[video] – “Aumento Iva, Balletto poco serio, dimostra l’incapacità del governo”
Pubblicata su TrevisoToday la nuova puntata del 21 aprile nella rubrica settimanale “Il leone di San Marco” di Gianluca Busato, a cura di Alvise Ludovico Crepet: “Aumento Iva, Balletto poco serio, dimostra l’incapacità del governo”.
22 OTTOBRE: 151 ANNI DOPO, DAL PLEBISCITO TRUFFA AL REFERENDUM BURLA?
Un nodo al collo del Veneto si sta stringendo con un cappio socio-economico e istituzionale, da cui si potrà uscire solo con il progetto di indipendenza di Plebiscito.eu, basato su tecnologia ed economia.
I governatori di Veneto e Lombardia hanno deciso che la data del referendum per l’autonomia sarà, su proposta del governatore Zaia, il prossimo 22 ottobre 2017. Sinceramente avremmo preferito un’altra data, dato che il 22 ottobre storicamente rappresenta un momento infausto per i veneti, e quantomeno per chi ne ha a cuore l’indipendenza.
In tale data infatti, precisamente il 21 e 22 ottobre dell’anno 1866 si celebrò il vergognoso plebiscito “truffa” che sancì l’annessione del Veneto all’allora regno d’Italia, con metodi che, anche per quel tempo, furono di totale illegittimità.
Ciò non sorprende più di tanto se pensiamo che il personaggio storico che ispira l’azione del governatore del Veneto è addirittura Napoleone, che 220 anni fa violò l’indipendenza della Serenissima Repubblica di Venezia. La memoria storica pertanto non pare proprio essere il punto forte di Zaia.
Al di là degli aspetti simbolici è però sul piano della sostanza che ci preoccupa nel caso del prossimo referendum di autonomia del Veneto.
Purtroppo infatti data la situazione attuale, l’obiettivo del governatore del Veneto di poter avere una autonomia fiscale “pari a quella delle province autonome vicine di Trento e Bolzano” pare essere tardivo, anche se fosse ottenuto. Rispetto a qualche anno fa l’aumento irresponsabile della spesa pubblica italiana non lascia più molti margini di autonomia, considerato anche il trend demografico che vede l’inesorabile invecchiamento della popolazione, con una curva di spesa previdenziale, che per il Veneto sta crescendo in media di oltre un miliardo e 300 milioni all’anno. L’effetto combinato di questi due fattori, entrambi causati dalla permanenza nello stato italiano e dall’asservimento alla sua politica folle, è pertanto destinato entro pochi anni ad azzerare o quasi il nostro surplus fiscale.
Il guaio è che non solo la politica, ma tutta la classe “dirigente” veneta, compresi imprenditori e altri “stakeholder” non sono minimamente consapevoli di ciò, oppure sottovalutano il nodo che si sta stringendo attorno al cappio socio-economico e istituzionale in cui ci siamo cacciati.
Ancora una volta di più quindi l’unica via d’uscita è rappresentata dall’indipendenza del Veneto. Obiettivo che d’altro canto esce, almeno per ora, da un ambito istituzionale. Almeno fintantoché il progetto di Plebiscito.eu, incentrato sull’uso sapiente di strumenti tecnologici ed economico-finanziari, ci permetterà di finalizzare il nostro percorso pacifico e civico di piena indipendenza nell’ambito di quanto previsto dal diritto internazionale in tema di autodeterminazione dei Popoli.
Per far ciò stiamo costruendo una struttura internazionale articolata di relazioni, che ci possa permettere di intercettare i grandi cambiamenti geopolitici e macroeconomici in corso che, ad esempio, vedono il prossimo 14 e 15 maggio riunirsi a Pechino decine e decine di leader mondiali per il più grande evento dell’anno sulle Nuove Vie della Seta.
Tanto da spingere la Svizzera a voler diventare il “banchiere della Cina”, mentre invece i Salvini locali fanno tornare di moda il vecchio “ingresso vietato ai cani e agli italiani”, con la chiusura notturna di alcuni valichi di frontiera. Slogan che viene adattato ai tempi: dato infatti l’aumento della sensibilità animalistica dai tempi di “Pane e Cioccolata”, ora i cani sono benvenuti nella Confederazione Elvetica, mentre gli italiani sono rappresentati dalla Banda Bassotti con il tricolore sul cappello.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
[video] – Il Leone di San Marco: “Aumentare le tasse per pagare la Pedemontana è una vigliaccata”
Ha preso il via su TrevisoToday la nuova rubrica settimanale “Il leone di San Marco” di Gianluca Busato, a cura di Alvise Ludovico Crepet. La prima puntata del 14 aprile si intitola:
“Aumentare le tasse per pagare la Pedemontana è una vigliaccata”
NASCE A TREVISO IL COORDINAMENTO DEGLI INDIPENDENTISTI E DEI LEGALITARI
Il nuovo soggetto presenterà le proprie liste in tutti i territori oggi oppressi dallo stato italiano. i primi portavoce sono Carlo Vivarelli, Vito Potenza e Gianluca Busato
[Treviso – 12 aprile 2017] – Domenica 9 aprile a Treviso si è tenuta la prima riunione dopo la costituzione (del 4 febbraio scorso) del Coordinamento Informale dei Movimenti Indipendentisti e Legalitari.
Il nuovo soggetto costituisce un soggetto informale di coordinamento tra i movimenti e i partiti indipendentisti di vari territori italiani ed europei, mentre i suoi obiettivi, che verranno creati e strutturati nel tempo, potranno essere formali, ma sempre con adesione volontaria di ciascun singolo movimento.
Il coordinamento nasce con una logica di apertura all’adesione di altri movimenti che siano in linea con i suoi principi.
Nel corso della prima riunione si è deciso di creare il sito internet del coordinamento, con dominio indleg.com (indipendentisti e legalitari) e di adottare quale simbolo un cerchio raffigurante l’Europa.
Il coordinamento tra le altre cose presenterà le proprie liste elettorali nel corso delle prossime elezioni a ogni livello, a cominciare dalle prossime elezioni ammmistrative di giugno in Toscana in cui si presenterà il Partito Indipendentista Toscano.
Proprio il candidato sindaco nel comune di San Marcello Piteglio (PT) e segretario del Partito Indipendentista Toscano Carlo Vivarelli è uno dei tre portavoce scelti dal Coordinamento, assieme a Vito Potenza, presidente di Popular Assembly Project nel Territorio Libero di Trieste e Gianluca Busato, presidente di Plebiscito.eu.
Carlo Vivarelli ha dichiarato: “il Partito Indipendentista Toscano vuole affermare con le sue politiche una nuova visione dell’Europa e del mondo che si basi sul riconoscimento delle nazioni non riconosciute“.
Vito Potenza ha dichiarato: “La Popular Assembly Project aderisce con vivo interesse a questo nuovo soggetto in quanto crede fermamente nella possbilità di stabilire nuovi equilibri geopolitici europei in una visione fitura nella quale i vari popoli possono ritrovare la dignità e il benessere delle quali un ssitema li ha privati“.
Gianluca Busato ha dichiarato: “la nascita del coordinamento degli indipendentisti e legalitari è un momento fondamentale per l’autodeterminazione dei popoli oppressi dallo stato italiano fallito, in quanto permetterà di attuare strategie finora impedite dal relativo poco peso politico di ciascun popolo nel contesto italiano, rispetto, ad esempio al peso proporzionale dei catalani in Spagna e degli Scozzesi in Gran Bretagna”.
Ufficio Stampa
Coordinamento – Indipendentisti e Legalitari
AL VENETO SERVE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE GLOBALE
Per uscire dal provincialismo italiano è necessario creare strutture tecnologiche, organizzative, economiche e relazionali che aprano il Veneto al mondo
Mentre ripartono le tensioni nel mondo con rapidi mutamenti di fronte anche a livello internazionale, ciò che pare immutabile è la lenta agonia dello stato italiano, che ahinoi coinvolge anche il Veneto nel suo degrado senza sosta.
Oggi lo spread tra btp e bund tedeschi decennali ha toccato quota 210, il livello più alto degli ultimi 3 anni. Ovviamente i giornali italiani danno la colpa all’avvicinarsi delle elezioni presidenziali francesi e alle incognite che potrebbero emergere, in particolare se dovessero vincere candidati estremi quali Le Pen o Mélenchon. In realtà chissà perché a scontare maggiormente queste tensioni è sempre lo spread italiano e non più quello spagnolo, ad esempio. Forse perché il vero pericolo per i mercati mondiali è proprio l’Italia, come scrive oggi anche il celebre Wall Street Journal?
Le ragioni sono ben note e sono essenzialmente economiche. Che derivano da problemi più profondi, sociali e culturali. Che hanno a loro volta una precisa origine storica proprio nella genesi dello stato italiano, che oggi rivela tutta la sua fragilità e inadeguatezza alle sfide della modernità.
A tal proposito ci fa piacere vedere che ora non siamo più solo noi di Plebiscito.eu tra l’altro a vedere per il Veneto un futuro di indipendenza in un quadro globale. Abbiamo letto infatti il programma di una nuovo soggetto nato all’interno del consiglio regionale che fa capo al consigliere Guadagnini che ha cambiato casacca dopo le elezioni e che evidentemente si è ispirato anche al nostro programma, parlando di “Veneto Globale” e rifacendosi ad autori quali Parag Khanna. Che, ricordiamolo, nel suo Connectography ha citato proprio la nostra esperienza del Plebiscito Digitale e della dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo 2014 quale esempio di azioni per l’autogoverno che possono favorire la competitività globale dei territori e delle regioni oggi sottoposte al dominio di stati centralisti.
Qual è allora la via concreta per realizzare tale programma ambizioso? Da un lato alcuni citano l’esigenza di “dimostrare di saper governare”, promuovendo la candidatura di liste elettorali comunali con la presenza di indipendentisti. Ciò può essere senz’altro utile da un punto di vista teorico, ma è altrettanto chiaro che la sua portata è limitata dal funzionamento stesso del sistema amministrativo italiano, che favorisce politiche di aumento della spesa pubblica e quindi anche della tassazione a ogni livello, anche quello regionale e locale, come abbiamo visto in questi giorni con la vergognosa introduzione della nuova tassa regionale per coprire lo sforamento di costi della pedemontana veneta. Lo stesso avviene poi a livello locale, dove prevale sempre una logica di spesa per l’acquisto di fatto del consenso.
Se quindi può andar bene ed essere giusto favorire la crescita di una classe dirigente che “faccia palestra” anche nelle istituzioni locali dello stato italiano, è altrettanto evidente che dobbiamo stare attenti che gli “esercizi” cui essa è sottoposta in tale fase di “training istituzionale” non siano del tutto inadatti a farla diventare una classe dirigente utile anche per una politica indipendentista e, più in generale, virtuosa e in linea con le esigenze di una società civile moderna.
Se così non fosse, rischiamo altrimenti di “allevare” politici per conto dei partiti italiani, che ad un certo punto faranno ciò che hanno fatto molti politici leghisti, che sono appunto diventati professionisti della politica infame italiana, con nostro grave danno, che ci ha fatto perdere almeno vent’anni e diverse occasioni storiche di libertà.
Più quindi che creare una classe dirigente italiana all’interno dei movimenti e partiti indipendentisti, credo sia necessaria selezionare, istruire, formare e motivare una classe dirigente “rivoluzionaria” indipendentista. Ovvero persone che sappiano vivere la loro eventuale esperienza amministrativa con una visione più elevata, che non li renda ostaggi della cleptocrazia italiana.
Per tale ragione, dato che tale sforzo richiederà del tempo e diverse risorse, noi diamo la priorità ad altri aspetti imprescindibili per la creazione di un modello veneto più virtuoso, che abbiamo sintetizzato come noto nelle “gambe” tecnologica ed economica della nostra organizzazione, in senso lato.
Se la componente tecnologica può risultare più semplice da intuire (si pensi solo alla portata e visibilità che proprio il Plebiscito Digitale ebbe per il solo fatto di aver fatto leva su internet), la parte economica è senz’altro più complessa da capire, ma anche più maledettamente urgente e prioritaria.
Oggi qualche prospettiva in più si è aperta con la crisi del sistema bancario veneto e italiano in generale, che ha fatto comprendere, tra le altre cose, come sia assurdo avere un sistema del credito interamente dipendente da esso. Come più volte abbiamo citato, infatti, negli Stati Uniti, ad esempio, le imprese ricavano finanziamenti dai sistemi di capitale privato (private equity, venture capital etc.) in quantità 9 volte superiori che dal sistema bancario.
La questione, inoltre, non è solo economico-finanziaria, ma anche strutturale proprio per la natura stessa che la rete imprenditoriale ed economica assume. In Italia infatti da sempre è presente una forma di capitalismo relazionale familiare e “familistico” che è del tutto deleterio e che ha causato molti danni e perdita storica di occasioni ad ogni livello. Si pensi solo a personaggi quali Montezemolo, Marcegaglia, Berlusconi, o De Benedetti, che si sono “impossessati” anche di strutture dello stato, dando forma alla più classica privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite, conferendo una inguaribile forma provinciale alla stessa Italia nel suo complesso.
È pertanto necessario dare vita quanto prima a una struttura relazionale globale che possa permettere agli imprenditori veneti di interfacciarsi direttamente con le strutture sovranazionali, bypassando i blocchi familistici presenti nello stato italico, sempre più autoreferenziale e prossimo al fallimento. Per tali ragioni è di fondamentale importanza proprio quanto sta realizzando la business community veneta di Plebiscito.eu Club.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu
