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Categoria: news

RICHIEDI ORA LA CARTA DI IDENTITÀ  DELLA REPUBBLICA VENETA

RICHIEDI ORA LA CARTA DI IDENTITÀ DELLA REPUBBLICA VENETA

8 Luglio 2016 10 Comments in editoriali news

id-cardL’Ufficio Centrale di Anagrafe della Repubblica Veneta è l’organo istituito con Decreto Legge governativo n. 1/2016 che ha il compito di tenere il registro elettronico dello stato civile e di rilasciare i documenti di identità emessi dalla Repubblica Veneta.

“Ogni persona ha il diritto di ottenere un documento d’identità” (art. 6 c. 1 D.L. R.V. n. 1/2016).

Per fare richiesta del proprio documento di identità è necessario effettuare il pagamento con carta di credito del tributo previsto (pari a 15,00 € per i maggiorenni e a 10,00 € per i minori, che devono fornire anche il consenso scritto del genitore) e compilare i dati del questionario.

Ogni richiedente deve inviare la propria foto all’atto del completamento del questionario di richiesta.

Requisiti della foto

  • Deve essere possibile identificare univocamente la persona sulla base della foto
  • la persona deve essere rappresentata nella foto:
    • in faccia,
    • con un’espressione neutra e la bocca chiusa,
    • senza copricapo,
    • con gli occhi aperti e lo sguardo deve essere diretto verso la lente della fotocamera.
  • Deve essere una foto a colori, con dimensioni di 40 x 50 mm.
  • L’area tra il mento e la parte superiore della testa deve riempire il 70-80% dell’altezza verticale della foto.
  • Gli occhiali sono ammessi, se gli occhi non sono coperti da montature per occhiali e non ci sono “effetti di luce” dalla riflessione degli occhiali.
  • La foto deve essere stata scattata nei 6 mesi precedenti la presentazione della domanda.
  • I capelli non possono coprire il viso né creare ombre sul viso.
  • La foto non deve avere impronte, graffi o altri difetti.
  • Il colore di gamma della fotografia deve avere lo spettro naturale (non può essere sovraesposta né sottoesposta).
  • Lo sfondo della fotografia deve essere non sfumato, mono-colore, di colore brillante (i colori raccomandati sono azzurro, beige, marrone chiaro, grigio chiaro o bianco) e in contrasto con il colore del viso e dei capelli.
  • Non è permesso  l’effetto “occhi rossi” nella foto né la sua rimozione tramite software.

Sarà possibile a breve richiedere il documento rivolgendosi anche all’Ufficio Pubblico Territoriale più vicino.

id-card-2Il richiedente ha l’obbligo di dire la verità: in caso di falsa dichiarazione egli si espone alle pene previste per falsa dichiarazione a un funzionario della Repubblica Veneta.

Dopo aver compilato il questionario, si deve attendere l’esito della prima verifica da parte dell’autorità di rilascio. Se la verifica dei dati ha esito positivo, si procede alla creazione e alla consegna del documento presso l’ufficio pubblico territoriale più vicino, che svolgerà la definitiva identificazione del richiedente al momento del rilascio che avverrà di persona. I tempi necessari che intercorrono tra la richiesta e l’effettivo rilascio sono di circa 30 giorni.

Il documento di identità della Repubblica Veneta emesso ha validità di 5 anni, rinnovabile per successivi 5, fatto salvo quanto previsto dall’art. 12 del D.L. R.V. n. 1/2016. Il documento di identità della Repubblica Veneta permetterà inoltre di accedere alle funzionalità del Cripto-Stato Veneto alle persone che hanno effettuato la prenotazione, quando esse saranno rese disponibili (tempi minimi di attivazione tra i 6 e i 18 mesi).

Richiedi ora il tuo documento di identità della Repubblica Veneta!

Richiesta documento di identità per persona maggiorenne (se sei minorenne, effettua la richiesta da questa pagina)

Pagamento tributo (obbligatorio)




Compilazione Questionario (obbligatorio)

    Richiesta di documento di identità della Repubblica Veneta. Il richiedente ha l’obbligo di dire la verità: in caso di falsa dichiarazione egli si espone alle pene previste per falsa dichiarazione a un funzionario della Repubblica Veneta.

    Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro sul mio onore che quanto di seguito riportato corrisponde a verità.

    Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Plebiscito.eu al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web https://plebiscito.eu/privacy

     

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    IL CONTRATTO SOCIALE DIGITALE DELLA REPUBBLICA VENETA

    IL CONTRATTO SOCIALE DIGITALE DELLA REPUBBLICA VENETA

    6 Luglio 2016 8 Comments in editoriali news

    Ogni uomo è libero di scegliersi lo stato e il governo preferito, indipendentemente da dove abita

    venetoRevolution_08Le minoranze, gli individui e tutti coloro che non si riconoscono nel potere monopolista di uno stato territoriale, come l’Italia, oggi non hanno più l’esigenza di doverlo combattere fisicamente.

    E ben presto, grazie alla tecnologia informatica e agli strumenti economico-finanziari moderni (utilizzati da Plebiscito.eu), nemmeno dovranno spostarsi da esso per liberarsene.

    Infatti sarà sufficiente che le persone che condividono l’ideale, la cultura, o che semplicemente si riconoscono nell’insieme di valori, di responsabilità e di diritti contraddistinti dal contratto sociale “digitale” della Repubblica Veneta, lo sottoscrivano, si uniscano al suo ambito digitale strutturato contraddistinto da tali regole e consuetudini, per il numero di anni che vorranno. Basta contratti a vita, non voluti né tantomeno firmati!

    Questa è la grande concezione che sta alla base della Repubblica Veneta digitale. Ti piace e vuoi farne parte? Ti iscrivi, vi entri e ne usufruisci. Non ti piace? Puoi restarne fuori, rimanendo fedele allo stato territoriale che ami.

    Lo stato, la politica sono come lo sport, o come la religione: ogni uomo è libero di scegliere ciò che preferisce, indipendentemente da dove abita. La panarchia – questo è il suo nome – fino ad oggi era solo una straordinaria teoria e ora diventa pratica reale, grazie a Plebiscito.eu.

    Noi stiamo costruendo la nostra “casa” comune digitale nella quale le persone potranno offrire e ricevere servizi e prodotti tangibili e intangibili, pagandoli con una valuta digitale di tale comunità, che potranno poi liberamente utilizzare come vorranno, anche scambiandola in altre monete tradizionali oppure digitali.

    Non avremo nemmeno bisogno di esercitare il monopolio sul territorio veneto né limitarci ad esso. Non avremo nemmeno il problema di coscienza di essere “leali” verso un altro stato territoriale, in primis quello italiano, in quanto nessuno degli utenti digitali della Repubblica Veneta ha mai firmato alcun contratto sociale con nessuno stato territoriale: ci è stato imposto!

    E se lo stato italiano richiede la conoscenza delle proprietà in criptovaluta veneta di un cittadino che egli ritiene essere di “sua” proprietà, deve – senza aiuto di nessuno – darsi da fare per rubare e decriptare le informazioni che l’utente digitale della Repubblica Veneta possiede in forma anonima. Il che sarà difficile, in quanto la struttura informatica sarà decentrata e non controllabile e certificata dalla Repubblica Veneta stessa.

    I cittadini e i residenti digitali della Repubblica Veneta non sono tenuti ad alcuna forma di fedeltà verso lo stato territoriale di origine che ne pretende invece il controllo biopolitico monopolistico, perché ogni uomo che si vede privato dei propri diritti fondamentali inalienabili tra i quali la vita, la libertà e il perseguimento della felicità da parte di un qualsiasi stato territoriale ha ogni sacrosanta ragione di difendersi da esso con il silenzio e con ogni altro mezzo pacifico atto a garantirgli la difesa dei propri diritti inalienabili, compresa la reticenza. E compresa persino la bugia a fin di bene.

    E tra tali uomini vi sono a buona ragione i veneti e tutti coloro che condividono i nostri principi e che si vedranno garantito l’accesso al Cripto-Stato Veneto.

    Noi non facciamo alcuna guerra all’Italia.

    Semplicemente la trascendiamo, la superiamo, ce ne disinteressiamo e disintermediamo: ce ne liberiamo pacificamente, riappropriandoci delle nostre facoltà essenziali di uomini oppressi da un potere governativo assoluto e che non vorrebbe la concorrenza.

    Peccato però che arriva il giorno in cui allo stato-territoriale-di-neanderthal si affianca lo stato-paniarchico-non-territoriale-digitale-sapiens e quindi a quel punto la partita è vinta dal secondo per manifesta superiorità, altrochè mancanza di concorrenza!

    E non ci servono nemmeno TUTTI i cittadini digitali veneti presenti nel territorio veneto né TUTTI i residenti digitali veneti presenti in altri territori con confini di qualsiasi tipo. Al Cripto-Stato Veneto interessano solo coloro che vorranno farne parte: potranno accedervi tutti coloro che gradiranno e faranno proprio il suo contratto sociale digitale, che trova i propri punti salienti nei principi fondanti della Repubblica Veneta.

    Non intendiamo di certo esercitare la dittatura della maggioranza verso chi non ama la Repubblica Veneta: anzi, non vogliamo proprio come cittadini coloro che non vogliono aderirvi, né loro saranno obbligati a farne parte contro la loro volontà!

    Che ci siano 1000, 100.000, o 10 milioni di utenti digitali della Repubblica Veneta, dovunque essi abitino e con qualunque concentrazione territoriale non cambierà di una virgola il funzionamento del Cripto-Stato.

    Certo, alcune proprietà, come quelle immobiliari, inizialmente magari non potranno trovare la completa alienazione dallo stesso territoriale italiano, ma stiamo lavorando anche su tale fronte, in quanto gli strumenti della modernità sono straordinari anche sul fronte giuridico internazionale.

    Se il progetto di Plebiscito.eu ti piace e lo desideri tanto da volerlo accelerare, allora non ti resta che prenotare la tua carta di identità digitale per accedere alla Repubblica Veneta digitale. Fallo oggi stesso!

    Gianluca Busato
    Presidente – Plebiscito.eu

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    ITALIA IN UN VICOLO CIECO, SECESSIONE DIGITALE UNICA SALVEZZA

    ITALIA IN UN VICOLO CIECO, SECESSIONE DIGITALE UNICA SALVEZZA

    5 Luglio 2016 1 Comment in editoriali news

    Il Cripto-Stato della Repubblica Veneta è la realizzazione concreta di una forma panarchica di stato indipendente non-territoriale che porterà i veneti a disintermediarsi tecnologicamente dal burosauro italiano

    Slide41In queste ore si sta verificando quanto da tempo avevamo previsto, ovvero un attacco speculativo verso il sistema bancario italiano e in particolare verso il Monte Paschi di Siena, al punto da costringere il governo italiano a sfidare le normative bancarie europee attraverso un’iniezione di capitale con aiuti di stato mascherati attraverso magari l’ausilio di comodo del fondo Atlante 2.

    Al di là di come il burosauro italico cercherà di salvarsi da tale drammatica situazione finanziaria, emerge un quadro generale estremamente preoccupante, con possibilità di intaccare addirittura la stabilità dell’eurozona già in fibrillazione dopo la Brexit.

    A suo tempo avevamo lanciato alla classe dirigente europea un salvagente rispetto alla drammatica situazione italiana odierna, che non riguarda il solo sistema bancario, ma potrebbe estendersi velocemente al sistema-paese: il riconoscimento internazionale dell’indipendenza della Repubblica Veneta avrebbe infatti permesso di gestire un salvataggio finanziario italiano attraverso il conseguente surplus che questa avrebbe generato permettendo di attuare un piano concreto di stabilizzazione.

    Oggi chiaramente tale percorso è diventato più complesso da attuare e quindi qualche mese fa abbiamo iniziato a creare le condizioni per l’esercizio dell’indipendenza in modo diretto, senza dover dipendere inizialmente per forza da riconoscimenti esterni di altri stati.

    Ecco quindi che abbiamo dato vita a un complesso piano strategico basato principalmente sull’utilizzo di due strumenti pacifici che il progresso umano ci ha messo a disposizione: l’economia e la tecnologia.

    L’economia ci consentirà infatti di creare un modello virtuoso che permetta ai capitali privati di usufruire delle opportunità di business che derivano dall’appartenenza a una rete di relazioni privilegiate e di carattere riservato per la creazione di progetti economici e per il coinvolgimento in opportunità imprenditoriali e di lavoro di portata internazionale. Questa rete è la business community veneta creata da Plebiscito.eu® Club. Tale modalità ha tra l’altro l’enorme vantaggio di non dipendere dal sistema creditizio bancario, ma appunto su sistemi di capitali privati di venture capital che, ad esempio, negli USA portano fondi alle imprese in quantità 9 volte superiori rispetto alle banche.

    La tecnologia, con l’ausilio dell’economia, ci permetterà nel contempo di creare una complessa infrastruttura informatica basata su blockchain, che darà vita a un cripto-stato veneto decentralizzato e che permetterà ai cittadini veneti che vi aderiranno di condurre transazioni e avere relazioni anonimizzate alle terze parti e certificate dal cripto-stato veneto stesso. In tal modo realizzeremo la completa indipendenza della Repubblica Veneta attraverso la disintermediazione tecnologica rispetto allo stato italiano.

    Tale concezione trova una propria nell’ideale panarchico teorizzato dallo studioso belga Paul Émile de Puydt, che nel 1860 predisse una forma di governo che ne trascende ogni altra. Essa deriva dal diritto degli individui di potersi scegliere la forma di governo preferita, indipendentemente da dove fisicamente vivano.

    Il Cripto-Stato della Repubblica Veneta è appunto la realizzazione concreta di una forma panarchica di stato indipendente non-territoriale.

    Riportiamo a tal proposito di seguito la traduzione del testo originale in inglese tratto da “Panarchy: Political Theories of Non-Territorial States” di Aviezer Tucker e Gian Piero de Bellis, che spiega in modo stupefacente come il progetto moderno di indipendenza del Veneto concepito da Plebiscito.eu sia la più avanzata innovazione sociale in tema di battaglie politiche contemporanee.

    “La Panarchia non è una comunità utopica nel deserto o nel mare o sul pianeta Marte, si tratta di un quadro meta-politico che consente ai migliori stati di emergere e competere per i cittadini in un mercato globale. La Panarchia consente la secessione di gruppi, ontologicamente riducibili a un insieme di individui, che decidono di uscire insieme. Ma la secessione non-territoriale da stati non territoriali (o territoriali) non implica la costruzione di confini o il movimento delle persone. Le persone che secedono non devono arrivare a vivere insieme. Essi possono essere collegati anche in una forma minima come in una rete digitale”.

    O come nel Cripto-Stato Veneto indipendente.

    Gianluca Busato
    Presidente – Plebiscito.eu

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    4 LUGLIO E 21 MARZO: DUE DATE CHE SEGNANO L’INIZIO DELL’INDIPENDENZA DEGLI USA E DELLA REPUBBLICA VENETA

    4 LUGLIO E 21 MARZO: DUE DATE CHE SEGNANO L’INIZIO DELL’INDIPENDENZA DEGLI USA E DELLA REPUBBLICA VENETA

    4 Luglio 2016 2 Comments in editoriali news

    240 anni or sono partiva il processo di indipendenza degli Stati Uniti d’America con la dichiarazione di Philadelphia, analogamente a quanto è avvenuto a Treviso il 21 marzo di 2 anni fa per il Veneto indipendente.

    weekend-4-luglio-capannina-672x372Il 4 luglio 1776, di cui oggi ricorre il 240° anniversario, è una data importante per chiunque abbia a cuore la libertà e l’indipendenza.

    Fu infatti in tale giorno che tredici colonie britanniche della costa atlantica nordamericana dichiararono la propria indipendenza dall’Impero britannico, esponendo le proprie ragioni che le avevano indotte a tale passo siglando e rendendo effettiva la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America.

    Fu una sorta di Brexit dell’epoca, in senso contrario a quella del 23 giugno scorso, che diede inizio alla storia di indipendenza della più importanza superpotenza della nostra epoca.

    La vita istituzionale degli Stati in realtà iniziò alcuni anni dopo, in quanto alla dichiarazione di indipendenza seguirono diversi anni di conflitti, che si conclusero solo nel 1782. Fu solo con la firma del trattato di pace di Parigi del 3 settembre 1783, più di sette anni dopo la dichiarazione di indipendenza, che la Gran Bretagna riconobbe l’indipendenza delle tredici colonie d’oltreatlantico. La Costituzione degli Stati Uniti d’America fu quindi finalizzata il 17 settembre 1787 e ratificata l’anno successivo, mentre il primo presidente degli USA, George Washington, entrò in carica solo nel 1789.

    La data che oggi tutti ricordano, oggi festività nazionale statunitense (“giorno dell’indipendenza”) è quella che diede inizio a tale processo in modo formale, il 4 luglio 1776.

    Ci vollero 7 anni per renderla effettiva e 13 per dare inizio all’effettivo esercizio di indipendenza e del potere costituzionale.

    Schermata 2014-03-22 alle 03.26.08Nella ricorrenza odierna corre l’obbligo di ricordare anche il processo di libertà e indipendenza della Repubblica Veneta. Il processo in corso ha più di qualche analogia con l’esempio statunitense, seppure in modalità del tutto differenti rispetto ad esso.

    Anche nel nostro caso, infatti, la dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo 2014 a Treviso segna l’inizio del processo di libertà, grazie alla vittoria plebiscitaria nel referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo. La nostra battaglia si attua con mezzi diversi rispetto a quello americana. Il progresso civile e umano degli ultimi 2 secoli ci consente di agire rifiutando ogni uso della violenza, come sancito nei principi fondanti della Repubblica Veneta. Le “armi” della modernità che nel frattempo sono emerse sono, in particolare, l’economia e la tecnologia.

    L’economia ci può consentire di creare un modello virtuoso che permetta ai capitali privati di usufruire delle opportunità di business che derivano dall’appartenenza a una rete di relazioni privilegiate e di carattere riservato per la creazione di progetti economici e per il coinvolgimento in opportunità imprenditoriali e di lavoro di portata internazionale. Questa rete è la business community veneta creata da Plebiscito.eu® Club.

    La tecnologia, con l’ausilio dell’economia, ci consente di creare una complessa infrastruttura informatica basata su blockchain, che darà vita a un cripto-stato veneto decentralizzato e che permetterà ai cittadini veneti che vi aderiranno di condurre transazioni e avere relazioni anonimizzate alle terze parti e certificate dal cripto-stato veneto stesso.

    Tale realizzazione sublima l’ideale panarchico dello studioso belga Paul Émile de Puydt, che nel 1860 predisse una forma di governo che ne trascende ogni altra. Essa deriva dal diritto degli individui di potersi scegliere la forma di governo preferita, indipendentemente da dove fisicamente vivano. L’estensione di tale concetto porta alla creazione di una forma di governo che può essere portata all’estremo, fino a non dipendere da un territorio fisico, grazie alla disintermediazione tecnologica. Tale intuizione trova il primo esempio nella stessa Estonia, che ci aveva già ispirato giuridicamente per l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto attraverso strumenti di telecomunicazione (internet e telefono). La stessa Estonia, di fronte al rischio di perdere il proprio territorio, ha esteso il concetto di residenza alla rete internet, inventando la residenza digitale. La Repubblica Veneta ha mutuato tale intuizione a propria volta estendola al concetto di cittadinanza, creando la cittadinanza digitale. Nel nostro caso, infatti, la sfida rispetto a quella estone è a chiasmo: ovvero noi il territorio ancora non lo controlliamo, ma ci prepariamo al futuro, quando l’esercizio dell’indipendenza sarà anche su di esso. Nel frattempo, creiamo una struttura panarchica e democratica attraverso la rete internet, con l’utilizzo di tecnologie di criptazione e di registrazione decentralizzate e non espugnabili da stati terzi.

    Come nel caso degli Stati Uniti d’America, la finalizzazione del processo richiederà del tempo dal suo inizio. Una volta completato, festeggeremo il nostro giorno dell’indipendenza il 21 marzo, nel ricordo della dichiarazione effettuata a Treviso nel 2014, analogamente a come oggi gli USA festeggiano il loro “Independence Day”, in memoria del 4 luglio 1776 di 240 anni or sono, quando resero effettiva la dichiarazione di Philadelphia.

    Gianluca Busato
    Presidente – Plebiscito.eu

    —

    Di seguito riportiamo il testo tradotto della dichiarazione di indipendenza, che riveste importanza fondamentale cui ispirarsi per ogni nazione che aspiri alla propria libertà. In particolare ci piace ricordare come tale scritto sancisca in modo originale e inedito il diritto al perseguimento della felicità, a fianco ad altri inalienabili diritti dell’uomo quali la vita e la libertà.

    —

    stone.tif

    In Congresso, 4 luglio 1776,

    La unanime Dichiarazione dei tredici stati Uniti d’America,

    Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.

    Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

    Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d’un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire. Tale è stata la paziente sopportazione delle Colonie e tale è ora la necessità che le costringe a mutare quello che è stato finora il loro ordinamento di governo. Quella dell’attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un’assoluta tirannia su questi Stati. Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all’esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede.

    1) Egli ha rifiutato di approvare leggi sanissime e necessarie al pubblico bene.

    2) Egli ha proibito ai suoi governatori di approvare leggi di immediata e urgente importanza, se non a condizione di sospenderne l’esecuzione finché non si ottenesse l’assentimento di lui, mentre egli trascurava del tutto di prenderle in considerazione.

    3) Egli ha rifiutato di approvare altre leggi per la sistemazione di vaste zone popolate, a meno che quei coloni rinunciassero al diritto di essere rappresentati nell’assemblea legislativa – diritto di inestimabile valore per essi e temibile solo da un tiranno.

    4) Egli ha convocato assemblee legislative in luoghi insoliti, incomodi e lontani dalla sede dei loro archivi, al solo scopo di indurre i coloni, affaticandoli, a consentire in provvedimenti da lui proposti.

    5) Egli ha ripetutamente disciolte assemblee legislative solo perché si opponevano con maschia decisione alle sue usurpazioni dei diritti del popolo.

    6) Dopo lo scioglimento di quelle assemblee si è opposto all’elezione di altre: ragion per cui il Potere legislativo, che non può essere soppresso, è ritornato, per poter funzionare, al popolo nella sua collettività, – mentre lo Stato è rimasto esposto a tutti i pericoli di invasioni dall’esterno, e di agitazioni all’interno.

    7) Egli ha tentato di impedire il popolamento di questi Stati, opponendosi a tal fine alle leggi di naturalizzazione di forestieri rifiutando di approvarne altre che incoraggiassero la immigrazione, e ostacolando le condizioni per nuovi acquisti di terre.

    8) Egli ha fatto ostruzionismo all’amministrazione della giustizia rifiutando l’assentimento a leggi intese a rinsaldare il potere giudiziario.

    9) Egli ha reso i giudici dipendenti solo dal suo arbitrio per il conseguimento e la conservazione della carica, e per l’ammontare e il pagamento degli stipendi.

    10) Egli ha istituito una quantità di uffici nuovi, e mandato qui sciami di impiegati per vessare il popolo e divorarne gli averi.

    11) Egli ha mantenuto tra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso dell’autorità legislativa.

    12) Egli ha cercato di rendere il potere militare indipendente dal potere civile, e a questo superiore.

    13) Egli si è accordato con altri per assoggettarci a una giurisdizione aliena dalla nostra costituzione e non riconosciuta dalle nostre leggi, dando il suo assentimento alle loro pretese disposizioni legislative miranti:

    1. a) acquartierare tra noi grandi corpi di truppe armate;
    2. b) proteggerle, con processi da burla, dalle pene in cui incorressero per assassinii commessi contro gli abitanti di questi Stati;
    3. c) interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo;
    4. d) imporci tasse senza il nostro consenso;
    5. e) privarci in molti casi dei benefici del processo per mezzo di giuria;
    6. f) trasportarci oltremare per esser processati per pretesi crimini;
    7. g) abolire il libero ordinamento dileggi inglesi in una provincia attigua, istituendovi un governo arbitrario, ed estendendone i confini sì da farne nello stesso tempo un esempio e un adatto strumento per introdurre in queste Colonie lo stesso governo assoluto;
    8. h) sopprimere le nostre carte statutarie, abolire le nostre validissime leggi, e mutare dalle fondamenta le forme dei nostri governi;
    9. i) sospendere i nostri corpi legislativi, e proclamarsi investito del potere di legiferare per noi in ogni e qualsiasi caso.

    Egli ha abdicato al suo governo qui, dichiarandoci privati della sua protezione e facendo guerra contro di noi.

    Egli ha predato sui nostri mari, ha devastato le nostre coste, ha incendiato le nostre città, ha distrutto le vite del nostro popolo.

    Egli sta trasportando, in questo stesso momento, vasti eserciti di mercenari stranieri per completare l’opera di morte, di desolazione e di tirannia già iniziata con particolari casi di crudeltà e di perfidia che non trovano eguali nelle più barbare età, e sono del tutto indegni del capo di una nazione civile.

    Egli ha costretto i nostri concittadini fatti prigionieri in alto mare a portare le armi contro il loro paese, a diventare carnefici dei loro amici e confratelli, o a cadere uccisi per mano di questi.

    Egli ha incitato i nostri alla rivolta civile, e ha tentato di istigare contro gli abitanti delle nostre zone di frontiera i crudeli selvaggi indiani la cui ben nota norma di guerra è la distruzione indiscriminata di tutti gli avversari, di ogni età, sesso e condizione.

    A ogni momento mentre durava questa apprensione noi abbiamo chiesto, nei termini più umili, che fossero riparati i torti fattici; alle nostre ripetute petizioni non si è risposto se non con rinnovate ingiustizie. Un principe, il cui carattere si distingue così per tutte quelle azioni con cui si può definire un tiranno, non è adatto a governare un popolo libero.

    E d’altra parte non abbiamo mancato di riguardo ai nostri fratelli britannici. Di tanto in tanto li abbiamo avvisati dei tentativi fatti dal loro parlamento di estendere su di noi una illegale giurisdizione. Abbiamo ricordato ad essi le circostanze della nostra emigrazione e del nostro stanziamento in queste terre. Abbiamo fatto appello al loro innato senso di giustizia e alla loro magnanimità, e li abbiamo scongiurati per i legami dei nostri comuni parenti di sconfessare queste usurpazioni che inevitabilmente avrebbero interrotto i nostri legami e i nostri rapporti.

    Anch’essi sono stati sordi alla voce della giustizia, alla voce del sangue comune. Noi dobbiamo, perciò, rassegnarci alla necessità che denuncia la nostra separazione, e dobbiamo considerarli, come consideriamo gli altri uomini, nemici in guerra, amici in pace.

    Noi pertanto, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso generale, appellandoci al Supremo Giudice dell’Universo per la rettitudine delle nostre intenzioni, nel nome e per l’autorità del buon popolo di queste Colonie, solennemente rendiamo di pubblica ragione e dichiariamo: che queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, stati liberi e indipendenti; che esse sono sciolte da ogni sudditanza alla Corona britannica, e che ogni legame politico tra esse e lo Stato di Gran Bretagna è, e deve essere, del tutto sciolto; e che, come Stati liberi e indipendenti, essi hanno pieno potere di far guerra, concludere pace, contrarre alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli stati indipendenti possono a buon diritto fare. E in appoggio a questa dichiarazione, con salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegniamo le nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.

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    FROM BREXIT TO TRANSATLANTIC SECESSIONS

    FROM BREXIT TO TRANSATLANTIC SECESSIONS

    29 Giugno 2016 0 Comments in editoriali news

    If isolationist politicians like Farage and Trump will succeed, they will involuntarily lead the interconnected global megacities to independence, from London to California and the East Coast

    secedeThe political visibility enjoyed by disruptive exponents such as Nigel Farage and Donald Trump is the natural result of some particular problems affecting both the   English and the American middle classes, since their economies have shown to grow up, albeit in different ways.

    As in the US, where the benefits resulting from the economic growth are greater in the East and West Coast megacities (to paraphrase Parag Khanna) and lower in the rural areas of the central states, the same paradigm is valid for England, where welfare is higher in London than in the rest of the country. Both the geographical maps for the political results favourable to Brexit and the political consent gathered by Donald Trump do follow this paradigm, which becomes more and more evident as the time goes by.

    The interests of mega-cities like London, California amd the East Cost metropolis are different if compared to the interests of the less densely populated areas. This trend will turn out to be extreme in the future to come, bringing the most technologically and professionally educated population groups to move towards the mega cities, increasing the amount of  the less educated and underpaid population living in the central/rural areas. In the past, the European societies tried to repair this delta with the failed socialistic  welfare state (which in Italy has found its maximum expression), carrying out ignorant populism and nationalism that simply ride the discontent of those who do not possess the tools to compete with the rest of the civil world now and tomorrow.

    London-SamIf the political representatives of the rising states will be expression of the less developed part of their population, it will be unavoidable that the political communities of the megacities will split up, making themselves independent. This concept is valid as for the US as for England (talking about “Great Britain” seems almost absurd now, considering the remarkable acceleration of Scotland towards its independence after Brexit).

    The political interests of all those realities are too different for the self-sufficient populism of Farage or Trump (for example) being able to find out valid compromise solutions.

    Moreover, the megacities have the economic, technological and relational tools that will allow them to quickly and easily create an effective path towards their full independence, easily attracting the consent of the political elite, financial and global industry.

    This is the same path that Plebiscito.eu is following in a complex framework for Veneto, taking into account every projectual aspect: from the creation of the digital crypto state to the creation of a developed economic and financial architecture based on new systems of private venture capital, just started up with the business community Plebiscito.eu Club.

    The present and the coming future are for the interconnected global civilization to live and anyone who will try to obstruct this process with silly and unuseful jumps in the past, will simply isolate himslef from the rest of the world which, on the other hand, will move fast to  independence from the self-sufficient/nationalistics parasites, as in Europe as in any part of the world.

    Gianluca Busato
    Plebiscito.eu – President

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