the Italian Parliament in Rome, which is one of the main supporters of 22nd October’s referendum on autonomy.
The President of the Veneto region, Luca Zaia, acted in April after the Constitutional Court of Italy authorised referenda, but only on greater autonomy for the region.
The question to be asked on October 22 is: “Do you want the Region of Veneto to be granted further and special forms and conditions of autonomy?” On the face of it, the answer will be an overwhelming Yes.
Busato wants to go much further, however. He said: “On October 22, they want you to vote for the utopia of autonomy in Veneto, an illusion that you will be granted by the Italian parliament. Every other day you can actively activate for the full independence of Veneto. This is only greater powers promised if people abandon independence”.
Plebiscito.eu recently also presented the first preview of its Crypto-State, a brand-new form of digital platform to support the creation of independent Veneto.
Gianluca Busato commented: “we take on this new challenge on the technological innovation soil, that is to say the field where even the most advanced legal/economic subjects and social deep changes can take their own shape”.
Plebiscito.eu – Press Office
PUÒ ESISTERE UN’EUROPA SENZA BARCELLONA E VENEZIA?
L’indipendentismo è la fondamentale disintermediazione civica che può salvare l’Europa
Nel momento in cui molti si chiedono quale sarà la direzione che sarà impressa dalla leadership catalana verso l’ottenimento dell’indipendenza della Catalogna, credo sia di fondamentale importanza ribadire alcune considerazioni fondamentali, anche alla luce della nostra particolare esperienza in Veneto.
In particolare è necessario illustrare le più pragmatiche e forse per molti aspetti poco note ragioni a favore dell’indipendenza del Veneto e più in generale di un’architettura realmente federalista dell’Unione Europea, che le possa garantire un’anima politica e la forza che un blocco geopolitico deve avere nell’era contemporanea. Ci soffermeremo pertanto su considerazioni che riguardano i diritti umani, le ragioni economiche e gli aspetti sistemici e geopolitici.
Diritti umani e autodeterminazione
La disintermediazione civica che proviene dall’indipendentismo catalano – e, per quanto riguarda il Veneto, dal nostro referendum digitale del 2014 – ha lo stesso impatto nei sistemi politici che ha avuto l’economia digitale nel sistema economico tradizionale. Si tratta di un fenomeno di innovazione disruptiva, che la classe politica ancora teme ed esorcizza e che in realtà dovrebbe essere compreso e fatto proprio come esercizio di governance in primis proprio dalla classe dirigente europea. Se lo si ostacolerà, è chiaro che esso continuerà a fluire dal basso come fenomeno di autoregolazione, ma con esiti talvolta difficilmente prevedibili e sicuramente di perturbazione, ma anche non eradicabile, in quanto scatterà a salvaguardia della difesa di diritti umani basilari, la libertà di espressione, di riunione, di associazione e anche di autodeterminazione sia a livello individuale sia di gruppi.
Non stiamo infatti nemmeno parlando del diritto di autodeterminazione, che pure va tutelato, ma di libertà pre-politiche, pre-costituzionali quali la libertà di espressione, la libertà di riunione, la libertà di associazione, che nei giorni scorsi lo stato spagnolo ha calpestato con la violenza e senza vergogna. E senza neanche un parola di rispetto del popolo da parte del re.
Per l’Europa rinunciare alla tutela di tali principi e libertà fondamentali significa rinunciare alla propria autorità morale, che in termini pratici è anche un tratto distintivo e unico del proprio “brand” nel mondo.
Ragioni economiche e sociali
I Piccoli stati sono più efficienti nelle loro decisioni e i loro cittadini stanno meglio di quelli dei grandi stati multinazionali (si veda “The Size of Nations” di Alberto Alesina per un approfondimento). L’elenco dei primi 15 stati al mondo con il pil pro capite (a parità di potere di acquisto) vede primeggiare stati della dimensione del Veneto se non inferiore, con l’eccezione degli Stati Uniti d’America, che rappresentano invece il blocco geopolitico federale più avanzato del mondo (e anche questo ci tornerà utile per le conclusioni) e dell’Arabia Saudita. I piccoli stati sono una salvaguardia delle libertà fondamentali e a poco vale la considerazione secondo cui molti tra gli stati con il pil pro capite più alto del mondo siano cosiddetti “paradisi fiscali”: è proprio il fatto che riescano a fare una concorrenza fiscale estrema una delle ragioni per cui accumulano vantaggio competitivo sui dinosauri antistorici. Il Veneto rappresenta la cartina di tornasole di tale dramma socio-economico, che ci vede intrappolati nel peggiore inferno fiscale del mondo, che si frappone de facto all’ingresso della Repubblica Veneta in Europa, come nazione prospera e che potrebbe contribuire enormemente allo sviluppo economico del continente. Se qualcuno ha poi bisogno di “casi di successo” anche nel passato, si pensi allo straordinario esempio di governance che ha storicamente rappresentato la Serenissima Repubblica di Venezia, ispirando per molti tratti potenze e nazioni di tutto il mondo, come la Gran Bretagna, l’Olanda e gli Stati Uniti d’America.
Inoltre, per fare un controesempio, se è vero che la Catalogna indipendente non potrebbe da subito entrare nella UE, è altrettanto vero che entrerebbe nell’EFTA, assieme a Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. I Paesi membri dell’EFTA se vogliono possono far parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che definisce l’area di libero scambio con l’Unione Europea, basandosi su 4 libertà: la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali. Solo la Svizzera ha deciso di non aderire anche al SEE, ma la Catalogna aderendo all’EFTA, potrà anche aderire automaticamente allo Spazio Economico Europeo. Questo per significare che con l’indipendenza potrà da subito far parte del mercato europeo comune. Risulta altrettanto evidente che tutti i Paesi membri della UE, compresa la Spagna (una volta scomparso l’effetto “emozionale” nazionalista), avrebbero l’interesse a far aderire quanto prima la Catalogna tra i suoi membri, in quanto rischierebbero di avere un vicino che potrebbe praticare una pericolosa concorrenza fiscale proprio grazie alla sua presenza nell’EFTA e al SEE.
Ragioni di superiorità sistemica.
L’Europa non può che essere federale, tutti i sistemi federali funzionano meglio e sono più adatti alla complessità della modernità, in quanto fanno propri i principi della cibernetica e sono più adatti all’era della società dell’informazione, della comunicazione, del commercio e della finanza globale, transnazionale, transcontinentale.
L’unico problema alla costituzione di un’Europa federale è che non è fisicamente né politicamente possibile passare da un sistema centralista a un sistema federale. Il processo intermedio e obbligato è l’allargamento interno dell’Unione Europea, che permetta alle regioni storiche di acquisire la propria indipendenza e quindi di co-decidere gli aspetti di rilevanza strategica europea con le altre nazioni libere d’Europa. In estrema sintesi, non può esistere alcuna Europa senza Edimburgo, Barcellona e Venezia. E non hanno alcuna ragione di esistere Roma e Madrid come mediatori per conto di Venezia e Barcellona, se c’è già Bruxelles.
Inoltre, per quanto ci riguarda, non si può non tenere in considerazioni i grandi cambiamenti geopolitici e macroeconomici in corso, con la realizzazione dei nuovi corridoi di commercio internazionale delle Nuove Vie della Seta: l’indipendenza del Veneto avverrà prima di tutto proprio per ragioni geopolitiche, data la centralità del Veneto nei nuovi corridoi internazionali tra Cina ed Europa e tra nord e sud del mondo.
Conclusioni
All’Unione Europea serve insomma una leadership che sappia far proprie alcune istanze fondamentali per assicurarne l’evoluzione necessaria.
- Difendere e tutelare le istanze di disintermediazione civica che sono emerse con il referendum catalano ora e per quanto ci riguarda con il plebiscito digitale veneto, favorendo l’istituto della democrazia diretta e digitale, sempre salvaguardando ovviamente i principi umani fondamentali.
- Salvaguardare le istanze economico-sociali e culturali delle regioni d’Europa che stanno portando avanti processi di emancipazione e di fattiva indipendenza dei propri territori e dei propri cittadini.
- Dare sostanza alle istanze di allargamento interno dell’Unione Europea, che tenga conto di un processo evidente a livello non solo europeo, bensì mondiale, con la triplicazione degli stati indipendenti che dal dopoguerra sono diventati da 70 a 200.
La domanda è: può esistere un’Europa senza Barcellona e Venezia? A noi la risposta pare ovvia e quindi anche le logiche determinazioni.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
ASOLO, 12 OTTOBRE: LE NUOVE VIE DELLA SETA, IL VENETO TRA CINA ED EUROPA
Il ruolo strategico globale di Venezia, nella storia ed oggi: da Lepanto alle Nuove Vie della Seta
Continua la serie di eventi pubblici “Le Nuove Vie della Seta, nel nome di Marco Polo. Il Veneto tra Asia ed Europa”, che stanno riscuotendo molto successo di pubblico.
Il prossimo appuntamento è per giovedì 12 ottobre alle 20.30 presso la Fornace dell’Innovazione in via Muson, 2/c ad Asolo (TV).
Dopo il successo registrato nei primi eventi della serie organizzati a Noventa di Piave, Oderzo e Grantorto, Plebiscito.eu presenterà lo stato dell’arte del nostro progetto politico: vi descriveremo anche quali sono i grandi cambiamenti geopolitici e macroeconomici in corso, che vedono Venezia e il Veneto rappresentare il cardine dei nuovi corridoi di commercio internazionale delle Nuove Vie della Seta e il ruolo da protagonisti che in essi recitiamo, in splendida solitudine.
Giovedì prossimo spiegheremo perché l’indipendenza del Veneto avverrà prima di tutto per ragioni geopolitiche, data la centralità del Veneto nei nuovi corridoi internazionali tra Asia ed Europa e tra nord e sud del mondo. Analogamente come nella storia avvenne in occasione della battaglia di Lepanto.
Spiegheremo inoltre quali sono i passaggi già delineati per la sua fattiva realizzazione. In questi giorni assistiamo alla pressione che la Spagna sta facendo sulla Catalogna per impedirne l’indipendenza. Il Veneto potrà liberarsi dal giogo italiano anche grazie alle lezioni che stiamo imparando in questi giorni e per le quali noi ci stiamo preparando con oltre 2 anni di duro lavoro quotidiano.

